{"id":16479,"date":"2021-08-12T15:22:18","date_gmt":"2021-08-12T15:22:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16479"},"modified":"2021-08-12T15:24:29","modified_gmt":"2021-08-12T15:24:29","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-913","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16479","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<div>\n<p>comunicato stampa<\/p>\n<p><strong>Festival della Valle d\u2019Itria:<\/strong><br \/>\n<strong>Sebastian Schwarz \u00e8 il nuovo direttore artistico per il triennio 2022-2024<\/strong><\/p>\n<p><em>Succede ad Alberto Triola che ha firmato dodici edizioni del festival presieduto da Franco Punzi<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>A pochi giorni dalla chiusura della 47<sup>a\u00a0<\/sup>edizione del Festival della Valle d\u2019Itria che, nonostante le difficolt\u00e0 legate alla pandemia, si \u00e8 svolto con successo e apprezzamento del pubblico e della critica nazionale e internazionale, si delinea una nuova fase nella storia della manifestazione pugliese: dopo dodici anni, Alberto Triola ha infatti scelto di lasciare la direzione artistica per concentrarsi sul ruolo di sovrintendente della Toscanini di Parma; il consiglio di amministrazione della Fondazione Paolo Grassi presieduto da Franco Punzi, ringraziandolo per l\u2019operato svolto, ha quindi nominato all\u2019unanimit\u00e0 il tedesco Sebastian Schwarz come nuovo direttore artistico.<\/p>\n<p>\u00abCon la nomina di Sebastian Schwarz \u2013 afferma\u00a0<strong>Franco Punzi<\/strong>\u00a0\u2013 si apre un nuovo capitolo per il Festival della Valle d\u2019Itria, manifestazione la cui storia vuole essere unitaria, a partire dai suggerimenti di Paolo Grassi e dalle scelte musicali di Rodolfo Celletti. Il capitolo caratterizzato dalla direzione artistica di Alberto Triola \u00e8 stato lungo e portatore di grandi successi e a lui va la nostra pi\u00f9 profonda gratitudine per il lavoro svolto. Siamo certi che Schwarz sapr\u00e0 raccogliere la sfida di ulteriore proiezione della manifestazione martinese in contesto internazionale e la sua nomina, a pochi giorni dalla chiusura del festival 2021, \u00e8 segno di una volont\u00e0 ferrea: quella di avviare sin da subito i preparativi per le edizioni a venire\u00bb.<\/p>\n<p>La programmazione firmata da Triola dal 2010 al 2021 ha riportato, da un lato, l\u2019attenzione sul repertorio belcantistico e sul teatro musicale barocco \u2013 portando a Martina Franca complessi strumentali storicamente informati \u2013, allargando l\u2019orizzonte del Festival all\u2019opera del Novecento e contemporanea oltre che a coproduzioni internazionali. Grande rilievo anche alla ricaduta sul territorio grazie all\u2019iniziativa\u00a0<em>L\u2019opera in masseria<\/em>\u00a0poi trasformata nella rassegna\u00a0<em>Il canto degli ulivi<\/em>. Gli ultimi anni hanno inoltre visto trionfare a Martina Franca i nomi delle star dell\u2019opera: da Francesco Meli e Luca Salsi a Carmela Remigio, da Angela Meade a Veronica Simeoni, sino a Marianna Pizzolato, Olga Peretyatko, Jessica Pratt, Sara Mingardo, Anna Caterina Antonacci e Lisette Oropesa. Durante la direzione artistica di Triola il Festival della Valle d\u2019Itria ha vinto tre Premi della critica musicale \u201cFranco Abbiati\u201d: il primo nel 2010 assegnato a Franco Fagioli come miglior cantante in\u00a0<em>Rodelinda<\/em>\u00a0di H\u00e4ndel rappresentata per la prima volta in Italia; l\u2019ultimo nel 2019 vinto da Giuseppe Palella come miglior costumista per l\u2019<em>Orlando furioso<\/em>\u00a0(coproduzione con il Teatro la Fenice) e per\u00a0<em>Giulietta e Romeo<\/em>. Nel mezzo si colloca quello dato nel 2015 alla Fattoria Vittadini per\u00a0<em>Armida<\/em>\u00a0di Traetta e\u00a0<em>La lotta d\u2019Ercole con Acheloo\u00a0<\/em>di Steffani. La Fattoria Vittadini e tanti altri artisti in programma hanno rappresentato il legame che Triola ha voluto creare fra il Festival, la lezione di Paolo Grassi, il Piccolo Teatro di Milano e il mondo della prosa: a Martina Franca hanno cos\u00ec debuttato Giorgio Sangati, Davide Gasparro, Stefano Massini e la compagnia teatrale Eco di Fondo, solo per citarne alcuni.<\/p>\n<p>\u00abLascio il Festival della Valle d\u2019Itria dopo dodici intensissimi e splendidi anni \u2013 commenta\u00a0<strong>Alberto Triola<\/strong>\u00a0\u2013 di cui sette a fianco di Fabio Luisi. Il bilancio del lavoro fatto sar\u00e0 scritto a tempo debito, ma vorrei ricordare le 51 produzioni mandate in scena, di cui 7 di opere novecentesche e 4 di autori contemporanei in prima rappresentazione. Il repertorio esplorato va dal Seicento a oggi e comprende 40 diversi compositori, tra i quali tutti i principali della scuola napoletana. Sono particolarmente fiero del fatto che alcuni dei titoli riscoperti in questi anni a Martina Franca hanno iniziato a essere riproposti in diversi teatri italiani ed europei. Abbiamo dato vita al Premio Celletti e all\u2019Accademia del Belcanto, tra le pochissime a essere riconosciute dal Ministero della Cultura quale \u201cscuola di eccellenza nazionale nell\u2019ambito dell\u2019altissima formazione musicale\u201d. Sono centinaia gli artisti con cui ho condiviso questo percorso. Non conto le carriere che sono partite dal Palazzo Ducale, spesso con debutti assoluti (a volte temerari) di cantanti, direttori e registi, che sono oggi tra quelli pi\u00f9 affermati nel mondo. Lascio la direzione artistica nelle mani di un caro amico prima ancora che di un validissimo collega: sono sicuro che il festival vivr\u00e0 con lui molti altri anni di luce. L\u2019ultimo pensiero va al Presidente Franco Punzi e a tutti gli amici e alle persone con cui ho percorso questo lungo tratto di vita, alle maestranze tecniche e a chi opera con generosit\u00e0 davvero ammirevole dietro il palco. E poi c\u2019\u00e8 Martina Franca: il suo abbacinante bianco, con tutto quello che contiene, \u00e8 ormai una seconda casa: ha fatto breccia nella mia vita e certamente non smetter\u00e0 di farne parte\u00bb.<\/p>\n<p>Nato nel 1974, Sebastian Schwarz \u00e8 da due anni alla guida del Teatro Regio di Torino, del quale \u00e8 attualmente direttore artistico; ha svolto una brillante carriera in numerosi teatri e festivi europei fra i quali il festival di Wexford, il Theater an der Wien e il Festival di Glyndebourne. I progetti artistici che ha firmato fino ad ora si sono distinti in Europa per la originalit\u00e0, pertinenza e consistenza, con una predilezione per il repertorio barocco e le rarit\u00e0, peculiarit\u00e0 che lo hanno reso candidato ideale per il Festival della Valle d\u2019Itria nel prossimo triennio.<\/p>\n<p>\u00abFrequento il festival da vent\u2019anni \u2013 dichiara\u00a0<strong>Sebastian Schwarz<\/strong>\u00a0\u2013 e l\u2019ho apprezzato come istituzione esemplare nello stimolare la curiosit\u00e0 e arricchire il panorama operistico internazionale, ricordandoci che \u00e8 proprio dell\u2019opera, nata nel Bel Paese, contaminarsi con le pi\u00f9 diverse culture alla ricerca di nuovi stili e forme. Prenderci cura di questa eredit\u00e0 \u00e8 nostro compito, per salvaguardare il fragile ecosistema dello spettacolo dal vivo tramite la sfida quotidiana con noi stessi affinch\u00e9 il pubblico sia sempre pi\u00f9 numeroso e curioso. I fronti sui quali sono impegnati il Festival e la Fondazione comprendono in primo luogo la produzione di spettacoli, la ricerca\u00a0scientifica, la formazione del pubblico ma anche quella delle prossime generazioni di artisti che studiano presso l\u2019Accademia del Belcanto, dove non vedo l\u2019ora d\u2019incontrare gli allievi di quest\u2019anno. Sono profondamente onorato\u00a0da questa nomina e affronto con umilt\u00e0 la carica e lo straordinario lascito del mio caro amico e stimato predecessore Alberto Triola. Sono felice di continuare ed intensificare la collaborazione con Fabio Luisi, col presidente Punzi e con tutta la squadra martinese\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle prossime settimane, il nuovo direttore artistico incontrer\u00e0 gli organi direttivi e amministrativi del Festival per esporre le linee programmatiche del triennio che culmina nel cinquantenario della manifestazione nel 2024.<\/p>\n<p><strong>Sebastian F. Schwarz<\/strong><br \/>\n<em>direttore artistico<\/em><br \/>\nNato a Rostock in Germania nel 1974, Sebastian F. Schwarz si \u00e8 laureato in Musicologia alla Freie Universit\u00e4t di Berlino, ha studiato canto lirico al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e si \u00e8 laureato con lode in Amministrazione teatrale &#8211; Tecniche artistiche dello spettacolo all\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia. Successivamente ha collaborato con il Festival di Bayreuth, ha seguito numerosi corsi di perfezionamento in Leadership and Management development a Vienna e in Strategic leadership in Inghilterra. Ha iniziato la sua carriera professionale nel 1991 al Volkstheater di Rostock, all\u2019interno del dipartimento di drammaturgia e come direttore di palcoscenico; in seguito ha prestato servizio civile nell\u2019ambito di un programma di aiuti umanitari a Mosca e a Vorone\u017e e si \u00e8 poi occupato delle pubbliche relazioni della Helikon Opera di Mosca. Nel 1998 si \u00e8 trasferito a Venezia, dove \u00e8 stato coach di lingua presso il Teatro La Fenice per le produzioni in tedesco, russo e inglese. \u00c8 diventato nel 2002 responsabile del reparto lirica della Walter Beloch Artists Management. Nel 2004 ha lavorato all\u2019Ufficio di produzione del Wexford Festival Opera in Irlanda e, nel 2007, \u00e8 stato nominato assistente del Direttore dell\u2019Opera di Stato di Amburgo. Nell\u2019ambito dell\u2019Innsbrucker Festwochen f\u00fcr Alte Musik, ha contribuito nel 2010 alla fondazione del Concorso di canto lirico barocco \u201cPietro Antonio Cesti\u201d, di cui \u00e8 stato fino al 2016 Direttore artistico, nonch\u00e9 Presidente della Giuria. Nel 2015 ha iniziato la sua attivit\u00e0 di docente universitario presso l\u2019Universtit\u00e4t f\u00fcr Music und darstellende Kunst di Vienna (Universit\u00e0 per la Musica e le Arti performative) e dal 2020 insegna anche all\u2019Universit\u00e0 Mozarteum di Salisburgo. Viene regolarmente invitato a insegnare nelle masterclass e nei workshop tenuti da Pl\u00e1cido Domingo, Galina Vi\u0161nevskaja e Jurij Ba\u0161met. Dal 2008 al 2016 \u00e8 stato Direttore dell\u2019Area artistica e Casting manager del Theater an der Wien; inoltre, dal 2012 al 2016, \u00e8 stato anche Direttore artistico della Kammeroper di Vienna e fondatore dello Junges Ensembles des Theater an der Wien (JET). Dal 2016 al 2018 ha ricoperto la carica di Sovrintendente e Direttore artistico del Festival di Glyndebourne, dove la sua programmazione ha ottenuto un grandissimo successo, in particolare la nuova produzione\u00a0<em>Hipermestra<\/em>\u00a0di Francesco Cavalli, con la regia di Graham Vick, la prima mondiale dell\u2019<em>Hamlet<\/em>\u00a0di Brett Dean, sotto la direzione di Vladimir Jurowski e\u00a0<em>Vanessa<\/em>\u00a0di Samuel Barber messa in scena da Keith Warner e diretta da Jak\u016fb Hru\u0161a. Nel 2018 \u00e8 Fondatore e Presidente di Giuria del Concorso di canto lirico internazionale The Glyndebourne Opera Cup. Sua la programmazione del Festival e delle tourn\u00e9e fino al 2021. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Opera Europa e della National Opera Studio di Londra. Dal 2017 siede nel Consiglio della Europ\u00e4ischen Musiktheater-Akademie (Accademia Europea del Teatro Musicale). Dal 2018 \u00e8 Membro della Societ\u00e0 internazionale Richard Strauss e dal 2019 della Societ\u00e0 internazionale Richard Wagner. Appassionato studioso di lingue, parla correntemente tedesco, inglese, russo, italiano, ceco, francese, spagnolo e portoghese. Nel 2015 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell\u2019Ordine della Stella d\u2019Italia. Dal 24 luglio 2019 all\u201911 settembre 2020 \u00e8 stato il Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, oltre che il Direttore artistico, ruolo che continua a ricoprire dopo la nomina di Rosanna Purchia quale Commissario straordinario.<\/p>\n<p><em>Martina Franca, 10 agosto 2021 (ft)<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Ufficio stampa<\/em><\/strong><br \/>\nFloriana Tessitore<br \/>\nWalter Vitale<br \/>\n<a class=\"mailto-link\" href=\"mailto:stampa@festivaldellavalleditria.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stampa@festivaldellavalleditria.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.festivaldellavalleditria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.festivaldellavalleditria.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16480\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1061\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg.jpeg 1600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg-768x509.jpeg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg-1024x679.jpeg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/wYrq_2pg-150x99.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Lascio il Festival della Valle d\u2019Itria dopo dodici intensissimi e splendidi anni, di cui sette a fianco di Fabio Luisi.<\/p>\n<p>Il bilancio del lavoro fatto sar\u00e0 scritto a tempo debito, e certamente non da me. Ma vorrei oggi ricordare le 51 produzioni mandate in scena, di cui 7 di opere novecentesche e 4 di autori contemporanei in prima rappresentazione assoluta. Il repertorio esplorato \u2013 se di repertorio si pu\u00f2 parlare! \u2013 va dal Seicento ad oggi e comprende 40 diversi compositori, tra i quali tutti i principali della scuola napoletana.<\/p>\n<p>A proposito del barocco musicale, anche a Martina Franca si \u00e8 finalmente imposta la presenza di complessi strumentali storicamente informati, a garanzia di esecuzioni coerenti con lo stile dell\u2019epoca; oggi sembra scontato ma quando arrivai a Martina Franca non era cos\u00ec.<\/p>\n<p>Tra le tante produzioni degne di essere menzionate il ricordo va innanzitutto a <em>Napoli milionaria<\/em> di Nino Rota, che segn\u00f2 il mio esordio alla guida del Festival e che fu una scossa elettrica per tutti. E poi la prima esecuzione assoluta \u2013 postuma \u2013 di un capolavoro di Mercadante, <em>Francesca da Rimini<\/em>, che a Martina Franca ha potuto finalmente vedere la luce dopo 186 anni.<\/p>\n<p>In questi dodici anni sono nate proposte di programmazione che oggi sono gi\u00e0 tradizione del festival, tra i quali l\u2019<em>Opera in masseria <\/em>e <em>Il canto degli ulivi, <\/em>che hanno riscosso uno straordinario successo, specialmente tra il pubblico internazionale.<\/p>\n<p>Una decina di coproduzioni con le maggiori fondazioni lirico sinfoniche italiane e con tre festival e teatri europei sono la riprova del prestigio e del valore delle proposte del Festival.<\/p>\n<p>Sono particolarmente fiero del fatto che alcuni dei titoli riscoperti in questi anni a Martina Franca hanno iniziato a essere riproposti in diversi teatri italiani ed europei: era uno degli obiettivi che mi ero riproposto dodici anni fa, ed \u00e8 il segno pi\u00f9 eclatante del valore e della vitalit\u00e0 del Festival di Martina Franca, quando riesce a dialogare con il presente e a non rinchiudersi in una sterile e autoreferenziale dimensione di puro accademismo.<\/p>\n<p>Abbiamo dato vita al Premio Celletti, che in dodici anni pu\u00f2 gi\u00e0 vantare un albo d\u2019oro leggendario, che lega il Festival alle sue radici storiche. Ma sono soprattutto felice di aver dato vita all\u2019Accademia del Belcanto \u201cRodolfo Celletti\u201d, tra le pochissime a essere riconosciute dal Ministero della Cultura quale \u201cscuola di eccellenza nazionale nell\u2019ambito dell\u2019altissima formazione musicale\u201d, che ha plasmato un\u2019intera generazione di nuovi protagonisti del Belcanto internazionale e che costituisce ormai un faro di riferimento per tanti giovani cantanti.<\/p>\n<p>Tre i Premi Abbiati di queste dodici stagioni, ma quello che terr\u00f2 per sempre nel mio cuore porta il nome delle centinaia di artisti \u2013 dai pi\u00f9 celebri di oggi ai debuttanti assoluti \u2013 con cui ho condiviso questo percorso, oltre alle orchestre e ai cori che si sono avvicendati. Non conto le carriere artistiche che sono partite dal cortile di Palazzo Ducale, spesso con debutti assoluti \u2013 e a volte temerari \u2013 di cantanti, direttori e registi, che sono oggi tra quelli pi\u00f9 affermati nel mondo.<\/p>\n<p>Lascio la direzione artistica nelle mani di un caro amico prima ancora che di un validissimo collega: sono sicuro che il Festival vivr\u00e0 con lui molti altri anni di luce.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo pensiero va al Presidente Franco Punzi e a tutti gli amici e alle persone con cui ho percorso questo lungo tratto di vita, alle maestranze tecniche e a chi opera con generosit\u00e0 davvero ammirevole dietro il palco. E poi c\u2019\u00e8 Martina Franca: il suo abbacinante bianco, con tutto quello che contiene, \u00e8 ormai una seconda casa: ha fatto breccia nella mia vita e certamente non smetter\u00e0 di farne parte.<\/p>\n<p><em>Alberto Triola<\/em><\/p>\n<p><em>10 agosto 2021<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>comunicato stampa Festival della Valle d\u2019Itria: Sebastian Schwarz \u00e8 il nuovo direttore artistico per il triennio 2022-2024 Succede ad Alberto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-16479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16479\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}