{"id":17013,"date":"2021-09-21T13:53:18","date_gmt":"2021-09-21T13:53:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17013"},"modified":"2021-09-21T13:53:18","modified_gmt":"2021-09-21T13:53:18","slug":"i-misteri-e-gli-arcani-della-vita-prenatale-chi-siamo-prima-di-nascere-lintervista-al-prof-salvatore-mancuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17013","title":{"rendered":"I MISTERI E GLI ARCANI DELLA VITA PRENATALE. CHI SIAMO PRIMA DI NASCERE? L\u2019INTERVISTA AL PROF. SALVATORE MANCUSO"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-17013 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=17014'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Benagiano2-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=17015'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/MancusoBenagiano-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/MancusoBenagiano-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/MancusoBenagiano-580x580.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=17016'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mancuso-3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>I MISTERI E GLI ARCANI DELLA VITA PRENATALE. CHI SIAMO PRIMA DI NASCERE? <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019INTERVISTA AL PROF. SALVATORE MANCUSO-POLICLINICO GEMELLI DI ROMA<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">di\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.lafrecciaweb.it\/author\/silvia\/\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>Silvia Gambadoro<\/b><\/span><\/a><\/p>\n<p><em>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La nostra vita \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no.\u201d (Z. Bauman, L\u2019arte della vita)<\/span><\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La vita prenatale rappresenta una tappa dell\u2019esistenza umana ancora avvolta in un\u2019aura di mistero, e sebbene molti passi\u00a0avanti siano stati compiuti dalla scienza, gli interrogativi dei futuri genitori restano numerosi. Di fatto, come la vita intrauterina possa influenzare il futuro del nascituro \u00e8 sicuramente uno dei pi\u00f9 affascinanti segreti racchiusi durante la gravidanza: un brevissimo periodo rispetto alla estensione della vita eppure cos\u00ec complesso e determinante. Per saperne di pi\u00f9 abbiamo intervistato\u00a0<\/span><\/span><b><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Salvatore Mancuso<\/span><\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u2013 Professore emerito di Ginecologia \u2013 ha diretto il Dipartimento per la tutela della salute della Donna e della vita nascente dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Con\u00a0<\/span><\/span><b><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Giuseppe Benagiano<\/span><\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, gi\u00e0 direttore generale dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e segretario generale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) \u00e8 autore del nuovo volume \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Le sorprese e gli arcani della vita prenatale. Come ci strutturiamo e come comunichiamo prima di nascere<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d (Rubbettino)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>.<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Il libro presenta 30 capitoli indipendenti &#8211; nel quale vengono affrontate con un approccio scientifico ma in uno stile chiaro e accessibile a tutti \u2013 queste e molte altre tematiche legate allo straordinario periodo della vita intrauterina.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Professor Mancuso, con \u201cLe sorprese e gli arcani della vita prenatale\u201d torna alle origini del suo percorso professionale e alla ricerca. Come nasce l\u2019idea di questo libro e a chi si rivolge?<\/b><\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Con Giuseppe Benagiano abbiamo condiviso lunghi anni di lavoro, di studio, di ricerche e di vita accademica, oltre che di fraterna amicizia e adesso, al termine del nostro percorso professionale, abbiamo pensato con questo volume di rivolgerci ad una fascia di lettori quanto mai ampia e multiculturale, per trasmettere le nostre esperienze di studio e di attivit\u00e0 professionale maturate negli anni. Intendiamo offrire questo nostro lavoro al grande pubblico colto, ai giovani studenti, alle giovani coppie, ma anche ai medici specialisti ed in formazione, alle scuole di medicina, di ostetricia e di pediatria come strumento di aggiornamento, date le citazioni bibliografiche pi\u00f9 recenti riportate nel testo. Soprattutto lo presentiamo alle donne, creature dalle infinite risorse intellettuali ed umane, perch\u00e9 possano sempre pi\u00f9 stupirsi nella consapevolezza di avere ricevuto il grande dono di edificare una nuova vita.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Negli anni 60 lei ha fatto parte del team di ricerca dell\u2019istituto Karolinska di Stoccolma, che ha rivoluzionato la concezione del feto visto fino ad allora come mero soggetto passivo. \u00a0Quali \u201ccompiti\u201d svolge il feto nel processo di riproduzione e come \u201ccomunica\u201d con la madre?<\/b><\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Durante gli anni iniziali della nostra professione entrambi abbiamo trascorso un lungo periodo di ricerca all\u2019Ospedale Karolinska di Stoccolma, allievi di un grande scienziato, il Professore Egon Diczfalusy. In quella sede abbiamo fatto parte attiva di un gruppo di ricerca sulla gravidanza umana nella fase iniziale del suo sviluppo. Gli studi si sono indirizzati prevalentemente sul ruolo degli ormoni sessuali durante la gravidanza. I risultati conclusivi di queste ricerche hanno dimostrato che il feto e la sua placenta sono i veri responsabili della straordinaria produzione degli ormoni sessuali (soprattutto Estrogeni e Progesterone) e del loro incremento progressivo per tutto il periodo della gestazione. Questo ha rivoluzionato quanto si riteneva in passato ed ha determinato il nuovo concetto della \u201cUnit\u00e0 feto-placentare\u201d, in cui il feto assume un ruolo fondamentale durante il suo sviluppo all\u2019interno dell\u2019utero materno. Questi ormoni, infatti, esercitano molteplici effetti sull\u2019organismo materno, sia per stabilire e rafforzare il rapporto simbiotico del feto con la madre, sia per mantenere vivo un continuo dialogo che ha lo scopo di favorire lo sviluppo fetale, ma anche di contribuire al benessere materno. Studi successivi hanno poi documentato in modo sempre pi\u00f9 consistente il protagonismo del nascituro sin dalle fasi pi\u00f9 iniziali del suo sviluppo durante la gravidanza. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gi\u00e0 quando la sua struttura \u00e8 costituita da un piccolo numero di cellule l\u2019embrione, oltre ad aver completato l\u2019assetto del suo genoma derivato da entrambi i genitori, \u00e8 in grado di elaborare una moltitudine di sostanze di natura proteica, enzimatica, ormonale, molecole dalle pi\u00f9 semplici alle pi\u00f9 complesse, da inviare alla madre per rendere il dialogo pi\u00f9 dettagliato e produttivo. Volendo fare alcuni esempi tra i pi\u00f9 efficaci, l\u2019embrione segnala alla madre che \u00e8 presente nel suo organismo, che \u00e8 vivo e vitale e che ha bisogno di domiciliarsi all\u2019interno della cavit\u00e0 uterina. Chiede quindi di essere accolto ed al tempo stesso che si interrompa il programmato flusso mestruale, altrimenti lui o lei verrebbero spazzati via. Inoltre l\u2019embrione richiede alla madre che attivi tutta una serie di adattamenti del suo sistema immunitario per tollerare la presenza di quel 50% della sua componente di origine paterna, del tutto estraneo all\u2019organismo materno, eliminando quindi il rischio di rigetto. Le prime richieste dell\u2019embrione alla madre sono quindi finalizzate alla sua sopravvivenza e al suo benessere.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Qual \u00e8 il ruolo della placenta \u2013 \u201castronave della vita\u201d?<\/b><\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La placenta, che un nostro Collega ha denominato \u201castronave della vita\u201d (le ragioni le spieghiamo nel testo) e che noi abbiamo adottato, \u00e8 un organo transitorio che ciascuno di noi costruisce all\u2019inizio del proprio sviluppo prenatale. Essa ci accompagna per tutto il periodo della vita prenatale e alla nascita viene eliminata. Le sue innumerevoli funzioni sono straordinarie ed oggetto di continuo stupore e tanto ancora si dovr\u00e0 studiare e scoprire sulla influenza che la placenta esercita per lo sviluppo e per il futuro benessere di ciascuno di noi. E\u2019 l\u2019organo che filtra e trattiene tutto ci\u00f2 che non giova alla nostra crescita normale, come sostanze dannose, batteri, veleni; \u00e8 un deposito e riserva di nutrienti per la nostra crescita armonica; produce e distribuisce una gran quantit\u00e0 di ormoni, citochine, enzimi, fattori di crescita, tutti strumenti di comunicazione indirizzati verso la madre; elabora messaggi di natura biochimica di provenienza fetale e li indirizza in direzione materna. In realt\u00e0 la placenta funziona come il disco rigido di un\u00a0computer, dato che rende i messaggi biochimici di provenienza fetale accessibili ai recettori materni, perch\u00e9 lei possa decifrarli al meglio. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Inoltre trasmette le sue cellule staminali alla madre, che lei trattiene e conserva per tempi indefiniti nel suo organismo, cellule che si attivano per riparare o sostituire parti di organi o tessuti che si ammalano o si deteriorano nel tempo ed ancora, invia al feto quei batteri benefici che provengono dal microbiota materno e che contribuiranno ad indurre, tra i tanti benefici, lo sviluppo del sistema immunitario nel nascituro, oltre all\u2019impianto della sua necessaria flora batterica intestinale.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte queste funzioni si manifestano al meglio quando la placenta, all\u2019inizio della sua formazione si impianta e si espande su una ampia superficie all\u2019interno della cavit\u00e0 uterina, contraendo un rapporto vascolare ottimale con il circolo sanguigno materno. Infatti una placenta poco espansa e non sufficientemente penetrata nello spessore della parete uterina, non riesce ad assicurare uno sviluppo normale al nascituro, che nasce sottopeso e di salute cagionevole negli anni successivi alla sua nascita. Tutto ci\u00f2 favorir\u00e0 anche l\u2019insorgenza di patologie materne, come l\u2019ipertensione gravidica e la preeclampsia.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nel libro si parla di\u00a0modificazioni epigenetiche e imprinting genomico. Di cosa si tratta?<\/b><\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Si tratta di una area della genetica relativamente nuova, che studia le piccole modificazioni del genoma che si manifestano senza per\u00f2 alterarne il genotipo, rimaneggiando un numero limitato di geni (circa un centinaio dei 25.000 che compongono il genoma umano). Una di queste modifiche \u00e8 relativa all\u2019imprinting genomico, che consiste nella inattivazione o silenziamento di uno dei due geni derivanti da entrambi i genitori (alleli), attraverso una reazione biochimica (metilazione del DNA), per cui la coppia diviene agli effetti pratici monoallelica, cio\u00e8 costituita da un solo gene. Il gene inattivato pu\u00f2 essere di provenienza paterna o materna e il risultato finale nel nuovo soggetto \u00e8 quello di conservare l\u2019assetto genico del genoma familiare, ma con una nuova individualit\u00e0, che conferisce al nascituro una identit\u00e0 specifica che non ha uguale tra tutti i soggetti umani che hanno popolato e popoleranno il pianeta. Non si conosce il meccanismo che induce l\u2019imprinting e si ipotizza che possa dipendere dall\u2019influenza dell\u2019ambiente in cui vive la madre, delle sue abitudini di vita, della sua alimentazione, dall\u2019effetto di farmaci, ma essenzialmente attraverso meccanismi che la scienza non ha ancora del tutto svelato.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Durante il brevissimo ciclo della fase prenatale ogni singola cellula che compone il mosaico del nostro essere e della nostra individualit\u00e0 viene collocata nel posto giusto, come obbedendo ad un ordine prestabilito e organizzato, rendendoci unici e ineguagliabili. Tale processo apre ad interrogativi di tipo escatologico ed etico\u2026\u00a0 Chi siamo noi nelle primissime fasi della nostra vita?<\/b><\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gi\u00e0 nella fase del suo sviluppo iniziale, composto da un numero esiguo di cellule (tra 8 e 16), raggiunta la sua individualit\u00e0 grazie all\u2019imprinting genomico, ma anche mediante piccoli riassetti di alcuni dei suoi cromosomi attraverso il cosiddetto \u201ccrossing over\u201d, l\u2019embrione che ha completato la sua struttura genetica \u00e8 in grado di organizzare la sua crescita ed inizia il suo dialogo con l\u2019organismo materno. In questa fase (di morula e poi di blastocisti) non \u00e8 ancora domiciliato nell\u2019utero ma \u00e8 in transito nella salpinge e si avvia verso l\u2019ingresso in cavit\u00e0 uterina. Una delle sue funzioni pi\u00f9 sorprendenti in questa fase \u00e8 la capacit\u00e0 di analizzare la sua struttura cellulare e di verificarne la normale conformazione. Se sono presenti anomalie cellulari o malformazioni o mutazioni geniche, l\u2019embrione riesce a ripararle e ad assumere la sua struttura normale. Se invece le alterazioni sono numerose, oppure non pi\u00f9 modificabili, il suo sviluppo si arresta e la gravidanza si interrompe spontaneamente. Superata questa prova e raggiunta la sua conformazione normale, l\u2019embrione entra in cavit\u00e0 uterina e organizza il suo annidamento. Da questo momento in poi il dialogo con la madre assume l\u2019entit\u00e0 di un vero e proprio colloquio continuo, dato che tutti gli strumenti di comunicazione vengono immessi nel circolo sanguigno della madre.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Attraverso questo perfetto rapporto simbiotico, ogni singola componente embrionale trova la sua sede naturale; si formano cos\u00ec gli organi e i tessuti che poi si assemblano a costituire la conformazione di un essere umano in miniatura. Tutto ci\u00f2 avviene con una precisione e con un ordine impeccabile, guidati da organizzatori biochimici che il genoma embrionale \u00e8 in grado di produrre e di regolare in sequenza e che la scienza ad oggi ha scoperto solo in piccola parte. Quindi permane una considerevole quota di mistero che regola e predispone lo sviluppo e la crescita di ogni essere umano nelle sue diverse componenti. In particolare ci\u00f2 avviene nel nostro cervello e negli organi di senso. Questi ultimi ci metteranno in grado di relazionarci con gli altri e con l\u2019ambiente circostante gi\u00e0 durante il tempo dello sviluppo prenatale. Essi si perfezioneranno sempre pi\u00f9 col trascorrere del tempo, dopo la nascita e per tutta la durata dell\u2019esistenza. Il mistero della vita di ciascuno di noi, diventa cos\u00ec oggetto di riflessione e di meditazione e costituisce materia affidata alla sapienza filosofica, teologica ed alle indagini speculative del pensiero, nel passato, nel presente e nel futuro di ogni essere umano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><i><b>Oggi si sente molto parlare di medicina di genere<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><i>\u2026<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">La medicina di genere configura una nuova visione della condizione di salute e di malattia non solo in relazione con il diverso equilibrio e con la funzionalit\u00e0 dei diversi organi ed apparati nei due sessi, ma anche in rapporto alla condizione sociale, lavorativa, famigliare di ciascun soggetto. Per fare un esempio, nella donna una prolungata esposizione allo stress induce un\u2019eccessiva produzione di ormoni surrenalici e questo \u00e8 sufficiente a provocare alterazioni del ritmo mestruale, fino ad influenzare la sua fertilit\u00e0 e, di conseguenza, anche il suo equilibrio psico-fisico, il metabolismo e l\u2019eventuale effetto terapeutico dei farmaci. Ancora, la presenza degli ormoni sessuali durante il ciclo mestruale, comporta l\u2019attivazione dei sistemi enzimatici del fegato e del rene per smaltirne l\u2019eccesso, dopo che hanno esercitato il loro effetto sui recettori distribuiti nei vari organi bersaglio. Questo impegno metabolico implica talora la difficolt\u00e0 da parte dell\u2019organismo a disattivare alcune sostanze tossiche o alcuni farmaci, che potrebbero persistere a lungo nell\u2019organismo rispetto alla facilit\u00e0 con cui vengono invece eliminati nei soggetti di sesso maschile. Ed a questo proposito giova ricordare che in passato la sperimentazione farmacologica di molecole da utilizzare a scopo terapeutico, veniva programmata prevalentemente su soggetti di sesso maschile. Successivamente per\u00f2 il farmaco approvato per la sua azione terapeutica era ed \u00e8 tuttora impiegato in entrambi i sessi, calibrandone il dosaggio unicamente in rapporto al peso corporeo del soggetto donna. Un altro elemento da considerare \u00e8 la manifestazione dei sintomi di alcune patologie nei due sessi. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">L\u2019esempio pi\u00f9 riportato in questo contesto \u00e8 l\u2019infarto miocardico: nell\u2019uomo questa patologia si manifesta con i sintomi ben noti ai medici di famiglia e di pronto soccorso (dolore al torace e al braccio sinistro, pallore, senso di angoscia) tanto da attivare subito le cure salva-vita e il pi\u00f9 delle volte la tempestivit\u00e0 dell\u2019intervento curativo risolve la patologia. Nella donna dopo la menopausa la frequenza dell\u2019infarto \u00e8 simile a quella dell\u2019uomo, perch\u00e9 cessa l\u2019effetto protettivo degli ormoni sessuali, ma i sintomi clinici spesso si discostano dal quadro classico maschile e compaiono la nausea, il dolore alla schiena, il vomito e i dolori addominali, al punto da ritardare la diagnosi e quindi da non attivare con tempestivit\u00e0 i provvedimenti risolutivi al soggetto. La medicina di genere quindi studia le differenze biologiche tra uomo e donna, anche in rapporto a fattori ambientali, sociali e culturali. Pone in evidenza le diverse reazioni che l\u2019organismo femminile manifesta rispetto al maschile nel decorso della stessa malattia, nella risposta ai farmaci e agli schemi terapeutici adottati. E questo a causa della diversa composizione corporea, dei diversi ritmi biologici e delle differenze ormonali nei due organismi. Questa nuova visione della medicina viene sempre pi\u00f9 applicata nelle strutture ospedaliere e universitarie ed \u00e8 affidata a personale qualificato, prevalentemente femminile, preparato nelle scuole mediche e infermieristiche, in funzione delle esigenze assistenziali e curative della donna.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><i><b>La donna per le sue caratteristiche biologiche e fisiche ha uno straordinario ruolo- quello di portatrice e conservatrice della vita umana.\u00a0 Ritiene\u00a0che una maggiore conoscenza di quanto avviene in quei 9 mesi di vita intrauterina possa contribuire a smantellare una certa mentalit\u00e0 maschilista\u00a0ancora purtroppo cos\u00ec presente\u00a0 nel nostro paese e nel mondo?<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Uno degli scopi principali del nostro volume \u00e8 proprio quello di magnificare non solo la funzione procreativa della donna, che si avvale della straordinaria capacit\u00e0 di accoglienza della sua corporeit\u00e0 e della adattabilit\u00e0 del suo organismo alla presenza di altro essere umano per met\u00e0 estraneo al suo fisico. Abbiamo per\u00f2 voluto valorizzare anche la sua intelligenza e il livello culturale che ha superato quello degli uomini, come risulta dai risultati scolastici e universitari e dalle brillanti carriere nei molteplici impegni lavorativi, tali da rappresentare un vero e proprio capitale intellettuale per il nostro Paese. Purtroppo tutto questo non \u00e8 ancora stato compreso da molti che si ostinano a guardare con sospetto i ruoli dirigenti femminili.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/tmp\/lu7815u4z74d.tmp\/lu7815u4z74m_tmp_5775f838ca59f00.jpg\" width=\"150\" height=\"226\" name=\"Immagine 16\" align=\"bottom\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><b>Salvatore Mancuso <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\">Professore emerito di Ginecologia, \u00e8 stato direttore del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente della Fondazione IRCCS \u2013 Policlinico Agostino Gemelli di Roma. \u00c8 stato senior scientist presso il Laboratorio di ricerche ormonali dell\u2019Ospedale Karolinska di Stoccolma. Si \u00e8 particolarmente interessato allo studio e alla ricerca nell\u2019area dell\u2019Unit\u00e0 Endocrina Feto-placentare, della Medicina materno-fetale e dell\u2019Infertilit\u00e0 di coppia. \u00c8 autore con i suoi collaboratori di numerosi volumi su temi di Clinica ginecologica e di oltre 500 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.<\/span><\/p>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/tmp\/lu7815u4z74d.tmp\/lu7815u4z74m_tmp_f323fe752aca83c7.jpg\" width=\"153\" height=\"153\" name=\"Immagine 17\" align=\"bottom\" border=\"0\" \/><\/h1>\n<h1 class=\"western\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giuseppe Benagiano<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h1>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial Narrow, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 stato professore di Ostetrica e Ginecologia nelle Universit\u00e0 di Ginevra e Roma \u201cla Sapienza\u201d; direttore del I Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica sempre dell\u2019Universit\u00e0 \u201cla Sapienza\u201d; direttore del Programma Speciale delle Nazioni Unite di Ricerche e Sviluppo sulla Riproduzione Umana (co-sponsorizzato da UNDP, UNICEF, UNFPA, WHO e World Bank); direttore generale dell\u2019istituto Superiore di Sanit\u00e0 e segretario generale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO). Le sue ricerche si sono concentrate prima sulla Endocrinologia fetale, poi sulla Contraccezione e attualmente sulla Medicina della Riproduzione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; I MISTERI E GLI ARCANI DELLA VITA PRENATALE. CHI SIAMO PRIMA DI NASCERE? L\u2019INTERVISTA AL PROF. 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