{"id":17073,"date":"2021-09-23T23:25:43","date_gmt":"2021-09-23T23:25:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17073"},"modified":"2021-09-23T23:25:43","modified_gmt":"2021-09-23T23:25:43","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-980","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17073","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nJuraj Val\u010duha e Valeriy Sokolov<br \/>\nprotagonisti del prossimo concerto<\/p>\n<p>Domenica 26 settembre ore 18.00<\/p>\n<p>Domenica 26 settembre ore 18.00 \u00e8 in programma al Teatro di San Carlo un nuovo appuntamento sinfonico.<br \/>\nTorna sul podio Juraj Val\u010duha che diriger\u00e0 l\u2019Orchestra del Massimo napoletano e il violinista\u00a0di origini ucraine Valeriy Sokolov nel Concerto\u00a0per violino in re minore di Aram Cha\u010daturjan e nella Sinfonia\u00a0n. 2 in do maggiore op. 61 di Robert Schumann.<br \/>\nSokolov, considerato tra i pi\u00f9 talentuosi violinisti della sua generazione, ritorna al San Carlo dopo tre anni di assenza.<\/p>\n<p>Guida all\u2019ascolto di Mauro Mariani<br \/>\ndal programma di sala del concerto<\/p>\n<p>Concerto\u00a0per violino in re minore di Aram Cha\u010daturjan<br \/>\nNegli anni immediatamente seguenti alla seconda guerra mondiale, la musica dell\u2019armeno Aram Cha\u010daturjan fu accolta con grande favore dal pubblico, che era affascinato dai suoi colori esotici, dai suoi irresistibili ritmi di danza, dalle sue melodie ora ardenti e appassionate ora profondamente malinconiche. In seguito la sua musica fu accusata in Unione Sovietica di essere troppo \u201cavanzata e difficile da capire per le masse\u201d. Viceversa in occidente buona parte della critica la considerava troppo facile, in quanto totalmente estranea alle problematiche dell\u2019avanguardia musicale di quegli anni. Ma ora Cha\u010daturjan sta recuperando il posto che gli spetta come figura di primo piano nel panorama musicale dei decenni centrali del Novecento e viene riconosciuto come musicista rappresentativo dell\u2019Unione Sovietica e anche come musicista di livello internazionale. Ma fu soprattutto un musicista armeno, perch\u00e9, sebbene sia vissuto quasi sempre a Mosca, non dimentic\u00f2 mai la sua patria racchiusa tra i monti del Caucaso: una piccola nazione ai margini dell\u2019Europa, schiacciata tra due enormi imperi, la cui esistenza stessa era stata minacciata per secoli. Per la sopravvivenza della cultura e delle tradizioni armene ha avuto un ruolo fondamentale proprio la musica, che per secoli ha espresso e custodito l\u2019anima di quel piccolo popolo ed \u00e8 un elemento imprescindibile dell\u2019identit\u00e0 armena. Pur avendo compiuto i suoi studi al Conservatorio di Mosca, la citt\u00e0 in cui trascorse quasi tutta la sua vita, Cha\u010daturjan non dimentic\u00f2 mai la musica della sua patria e inser\u00ec canti e danze tradizionali armeni in molte sue composizioni. La sua musica dunque celebra il connubio tra solida formazione accademica e sorgenti musicali popolari e ne \u00e8 un magnifico esempio il Concerto in re minore per violino e orchestra op. 46, composto in appena due mesi nel 1940 e dedicato a David Oistrakh, il maggior esponente in quegli anni della gloriosa scuola violinistica russa e uno dei pi\u00f9 grandi violinisti del secolo in assoluto. Cha\u010daturjan stesso cos\u00ec descrisse lo stato d\u2019animo con cui vi lavor\u00f2: \u201cHo scritto questa musica come in un&#8217;onda di felicit\u00e0; tutto il mio essere era in uno stato di gioia&#8230; Ho lavorato velocemente e facilmente; la mia immaginazione sembrava volare. I temi mi arrivavano con una tale abbondanza che ho avuto difficolt\u00e0 a metterli in una sorta di ordine\u00bb. Ma non ci sarebbe nemmeno bisogno di queste parole dell\u2019autore per percepire chiaramente la felicit\u00e0 e la facilit\u00e0 di scrittura che sprizzano da questo Concerto. Si tratta di un lavoro di ampie dimensioni, che riprende, seppur con qualche libert\u00e0, la forma classica sia nella successione dei tre movimenti sia nella struttura di ogni singolo movimento. Nel primo movimento vi \u00e8 un\u2019ampia cadenza del violino solo; lo stesso compositore ne aveva predisposta una, ma Oistrakh, basandosi sulla tradizione che lasciava al solista la realizzazione delle cadenze, ne scrisse una di proprio pugno, che lo stesso Cha\u010daturjan disse di considerare migliore della sua, cosicch\u00e9 oggi gli interpreti scelgono liberamente l\u2019una o l\u2019altra. L\u2019elemento folklorico \u00e8 particolarmente pronunciato nel vigore e nel marcato ritmo di danza dell\u2019ultimo tempo e quest\u2019atmosfera popolare diventa ancora pi\u00f9 evidente quando entra in scena il violino: a tratti sembrerebbe quasi di ascoltare il violinista del villaggio suonare durante una festa paesana, se non fosse per il virtuosismo acrobatico richiesto al solista. La sezione centrale, riproponendo il secondo tema del primo movimento, introduce una pausa in questa scatenata vivacit\u00e0, che presto fa nuovamente irruzione, conducendo al pirotecnico finale, in cui Cha\u010daturjan combina il tema del primo movimento con quello del terzo, come a chiudere il cerchio.<br \/>\nSinfonia\u00a0n. 2 in do maggiore op. 61 di Robert Schumann<br \/>\nPer Robert Schumann la musica si identific\u00f2 a lungo col pianoforte, cui sono dedicati i suoi primi ventotto numeri d&#8217;opus, scritti tra il 1830 e il 1839 e costituiti per la maggior parte da meravigliose collane di pezzi brevi o brevissimi. Nel 1840 si gett\u00f2 con entusiasmo sul Lied per voce e pianoforte, scrivendone oltre cento in un solo anno. Ma nel 1841 avvenne una svolta e rivolse la sua attenzione alle grandi forme e ai grandi organici orchestrali, componendo in pochi mesi due Sinfonie e una Sinfonietta, oltre a una Fantasia per pianoforte e orchestra. Tutti questi lavori, ad eccezione della prima Sinfonia, furono ampiamente modificati nei mesi e anni successivi. L\u2019aver rimesso mano a questa musica scritta di getto \u00e8 un indizio del rapporto tormentato di Schumann con le grandi forme e in particolare con la sinfonia, poich\u00e9 i nove capolavori lasciati da Beethoven in questo campo lo affascinavano e lo spingevano all\u2019emulazione ma allo stesso tempo gli incutevano soggezione e sgomento. Soprattutto la critica pi\u00f9 accademica dell\u2019Otto e Novecento riscontrava nelle sinfone di Schumann delle geniali incoerenze e qualcosa di irrisolto, che non sono per\u00f2 un difetto ma al contrario un elemento del loro fascino perenne. Certamente il tentativo di conciliare forme classiche e fantasia romantica, grandi strutture sinfoniche e sentimenti intimi e soggettivi era un progetto utopico, intrinsecamente contraddittorio. Tuttavia non sarebbe affatto giusto liquidare come velleitario il suo approccio alla sinfonia, poich\u00e9 l\u2019aspirazione a mete irraggiungibili, all&#8217;unificazione di ideali inconciliabili e al superamento dei limiti materiali era nella natura stessa dell\u2019arte romantica e quindi anche della musica di Schumann, il pi\u00f9 romantico dei musicisti romantici. Dopo il fervore del 1841, la produzione sinfonica di Schumann conobbe quattro anni di sosta e solo alla fine del 1845 inizi\u00f2 a prendere forma la Sinfonia in do maggiore op. 61, che sarebbe stata completata nell\u2019ottobre del 1846 e pubblicata come seconda, sebbene fosse in realt\u00e0 la terza ad essere composta, poich\u00e9 \u2013 come si \u00e8 accennato \u2013 una delle due sinfonie del 1841 fu ampiamente rielaborata e venne pubblicata solamente dieci anni dopo, come Sinfonia n. 4 in re minore op. 120. Per quel che riguarda la forma, la Sinfonia n. 2 \u00e8 la pi\u00f9 classica delle sinfonie di Schumann. Che lo Scherzo preceda l&#8217;Adagio non costituisce una novit\u00e0 &#8211; Beethoven docet &#8211; mentre \u00e8 insolito che tutti i movimenti siano nella stessa tonalit\u00e0 di do maggiore, tranne la prima parte del terzo movimento, che \u00e8 in do minore: fu indubbiamente una scelta di Schumann per dare maggiore unit\u00e0 alla Sinfonia. L\u2019introduzione, Sostenuto assai, \u00e8 un solenne corale degli ottoni, che testimonia il recente interesse di Schumann per Bach. L&#8217;Allegro ma non troppo riprende liberamente la forma classica ed \u00e8 caratterizzato da un&#8217;incisiva formula ritmica di quattro note, trattata con la stessa ossessivit\u00e0 \u2013 ma non con la stessa cupa drammaticit\u00e0 &#8211; con cui Beethoven aveva sviluppato il \u00abtema del destino\u00bb nella Quinta Sinfonia. A questo movimento mosso e turbolento segue uno Scherzo in tempo Allegro vivace. La particolarit\u00e0 di questo brillante e fantasioso movimento \u00e8 la presenza non di uno ma di due Trii. Il primo si basa su vivaci e arguti scambi tra fiati e archi, il secondo, spirituale e rarefatto, \u00e8 esposto dagli archi ed elaborato in contrappunto con antica abilit\u00e0 artigianale: un altro frutto dell&#8217;ammirazione di Schumann per Bach. Il meraviglioso Adagio espressivo inizia con la pi\u00f9 struggente e schumanniana delle melodie, che tuttavia deriva da Bach ed \u00e8, quasi nota per nota, una citazione dell&#8217;Offerta musicale, trasformata in un romantico canto senza parole. A questo Bach trasportato nello stile di Schumann segue un altro omaggio a Bach, quando proprio nel cuore del movimento si apre un episodio fugato. \u00c8 forte il contrasto tra la delicatezza e l&#8217;interiorit\u00e0 del terzo movimento e la vitalit\u00e0 e l&#8217;energia dell\u2019Allegro molto vivace, che esplode con una folgorante scala degli archi. Rapidamente quest&#8217;atmosfera gioiosa e fiduciosa si agita e s&#8217;incupisce, finch\u00e9 gli strumenti a fiato introducono il secondo tema, di toccante tenerezza e semplicit\u00e0. Il ritorno dell&#8217;attacco del movimento riporta all&#8217;ottimismo, ma tutto si blocca su un potente accordo dissonante: ricompare allora il secondo tema, che con pochi tocchi Schumann trasforma in una citazione di un Lied di Beethoven. Proprio questo motivo \u00e8 alla base dell&#8217;amplissima coda, con il ritorno del tema degli ottoni delle battute inziali che porta a un&#8217;apoteosi solenne e festosa.<\/p>\n<p>Concerto Sinfonico<br \/>\nTeatro di San Carlo<br \/>\nDomenica 26 settembre, ore 18.00<br \/>\nJURAJ VAL\u010cUHA<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0Juraj Val\u010duha<br \/>\nViolino |\u00a0Valeriy Sokolov<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nAram Cha\u010daturjan,\u00a0Concerto\u00a0per violino in re minore<br \/>\nRobert Schumann,\u00a0Sinfonia\u00a0n. 2 in do maggiore, op. 61<br \/>\nOrchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<figure id=\"attachment_17074\" aria-describedby=\"caption-attachment-17074\" style=\"width: 4913px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17074\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"4913\" height=\"3275\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia.jpg 4913w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Valcuha_Sokolov_ph.L.Romano-0025-copia-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 4913px) 100vw, 4913px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17074\" class=\"wp-caption-text\">Direttore | Juraj Val\u010duha<br \/>Violino | Valeriy Sokolov<br \/>Aleksandr Glazunov<br \/>Valzer da concerto n. 1 in re maggiore, Op.47<br \/>Sergej Prokofiev<br \/>Concerto n. 2 in sol minore<br \/>per violino e orchestra, Op. 63<br \/>Sergej Rachmaninov<br \/>Danze sinfoniche, Op. 45<br \/>Orchestra del Teatro di San Carlo<br \/>domenica 11 novembre 2018, ore 18.00 &#8211; Turno P<br \/>Teatro di San Carlo 2018<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo Juraj Val\u010duha e Valeriy Sokolov protagonisti del prossimo concerto Domenica 26 settembre ore 18.00 Domenica 26 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-17073","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17073"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17073\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}