{"id":16567,"date":"2021-08-23T13:50:48","date_gmt":"2021-08-23T13:50:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16567"},"modified":"2021-08-23T13:51:41","modified_gmt":"2021-08-23T13:51:41","slug":"30-anni-zambrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16567","title":{"rendered":"A trent&#8217;anni dalla scomparsa di Maria Zambrano di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-16568\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/20210823_152847-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div dir=\"auto\">Il pensiero \u00e8 sempre oltre la storia. Bisogna affidarsi alla memoria per non morire di nostalgia. Siamo greci o profondamente legati alla grecit\u00e0? In \u00abL&#8217;agonia dell&#8217;Europa\u00bb Maria Zambrano scrisse: \u00abIl greco non ha avuto vocazione per la vita; l&#8217;ha avuta per la ragione, per la bellezza, per cose che raggiungerebbero il loro essere soltanto in un luogo che non \u00e8 n\u00e9 la vita n\u00e9 la morte, ma l&#8217;immortalit\u00e0. E perci\u00f2 i greci scoprirono l&#8217;immortalit\u00e0, che in loro ha pi\u00f9 chiarezza e forma che in ogni altro luogo. E questa scoperta e rafforzamento rivela il loro genio positivo e creatore: provando orrore tanto per la vita quanto per la morte \u2013 ecco cos&#8217;\u00e8 il pessimismo \u2013 essi scoprirono l&#8217;immortalit\u00e0, una sorta di retromondo, scoprirono lessere, un essere che \u00e8 in certo modo contrario alla vita. Tutti i popoli o culture vitalistici rifiutarono l&#8217;idea di essere, e non avrebbero mai potuto scoprirla; perch\u00e9 l&#8217; essere \u00e8 al di l\u00e0 della vita e della morte, come la ragione, come la pura bellezza della quale i loro marmi ci inviano il riflesso\u00bb.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La grecit\u00e0 profonda \u00e8 in quell&#8217;abitare il tempo della nostalgia che attraversa tutte le memorie indelebili che sono il viaggio che resta. Tutto ci\u00f2 che resta \u00e8 tutto ci\u00f2 che non si lascia dimenticare. Non si dimentica\u00a0 ci\u00f2 che non vogliamo dimenticare. Ma ci\u00f2 che non cede all&#8217;oblio dentro di noi. Involontariamente.La grecit\u00e0 \u00e8 anche questo destino profondo. Un destino che sconvolge e coinvolge come i poeti tracciano silenzi solitudini e eredit\u00e0. L&#8217;esilio e la fine sono viatico di esperienza tra lo sguardo mortale e l&#8217;eternit\u00e0 afferrata come metafora nel diabolico che domina nella mortalit\u00e0 dei corpi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere assenti e questa assenza \u00e8 un distacco inevitabile che lega il patire al dolore, la lontananza all&#8217;indifferenza. Bisogna uscire dalla differenza dell&#8217;indifferente per spaginare il sogno dalla realt\u00e0. Si resta reali sino alla morte del reale. Poi avverr\u00e0 altro.<\/p>\n<p>Maria Zambrano recupera la dissolvenza nella filosofia e fa del poetico il mito della assidua capacit\u00e0 della volont\u00e0 legata al mistero. Ma il viaggio pu\u00f2 compiersi lungo due strade. L&#8217;indifferenza e la pazienza senza mai dimenticare che il gioco della vita e della morte \u00e8 una contraddizione inevitabile. L&#8217;indifferenza\u00a0 educa a non morire da morto. A vivere distante nelle distanze e nella pazienza. Accogliere la maschera \u00e8 specchiarsi nell&#8217;assurdo e nell&#8217;inevitabile\u00a0 soprattutto quando l&#8217;esilio diventa il pensiero illuminante del teatro che \u00e8 in noi.<\/p>\n<p>Poesia, filosofia e logos. Tre princip\u00ec ma una svolta unica nell&#8217;idea zambraniana. Leggo: \u00abL\u2019idea di natura e il logos si corrispondono, si rivelano e si abbandonano al tempo stesso. Visione oggettiva e parola sono lo stesso in ordini diversi. E in virt\u00f9 di ci\u00f2 l\u2019ineffabile, mai completamente sconfitto nella poesia, far\u00e0 la sua comparsa, come se il silenzio, schiacciato dalla parola, da essa spinto verso il mondo delle ombre, si affacciasse chiedendo di essere portato alla luce, di vivere la vita dell\u2019espressione. Ma l\u2019espressione dell\u2019inesprimibile non pu\u00f2 darsi se non istituendo una relazione, la relazione che la maschera ermetica e la maschera sacra, configura: la partecipazione\u201d.<\/p>\n<p>La partecipazione non dovrebbe renderci indifferenti. Ma dobbiamo esserlo per restituire all&#8217;esilio la libert\u00e0 di strappare il velo al limite &#8211; confine. Maria Zambrano \u00e8 oltre se l&#8217;oltre \u00e8 conoscere le persuasione e la conoscenza del patire. La visione del patire resta fondamentale nella vita di maria Zambrano. Una filosofa che dedica al mito l&#8217;aurora e il silenzio.<\/p>\n<p>Siamo greci o soltanto legati alla grecit\u00e0? Maria Zambrano unisce l&#8217;essere greci con l&#8217;essere legati ad una grecit\u00e0 profonda abitando il pensiero del Mediterraneo. Il Mediterraneo \u00e8 il tempo della memoria ma \u00e8 soprattutto il \u00abpensiero divino\u00bb in un \u00abchiaro di bosco\u00bb che \u00e8 il necessario dell&#8217;inevitabile del mistero nel mito.<\/p>\n<p>Maria Zambrano \u00e8 nata il 1904 a V\u00e9lez \u2013 Malaga ed \u00e8 morta a Madrid, dopo un esilio di 45 anni, a Madrid nel 1991. Un esilio diventato viaggio vissuto cercando nel sottosuolo dei demoni la filosofia nella poesia e la dissolvenza come eterno infinito. Di eterni dissolti e diventati infiniti sono fatti i nostri passi. Siamo eredi ma anche trascrittori di anime vaganti nel consapevole pensiero inconsapevole. Siamo greci e non basta. Siamo profondamente omerici e non basta. Siamo l&#8217;ulissismo permanente.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il pensiero \u00e8 sempre oltre la storia. Bisogna affidarsi alla memoria per non morire di nostalgia. 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