{"id":15880,"date":"2021-07-07T01:22:40","date_gmt":"2021-07-07T01:22:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15880"},"modified":"2021-07-07T01:22:40","modified_gmt":"2021-07-07T01:22:40","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-842","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15880","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong>TEATRO SAN CARLO<\/strong><\/p>\n<p><strong>REGIONE LIRICA \u2013 II Edizione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Juraj Val\u010duha<\/strong><strong> dirige Prokof\u2019ev e <\/strong><strong>Cha\u010daturjan<\/strong><\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 7 luglio 2021 ore 20,15<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Giunge al terzo appuntamento <strong>Regione Lirica<\/strong>, manifestazione del <strong>Teatro di San Carlo<\/strong> in <strong>Piazza del Plebiscito<\/strong> sostenuta dalla <strong>Regione Campania<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo il successo di <em>Carmen<\/em> e del Balletto <em>La bella addormentata \/ Il Lago dei cigni<\/em> sar\u00e0 la volta del concerto che vedr\u00e0 protagonisti <strong>mercoled\u00ec 7 luglio 2021 alle ore 20,15<\/strong> <strong>l\u2019Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo.<\/strong><\/p>\n<p>Sul podio<strong> Juraj Val\u010duha <\/strong>che diriger\u00e0 la <strong><em>Suite n. 2 per orchestra<\/em><\/strong>, tratta dal balletto in tre atti <strong><em>Spartacus<\/em> <\/strong>di <strong>Aram Cha\u010daturjan<\/strong> e la cantata di <strong>Sergej Prokof&#8217;ev <\/strong><em><strong>Alexander Nevskij<\/strong><\/em><strong>\u00a0<em>Op. 78<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Mezzosoprano <strong>Ekaterina<\/strong> <strong>Semenchuck, <\/strong>Maestro del Coro <strong>Jos\u00e8 Luis Basso<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto tratta dal programma di sala<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Voci dalla Russia nel Novecento:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Aram Cha\u010daturjan e Sergej Prokof\u2019ev<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>La libert\u00e0! La vera libert\u00e0, non quella a parole, non quella delle rivendicazioni, ma una libert\u00e0 caduta dal cielo, superiore a ogni aspettativa. \u00c8 una libert\u00e0 ottenuta per caso, per un malinteso.<\/em><\/p>\n<p>(B. Pasternak, <em>Il dottor \u017divago<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sergej Sergeevi\u010d Prokof\u2019ev (1891-1953) e Aram Il\u2019i\u010d Cha\u010daturjan (1903-1978), nati a poco pi\u00f9 di dieci anni di distanza, hanno entrambi vissuto le turbolenze della prima met\u00e0 del XX secolo, oscillando tra un sentimento di piena adesione al pi\u00f9 puro spirito russo e alle sue pi\u00f9 alte espressioni e la necessit\u00e0 di convivere, tragicamente, con un regime violento, antidemocratico e illiberale. I due compositori, oltre alle comuni radici culturali, hanno condiviso almeno tre episodi importanti.<\/p>\n<ol start=\"1943\">\n<li>Il secondo conflitto mondiale \u00e8 a un punto di svolta e Stalin, galvanizzato dal riuscito respingimento delle truppe tedesche da Stalingrado, sente prossima la vittoria. \u00c8 convinto che l\u2019Unione Sovietica, a guerra finita, sarebbe diventata una superpotenza mondiale e che, come tale, avrebbe dovuto dotarsi di un inno nazionale adeguato alle proprie ambizioni e al proprio ruolo futuro. Al concorso indetto per l\u2019occasione giungono centinaia di proposte, tra le quali quelle di \u0160ostakovi\u010d, Prokof\u2019ev e Cha\u010daturjan. Arriveranno in finale gli inni di \u0160ostakovi\u010d e di Cha\u010daturjan, che otterranno un dieci da Stalin, il quale per\u00f2, pur riconoscendone l\u2019originalit\u00e0, li considerer\u00e0 inadeguati. Sar\u00e0 invece scelto il lavoro di Aleksandr Aleksandrov.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Di l\u00ec a poco, Prokof\u2019ev e Cha\u010daturjan incroceranno nuovamente i propri destini, questa volta in una cornice meno rassicurante. Un piccolo passo indietro. Dalla met\u00e0 degli anni Trenta, in molti si troveranno a dover mediare tra la propria libert\u00e0 creativa, la professione di compositore e le direttive di Andrej \u017ddanov, protagonista indiscusso della politica culturale sovietica e sostenitore di una ferrea censura contro le opere \u201cformaliste\u201d, perci\u00f2 stesso, considerate degenerate. Il culmine si tocca con la storica risoluzione del Comitato Centrale del PCUS del 10 febbraio 1948, con la quale vengono condannati diversi compositori, compresi Prokof\u2019ev e Cha\u010daturjan, \u00abnella cui opera le perversioni formalistiche e le tendenze antidemocratiche sono particolarmente appariscenti\u00bb.<\/p>\n<p>Entrambi i compositori cercano di attutire il colpo o autoisolandosi, come nel caso di Prokof\u2019ev, o ammettendo le proprie \u201ccolpe\u201d, come nel caso di Cha\u010daturjan. A prescindere dalle loro scelte, i due saranno tuttavia pienamente riabilitati nel 1958, con l\u2019annullamento formale della famigerata risoluzione. A rafforzare questo processo di riscatto, arriva anche il conferimento, rispettivamente nel 1957 e nel 1959, di uno tra i pi\u00f9 alti riconoscimenti dell\u2019Unione Sovietica, il Premio Lenin, sia a Prokof\u2019ev, per la <em>Sinfonia n. 7<\/em>, sia a Cha\u010daturjan, per il balletto <em>Spartacus<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Spartacus<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La <em>Suite n. 2 per orchestra<\/em>, tratta dal balletto in tre atti <em>Spartacus<\/em>, fa parte di una serie di tre suite che il compositore russo scrive nel 1955 e alle quali se ne aggiunger\u00e0 una quarta, pubblicata nel 1958. La seconda suite si articola in quattro brani che ripercorrono alcuni dei momenti pi\u00f9 intensi dell\u2019opera, intitolati <em>Adagio di Spartaco e Frigia<\/em>; <em>Entrata dei mercanti<\/em> <em>&#8211; Danza di una cortigiana romana &#8211; Danza generale<\/em>; <em>Entrata di Spartaco &#8211; Lite &#8211; Tradimento di Armodio<\/em>; <em>Danza dei pirati<\/em>.<\/p>\n<p>Il balletto, concluso nel 1954, ha come protagonista lo schiavo trace Spartaco, personaggio simbolo nell\u2019immaginario rivoluzionario di ogni tempo, considerato da Karl Marx una delle figure pi\u00f9 eccezionali della storia antica, \u00abun grande generale (non come Garibaldi), dal carattere nobile, vero rappresentante del proletariato antico\u00bb. Potrebbe sembrare che l\u2019obiettivo di Cha\u010daturjan fosse quello di realizzare un\u2019opera militante, con la quale esortare alla lotta sociale. Alcuni, invece, considerano a malapena riconoscibile l\u2019eventuale allegoria della lotta del popolo contro la tirannia zarista. Ad ogni modo, sebbene le autorit\u00e0 considerassero questa lettura funzionale al proprio impianto ideologico, quasi certamente il compositore, che gi\u00e0 aveva vissuto l\u2019esperienza drammatica della censura, ha cercato di alludere velatamente a un\u2019altra forma di oppressione: non quella zarista ma proprio quella dell\u2019apparato politico sovietico sul popolo.<\/p>\n<p>Il successo non arriver\u00e0 in occasione della <em>premi\u00e8re<\/em> a Leningrado del 1956 e, quando giunger\u00e0, sar\u00e0 ascrivibile non tanto alla coreografia o alla storia narrata, quanto alla musica. Ritmi accentuati, venature post\u2011romantiche (che non di rado oscillano tra un raffinato lirismo e un certo sentimentalismo) ed echi dalla tradizione musicale popolare armena si combinano in una sorta di quadro vivente dalle tinte estremamente dinamiche e cariche di energia.<\/p>\n<p>Tutto questo caratterizza anche le suite, compresa la seconda, che si apre con il celebre <em>Adagio<\/em>, il cui tema diventer\u00e0 cos\u00ec famoso da essere utilizzato per la colonna sonora della serie tv BBC <em>The Onedin Line<\/em>, popolarissima tra il 1971 e il 1980. La suite \u00e8 attraversata da momenti di grande trasporto ritmico, preparato dagli archi e affidato alle percussioni in dialogo con gli ottoni, che si muovono tra ostinato e sincopato. In questo dialogo, nel quale gli archi si inseriscono con brevi incisi dal carattere schiettamente russo, momenti di intensa energia si succedono a intimi e sensuali interventi del clarinetto e del violino di spalla. Fin dal secondo brano e per tutto il decorso musicale, emerge il \u201ccontrasto\u201d come elemento specifico e strutturante, il quale compare a tutti i livelli (in modo meno evidente in quello armonico): strumentazione, motivi, ritmi. Tutto \u00e8 giocato su un\u2019efficacissima dialettica tra elementi opposti che, attraversando l\u2019intera curva dinamica, alterna a una scansione ritmica travolgente momenti di lirica distensione e che confluisce nel galoppante e \u201cpiratesco\u201d finale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Aleksandr Nevskij<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un marcato carattere epico\u2011identitario \u00e8 presente nella musica scritta da Prokof\u2019ev per il film <em>Aleksandr Nevskij<\/em> di Ejzen\u0161tejn e dalla quale il compositore ha tratto la <em>Cantata per mezzosoprano, coro e orchestra<\/em> op. 78, su testi di Vladimir Lugovskij, eseguita per la prima volta il 17 maggio 1939 in occasione del XVIII congresso del Partito Comunista Sovietico.<\/p>\n<p>Gli ultimi due decenni di vita e di attivit\u00e0 di Prokof\u2019ev, al cui interno ricade <em>Aleksandr Nevskij<\/em> e che coincidono con il ritorno in patria del compositore, restituiscono l\u2019immagine di un autore teso verso un sincretismo linguistico e stilistico che, sempre pi\u00f9 spesso, si combina con l\u2019identit\u00e0 e la cultura propriamente russe. Certo, moltissimi lavori non avranno alcun rapporto diretto con il mondo russo, come ad esempio <em>Romeo e Giulietta<\/em> e tutta la musica strumentale che scriver\u00e0 fino al 1953. Tuttavia, emerger\u00e0 con sempre maggiore evidenza il profondo legame che Prokof\u2019ev ha custodito nei confronti dell\u2019intero complesso immaginario della sua terra, fatto di slanci epici e di poeticit\u00e0 raffinata, di fulgidi impeti e di tragiche consapevolezze. In questo quadro, si inserisce la collaborazione con alcuni registi sovietici, frutto anche del suo spiccato interesse nei confronti del cinema.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio degli anni Trenta fino alla sua morte, Prokof\u2019ev prende in considerazione una ventina di offerte per progetti cinematografici e alla fine ne accetta e completa otto, lavorando con sei registi diversi. Tra questi, figura il pi\u00f9 importante cineasta sovietico, Sergej Ejzen\u0161tejn (1898-1948), che, con <em>Aleksandr Nevskij <\/em>(1938), realizza una grandiosa ricostruzione della vittoria conseguita dal principe Nevskij contro i Teutoni nel 1242. La musica scritta per il film, seppur con tagli e interventi sull\u2019orchestrazione, diventer\u00e0 poi la <em>Cantata<\/em> op. 78.<\/p>\n<p>Dal punto di vista simbolico, c\u2019\u00e8 chi ha individuato un implicito riferimento alla Germania nazista e il fatto che il film sia stato ritirato poco dopo la firma del patto di non belligeranza con la Russia (23 agosto 1939) sta solo a indicare la volont\u00e0 di non creare pericolosi e imbarazzanti malintesi. Pi\u00f9 probabilmente, quindi, si tratta della volont\u00e0 di celebrare uno dei momenti gloriosi della storia russa, in un quadro storico, questo s\u00ec, complesso e instabile. Dal punto di vista musicale, scrive Prokof\u2019ev, la tentazione di utilizzare musica dell\u2019epoca \u00e8 stata grande. Tuttavia, quella musica sarebbe risultata troppo lontana ed emotivamente estranea allo spettatore del XX secolo, la cui immaginazione, quindi, non sarebbe stata adeguatamente stimolata.<\/p>\n<p>La cantata \u00e8 articolata in sette episodi che ripercorrono i momenti salienti della vicenda (<em>La Russia sotto il giogo dei Mongoli<\/em>, <em>Canto su Aleksandr Nevskij<\/em>, <em>I crociati a Pskov<\/em>, <em>Insorgi, popolo russo!<\/em>, <em>La battaglia sul ghiaccio<\/em>, <em>Il campo della morte<\/em>, <em>Entrata di Aleksandr Nevskij a Pskov<\/em>). Prokof\u2019ev &#8211; che dimostra di aver interiorizzato e personalizzato la lezione di Borodin e le radici epiche di buona parte della cultura russa &#8211; con il primo brano crea un\u2019atmosfera arcaica che pare preludere, senza enfasi alcuna e, anzi, con un\u2019intonazione drammatica, a qualcosa di grandioso. Nel secondo episodio inizia a emergere il carattere epico dell\u2019opera. Il coro, nel ricordo delle vittorie passate, che si mescola alla minaccia rivolta a chiunque intenda marciare contro la Russia, alterna un canto lento e dalla solida fierezza a momenti ritmicamente pi\u00f9 incisivi. Nel terzo brano, l\u2019arrivo dei crociati, realizzato combinando una litania, dal carattere bellicoso, in latino (\u201cPeregrinus expectavi, pedes meos in cymbalis \/ Vincant arma crucifera! Hostis pereat!\u201d) con sonorit\u00e0 dure, culmina in un crescendo feroce che, interrotto improvvisamente dall\u2019incedere inesorabile degli ottoni, si disperde nel silenzio. Come per il coro dei crociati del secondo episodio, anche nel quarto compare l\u2019alternanza tra due canti, ma in un ordine invertito: il primo ha un carattere pi\u00f9 marziale ed eroico, mentre il secondo fluttua tra quieta nostalgia e nobile speranza. Il quinto episodio, quello del combattimento sul lago di ghiaccio, \u00e8 il pi\u00f9 ampio e si presenta come l\u2019acme dell\u2019opera. L\u2019iniziale atmosfera di trepidante e vigile attesa lascia il posto alla battaglia, qui combattuta dando ai due eserciti una netta caratterizzazione musicale: i crociati, con frammenti del loro corale, vengono presentati per primi; seguono i russi, accompagnati da un\u2019orchestrazione vivida ed esaltante. I temi che contraddistinguono i due schieramenti finiscono con l\u2019inseguirsi e il sovrapporsi, lo scontro giunge all\u2019apice, salvo poi piombare in un fosco e mortale silenzio. Il lago diventa un campo di morte, luogo di lacrime e di disperazione sul quale si diffonde il canto desolato, ma tenacemente altero, del mezzosoprano. Nell\u2019ultimo quadro, l\u2019ingresso a Pskov di Nevskij vittorioso \u00e8 introdotto da un solenne canto iniziale, al quale seguiranno motivi e ritmi sempre pi\u00f9 incalzanti, luminosi e festanti. L\u2019invasore \u00e8 scacciato, la santa Madre Russia ha vinto, la libert\u00e0 \u00e8 salva, una libert\u00e0 \u00absuperiore a ogni aspettativa\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Giacomo Fronzi)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Rossana Russo<\/em><\/p>\n<p>Responsabile<\/p>\n<p>Comunicazione creativa e strategica e Relazioni con la stampa<\/p>\n<p>r.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Giulia Romito <\/em><\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p>g.romito@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>0817972301<\/p>\n<figure id=\"attachment_15881\" aria-describedby=\"caption-attachment-15881\" style=\"width: 3513px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-15881\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"3513\" height=\"2343\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia.jpg 3513w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Concerto-inaugurale_Juraj-Valcuha-2011-copia-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 3513px) 100vw, 3513px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15881\" class=\"wp-caption-text\">Direttore | Juraj Val\u010duha<br \/>Gustav Mahler, Prima Sinfonia \u201cTitano\u201d<br \/>Orchestra del Teatro di San Carlo<br \/>domenica 27 settembre 2020, ore 19.00<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEATRO SAN CARLO REGIONE LIRICA \u2013 II Edizione \u00a0 \u00a0 Juraj Val\u010duha dirige Prokof\u2019ev e Cha\u010daturjan mercoled\u00ec 7 luglio 2021 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-15880","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15880\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}