{"id":16125,"date":"2021-07-20T20:35:39","date_gmt":"2021-07-20T20:35:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16125"},"modified":"2021-07-20T20:35:39","modified_gmt":"2021-07-20T20:35:39","slug":"lettera-aperta-a-massimo-baldassarre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16125","title":{"rendered":"LETTERA APERTA A MASSIMO BALDASSARRE"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-16125 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=16126'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Massimo-Baldassarre-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=16127'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Anni-70-Goffredo-Palmerini-e-Massimo-Baldassarre-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">20 luglio 2021<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>LETTERA APERTA A MASSIMO BALDASSARRE<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Caro Massimo,<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">la tua scomparsa improvvisa sconvolge, lascia il cuore schiantato. Per ore mi ha lasciato in rispettoso raccoglimento. Solo ora riesco a scriverti questi modesti pensieri. E voglio farlo cos\u00ec, come per una vita abbiamo fatto, dapprima condividendo gli anni della giovinezza, poi nella maturit\u00e0, poi meno di frequente per ragioni di lavoro che ci impegnavano entrambi. Quando ci raccontavamo le cose con quel velo di sottile d\u2019ironia e talvolta con quella profondit\u00e0 di pensiero che ti era propria. Tre anni pi\u00f9 di te, che sei nato nel 1951, abbiamo vissuto gli anni della fanciullezza quando tornavi da Ancona a Paganica con i tuoi genitori, Mario e Lina, per le vacanze o per qualche fine settimana. Le nostre case a pochi metri di distanza, alla Via di Sotto, come chiamavamo il Corso Duca degli Abruzzi. Lina, tua madre, aveva grande amicizia e confidenza con la mia, anch\u2019ella di nome Lina. Insieme creavano quella confidenza tra famiglie che i tempi che viviamo hanno quasi del tutto smarrito. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Chiari e belli, infatti, restano i ricordi di quegli anni della nostra adolescenza, quella intimit\u00e0 che trovavo anche entrando a casa tua, grazie alla sensibilit\u00e0 davvero spiccata della tua mamma e alla signorile affabilit\u00e0 di tuo padre Mario. Ricordo le lettere che ci scrivevamo, specie quando andai a fare il militare \u2013 sai, caro Massimo, alcune tue le conservo ancora! \u2013, quando pensavamo ai viaggi possibili, ai primi interessi sociali e politici cresciuti sull\u2019onda di quel Sessantotto che ci aveva entrambi stimolato all\u2019impegno. L\u2019avevamo quasi attesa quella \u201crivoluzione culturale\u201d, dapprima seguendo le nuove tendenze nella musica &#8211; i Beatles, Bob Dylan, Joan Baez, i primi gruppi rock &#8211; poi negli altri campi. Per la verit\u00e0 io vivevo quel tempo seguendo i nuovi orientamenti scaturiti dal Concilio Vaticano II, tu le nuove vie di un socialismo dal volto umano, come la primavera di Praga di Dubcek sembrava voler finalmente avviare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Quando mi congedai, il 10 gennaio del 1970, appena tornato da Rieti, dove avevo passato i miei 15 mesi di naia al Battaglione NBC, andai a salutare i tuoi che stavano a Paganica da un paio di giorni, mentre tu eri rimasto ad Ancona per non perdere giorni di lezione. Tua madre mi invit\u00f2 a venire ad Ancona a passare due-tre giorni con voi. Accettai volentieri. La sera stessa partimmo con la Seicento di tuo padre. Ci vollero quasi 4 ore, attraversando paesi e citt\u00e0 lungo l\u2019Adriatica. Arrivammo di sera che era buio alla Stamura, sul colle che affaccia sul porto e in lontananza la cattedrale. L\u00e0 avevate casa. Stemmo bene quei giorni, tu mi facesti conoscere le tue prime riunioni politiche e i tuoi amici, tutti con gli eskimo e i capelli lunghi come i tuoi. Rientravamo a sera a casa, con gli odori buoni del cucinato e il sorriso di tuo padre Mario che era in Polizia, un provetto meccanico. Mi \u00e8 rimasto il profumo del muro prospiciente la vostra abitazione, dove arrampicavano piante di capperi. Ho un ricordo particolare del viaggio di ritorno a Paganica, in treno. A Terni cambiai e presi il treno per L\u2019Aquila. Dopo Rieti eravamo rimasti in pochi passeggeri. Il capotreno, parlando del pi\u00f9 e del meno, mi chiese da dove venivo, se studiavo o se lavoravo. Gli dissi che mi ero appena congedato e che avrei presto cercato lavoro. Mi inform\u00f2 dell\u2019imminente scadenza di un buon concorso nazionale nelle Ferrovie, 200 posti di Capo Gestione. Lo feci e lo vinsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Seguivo in quegli anni i risultati brillanti dei tuoi studi universitari, le eccellenti votazioni che riuscivo a carpire dalla tua riservatezza. Poi la tua laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Neurologia. Nel frattempo ti eri trasferito con i tuoi a Paganica. Abbiamo passato anni di giovent\u00f9 intensi e pieni di speranze in un Paese e un mondo migliore, pure quando l\u2019Italia attraversava uno dei periodi pi\u00f9 terribili della sua storia, gli anni del terrorismo. Cominciasti quasi subito a lavorare all\u2019Ospedale San Salvatore. Mi riempiva d\u2019orgoglio e soddisfazione ascoltare riferimenti che riguardavano la tua persona: un medico preparato, competente, le parole essenziali e ben chiare per degenti e familiari. Dovunque ti accompagnava una crescente stima e il prestigio professionale. Sei stato un esempio di buon medico, attaccato al lavoro, al servizio esclusivo dei malati. Non hai cercato scappatoie o impieghi meno pesanti dei turni di servizio che hai sempre osservato con scrupolo. Neanche gli impegni politici e amministrativi al Comune dell\u2019Aquila, quando fosti eletto Consigliere comunale nelle file dei Ds, a sostegno del sindaco Antonio Centi. Fummo insieme in Consiglio comunale, <\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">dal 1994 al 1998.<\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"> Il tuo gruppo riconobbe subito il tuo valore, affidandoti il difficile ruolo di Capogruppo. Abbiamo lavorato bene insieme, tu in Consiglio, io dal 1995 in Giunta con le funzioni vicarie, avviando buone scelte per la citt\u00e0, alcune non proprio semplici. Alla scadenza del mandato non ti ricandidasti. Nulla per\u00f2 per te era cambiato in quei quattro anni di impegno in Comune: avevi continuato a lavorare nel tuo reparto in Ospedale, aggiungendovi il tempo del servizio di amministratore reso alla comunit\u00e0 aquilana. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Ho nel cuore quanto mi ha confidato un amico medico, che nel tuo reparto ospedaliero ha fatto il tirocinio. \u201cQuello che so del mio lavoro l\u2019ho imparato dal dottor Baldassarre, non da altri!\u201d. Un\u2019affermazione che mi fa sentire, come amico, fiero della \u201cmissione\u201d di medico che senza enfasi \u2013 com\u2019\u00e8 nel tuo carattere, schivo dalla retorica e dagli orpelli \u2013 hai condotto per tutti gli anni del tuo servizio, con onore e abnegazione. Quando sei andato in pensione, con sobriet\u00e0 e senza clamori, a Paganica hai ripreso la vita semplice con gli amici di sempre: Peppe, Giustino, Livio, Filippo, Raffaele, Andrea, Camillo, Nando, Alessio, Rinaldo, Mustaf\u00e0 ed altri. Con alcuni di loro scarpinavi in montagna o nei dintorni di Paganica, in escursioni domenicali Con tutti loro, invece, ci si vedeva la sera di venerd\u00ec per una cenetta in amicizia, alla quale ogni tanto, quando mi trovavo libero da impegni, ho partecipato anch\u2019io. Ora mi viene un po\u2019 di tristezza al pensiero che forse avrei potuto essere pi\u00f9 presente. Particolarmente dopo che hai avuto problemi di salute, che ti hanno provato non poco ma che stavi pian piano recuperando. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Stai certo, caro Massimo, che il tuo ricordo ci accompagner\u00e0 per sempre, come la tua schiettezza e la tua generosit\u00e0. La stima che hai conquistato con il tuo lavoro di medico e con il servizio di amministratore civico sar\u00e0 un\u2019eredit\u00e0 che gli Aquilani avvertiranno per lunghi anni. La tua ironia, la tua cultura non ostentata, la saggezza di vita unita all\u2019esercizio di valori autentici di umanit\u00e0 e attenzione per gli altri, sono il tratto profondo e nobile del tuo carattere, schivo alle forme e attento all\u2019essenza. Di tutte queste cose belle che nella tua vita hai seminato i tuoi figli Federico e Germana e tua moglie Carla, potranno andare certamente fieri. Un esempio di dedizione e passione civile che nulla e nessuno potr\u00e0 cancellare. Cos\u00ec voglio ricordarti, amico carissimo e fraterno, ricordando i tuoi valori veri, l\u2019opera assidua e generosa di medico, il tuo servizio disinteressato per la comunit\u00e0 aquilana. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>Goffredo Palmerini <\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; 20 luglio 2021 LETTERA APERTA A MASSIMO BALDASSARRE Caro Massimo, la tua scomparsa improvvisa sconvolge, lascia il cuore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-16125","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16125\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}