{"id":16587,"date":"2021-08-25T10:12:18","date_gmt":"2021-08-25T10:12:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16587"},"modified":"2021-08-25T10:12:18","modified_gmt":"2021-08-25T10:12:18","slug":"uninterpretazione-della-poetica-di-giovanni-pascoli-e-leterno-fanciullino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16587","title":{"rendered":"Un&#8217;interpretazione della poetica di Giovanni Pascoli e l&#8217;eterno fanciullino"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_16588\" aria-describedby=\"caption-attachment-16588\" style=\"width: 702px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovanni-Pascoli.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-16588\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovanni-Pascoli.jpeg\" alt=\"\" width=\"702\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovanni-Pascoli.jpeg 702w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovanni-Pascoli-206x300.jpeg 206w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Giovanni-Pascoli-103x150.jpeg 103w\" sizes=\"(max-width: 702px) 100vw, 702px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-16588\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Pascoli (1855-1912), Italian poet, photo from Album dell&#8217;Illustrazione Popolare, No 16, April 18, 1912. (Photo by Icas94 \/ De Agostini via Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>GIOVANNI PASCOLI E L\u2019ETERNO FANCIULLINO <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\">di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Giuseppe Lalli<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>X agosto (1896)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>San Lorenzo, io lo so perch\u00e9 tanto<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>di stelle per l\u2019aria tranquilla<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>arde e cade, perch\u00e9 s\u00ec gran pianto<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>nel concavo cielo sfavilla.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Ritornava una rondine al tetto:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>l\u2019uccisero: cadde tra spini:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>ella aveva nel becco un insetto:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>la cena dei suoi rondinini.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Ora \u00e8 l\u00e0, come in croce, che tende<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>quel verme a quel cielo lontano;<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>e il suo nido \u00e8 nell\u2019ombra, che attende,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>che pigola sempre pi\u00f9 piano.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Anche un uomo tornava al suo nido:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>l\u2019uccisero: disse: Perdono;<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>e rest\u00f2 negli aperti occhi un grido:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>portava due bambole in dono\u2026<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Ora \u00e8 l\u00e0, nella casa rom\u00ecta,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>lo aspettano, aspettano in vano:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>egli immobile, attonito, addita<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>le bambole al cielo lontano.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>E tu, Cielo, dall\u2019alto dei mondi<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>sereni, infinito, immortale,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>oh! d\u2019un pianto di stelle lo inondi<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>quest\u2019atomo opaco del Male!<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">I versi che precedono, bellissimi e struggenti, sono la rievocazione che <b>Giovanni<\/b> <b>Pascoli <\/b>fece di una tragedia che colp\u00ec la sua famiglia il 10 agosto 1867, quando lui non aveva ancora dodici anni: l\u2019assassinio del padre in quella solat\u00eca e sanguigna terra di <b>Romagna<\/b>. I versi raccontano, anzi gridano, il dolore di una ferita che nel cuore del futuro poeta non si sarebbe mai rimarginata, una ferita al costato dalla quale sarebbe sgorgato sangue e poesia. Ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce nella descrizione che l\u2019autore fa del pap\u00e0 che tornava a casa con due bambole in dono per le sue bambine, \u00e8 l\u2019immagine della rondine che cade tra i spini mentre ritorna al nido con nel becco la cena per i suoi rondinini.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma i versi non ci rappresentano solo l\u2019intimit\u00e0 di un dolore privato. Essi evocano un dolore universale. Nella notte di San Lorenzo, la pioggia di stelle cadenti assume i tratti di un pianto cosmico che si abbatte sulla malvagit\u00e0 del mondo, definito impietosamente, e senza illusioni, \u201cquest\u2019atomo opaco del Male!\u201d, espressione che ricorda da vicino quella usata molti secoli prima da <b>Dante Alighieri<\/b> (1265-1321) per indicare dall\u2019alto il nostro pianeta: \u201cL\u2019aiuola che ci fa tanto feroci\u201d (Paradiso, XXII, 151).<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Giovanni Pascoli<\/b>, nato a <b>San Mauro di Romagna<\/b> l\u2019ultimo giorno del 1855 e morto nel 1912 a Bologna, dove era stato chiamato a ricoprire la cattedra di letteratura italiana succedendo a <b>Giosu\u00e8 Carducci<\/b> (1835-1907), nella sua non ricca biografia ebbe due eventi rilevanti, decisivi anche in relazione alla sua opera letteraria: l\u2019uccisione, rimasta invendicata, di suo padre mentre lui era in collegio a Urbino, e l\u2019acquisto, seguito al restauro, della bellissima casa di <b>Castelvecchio<\/b> in Garfagnana, dove il poeta torn\u00f2 con regolarit\u00e0, e dove la sorella Maria custod\u00ec esemplarmente carte e arredi.<\/p>\n<p align=\"justify\">La professione di insegnante port\u00f2 Pascoli in varie citt\u00e0 della penisola, ma la Romagna e la Garfagnana furono le sue due patrie elettive, beneficiarie di una intensa e selettiva meditazione. Le sue poesie uscirono per lo pi\u00f9 alla spicciolata, in opuscoli nuziali e in varie riviste. Alla tragica morte del padre erano seguiti altri lutti familiari. Giovanni, dopo una socialit\u00e0 franca e generosa che approder\u00e0 nella militanza socialista e si spinger\u00e0 fino all\u2019arresto e alla detenzione nel carcere bolognese, si rifuger\u00e0 negli affetti familiari, nella tenerezza premurosa delle due sorelle minori, Ida e Maria, a cui far\u00e0 da padre e da figlio. Vivr\u00e0 nel calore rassicurante del focolare domestico, in quel nido di rondini che l\u2019assassino del padre, come il sasso violento del bambino armato di fionda, aveva violato.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 nel tempo ritrovato di queste ovattate atmosfere dell\u2019infanzia e prima giovinezza, in questo microcosmo sempre in pericolo e sempre difeso che rassomiglia alla regressione nel guscio infantile, che vanno ricercate le radici di quella \u201cteoria del fanciullino\u201d che tanta parte ha avuto nella creazione poetica di <b>Giovanni Pascoli<\/b>. Cerchiamo di spiegarla, questa teoria, che \u00e8 semplice semplice, come i versi della poesia sopra riportata. Nell\u2019uomo, in ogni uomo, sopravvive un fanciullino, capace di meravigliarsi di fronte al mondo, espressione innocente e pura di una sottile vena poetica che si alimenta della semplicit\u00e0 delle piccole cose.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>La poesia del Pascoli<\/b> si rifugia nel particolare poetico quotidiano, colto in quell\u2019umile universo contadino da cui il poeta proviene. \u00c8 quello del Pascoli un romanticismo che sconfina nel decadentismo, come \u00e8 stato pi\u00f9 volte scritto. Ma che importa? Perch\u00e9 impiccarsi alle parole? Vicino a Giosu\u00e8 Carducci, che gli fu maestro a Bologna, Pascoli ci appare il mite vitello di Romagna al confronto col vecchio cinghiale maremmano: quest\u2019ultimo sprizzante vitalit\u00e0 da tutti i pori, il primo timido ed esitante ad ogni passo. Tant\u2019\u00e8! Ognuno ha le sue esperienze, a ciascuno la vita presenta i suoi conti; e il valore dell\u2019arte consiste nel saper ricavare dalle proprie vicissitudini un messaggio che abbia valore universale, che trascenda la piccola o grande vicenda che la sorte (o Dio) ci ha riservato.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019arte \u00e8 sempre realt\u00e0 filtrata dalla fantasia. Essa coglie l\u2019essenza delle cose molto pi\u00f9 e meglio di quanto possa fare l\u2019intelletto con i suoi infingimenti: \u00e8 intuizione che nasce dalla capacit\u00e0 di meravigliarsi, come accade ai bambini. E che cos\u2019\u00e8 in fondo la poesia se non una torrida estate che tutto dilata e che non vuol finire, e un\u2019infanzia, con i suoi fantasmi belli e brutti, che non vuol passare? E quando il fanciullino bussa alla porta del nostro cuore e reclama i suoi diritti come il bimbo appena nato il latte materno, noi sempre gli sussurriamo qualcosa di simile a quello che leggiamo nei <i>Canti di Castelvecchio<\/i>:<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Nascondi le cose lontane,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>nascondimi quello che \u00e8 morto!<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Ch\u2019io veda soltanto la siepe<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>dell\u2019orto,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>la mura ch\u2019ha piene le crepe<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>di valeriane.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">La teoria del fanciullino, ci piaccia o no, \u00e8 la spiegazione pi\u00f9 plausibile dell\u2019attrazione che la poesia esercita sul nostro cuore di adulti. \u00c8 il contrario della teoria del superuomo. Ma non \u00e8 solo questione di poesia, o di filosofia: c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, ben altro. \u00c8 scritto da qualche parte: \u201cSe non vi farete piccoli come questi bambini, non entrerete nel regno dei Cieli\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; GIOVANNI PASCOLI E L\u2019ETERNO FANCIULLINO di Giuseppe Lalli X agosto (1896) San Lorenzo, io lo so perch\u00e9 tanto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-16587","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16587"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16587\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}