{"id":16847,"date":"2021-09-13T02:35:44","date_gmt":"2021-09-13T02:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16847"},"modified":"2021-09-13T02:35:44","modified_gmt":"2021-09-13T02:35:44","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-957","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=16847","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>Il Teatro di San Carlo riparte con un concerto<br \/>\ndiretto da Marco Armiliato<\/p>\n<p>Domenica 12 settembre ore 18.00<\/p>\n<p>Riparte domenica 12 settembre alle ore 18.00 la programmazione del Teatro di San Carlo.<br \/>\nIn calendario un concerto che vedr\u00e0 protagonista l\u2019Orchestra del Massimo napoletano guidata per l\u2019occasione da Marco Armiliato, recentemente applaudito nel Trovatore verdiano in Piazza del Plebiscito, all\u2019interno della Stagione estiva del San Carlo.<br \/>\nIl tenore Lawrence Brownlee, solista inizialmente annunciato, ha dovuto annullare l\u2019impegno al San Carlo a causa di un\u2019improvvisa indisposizione.<br \/>\nIl programma dunque sar\u00e0 il seguente: ad aprire il concerto l\u2019Ouverture in re maggiore \u00abim italienischen Stile\u00bb, D. 590 e l\u2019Ouverture in do maggiore \u00abim italienischen Stile\u00bb, op. 170, D. 591 di Franz Schubert.<br \/>\nA seguire la Sinfonia\u00a0n. 2 in mi minore, op. 27 di Sergej Rachmaninov.<\/p>\n<p>Guida all\u2019ascolto di Angela Annese<br \/>\ndal programma di sala del concerto<\/p>\n<p>Cuore musicale d\u2019Europa, all\u2019indomani del Congresso che nel 1815 sancisce la restaurazione post-napoleonica, Vienna accoglie con fervido calore il teatro musicale di Gioachino Rossini, del quale, mentre \u00e8 direttore musicale del Teatro di San Carlo a Napoli, tra il novembre del 1816 e il giugno del 1817 vengono rappresentate L\u2019inganno felice, Tancredi \u2013 che, presentata nell\u2019originale italiano, a distanza di poco pi\u00f9 di un anno torner\u00e0 in scena in lingua tedesca \u2013, L\u2019italiana in Algeri e Ciro in Babilonia. Una novit\u00e0 dirompente per gli ambienti musicali viennesi, ancor memori del beethoveniano Fidelio, andato in scena al Theater an der Wien nel novembre del 1805, e ben consapevoli del significato e della portata della concezione nazionalistica dell\u2019opera convintamente propugnata e attuata in quegli anni da Carl Maria von Weber. Colpito dall\u2019immediato e indiscusso successo di Rossini, pi\u00f9 anziano di lui di cinque anni soltanto ma gi\u00e0 sulla cresta dell\u2019onda nei maggiori teatri d\u2019Europa, nel novembre del 1817 Franz Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 \u2013 19 novembre 1828) compone in pochi giorni, un po\u2019 per omaggio e un po\u2019 per scommessa, due Ouverture per orchestra sul modello di quelle che aprono le opere rossiniane, come lascia intendere la dicitura \u201cim italienischem Stile\u201d, giustapposta nel titolo all\u2019indicazione della forma probabilmente dal fratello Ferdinand. Il giovane musicista, che ha cominciato a comporre ancora dodicenne e a vent\u2019anni \u00e8 gi\u00e0 autore di cinque sinfonie e di numerosissime pagine pianistiche, vocali e cameristiche, \u00e8 in questo momento fatalmente attratto dal Lied, per lui quasi una vocazione, a dispetto della scarsa fiducia mostrata dal suo maestro Antonio Salieri nelle concrete possibilit\u00e0 di carriera offerte da un genere di natura tanto intima e complessa. Una prodigiosa creativit\u00e0 consente tuttavia a Schubert, accanto a tante altre realizzazioni compositive nello stesso periodo, di risolvere brillantemente il confronto con l\u2019esempio rossiniano, cui egli aderisce non solo in alcuni elementi evidentemente riconoscibili \u2013 la plastica evidenza dell\u2019invenzione tematica, le figurazioni di accompagnamento degli archi, il tipico crescendo \u2013 ma anche nella freschezza comunicativa e nella sapiente strumentazione, le qualit\u00e0 della scrittura rossiniana che pi\u00f9 apprezza e pi\u00f9 gli sono congeniali. Ci\u00f2 mantenendo intatta la propria voce raffinata e raccolta cos\u00ec come la peculiare mobilit\u00e0 di una conduzione armonica che nelle ardite modulazioni a tonalit\u00e0 lontane, spesso inattese, talvolta sorprendenti, arricchisce di colori la tavolozza espressiva pur nel pieno rispetto del canone formale, in una conduzione del discorso musicale scorrevole e affettuosa che \u00e8 un tratto distintivo della produzione schubertiana.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 per l\u2019Ouverture in re maggiore D. 590, che si apre con uno splendido Adagio percorso da un tema di toccante lirismo sempre trasfigurato nel rapido attraversare tonalit\u00e0 e timbri strumentali, in netto contrasto con il successivo Allegro giusto, lieve e spigliato, in cui il riferimento a Rossini si fa esplicito con la citazione nel secondo tema dell\u2019aria \u201cDi tanti palpiti\u201d dal Tancredi, che Schubert ha ascoltato dal vivo, cos\u00ec come nel fitto dialogo tra gli strumenti e nella \u2018stretta\u2019 che d\u00e0 corpo all\u2019Allegro vivace conclusivo. La seconda Ouverture, in do maggiore D. 591, non offre citazioni esplicite di Rossini, ma rimanda comunque allo stile del compositore di Pesaro, soprattutto nell\u2019Allegro che segue all\u2019Adagio iniziale. Lo \u201cstile italiano\u201d ricordato nel titolo non \u00e8 dunque riferito come in Bach (evocato evidentemente nel titolo) alla musica strumentale barocca, ma all\u2019opera italiana del tempo di Rossini, trionfante in tutta l\u2019Europa del tempo.<\/p>\n<p>Quattordici anni ha Sergej Vasil\u2019evi\u010d Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1 aprile 1873 \u2013 Beverly Hills, 28 marzo 1943) quando compone le prime pagine sinfoniche ed \u00e8 in procinto di compierne ventiquattro quando nel marzo del 1897 a San Pietroburgo la sua Prima Sinfonia, composta due anni prima e presentata per la prima volta al pubblico, conosce un insuccesso senza appello. La sciatta direzione di Alexander Glazunov non giova alla buona accoglienza del lavoro presso gli ambienti musicali pietroburghesi, diffidenti quando non pregiudizialmente ostili al promettente compositore che a Mosca ha compiuto la propria formazione e ha colto appena ventenne al Teatro Bolshoj una brillante affermazione con l\u2019opera Aleko, da un poema di Pu\u0161kin. \u201cDopo lo scacco subito dalla mia Prima Sinfonia, al rientro a Mosca ero un altro uomo. Quel colpo inatteso mi aveva indotto ad abbandonare la composizione. Sono stato vinto da un\u2019apatia insormontabile. Non facevo pi\u00f9 niente, non mi interessavo pi\u00f9 a niente, passavo le mie giornate accasciato sul divano, con tetri pensieri sulla mia vita finita. Non avevo che qualche lezione di pianoforte come unica attivit\u00e0. Non avevo alcuna opportunit\u00e0 di concerto n\u00e9 la speranza che il Conservatorio mi assumesse come professore\u201d. Tale \u00e8 lo stato cui il clamoroso fiasco riduce il musicista, che \u00e8 prodigioso pianista ed eccellente direttore d\u2019orchestra ma aspira in primo luogo a essere un compositore e in questa direzione persegue la definizione e l\u2019affermazione della propria identit\u00e0.<br \/>\nProstrato da una depressione che lo conduce alla totale afasia creativa, Rachmaninov riprende a comporre solo tre anni dopo, non senza il determinante sostegno della cugina Natalija Satina, che diverr\u00e0 sua moglie, e dello psicologo Nikolaj Dahl, cui non a caso egli dedica il celebre Concerto n. 2 op. 18 per pianoforte e orchestra che tra il 1900 e il 1901 riannoda i fili di un rapporto col pubblico bruscamente interrotto. Molto altro tempo e un deciso cambio di orizzonte sono necessari perch\u00e9 prenda reale consistenza l\u2019idea di una nuova sinfonia, pure annunciata per la stagione concertistica 1902-1903 della Societ\u00e0 Filarmonica di Mosca curata da Alexander Siloti, che di Rachmaninov \u00e8 cugino ed \u00e8 stato insegnante di pianoforte al Conservatorio di Mosca. Trasferitosi con la famiglia nel 1906 a Dresda, ritrovate tranquillit\u00e0 e fiducia in un contesto stimolante nel quale in particolare l\u2019incontro ravvicinato con il sinfonismo di Richard Strauss desta in lui una forte impressione, nel corso del 1907 Rachmaninov si dedica alla sua Seconda Sinfonia con continuit\u00e0, terminandone infine la composizione nel gennaio del 1908.<br \/>\nNon lontana da istanze e soluzioni proposte nella Prima, la Sinfonia n. 2 in mi minore reca anch\u2019essa, sviluppati con maggior chiarezza e pi\u00f9 raffinati strumenti, gli elementi fondanti della poetica del suo autore: il saldo riferimento alla lezione di \u010cajkovskij e di Rimskij-Korsakov, il costante richiamo all\u2019idioma musicale e alla cultura della terra d\u2019origine, l\u2019espansiva espressivit\u00e0, il turgore orchestrale, il tenace legame con \u2018il mondo di ieri\u2019 nel suo ineluttabile dissolversi, la fedelt\u00e0 alla tonalit\u00e0 di impronta post-romantica volutamente scevra da ogni sperimentalismo, l\u2019impianto formale fondato, pi\u00f9 che sulla dialettica tematica, sull\u2019alternarsi di energico dinamismo e aperta cantabilit\u00e0 come sul susseguirsi di climax e anticlimax sonori ed emotivi. Su tutto, in un perenne rigenerarsi che avvince nell\u2019ascolto valicando i confini della forma, la melodia: \u201cI compositori esperti sanno bene che la melodia \u00e8 suprema governatrice della musica. La melodia \u00e8 fondamento di tutta la musica, poich\u00e9 una melodia perfettamente concepita contiene in s\u00e9 e genera il disegno armonico a essa naturalmente connesso. [\u2026] L\u2019inventiva melodica intesa nel senso pi\u00f9 elevato \u00e8 requisito vitale per il compositore\u201d.<br \/>\nDedicata all\u2019antico maestro Sergej Taneev ed eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 26 gennaio 1908 con la direzione dell\u2019autore, la Sinfonia riceve una calorosa accoglienza anche dalla critica pi\u00f9 esigente e, qualche mese dopo, il prestigioso Premio Glinka, entrando stabilmente nel repertorio sinfonico. Presto le amplissime dimensioni consiglieranno consistenti tagli alla partitura, che resteranno radicati nella prassi concertistica malgrado il dissenso e ben oltre la morte del suo autore. Per Rachmaninov una nuova ragione di amarezza, che solo il secondo Novecento sapr\u00e0 rimuovere archiviandola definitivamente nel passato.<\/p>\n<p>Concerto Sinfonico<br \/>\nTeatro di San Carlo<br \/>\ndomenica 12 settembre\u00a02021, ore 18:00<br \/>\nMARCO ARMILIATO<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0Marco Armiliato<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nFranz Schubert,\u00a0Ouverture\u00a0in re maggiore \u00abim italienischen Stile\u00bb, D. 590<br \/>\nFranz Schubert,\u00a0Ouverture\u00a0in do maggiore \u00abim italienischen Stile\u00bb, op. 170, D. 591<br \/>\nSergej Rachmaninov,\u00a0Sinfonia\u00a0n. 2 in mi minore, op. 27<\/p>\n<p>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Rossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980.<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa.<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Teatro di San Carlo riparte con un concerto diretto da Marco Armiliato Domenica 12 settembre ore 18.00 Riparte domenica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-16847","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16847"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16847\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}