{"id":16838,"date":"2021-09-12T12:54:13","date_gmt":"2021-09-12T12:54:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16838"},"modified":"2021-09-12T12:54:13","modified_gmt":"2021-09-12T12:54:13","slug":"lalpino-generale-mario-massimi-e-andato-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16838","title":{"rendered":"L\u2019ALPINO, GENERALE MARIO MASSIMI, \u00c8 ANDATO AVANTI&#8230;"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-16838 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=16839'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Il-cap-Mario-Massimi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=16840'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Gen.-Mario-Massimi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>L\u2019ALPINO, GENERALE MARIO MASSIMI, \u00c8 ANDATO AVANTI&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p>di <b>Giuseppe Lalli<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">ASSERGI (L\u2019Aquila) &#8211; Accingendomi a scrivere queste note in ricordo di <b>Mario Massimi<\/b>, scomparso il 9 settembre alle ore 8 del mattino al termine di una lunga malattia che ha finito per avere la meglio sulla sua forte fibra di alpino, devo vincere ad ogni riga un forte impulso alla commozione. Mario Massimi era da sempre per me \u201czio Mario\u201d, membro di quella famiglia allargata di un ramo dei Giacobbe, quello proveniente da \u201cI Ciccioni\u201d (cosiddetti dal capostipite Francesco, da cui \u201cCiccio\u201d), con casa vicino alla piazza, sopra l\u2019arco di Porta del Rio: una casa antica, una dimora patriarcale, dove ci si scaldava al fuoco del camino e alla memoria degli avi, quella casa che egli aveva ristrutturato e nella quale io ero nato e vissuto nei miei primi dieci anni. Sua madre, zia Olimpia, alla quale molto rassomigliava nel carattere forte e nell\u2019intelligenza pronta, era una sorella minore della mia cara nonna Gioconda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Avendo lui scelto di fare la carriera militare, si era trasferito in un\u2019altra parte dell\u2019Italia: la sua scelta di vita lo aveva portato prima all\u2019Accademia di <b>Modena<\/b>, poi a quella di <b>Torino<\/b>; ed infine in <b>Friuli<\/b>, dove ha trascorso gran parte della sua vita. I miei nonni ne parlavano quasi come di un figlio e ricordo che lui, quando da giovane tornava per qualche giorno in licenza, sempre veniva a far loro visita, munito di un bel \u201cboccione\u201d di vino rosso sottratto alla bottega di famiglia da offrire a mio nonno Battista, che molto apprezzava questo genere di regali e che sempre, tra un bicchiere e l\u2019altro, si informava sul grado militare che aveva raggiunto rispetto all\u2019ultima volta che si erano visti. Port\u00f2 a far conoscere ai miei nonni anche una giovane e bella ragazza friulana di nome Marina, la sua futura consorte, dalla quale ha avuto un figlio, Giuseppe.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al termine della sua carriera, svoltasi quasi tutta nel <b>Friuli<\/b>, ad eccezione di un paio d\u2019anni passati in <b>Alto Adige<\/b>, e dopo aver ricoperto l\u2019incarico di Comandante del Distretto Militare di <b>Chieti<\/b>, era tornato ad <b>Assergi<\/b>. Nell\u2019incontrarlo un giorno nei pressi di quella casa dei Giacobbe che aveva avuto in eredit\u00e0, in quel vicinato dove egli non mancava, generoso e disponibile, di fare frequenti visite a mia madre, sua cugina \u201ccarnale\u201d, come soleva dirsi nei nostri villaggi, mi pareva di non averlo mai perso di vista.<\/p>\n<p align=\"justify\">Aveva ripreso per passione l\u2019attivit\u00e0 di agricoltore, quella del pap\u00e0 Giuseppe (z\u00ec Peppe), e aveva trovato anche il tempo di occuparsi di politica &#8211; se cos\u00ec si poteva chiamare &#8211; locale, ricoprendo per qualche tempo la carica di Presidente del Consiglio di Circoscrizione di Camarda, ruolo che assolse con spirito di servizio e non senza un piglio decisionista, dovendo per\u00f2 forse constatare che una cosa \u00e8 la vita militare, improntata a disciplina e finalizzata all\u2019interesse generale, altro \u00e8 la politica anche nella dimensione locale, mossa spesso dall\u2019interesse immediato e inficiata dalla logica del consenso.<\/p>\n<p align=\"justify\">A testimonianza della sua forza di volont\u00e0, raccontava che, dovendo superare, per essere ammesso a frequentare l\u2019Accademia militare di Modena, un difficile esame di matematica, materia nella quale peraltro, bench\u00e9 avesse frequentato con profitto il liceo classico, si sentiva portato, and\u00f2 a ripetizione all\u2019Aquila dal <b>professor Villante<\/b> e, dietro suo suggerimento, si esercit\u00f2 con impegno e pazienza certosina a risolvere tutti gli esercizi di un voluminoso \u201cmattone\u201d di analisi matematica, \u201ccosicch\u00e9 &#8211; come egli stesso concludeva con quel suo sorrisetto intelligente \u2013 non potevo non superare la prova, dal momento che gli esercizi assegnatimi nell\u2019esame non potevano essere diversi da quelli sui quali mi ero diligentemente preparato\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni volta che, parlando con militari di carriera conosciuti occasionalmente, ho detto di essere parente di <b>Mario Massimi<\/b>, col quale ho una certa rassomiglianza nel viso, ho dovuto registrare attestati di stima. Mi piace, a questo riguardo, cedere la parola al generale in pensione <b>Enrico Costantini<\/b>, suo antico compagno di Accademia a Modena nei primissimi anni \u201860.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i>Ho conosciuto l&#8217;amico Gen. Mario Massimi giusto 60 anni fa, io allievo ufficiale del primo anno dell&#8217;Accademia Militare di Modena (18 mo Corso) e lui Allievo Scelto del secondo anno (17mo Corso), quindi mio \u201canziano\u201d di Accademia. Si classific\u00f2 nella parte alta della graduatoria grazie alle sue qualit\u00e0 intellettuali e di carattere. Ci ritrovammo a Torino nel 1963, Ufficiali Allievi della Scuola di Applicazione d&#8217;arma e frequentammo insieme il corso di sci al Sestriere per gli ufficiali destinati alle truppe da montagna. Dopo il periodo di comando nel grado di Tenente in una Batteria di artiglieria da montagna, fu trasferito all&#8217;Accademia Militare di Modena con l&#8217;incarico di Comandante di plotone Allievi Ufficiali (1968). Nel grado di Capitano frequent\u00f2 il Corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia. Nonostante si fosse ben classificato, non volle concorrere per frequentare il secondo anno, cio\u00e8 il Corso Superiore di Stato Maggiore, per motivi di famiglia. Questa scelta (per la famiglia e non per la carriera), certamente meditata e sofferta, influ\u00ec sul suo futuro sviluppo di carriera, che altrimenti lo avrebbe portato a gradi pi\u00f9 alti di quello raggiunto. La sera del 6 maggio 1976 era Capitano d&#8217;Ispezione presso la caserma \u201cGoi Pantanali\u201d di Gemona del Friuli. Fu il primo ad organizzare i soccorsi anche alla popolazione civile con gli artiglieri e i genieri superstiti, perch\u00e9 anche la caserma era stata colpita duramente dal sisma. Per questo episodio ebbe un encomio solenne. Dopo il periodo di Comando di Corpo di un Gruppo di Artiglieria da montagna, fu Capo Ufficio nello Stato Maggiore della Brigata Alpina Julia in Udine. Nel grado di Colonnello, torn\u00f2 nel suo Abruzzo, comandando il Distretto Militare di Chieti. Ufficiale Generale dal carattere forte, e, come noi abruzzesi, allo stesso tempo gentile. Non lo dimenticheremo\u201d.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre, sia quando riceve incarichi nelle unit\u00e0 minori, sia quando assume il comando di una unit\u00e0 rilevante, dimostra di possedere doti organizzative in grado superlativo, come risulta dal suo <i>curriculum militare<\/i>. All\u2019esemplare comportamento tenuto a <b>Gemona<\/b> in occasione del disastroso terremoto che colp\u00ec il <b>Friuli<\/b> nel 1976, ha accennato anche il <b>generale Francesco Paolo Figliuolo<\/b>, commissario straordinario per l\u2019emergenza Covid-19, in una recente intervista con Bruno Vespa nella trasmissione \u201cPorta a porta\u201d. L\u2019encomio solenne riferito dal <b>generale Enrico Costantini<\/b> reca la seguente motivazione, che si ricava da un documento fornitomi dal <b>generale Raffaele Suffoletta<\/b>, che di <b>Mario Massimi<\/b> era grande amico, dopo essere stato suo allievo quando Massimi era tenente:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><b>Capitano d\u2019ispezione presente in Caserma Goi-Pantanali al momento del sisma, sedava con prontezza, energia, autocontrollo e capacit\u00e0 organizzativa il panico iniziale, organizzava i primi recuperi dei feriti e dei morti e la prima assistenza ai civili che affluivano terrorizzati in Caserma. Esempio delle migliori virt\u00f9 militari e civiche<\/b><\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Zio Mario mostrava di saper unire capacit\u00e0 analitica con un notevole senso pratico, ci\u00f2 che di certo ne faceva un eccellente comandante militare. Il <b>generale Costantini<\/b>, in riferimento alla circostanza della loro conoscenza, mi ha raccontato un aneddoto assai gustoso, nonch\u00e9 profondamente educativo. Il giovane <b>Mario Massimi<\/b>, pi\u00f9 avanti nel corso di un anno rispetto a Costantini e quindi da considerarsi \u201canziano\u201d, incontrando il \u201ccappellone\u201d Costantini, con il tono secco e altisonante del comandante provetto, gli chiese:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abLei di dov\u2019\u00e8?\u00bb ;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abSono dell\u2019Aquila\u00bb, rispose Costantini;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abL\u2019Aquila&#8230;L\u2019Aquila?\u00bb, riprese Massimi;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abVeramente&#8230;di Preturo\u00bb, ribatt\u00e9 Costantini;<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abAllora \u2013 concluse Massimi \u2013 dica di <b>Preturo<\/b>, perch\u00e9 io sono di <b>Assergi<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Era un modo per dirgli che non ci si deve vergognare di essere nati in un piccolo borgo. Capii allora \u2013 dice <b>Costantini<\/b> \u2013 di avere a che fare con un galantuomo, sia pure nella severa veste del superiore. Avevo trovato un amico, che con i suoi consigli mi fu di aiuto per superare le dure prove del corso dell\u2019Accademia\u00bb. \u00abMostrava di avere \u2013 prosegue il generale \u2013 attenzione per il prossimo, ci\u00f2 che oggi chiamiamo \u201cempat\u00eca\u201d\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019attaccamento al suo borgo d\u2019origine lo dimostr\u00f2 anche nel 2015, in occasione del raduno nazionale degli alpini che si tenne a <b>L\u2019Aquila<\/b>, allorch\u00e9 si adoper\u00f2 affinch\u00e9 il gruppo degli alpini assergesi, ancorch\u00e9 esiguo, facesse bella figura nella grande sfilata che si svolse nelle via cittadine. <b>Mario Massimi<\/b> ha saputo affrontare la non breve malattia con pazienza e forza d\u2019animo, lucido fino alla fine. Infine, ha scelto che le sue spoglie mortali riposassero a <b>Gorizia<\/b>, citt\u00e0 natale della sua amata moglie Marina, in quel sofferto lembo della nostra patria nel quale era vissuto per lunghi anni e che aveva imparato ad amare. Riposa in pace, caro zio Mario, e grazie per il bell\u2019esempio che ci hai dato: valori come Dio, Patria, Famiglia non sono soggetti a scadenza, nonostante il clamore assordante della voce dei tanti profeti del Nulla che ci circondano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L\u2019ALPINO, GENERALE MARIO MASSIMI, \u00c8 ANDATO AVANTI&#8230; di Giuseppe Lalli ASSERGI (L\u2019Aquila) &#8211; Accingendomi a scrivere queste note in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-16838","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16838"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16838\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}