{"id":17205,"date":"2021-10-02T00:27:24","date_gmt":"2021-10-02T00:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17205"},"modified":"2021-10-02T00:27:24","modified_gmt":"2021-10-02T00:27:24","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-994","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17205","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>MICHELE MARIOTTI DIRIGE<br \/>\nSIMON BOCCANEGRA IN FORMA DI CONCERTO<br \/>\nAL XXI FESTIVAL VERDI<br \/>\nIl Maestro pesarese sul podio dell\u2019Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Gea Garatti Ansini, torna a dirigere la partitura del suo primo Verdi dopo quattordici anni. Solisti Igor Golovatenko, Angela Meade, Riccardo Della Sciucca, Michele Pertusi, Andrea Pellegrini, Sergio Vitale, Federico Veltri, Alessia Panza<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<br \/>\nsabato 9, 16 ottobre 2021, ore 20.00<\/p>\n<p>Al XXI Festival Verdi debutta Simon Boccanegra, eseguito in forma di concerto al Teatro Regio di Parma sabato 9 ottobre 2021, ore 20.00, con replica sabato 16 ottobre 2021, ore 20.00, in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, con la direzione musicale e la concertazione di Michele Mariotti sul podio dell\u2019Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Gea Garatti Ansini.<\/p>\n<p>Protagonisti Igor Golovatenko (al debutto nel ruolo di Simon Boccanegra e per la prima volta al Teatro Regio e al Festival Verdi), Angela Meade (al debutto nel ruolo di Amelia Grimaldi e per la prima volta al Teatro Regio e al Festival Verdi), Riccardo Della Sciucca (al debutto nel ruolo di Gabriele Adorno e per la prima volta al Teatro Regio e al Festival Verdi), Michele Pertusi (Jacopo Fiesco), Andrea Pellegrini (Pietro, per la prima volta al Festival Verdi), Sergio Vitale (al debutto nel ruolo di Paolo Albiani e per la prima volta al Festival Verdi), Federico Veltri (Capitano dei balestrieri, gi\u00e0 allievo dell\u2019Accademia Verdiana, per la prima volta al Teatro Regio e al Festival Verdi), Alessia Panza (Ancella di Amelia, gi\u00e0 allieva dell\u2019Accademia Verdiana, per la prima volta al Teatro Regio e al Festival Verdi).<\/p>\n<p>LIVE SU OPERASTREAMING.COM<\/p>\n<p>Simon Boccanegra sar\u00e0 trasmesso in diretta su operastreaming.com, sabato 9 ottobre 2021, ore 20.00, inaugurando il nuovo cartellone del primo portale online gratuito dedicato all\u2019opera lirica in Italia. Il progetto triennale, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato in collaborazione con Edunova e Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia, \u00e8 nato per divulgare e diffondere la passione per la musica e la bellezza dell\u2019opera lirica, per rendere fruibile a tutti lo spettacolo, soprattutto a chi non pu\u00f2 assistervi dal vivo, attraverso una ricca programmazione di trasmissioni video realizzate nei principali teatri ed enti lirici della Regione, territorio di tradizione musicale e di produzione operistica di prestigio internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019OPERA<\/p>\n<p>Opera politica, dai toni cupi, in un prologo e tre atti, Simon Boccanegra ha faticato a imporsi tra i lavori del grande repertorio verdiano: al suo debutto, avvenuto nel 1857 al Teatro La Fenice di Venezia nell\u2019originaria versione composta su libretto di Francesco Maria Piave, riscosse un clamoroso insuccesso. Come spiega Giuseppe Martini, le ragioni dell\u2019insuccesso, oltre alla difficolt\u00e0 di Giuseppe Verdi di seguire la progressione del lavoro di Piave, trovandosi in quegli anni a Parigi, sono da rintracciarsi nel \u201ccolore dell\u2019opera, che tutti giudicarono lugubre e severo, con melodie non memorabili e un insieme che non fa subito colpo\u201d. Un \u201ctavolo che tentenna\u201d, cos\u00ec la defin\u00ec Arrigo Boito, al quale Verdi commission\u00f2 una revisione del libretto. Nonostante il successo della versione definitiva, inaugurata nel 1881 al Teatro alla Scala, l\u2019opera rimase parzialmente sconosciuta per diverso tempo e fu riscoperta e consacrata nel grande repertorio verdiano soltanto nel Novecento, a seguito dell\u2019allestimento di Giorgio Strehler alla Scala nel 1971 con la direzione di Claudio Abbado.<\/p>\n<p>La vicenda umana e politica di Boccanegra, doge di Genova, che conosce il successo politico nel momento in cui viene a scoprire la morte della donna che ama, \u00e8 in realt\u00e0 un dramma della solitudine: \u201cLa solitudine del potere che logora. Quella di un uomo, un corsaro, per il quale il mare era tutta la vita e che voleva solo navigare libero. Ma, suo malgrado, si ritrova doge. E deve fare i conti con la solitudine di un (vero) leader. Acclamato dal popolo, ma solo. Solo a piangere, a gridare pace mentre i genovesi sono accecati dall\u2019odio e si scagliano uno contro l\u2019altro\u201d \u2013 spiega Michele Mariotti, che torna a dirigere Simon Boccanegra per la seconda volta dopo quattordici anni: \u201cEra il 2007 e inauguravo la stagione del Teatro Comunale di Bologna, di cui poi sono stato direttore musicale \u2013 e oggi ritrovo con piacere orchestra e coro qui a Parma, quasi a chiudere un cerchio. Era il mio primo Verdi. Primo di molti. Ma da allora non ho pi\u00f9 diretto Simone. Quattordici anni di vita. Tanto che in questi mesi non mi sono limitato ad un ripasso, ma ho ristudiato completamente l\u2019opera. E ho voluto una partitura nuova, senza segni\u201d.<\/p>\n<p>La scelta di dirigere l\u2019opera in forma di concerto ben si concilia con un\u2019opera di grandi sfumature e raffinatezze sonore e interpretative come Simon Boccanegra, che esige una grande cura del dettaglio, ma \u00e8 al tempo stesso per Michele Mariotti una \u201cdoppia sfida, stimolante, perch\u00e9 noi interpreti dobbiamo sostituirci alla regia, restituendo attraverso i recitativi e il ritmo dell\u2019esecuzione tutta la teatralit\u00e0 della partitura\u201d.<\/p>\n<p>PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO<\/p>\n<p>Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi da Giuseppe Martini in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma al Teatro Regio: Simon Boccanegra marted\u00ec 5 ottobre 2021, ore 17.00, con la partecipazione dei giovani cantanti del Conservatorio di Musica \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, coordinati da Donatella Saccardi, che ne interpreteranno i brani pi\u00f9 celebri.<\/p>\n<p>AVVISI AL PUBBLICO<\/p>\n<p>L\u2019accesso in teatro \u00e8 consentito esclusivamente agli spettatori muniti di Green pass, fatti salvi i soggetti di et\u00e0 inferiore ai 12 anni e quelli esenti sulla base di idonea certificazione medica che il personale di sala ha l\u2019obbligo di verificare.<br \/>\nIl pubblico \u00e8 invitato a igienizzare le mani ai distributori presenti in teatro e a indossare correttamente la mascherina per tutta la durata dell\u2019evento.<\/p>\n<p>In ottemperanza alle vigenti normative sulla sicurezza, ciascun biglietto emesso \u00e8 nominativo (non \u00e8 consentita l\u2019intestazione di pi\u00f9 biglietti alla stessa persona) e pu\u00f2 essere ceduto solo comunicando alla Biglietteria la variazione. Al momento dell\u2019acquisto lo spettatore dovr\u00e0 fornire un proprio recapito (telefono o e-mail). Tali dati saranno conservati sino ai 14 giorni successivi lo spettacolo. All\u2019ingresso in teatro, il personale di sala ha l\u2019obbligo di verificare, unitamente alla temperatura corporea, la corrispondenza dello spettatore con l\u2019intestazione del biglietto.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso in Teatro avviene secondo le seguenti modalit\u00e0:<br \/>\n&#8211; palchi (ingresso principale) e galleria (ingresso P.le Barezzi) da un\u2019ora prima a 35 minuti prima dell\u2019inizio dello spettacolo<br \/>\n&#8211; platea da 30 a 5 minuti prima dell\u2019inizio dello spettacolo<\/p>\n<p>I palchi possono accogliere pi\u00f9 di due persone, assicurando il distanziamento di un metro come da normative governative. I posti nei palchi sono differenziati per prezzo in relazione alla visibilit\u00e0 che, nei posti di secondo prezzo, non \u00e8 pienamente garantita. Il pubblico \u00e8 invitato a consultare il sito www.festivalverdi.it alla sezione Biglietteria ove saranno tempestivamente riportati eventuali aggiornamenti circa le modalit\u00e0 di accesso al Teatro.<\/p>\n<p>PARTNER E SPONSOR<\/p>\n<p>La Stagione del Teatro Regio di Parma e il Festival Verdi 2021 sono realizzati grazie al contributo di Comune di Parma, Parma Capitale Italiana della Cultura 2021, Ministero della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. Major partner Fondazione Cariparma. Main partners Chiesi, Cr\u00e9dit Agricole. Media partner Mediaset. Main sponsor Iren, Barilla, Parmacotto. Sponsor Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Sostenitori Ares, Dulevo, Mutti, Sicim, Agugiaro&amp;Figna, La Giovane, Parmalat, Grasselli, Glove ICT, Poliambulatori Dalla Rosa Prati, GHC Garofalo Health Care, Sarce, CePIM, Oinoe, Colser Aurora Domus. Legal counselling Villa&amp;Partners. Con il supporto di \u201cParma, io ci sto!\u201d. Advisor AGFM. Hospitality Partner Novotel. Con il contributo di Istituto Nazionale di Studi Verdiani, Opera Europa, Fondazione Monte Parma, Camera di Commercio di Parma, Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione. La Stagione Concertistica e AroundVerdi sono realizzati da Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, con il sostegno di Chiesi, in collaborazione con Casa della Musica. ParmaDanza \u00e8 realizzata in collaborazione con ATER Associazione Teatrale dell\u2019Emilia-Romagna e Arci Caos. Il Concorso Voci Verdiane \u00e8 realizzato in collaborazione con Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane Citt\u00e0 di Busseto, Verdi l\u2019Italiano. Partner istituzionali La Toscanini, Teatro Comunale di Bologna. Partner artistici Coro del Teatro Regio di Parma, Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, Barezzi Festival. Tour operator partner Parma Incoming. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Sostenitori tecnici Graphital, Codarini Tuega, Cavalca, IgpDecaux, MacroCoop, Milosped, Andromeda\u2019s, De Simoni, Azzali editori, Doyle. Digital counselling Unsocials. La promozione internazionale del Festival Verdi 2021 \u00e8 realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con Italia \u2013 Italian national tourist board, Istituti italiani di cultura, Destinazione Emilia, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna APT Servizi, Assessorato al Turismo e Commercio del Comune di Parma. L\u2019immagine esclusiva del Festival \u00e8 il ritratto di Giuseppe Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni \u201960, donato al Teatro Regio di Parma dall\u2019Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso \u00a9Renato Guttuso by SIAE 2021.<\/p>\n<p>BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA<\/p>\n<p>Strada Giuseppe Garibaldi, 16\/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it<br \/>\nORARI DI APERTURA dal marted\u00ec al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00.<br \/>\nIl pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma pu\u00f2 essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express. \u00c8 inoltre possibile utilizzare i voucher di rimborso ricevuti a fronte degli spettacoli annullati per l\u2019emergenza sanitaria.<br \/>\nI biglietti sono disponibili anche su festivalverdi.it. L\u2019acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.<\/p>\n<p>Parma, 1 ottobre 2021<\/p>\n<p>Paolo Maier<br \/>\nResponsabile Area Comunicazione, Ufficio Stampa, Progetti speciali<br \/>\nTeatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16\/A, 43121 Parma &#8211; Italia<br \/>\nTel. +39 0521 203969<br \/>\np.maier@teatroregioparma.it<br \/>\nstampa@teatroregioparma.it<br \/>\nwww.teatroregioparma.it<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<br \/>\nsabato 9 ottobre 2021, ore 20.00<br \/>\nsabato 16 ottobre 2021, ore 20.00<\/p>\n<p>Durata complessiva 3 ore, compreso un intervallo<\/p>\n<p>La recita del 9 ottobre sar\u00e0 trasmessa in diretta su operastreaming.com<\/p>\n<p>SIMON BOCCANEGRA<br \/>\nin forma di concerto<\/p>\n<p>Musica GIUSEPPE VERDI<\/p>\n<p>Melodramma in un prologo e tre atti su libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito dal dramma Sim\u00f3n Boccanegra di Antonio Garc\u00eda-Guti\u00e9rrez<\/p>\n<p>Casa Ricordi, Milano<\/p>\n<p>Prologo<br \/>\nSimon Boccanegra, corsaro al servizio della repubblica genovese IGOR GOLOVATENKO<br \/>\nJacopo Fiesco, nobile genovese MICHELE PERTUSI<br \/>\nPaolo Albiani, filatore d\u2019oro, genovese SERGIO VITALE<br \/>\nPietro, popolano di Genova ANDREA PELLEGRINI<\/p>\n<p>Dramma<br \/>\nSimon Boccanegra, primo doge di Genova IGOR GOLOVATENKO<br \/>\nMaria Boccanegra, sua figlia, sotto il nome di Amelia Grimaldi ANGELA MEADE<br \/>\nJacopo Fiesco, sotto il nome di Andrea MICHELE PERTUSI<br \/>\nGabriele Adorno, gentiluomo genovese RICCARDO DELLA SCIUCCA<br \/>\nPaolo Albiani, cortigiano favorito del doge SERGIO VITALE<br \/>\nPietro, altro cortigiano ANDREA PELLEGRINI<br \/>\nUn capitano dei balestrieri FEDERICO VELTRI<br \/>\nUn\u2019ancella di Amelia ALESSIA PANZA<\/p>\n<p>Maestro concertatore e direttore MICHELE MARIOTTI<\/p>\n<p>ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA<\/p>\n<p>Maestro del coro GEA GARATTI ANSINI<\/p>\n<p>In coproduzione con Fondazione Teatro Comunale di Bologna<\/p>\n<p>Spettacolo con sopratitoli in italiano e inglese<\/p>\n<p>L\u2019OPERA DELLA (NOSTRA) SOLITUDINE<br \/>\nConversazione con Michele Mariotti<br \/>\na cura di Pierachille Dolfini<\/p>\n<p>Lo sguardo, per un attimo, non \u00e8 pi\u00f9 fisso nei tuoi occhi. Come \u00e8 stato per tutta la conversazione. Si perde lontano. In un tempo \u2013 che pu\u00f2 essere (e forse lo \u00e8, come capisci poi\u2026) l\u2019infanzia. Un tempo abitato dalla felicit\u00e0. Perch\u00e9 quando Michele Mariotti ti spiega che \u00abSimon Boccanegra \u00e8 l\u2019opera della solitudine\u00bb il direttore d\u2019orchestra soppesa le parole, quasi le ridicesse (ancora una volta\u2026) a se stesso. \u00abSimon Boccanegra \u00e8 l\u2019opera della solitudine\u00bb ripete Mariotti mentre guarda lontano. \u00abLa solitudine del potere che logora. Quella di un uomo, un corsaro, per il quale il mare era tutta la vita e che voleva solo navigare libero. Ma invece, suo malgrado, si ritrova doge. E deve fare i conti con la solitudine di un (vero) leader. Acclamato dal popolo, ma solo. Solo a piangere, a gridare pace mentre i genovesi sono accecati dall\u2019odio e si scagliano uno contro l\u2019altro\u00bb. Una voce solitaria \u2013 come capita di ascoltarne anche oggi \u2013 che dice no alla violenza quella di Simone. \u00abChe \u2013 riflette ancora il direttore d\u2019orchestra pesarese, classe 1979 \u2013 nel momento in cui \u00e8 piegato dal dolore per la perdita della donna che ama, Maria, deve ricacciare indietro le lacrime e provare a gioire per l\u2019elezione a doge, frastornato dal suono delle campane che la annunciano\u00bb. Per questo Mariotti vuole che \u00abquello scampanio sia fortissimo, sconquassante. Lo faccio suonare a tutta forza. Deve schiacciare Simone\u00bb.<\/p>\n<p>E la solitudine dell\u2019uomo di potere, raccontata da Giuseppe Verdi nel Simon Boccanegra, diventa la \u00absolitudine dell\u2019artista. Che \u00e8 grande. Specie nella sofferenza. L\u2019ho vissuta sulla mia pelle con la morte della mia mamma, quando ero ancora piccolo \u2013 racconta Mariotti. Noi artisti ci portiamo dentro per sempre il nostro dolore\u00bb. Ma, riflette il musicista, \u00abquesto dolore in qualche modo fa diventare pi\u00f9 vera la nostra interpretazione. Il dolore ci rende pi\u00f9 esperti, pi\u00f9 temprati. E fa s\u00ec che nella nostra arte portiamo la (nostra) vita\u00bb.<\/p>\n<p>Diventa allora un Boccanegra autobiografico quello che Mariotti dirige al Festival Verdi di Parma, edizione 2021. \u00abIl doge \u00e8 il personaggio dell\u2019opera in cui mi identifico maggiormente perch\u00e9, nonostante tutto, affronta la vita. Penso rappresenti tutti noi: ci suggerisce di prenderci cos\u00ec come siamo, senza vergognarci di ammettere i nostri difetti e le nostre debolezze\u00bb dice il direttore che sul leggio a Parma ha la seconda versione dell\u2019opera, quella realizzata da Verdi nel 1881 per il Teatro alla Scala di Milano rimaneggiando la partitura (e il libretto di Francesco Maria Piave, riadattato da Arrigo Boito) andata in scena nel 1857 alla Fenice di Venezia. \u00abLa prima versione \u00e8 pi\u00f9 dura, ha la violenza di uno scoglio. Nella seconda c\u2019\u00e8 pi\u00f9 maturit\u00e0, una maggiore compattezza\u00bb spiega Mariotti che, in meno di un anno, ha l\u2019opportunit\u00e0 di confrontarsi con tre capolavori dell\u2019ultimo Verdi, Simone, Otello e Falstaff. \u00abNella cronologia dei melodrammi del compositore ogni titolo \u00e8 necessario l\u00ec dove \u00e8: viene da un prima e getta le basi per un dopo, attinge all\u2019opera precedente e mette i fondamenti per quella successiva\u00bb.<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 a caso. E Simone non fa eccezione. \u00abPi\u00f9 che la bellezza di ogni melodia, mi affascina il ritmo teatrale di questa partitura. Verdi in questo era un maestro. Lo fa in ogni sua opera. Pensiamo alla cabaletta di Germont nel secondo atto di Traviata. Tanti la omettono, ma ha un suo senso specifico e non pu\u00f2 essere tolta, altrimenti il ritmo teatrale zoppica. Verdi sapeva che dopo il \u201cDi Provenza\u201d ci sarebbe stata una pausa, inevitabilmente. E non avrebbe mai tagliato corto con un improvviso finale di quadro imprimendo un altro stop all\u2019azione prima del cambio di scena. Ecco allora la cabaletta \u201cNo, non udrai rimproveri\u201d. Che ha un suo preciso senso teatrale oltre che drammaturgico nel raccontare la pressione di un padre su suo figlio\u00bb riflette Mariotti. Che a Parma dirige Boccanegra in forma di concerto.<\/p>\n<p>\u00abLo sappiamo, l\u2019opera \u00e8 fatta per essere messa in scena. E proporla in forma di concerto diventa una doppia sfida, stimolante, perch\u00e9 noi interpreti dobbiamo sostituirci alla regia, restituendo attraverso i recitativi e il ritmo dell\u2019esecuzione tutta la teatralit\u00e0 della partitura. Non possiamo sederci un attimo\u00bb.<\/p>\n<p>Un ritmo teatrale. Per ricreare atmosfere. Lo indica precisamente Verdi nella sua scrittura. \u00abSimone canta sempre sui mi bemolle e Fiesco risponde in do diesis, tutte tonalit\u00e0 calde, corpose. L\u2019unico momento, l\u2019unica scena in cui lui si trova in un passaggio impostato sui diesis \u00e8 quella, sinistra, dove verr\u00e0 avvelenato. Colpo di teatro di Verdi. Che quando il doge canta \u201cPerfin l\u2019acqua del fonte \u00e8 amara al labbro dell\u2019uom che regna&#8230;\u201d mette un\u2019articolazione su \u201cuom\u201d per indicare il fardello e la solitudine di un uomo costretto a regnare. Poche cose gli bastano per raccontare un mondo\u00bb. Un ritmo teatrale. Ma anche cinematografico. \u00abPerch\u00e9 Simon Boccanegra ha quadri che sembrano sequenze cinematografiche, come il finale dell\u2019atto primo, michelangiolesco nei colori e nella drammaticit\u00e0 del racconto. Campi lunghi e primi piani, come in quel \u201cSia maledetto!\u201d sussurrato dove l\u2019impressione \u00e8 di una soggettiva, noi che guardiamo la scena con gli occhi di Paolo Albiani\u00bb dice Mariotti che spiega, poi, come occorra lavorare di cesello per restituire la parola drammatica di Verdi. \u00abIn Simone c\u2019\u00e8 molto declamato, c\u2019\u00e8 un tipo di suono che richiede una grande cura del dettaglio\u00bb.<\/p>\n<p>Non solo. \u00abL\u2019inizio dell\u2019opera, che mi richiama la Serenata per archi in mi maggiore del 1875 di Anton\u00edn Dvor\u00e1k, non \u00e8 solo descrittivo, non vuole semplicemente raccontare il mare. Poche note e siamo subito immersi in una dimensione del ricordo. Nei pensieri di un uomo che tira le somme della vita. Una cosa che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non accade in Falstaff che non \u00e8 un personaggio cos\u00ec vecchio e non \u00e8 giunto al lumicino. Cos\u00ec come Simone. Cosa che rende il Boccanegra ancora pi\u00f9 commovente: il duetto tra Simone e Fiesco,<br \/>\nun dialogo serrato e a tratti duro tra due vecchi che sono al termine del loro percorso, ha la semplicit\u00e0 disarmante della vita vissuta\u00bb spiega Mariotti. Che torna al Boccanegra \u00abcon quattordici anni di esperienza di vita in pi\u00f9 rispetto alla prima volta che l\u2019ho diretto. Era il 2007 e inauguravo la stagione del Teatro Comunale di Bologna, di cui poi sono stato direttore musicale \u2013 e oggi ritrovo con piacere orchestra e coro qui a Parma, quasi a chiudere un cerchio. Era il mio primo Verdi. Primo di molti. Ma da allora non ho pi\u00f9 diretto Simone. Quattordici anni di vita. Tanto che in questi mesi non mi sono limitato ad un ripasso, ma ho ristudiato completamente l\u2019opera. E ho voluto una partitura nuova, senza segni\u00bb. Per scrivere una storia nuova. \u00abPerch\u00e9 studiare Verdi, ma anche Mozart, \u00e8 ogni volta un ripasso di vita. Attraverso le sue note, capaci di mettere a nudo l\u2019uomo, non studi le vite degli altri, ma rivedi la tua\u00bb conclude Mariotti. Che nell\u2019arpa che risuona alla fine del duetto del primo atto tra Amelia\/Maria e Simone sente l\u2019eco di un carillon. \u00abChe mi riporta prepotentemente alla mia infanzia\u00bb.<\/p>\n<p>SINOSSI<\/p>\n<p>Prologo<br \/>\nIn una piazza di Genova, verso la met\u00e0 del XIV secolo si tramano dispute per l\u2019elezione del nuovo Doge. L\u2019ambizioso plebeo Paolo Albiani confida al popolano Pietro che sosterr\u00e0 la candidatura del corsaro al servizio della Repubblica Simon Boccanegra, in cambio di potere e denaro (\u201cChe dicesti?\u201d). Ma Boccanegra ha altri pensieri: non ha pi\u00f9 notizie di Maria, da cui ha avuto una figlia. Il padre Jacopo Fiesco \u2013 suo acerrimo nemico politico \u2013 la tiene chiusa prigioniera nel palazzo proprio per impedirle di sposarlo. E Paolo riesce a convincere Simone ad accettare la candidatura proprio facendo leva sul suo amore per Maria: una volta doge, Fiesco non potrebbe opporsi alla loro unione. I popolani vengono convinti a votare per Boccanegra (\u201cAll\u2019alba tutti qui verrete\u201d), mentre osservano il cupo Palazzo Fiesco, dove giace una donna (\u201cL\u2019altra magion vedete\u201d). Maria \u00e8 infatti ammalata. E Fiesco, uscito da solo, ne lamenta la morte proprio in quel momento (\u201cIl lacerato spirito\u201d). Quando arriva Boccanegra, ancora ignaro dell\u2019accaduto, suppplica Fiesco di perdonarlo ma Fiesco \u00e8 inflessibile: potrebbe farlo solo se Boccanegra accettasse di affidargli la bambina avuta da Maria. Ma Boccanegra non pu\u00f2 farlo: la bimba, affidata a una nutrice sulla costa pisana, \u00e8 misteriosamente scomparsa (\u201cDel mar sul lito\u201d). Fiesco non cede al perdono. Si allontana, ma in disparte guarda Boccanegra che sale le scale del palazzo e si accorge che Maria \u00e8 morta. E proprio in quel momento, beffarde, arrivano le acclamazioni del popolo: Simone Boccanegra \u00e8 nuovo Doge nel peggior momento della sua vita (\u201cDoge, il popol t\u2019acclama!\u201d).<\/p>\n<p>Atto primo<br \/>\nVenticinque anni dopo. Nel giardino Grimaldi, Amelia Grimaldi ricorda il proprio passato nell\u2019attesa dell\u2019amato Gabriele Adorno (\u201cCome in quest\u2019ora bruna\u201d). Al suo arrivo, si rivela preoccupata per la congiura guelfa in cui Gabriele \u00e8 coinvolto contro il Doge insieme al vegliardo che si prende cura di lei \u2013 il nobile Andrea Grimaldi \u2013 e a Lorenzino, un plebeo venduto ai patrizi (\u201cVien a mirar la cerula\u201d). Quando arriva l\u2019annuncio che il Doge intende visitare il palazzo Grimaldi, Amelia intuisce che il motivo \u00e8 chiederle di sposare Paolo Albiani, favorito del Doge. Per questo supplica Gabriele di affrettare le loro nozze. Rimasto solo con Gabriele, Andrea gli rivela che Amelia \u00e8 un\u2019orfanella raccolta nel convento dove era morta la vera figlia dei Grimaldi e ne ha preso il nome per mettere in salvo i beni di famiglia (\u201cVieni a me, ti benedico\u201d). Ma ecco il Doge. Andrea e Gabriele si allontanano. Rimasto solo con Amelia, Boccanegra le chiede di raccontargli la sua storia (\u201cDinne, perch\u00e9 in quest\u2019eremo\u201d). Ma quando Amelia gli rivela di amare Gabriele Adorno e di essere una trovatella cresciuta a Pisa, Boccanegra riconosce il lei la propria figlia. Si abbracciano e il Doge la rassicura che non verr\u00e0 data in sposa ad alcuno che lei non voglia. Amelia si allontana. Boccanegra ordina a Paolo Albiani di rinunciare alle sue mire sulla ragazza, ma questi, in preda alla rabbia, decide di rapire Amelia con l\u2019aiuto di Pietro e Lorenzino (\u201cFiglia!&#8230; a tal nome il palpito\u201d). La scena si sposta ora nella Sala del Consiglio, dove Boccanegra chiede all\u2019assemblea un parere circa la guerra da intraprendere contro Venezia. \u00c8 infatti rimasto colpito da una lettera di esortazione alla pace scritta da Francesco Petrarca, ma il Consiglio si oppone a qualsiasi rinuncia alla guerra. In quel momento si sentono rumori dalla piazza (\u201cQual clamor\u201d): Gabriele Adorno si sta difendendo dalla folla inferocita, il Doge ordina di aprire le porte e far entrare i contendenti per ascoltarli. La plebe irrompe trascinando Gabriele e Andrea: Lorenzino \u00e8 stato ucciso e ora i popolani vogliono vendetta. Reo confesso, Gabriele ammette di averlo ucciso perch\u00e9 stava tentando di rapire Amelia su pressione di \u201cun uom possente\u201d, che Gabriele \u00e8 convinto sia Boccanegra, per darla in sposa ad Albiani. Rabbioso, Gabriele si lancia sul Doge per colpirlo, ma viene fermato da Amelia, che spiega come si \u00e8 svolto il tentato rapimento e dice, fissando Paolo, di poter riconoscerne il mandante tra le persone in sala (\u201cNell\u2019ora soave\u201d). Scoppia un nuovo tumulto. Simone placa gli animi, implorando pace e concordia (\u201cPlebe! Patrizi! Popolo!\u201d). A quel punto Gabriele, colpito, si consegna al Doge che impone a Paolo di unirsi alla comune maledizione lanciata sul rapitore di Amelia (\u201cV\u2019\u00e8 in queste mura un vil che m\u2019ode\u201d). Paolo \u00e8 costretto a maledire se stesso.<\/p>\n<p>Atto secondo<br \/>\nPaolo sta per fuggire da Genova, ma prima vuole vendicarsi di Boccanegra e gli versa un veleno nella tazza. Poi rivela a Gabriele e Andrea di sapere che Andrea Grimaldi \u00e8 in realt\u00e0 Jacopo Fiesco, creduto morto da tempo. In nome dell\u2019odio comune per Boccanegra, Paolo chiede a Fiesco di uccidere il Doge nel sonno, ma Fiesco si rifiuta di cadere cos\u00ec in basso (\u201cPrigioniero, in qual loco m\u2019adduci?\u201d). Pur di ottenere il suo scopo, Albiani cerca persino di insospettire Gabriele sul fatto che Amelia sia oggetto di lascive attenzioni del Doge (\u201cSento avvampar nell\u2019anima\u201d).<br \/>\nIn quel mentre entra proprio la ragazza. Inutilmente cerca di convincere Gabriele che il rapporto che la lega al Doge \u00e8 puro (\u201cParla, in tuo cor virgineo\u201d), ma \u00e8 costretta a interrompersi e a nascondere Gabriele sul balcone perch\u00e9 in quel momento arriva Boccanegra, al quale la ragazza chiede di perdonare l\u2019Adorno per il suo legame alla congiura guelfa. Il Doge chiede di essere lasciato solo. Versa acqua nella tazza, la beve. Si assopisce. Gabriele lo vede dormiente. Si avvicina. Intende ucciderlo, ma il ritorno di Amelia sventa la minaccia. Boccanegra si sveglia, sfida Gabriele a colpirlo, ma le voci dei congiurati guelfi che stanno assalendo il Palazzo spingono il Doge a incaricare Gabriele di comunicare loro una proposta di pace. Gabriele, commosso, accetta (\u201cPerdon, perdono\u201d). Anzi, si ripromette che, se non venisse ascoltato da quella gente, tornerebbe a combattere a fianco del Doge, che a quel punto gli concede la mano della figlia.<\/p>\n<p>Atto terzo<br \/>\nI congiurati patrizi e Paolo sono sconfitti. La rivolta \u00e8 fallita (\u201cEvviva il Doge!\u201d). Paolo sta per essere condotto al patibolo, ma fa in tempo a rivelare a Fiesco di aver avvelenato il Doge. E infatti Boccanegra avverte i primi sintomi. Gli si avvicina Fiesco, che si fa riconoscere nella sua vera identit\u00e0 (\u201cDelle faci festanti al barlume\u201d). Boccanegra ne smorza qualsiasi proposito di vendetta rivelandogli che Amelia \u00e8 in realt\u00e0 sua nipote<br \/>\nMaria. Fiesco resta commosso. Ora si pente del proprio odio, abbraccia Boccanegra, e con voce rotta dall\u2019emozione gli comunica che un traditore lo ha avvelenato. Quando entrano Amelia e Gabriele, seguiti dalla corte dogale, Boccanegra rivela alla ragazza che Fiesco \u00e8 suo nonno, benedice i due innamorati, nomina Gabriele doge e muore (\u201cGran Dio, li benedici\u201d).<\/p>\n<p>L\u2019OPERA IN BREVE<br \/>\nGiuseppe Martini<br \/>\nDopo l\u2019esperienza all\u2019Op\u00e9ra di Parigi con Les V\u00eapres siciliennes, nel 1856 Verdi intendeva risolvere il rifacimento di Stiffelio, per poi prendersi una lunga pausa e occuparsi dei lavori di casa. La pausa riuscir\u00e0 a prenderla solo quattro anni dopo, e non sar\u00e0 lunga. Invece dovette occuparsi anche di una grana giudiziaria con il Th\u00e9\u00e2tre Italien di Parigi, e a quel punto (forse serviva altra liquidit\u00e0) decise di accettare una commissione arrivata in primavera dalla Fenice di Venezia \u2013 ove, si badi, tre anni prima era rimasto scottato dalla censura e dall\u2019esito della Traviata. Dopo quello per Il trovatore, Verdi torn\u00f2 su un dramma di Antonio Garc\u00eda Guti\u00e9rrez per la scelta del soggetto, Sim\u00f3n Bocanegra (1843), ne fece una traduzione \u2013 o pi\u00f9 probabilmente la fece sua moglie \u2013 e incaric\u00f2 di prepararne il libretto al fido Francesco Maria Piave, che si sarebbe occupato anche delle questioni con gli uffici di censura e dei rapporti con il teatro.<\/p>\n<p>Simon Boccanegra debutt\u00f2 alla Fenice il 12 marzo 1857, e fu un fiasco. \u00abCredeva di aver fatto qualcosa di passabile\u00bb confid\u00f2 Verdi a Clara Maffei \u00abma pare che mi sia sbagliato\u00bb. Dato che gli interessava prima di tutto la circolazione delle opere nei teatri, che assicurava introiti e vendita di spartiti, cerc\u00f2 di rialzarne le sorti seguendo personalmente gli allestimenti di Reggio Emilia (1857), Napoli (1858) e Roma (1859), che infatti ebbero successo, ma a Firenze e alla Scala l\u2019opera and\u00f2 maluccio. A Firenze e a Roma, come a Venezia, il problema non erano gli interpreti, ma il colore dell\u2019opera, che tutti giudicarono lugubre e severo, con melodie non memorabili e un insieme che non fa subito colpo.<\/p>\n<p>Sopravvennero poi Un ballo in maschera, il matrimonio, la candidatura al Parlamento e la commissione di Pietroburgo, e il Boccanegra fin\u00ec nel dimenticatoio. Fu riesumato nel 1879 da Giulio Ricordi, a cui venne l\u2019idea di rimetterci mano, tanto pi\u00f9 che si erano ricuciti i rapporti fra Verdi e Arrigo Boito (gran binomio pubblicitario, agli occhi dell\u2019editore). Per Verdi era proposta fattibile, ma almeno il finale del primo atto sarebbe stato da rifare. In realt\u00e0, oltre a quello, sistem\u00f2 svariati altri punti musicali e aggiunse lo splendido preludio \u201cmarino\u201d al Prologo, che detta un colore importante all\u2019opera.<\/p>\n<p>Nell\u2019inverno del 1880 si mise al lavoro con Boito e il 24 marzo 1881 la seconda versione di Simon Boccanegra, quella oggi ordinariamente rappresentata nei teatri, debutt\u00f2 alla Scala di Milano con gran successo. Era passato quasi un quarto di secolo e il linguaggio musicale di Verdi si era aggiornato, ma quest\u2019opera fece fatica a resistere in repertorio anche stavolta. La realt\u00e0 \u00e8 che Simon Boccanegra \u00e8 una delle riscoperte verdiane del Novecento, e ha trovato la propria consacrazione nell\u2019ormai leggendaria messinscena di Giorgio Strehler diretta da Claudio<br \/>\nAbbado nel 1971 alla Scala, che l\u2019ha definitivamente collocata nel circolo delle opere raffinate e \u201cpolitiche\u201d di Verdi.<\/p>\n<p>Il colore scuro e la prevalenza di voci basse come in Don Carlo hanno la loro ragion d\u2019essere nei cupi fatti che avvengono in scena: odii politici, ambizioni di potere, amori infranti, figli ritrovati, vendette che covano da ogni parte, e la solita ragione di stato che in Verdi \u00e8 sempre il contraltare ai diritti delle felicit\u00e0 private. Se il dramma trova il suo asse principale nell\u2019antagonismo Fiesco-Boccanegra, cio\u00e8 nel superamento del passato, la scena del Consiglio inventata da Boito nel 1881 innalza il protagonista a giganteggiare moralmente, con un po\u2019 di nostalgia quarantottesca. Soprattutto, Simon Boccanegra \u00e8 opera di finezze e particolari, che si apprezzano con l\u2019esperienza. E del resto qui \u00e8 in scena la maturit\u00e0 dell\u2019essere umano: al cantante non basta interpretarla, deve conoscerla, deve viverla.<\/p>\n<p>IL LIBRETTO<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>La definizione di \u201ctavolo che tentenna\u201d (e non, come si scrive spesso, \u201czoppo\u201d) che Arrigo Boito (e non Verdi) affibbi\u00f2 nel 1880 a Simon Boccanegra trova una spiegazione nel tentativo di mettere una pezza ai versi di Francesco Maria Piave che Verdi riteneva insoddisfacenti. Il problema era che durante il periodo in cui Piave metteva in versi il programma preparato sul dramma di Guti\u00e9rrez, Verdi si trovava a Parigi e non era in grado di seguire bene la progressione del lavoro di Piave a Venezia. Ricorse perci\u00f2 alla soluzione adottata con Andrea Maffei all\u2019epoca di Macbeth, cio\u00e8 si rivolse a un poeta c\u00f3lto a portata di mano che potesse risolvergli il problema, e lo trov\u00f2 nel patriota federalista Giuseppe Montanelli, allora in esilio a Parigi, che aveva conosciuto a Roma nel 1849, all\u2019epoca della Battaglia di Legnano. All\u2019insaputa di Piave, Verdi chiese a Montanelli di intervenire sulla cabaletta di Amelia, sul duetto tra Simone e Amelia nel secondo atto e sul finale del primo atto. Al termine present\u00f2 il conto a Piave sotto forma del libretto \u00abaccorciato e ridotto presso a poco come deve essere\u00bb, facendogli scegliere se mettere o meno il proprio nome sull\u2019edizione a stampa. Dopo qualche piccolo attrito, fra i due torn\u00f2 la pace.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che il libretto della prima versione di Simon Boccanegra ha patito la necessit\u00e0 di compattare, come a Verdi piaceva, una trama intricata, con qualche omonimia di troppo (Maria si chiamano sia la madre della figlia di Boccanegra, sia la figlia stessa), troppe identit\u00e0 sotto falso nome dal prologo ai tre atti (Maria jr diventa Amelia, Jacopo Fiesco diventa Grimaldi) e un certo su e gi\u00f9 confuso di patrizi e popolani.<\/p>\n<p>Secondo Boito, il tavolo tentennava per colpa dei tre atti finali, mentre il Prologo andava bene cos\u00ec com\u2019era. Verdi era comunque convinto che il punto principale su cui intervenire fosse il finale del primo atto, che nel 1857 era costituito dal tentativo di Gabriele Adorno di colpire Boccanegra nel mezzo delle feste in piazza per il compleanno del Doge. Boito la sostituir\u00e0 con la superba scena del Consiglio, in realt\u00e0 imbeccata da Verdi con l\u2019idea della lettera di Petrarca. Bocciata dallo stesso Verdi la proposta di Boito di fondere primo e secondo atto e aggiungerne uno nella chiesa di San Siro con Boccanegra impegnato contro la rivolta, gli ulteriori interventi di Boito, nel suo lavoro sui versi della seconda versione nei primi due mesi del 1881, riguardarono l\u2019inizio del II e III atto (Paolo che versa il veleno nella tazza e la rivelazione di questo gesto a Fiesco), qualche verso qua e l\u00e0 per far quadrare la trama sconquassata dalla scena del Consiglio, e l\u2019elevazione di Paolo a figura quasi anticipatrice di Jago.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che l\u2019ammirazione espressa un giorno da Verdi su versi come \u201cVieni a mirar la cerula\u201d fosse frutto di una resipiscenza per aver maltrattato Piave, ma di certo, per quanto si possa rimproverare a Piave la mancanza di idee per sostenere il proseguimento di un dramma gi\u00e0 piuttosto confuso, il Prologo \u00e8 un capolavoro anche sotto il profilo poetico.<\/p>\n<p>Se il finale del primo atto nel 1880 gli pareva da rifare (e i versi erano di Montanelli), chiss\u00e0 se Verdi si sar\u00e0 chiesto come mai per la seconda volta dopo Macbeth a deluderlo a distanza non erano le parti scritte da Piave. Meriti non trascurabili di Boito nella revisione del 1881 restano la grandezza delle nuove idee drammaturgiche e la magnificenza della scena del Consiglio, ma versi compiaciuti come \u201cil romito di Sorga\u201d, per dire Petrarca, hanno l\u2019aria dei soliti statuari messaggi boitiani per addetti ai lavori, e alla fine li si accoglie con meno simpatia di un \u201crubella sorte\u201d qualsiasi di Piave.<\/p>\n<p>GENOVA PER LUI<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>Chiudete gli occhi e ascoltate Simon Boccanegra. Dimenticate Verdi che immaginate i grandi effetti visivi, chiari di luna e notti magiche sul golfo:<\/p>\n<p>\u00abSe io fossi pittore farei certamente una bella scena: semplice e di grande effetto.\u00bb<\/p>\n<p>E invece lasciatevi cullare dal preludio ingannatore, che simula la pace di un mare largo e incontaminato, dove si \u00e8 liberi e lontani dagli affanni.<\/p>\n<p>Siamo invece sulla terra, e il mare \u00e8 solo uno sfondo che impregna l\u2019aria di una finta calma. Lo capite dal colore acido che prende appena prima che Paolo Albiani apra bocca per condurre i suoi intrighi elettorali. Eppure \u00e8 quello uno scampolo di verit\u00e0, quell\u2019attimo in cui la realt\u00e0 si presenta nel suo cinico squallore e poi subito torna ad assomigliare alle aspettative di ciascuno: \u00e8 sempre tardi quando si comprende che quelle aspettative sono solo un surrogato della realt\u00e0, che invece \u00e8 sempre stata se stessa, lampante, indifferente. Boccanegra incontra Fiesco e pensa che le cose stiano diversamente da come stanno realmente. Sale a palazzo per incontrare la sua Maria e trova invece un cadavere.<\/p>\n<p>Quel colore musicale delle onde continua a scorrere nel parlamentare di Paolo e Pietro; nella proposta, che \u00e8 un ricatto, di Paolo a Boccanegra; persino sotto sotto la nenia di Paolo sui misteri di palazzo Fieschi, che a suo modo \u00e8 un comizio contro la nobilt\u00e0. S\u2019interrompe solo dinnanzi a Jacopo Fiesco, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico che ormai non ha pi\u00f9 illusioni: l\u2019ultima gli \u00e8 caduta quando ha capito di non poter riavere la nipotina. Da quel momento, cala su di lui e su Boccanegra la fredda cappa della vecchiaia senza affetti.<\/p>\n<p>Quando Boccanegra riappare, nel primo atto e un quarto di secolo dopo, \u00e8 ormai un essere spento, le uniche motivazioni che sembrano tenerlo in vita sono il ricordo e il dovere politico. \u00c8 l\u2019uomo che non ha speranze di sanare le ferite del passato, anche se \u00e8 riuscito a ricomporle in quel destino fatale e tutt\u2019altro che indesiderabile che \u00e8 la saggezza della maturit\u00e0. Il suo \u00e8 un canto virile e assennato, Verdi si era raccomandato che trasmettesse<\/p>\n<p>\u00abla calma, la compostezza, e quella certa autorit\u00e0 scenica indispensabile per la parte di Simone.\u00bb<\/p>\n<p>Non vanno sottovalutati quei venticinque anni fra il prologo e il primo atto, che per noi passano fra applausi e qualche minuto di attesa. Sono venticinque anni in cui quei personaggi hanno vissuto. In cui ogni giorno che ci si abitua al rimorso \u00e8 un giorno guadagnato. Per altri sono anche i giorni in cui \u00e8 fiorita la giovent\u00f9, come tutte le cose che nella natura si succedono impietose sotto le spoglie dell\u2019energia che si rinnova \u2013 ma chi ride oggi, pianger\u00e0 domani.<\/p>\n<p>Eccoli, i giovani. Non \u00e8 pi\u00f9 notte come nel Prologo. L\u2019alba del primo atto \u00e8 ancora sotto l\u2019insegna del mare, orizzonte infinito e senza riserve, ove il lucicch\u00eco della luna e di stelle ormai incerte \u00e8 tutto nel baluginare di ottavini, flauti, oboi e clarinetti. Amelia, che poi scopriremo essere quella bambina che sembrava perduta, \u00e8<\/p>\n<p>\u00abuna giovine modesta quieta vaporosa\u00bb<\/p>\n<p>ma non \u00e8 un simbolo, \u00e8 una funzione, quella parte della vita che \u00e8 l\u00ec per sottolinearne altre: il suo desiderio, la sua speranza, il suo sentimento sono tutto ci\u00f2 che in Boccanegra \u00e8 sepolto per sempre.<\/p>\n<p>Anche Gabriele Adorno \u00e8 una funzione, quella dell\u2019improntitudine sotto il nome della giovent\u00f9: si annuncia come un tenorino donizettiano, canticchia come un trovatore, amoreggia come un Edgardo, ma \u00e8 pasticcione come un Alfredo, anche se ha la fierezza e l\u2019onest\u00e0 di un Ernani. Si ritrover\u00e0 alla fine doge per nomina e non per elezione, per meriti morali acquisiti, il che ha anche il sapore di una velata critica ai limiti delle democrazie, anche se prima deve passare sotto le forche della sindrome del complotto \u2013 eterna nevrosi di ogni crisi d\u2019identit\u00e0. Ma ascoltiamo<br \/>\nbene: non si \u00e8 ancora spento il suono del mare. Nel racconto di Fiesco a Gabriele \u00e8 attutito dalle sordine degli archi arpeggianti, in quello fra Amelia e il Doge \u00e8 tremore ansioso: il primo \u00e8 sottile manipolazione, il secondo \u00e8 angosciata speranza. Simone ha ritrovato ci\u00f2 che non credeva esistesse pi\u00f9: un significato per la propria esistenza, un futuro che abbia continuit\u00e0 con il passato. Amelia in fondo non si chiama anch\u2019ella Maria?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 dunque affrontare con altro piglio l\u2019odio travestito da politica, sotto le volte della sala del Consiglio. Qui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il mare che Verdi, all\u2019epoca della prima versione nel 1857, neppure riusciva a scorgere dalla sua stanza dell\u2019Albergo Croce di Malta a Genova. Semmai le arcate di Palazzo Doria, che Verdi nel 1881, mentre rimaneggiava l\u2019opera con Boito, gi\u00e0 abitava da anni. Ora s\u00ec che il Doge \u00e8 pronto per fronteggiare da solo a un\u2019intera comunit\u00e0, invocandone la pace con la scusa di un appello petrarchesco scovato da Verdi, e che Verdi ritrova al fondo di un\u2019esperienza di patriota ormai, come quella di Boccanegra, disillusa dai fatti:<\/p>\n<p>\u00abSublime questo sentimento d\u2019una Patria italiana in quell\u2019epoca!\u00bb<\/p>\n<p>Infuria una sommossa come nei Vespri, Boccanegra tien testa anche a quella. Tiene testa al ragazzo Gabriele che le spara grosse \u2013 e la figlia gli arriva in soccorso: eccolo, il passato che acquista un senso \u2013 e tiene testa all\u2019orrido Paolo Albiani, costretto a un\u2019ignobile automaledizione, una delle pi\u00f9 potenti maledizioni del teatro verdiano. Qui c\u2019\u00e8 davvero grande teatro di interpretazione, ma tutto Simon Boccanegra \u00e8 canto, gesto, sguardi, smorfie, movimento:<\/p>\n<p>\u00abquindi grandi attori prima di tutto.\u00bb<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che il dramma finisca qui? Non sar\u00e0 che il veleno, il tentato omicidio del Doge da parte di Gabriele, il nuovo intervento di Amelia \u2013 ormai un destino \u2013 e il pentimento di Gabriele, infine il mesto confronto con Fiesco, ex nemico perch\u00e9 sa cosa sia avvicinarsi alla fine senza pi\u00f9 nulla da chiedere, siano solo la morale della parabola? Ci sono segnali d\u2019un teatro antico ma acconcio: il duetto dei giovani, l\u2019ultimo impeto del Doge, i corni che annunciano il messaggero. \u00c8 un concerto da camera che a lungo si trascina senza colpi di scena e lentamente si spegne. Boccanegra impiega un atto intero per morire. Le voci sono pi\u00f9 forti dell\u2019orchestra, persino quella di Paolo mentre passa in catene, in una delle tante incongruenze di quest\u2019opera in cui si va su e gi\u00f9 per Palazzi Ducali e appartamenti altrui come niente fosse.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, quest\u2019opera \u00e8 l\u2019opera brunita dei due anziani, di Fiesco e di Boccanegra. Non sottovalutiamo per\u00f2 Paolo Albiani:<\/p>\n<p>\u00abindispensabile un Paolo baritono attore sopratutto\u00bb<\/p>\n<p>che \u00e8 cos\u00ec moderno: un meschino figuro della politica, come tanti di oggi che si montano la testa appena seduti su una poltroncina.<\/p>\n<p>All\u2019ultima sera, Boccanegra sente il bisogno d\u2019aria, l\u2019aria del mare. La scena torna dove era cominciata, nella Genova eterna che guarda verso l\u2019ignoto. E cos\u00ec Giuseppina Strepponi ha potuto dire, ed \u00e8 come se parlasse Verdi:<\/p>\n<p>\u00abIo mi riposo dalla fatiche dell\u2019istromentale del Boccanegra (!!)<br \/>\ne guardo quel bellissimo mare che mi sta in faccia\u00bb<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>FESTIVAL VERDI<br \/>\n\u201cSCINTILLE D\u2019OPERA\u201d<br \/>\nParma e Busseto, 24 settembre &#8211; 17 ottobre 2021<\/p>\n<p>XXI Edizione<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<\/p>\n<p>24 settembre, 1, 8, 15 ottobre 2021<br \/>\nUN BALLO IN MASCHERA<br \/>\n(GUSTAVO III)<\/p>\n<p>9, 16 ottobre 2021<br \/>\nSIMON BOCCANEGRA<br \/>\nIn forma di concerto<\/p>\n<p>2 ottobre 2021<br \/>\nMESSA DA REQUIEM<\/p>\n<p>26 settembre 2021<br \/>\nCONCERTO<br \/>\nSINFONICO CORALE<\/p>\n<p>7 ottobre 2021<br \/>\nIN SALOTTO CON VERDI<\/p>\n<p>10 ottobre 2021<br \/>\nGALA VERDIANO<\/p>\n<p>12 ottobre 2021<br \/>\nFUOCO DI GIOIA<\/p>\n<p>27 settembre 2021<br \/>\nOPERA HORROR<br \/>\nPICTURE SHOW<\/p>\n<p>5 ottobre 2021<br \/>\nLETTERALMENTE<br \/>\nVERDI<\/p>\n<p>13 ottobre 2021<br \/>\nUN RAVE<br \/>\nIN MASCHERA<\/p>\n<p>Busseto, 19 settembre 2021<br \/>\nMontechiarugolo, 25 settembre 2021<br \/>\nParma, 26 settembre 2021<br \/>\nBaganzola, 3 ottobre 2021<br \/>\nCARAVAN VERDIANO<br \/>\nLa traviata<br \/>\nLo spirito di Violetta<\/p>\n<p>Scopri il programma completo su<\/p>\n<p>festivalverdi.it<br \/>\nCALENDARIO FESTIVAL VERDI &#8211; VERDI OFF<\/p>\n<p>SETTEMBRE<\/p>\n<p>Sab 18 9.30 &#8211; 21.00 P.le Dalla Chiesa VERDI GRAFF CONTEST<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Piazza Duomo LA CITT\u00c0 CHE DANZA<br \/>\n17.30 Centro storico IL DIAVOLO E IL CANTASTORIE<br \/>\n18.00 Via Olivieri, CONCERTO VERDIANO<br \/>\n18.00, 19.30, 21.00 Centro storico I-VERDI<br \/>\n18.00 Strada S. Margherita, 8 A RITMO DI SWING<br \/>\n18.00 Parco Testoni e centro storico VERDI BAND<br \/>\n18.00 Via Montanara TRA RACCONTI E MUSICA<br \/>\n18.00 Via Spadolini ZUPPA DI SASSO<br \/>\n18.00 Vicofertile, Via Zilioli SPIAZZA LA PIAZZA<br \/>\n18.00 Via Pozzuolo del Friuli RECITAL VERDIANO<\/p>\n<p>Dom 19 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n11.00, 16.00, 21.00 Teatro Regio e Centro storico I-VERDI<br \/>\n9.30 e 15.00 Zibello FAGOTTO SUL PO<br \/>\n10.30 Casa della Musica BICIALLOPERA<br \/>\n12.00 Piazzale della Pace BICIALLOPERA<br \/>\n15.30 Parco Ducale BICIALLOPERA<br \/>\n18.00 Piazzale Picelli BICIALLOPERA<br \/>\n13.00 Parco Ducale BIANCHI ROSSI E VERDI<br \/>\n15.00\u201318.30 Parco Ducale CON VERDI IN CARROZZA<br \/>\n15.30 Pergola della Corale Verdi IL PICCOLO VERDI<br \/>\n18.00 Busseto, Piazza Verdi CARAVAN VERDIANO<br \/>\n19.00 Fontevivo, Parco Abbazia RIGO-LETTO E NARRATO<br \/>\n21.00 Pergola della corale Verdi I GIOVANI PER VERDI<\/p>\n<p>Lun 20 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n18.00 Carignano, Str. Felino in Vigatto, 2 RECITAL IN GIARDINO<br \/>\n20.00 Teatro Regio QUEER NIGHT Un ballo in maschera Prova Antegenerale<\/p>\n<p>Mar 21 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Teatro Regio PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Un ballo in maschera<br \/>\n18.00 Chiesa di San Tiburzio CONCERTO LIRICO<br \/>\n18.30 Casa Traviata RECITAL IN GIARDINO<\/p>\n<p>Mer 22 11.00 Casa della Musica CURIOSANDO TRA LE PAGINE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n15.30 Teatro Regio PROVA GENERALE Un ballo in maschera<br \/>\n18.00 Via Traversetolo, 246 RECITAL IN GIARDINO<br \/>\n19.00 Piazza Chaplin NEXT FOR VERDI<\/p>\n<p>Gio 23 17.00 Teatro Regio LA PAROLA AL REGISTA Jacopo Spirei<\/p>\n<p>Ven 24 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n18.15 Cortile di Palazzo Soragna RECITAL VERDIANO<br \/>\n18.30 Via Massimo D\u2019Antona, 76 RECITAL IN GIARDINO<br \/>\n20.00 Teatro Regio UN BALLO IN MASCHERA (GUSTAVO III)<br \/>\n20.00 Piazzale Picelli O MIA PARMA, S\u00cc BELLA E PERDUTA<br \/>\n21.00 P.le Caduti di Superga LEGGENDO E ASCOLTANDO IL MAESTRO<\/p>\n<p>Sab 25 8.30, 10.30, 12.00, 15.30, 17.00 Orto Botanico SULL&#8217;ALI DORATE\u2026<br \/>\n10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n10.30 Teatro Regio INCONTRO DEDICATO A GRAHAM VICK<br \/>\n11.00 Museo Glauco Lombardi E SON LE PAROLE O MAGICO RIO<br \/>\n11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00 Portici del grano LA CARICA DEI MENESTRELLI<br \/>\n11.20, 12.20, 16.20, 17.20, 18.20 P.zza della Pace LA CARICA DEI MENESTRELLI<br \/>\n11.40, 12.40, 16.40, 17.40, 18.40 P.zza Duomo LA CARICA DEI MENESTRELLI<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n15.00 Centro Storico di Parma LA CITT\u00c0 IN SCENA<br \/>\n17.00 Teatro Regio CORI AL RIDOTTO Coro di voci bianche Parma Musicale<br \/>\n18.00 Corte di Beneceto, 79 RECITAL IN GIARDINO<br \/>\n18.00-20.00 Borgo del Correggio, 9b VIVA VERDI! inaugurazione<br \/>\n18.00 Traversetolo \u2013 Corte Agresti RIGO-LETTO E NARRATO<br \/>\n18.00 Montechiarugolo, Piazza Rivasi CARAVAN VERDIANO<br \/>\n18.30 Parco Testoni PRIMI &#8211; AZIONE TEATRALE<br \/>\n21.00 Parma \u2013 Piazzale Inzani AERCO PER VERDI OFF<\/p>\n<p>Dom 26 10.00 Pergola della Corale Verdi CONCERTO VERDIANO<br \/>\n11.00 Sala Baganza, Giardino della Rocca AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n16.00 Lostello, Parco della Cittadella BLACK AIDA<br \/>\n16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n18.00 Parma, Piazzale Picelli CARAVAN VERDIANO<br \/>\n19.30 Piazzale Inzani \u201cL&#8217;\u2019AURE DOLCI DEL SUOLO NATAL\u201d<br \/>\n20.00 Teatro Regio CONCERTO SINFONICO CORALE<br \/>\n21.00 BDC \u2013 Borgo delle Colonne CORPO LITURGICO<\/p>\n<p>Lun 27 20.30 Teatro Regio OPERA HORROR PICTURE SHOW<\/p>\n<p>Mar 28 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Teatro Regio PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Messa da Requiem<br \/>\n18.00 Chiesa di San Tiburzio CONCERTO LIRICO<\/p>\n<p>Mer 29 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n11.00 INSV, Casa della Musica CURIOSANDO TRA LE PAGINE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Orto Botanico AERCO PER VERDI OFF<\/p>\n<p>Gio 30 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Gran Caff\u00e8 PAGINE D\u2019OPERA Alberto Mattioli<br \/>\n21.00 Cortile della Casa della Musica SAXOFOLLIA<br \/>\n21.00 Traversetolo, Corte Agresti AERCO PER VERDI OFF<\/p>\n<p>OTTOBRE<\/p>\n<p>Ven 1 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n18.00 Unit\u00e0 di strada SEMPREVERDI<br \/>\n20.00 Teatro Regio UN BALLO IN MASCHERA (GUSTAVO III)<\/p>\n<p>Sab 2 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n11.30,16.30,18.00 Mouilettes&amp;Co. FRAGRANZE IN MUSICA<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n18.00 Pubblica Assistenza AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n18.00 Traversetolo, Corte Agresti IL GUARDIANO E IL BUFFONE<br \/>\n20.00 Teatro Regio di Parma MESSA DA REQUIEM<\/p>\n<p>Dom 3 10.00 Pergola della Corale Verdi CONCERTO VERDIANO<br \/>\n10.30 Mouilettes&amp;Co. FRAGRANZE IN MUSICA<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n16.00 Museo Glauco Lombardi AMORI E PASSIONI<br \/>\n16.00 Parco Testoni BLACK AIDA<br \/>\n16.00 Pergola della Corale Verdi AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n17.00 Parco Vezzani TOPO ADELMO, UGOLA D\u2019&#8217;ORO<br \/>\n18.00 Baganzola, Area verde di Via Nabucco CARAVAN VERDIANO<\/p>\n<p>Mar 5 10.00-12.00 Parma &#8211; Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Teatro Regio PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Simon Boccanegra<br \/>\n18.00 Chiesa di San Tiburzio CONCERTO LIRICO<br \/>\n20.30 Teatro Regio LETTERALMENTE VERDI<\/p>\n<p>Mer 6 10.00-12.00, 16.00-19.00 Via Cavestro 6 VERDI\u2026 NOTE DI COLORE<br \/>\n10.00 &#8211; 17.00 Portici del Grano TEMPO AL TEMPO<br \/>\n11.00 Casa della Musica CURIOSANDO TRA LE PAGINE<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n14.00 Teatro Regio PROVA GENERALE Simon Boccanegra<br \/>\n20.30 Casa Madre Saveriani CONCERTO VERDIANO<\/p>\n<p>Gio 7 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Teatro Regio CORI AL RIDOTTO Coro di voci bianche Corale Verdi<br \/>\n18.00 Palazzo del Governatore TRIO FISARMONICHE<br \/>\n20.00 Teatro Regio IN SALOTTO CON VERDI<\/p>\n<p>Ven 8 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Gran Caff\u00e8 PAGINE D\u2019OPERA Fabio Larovere, Andrea Faini<br \/>\n17.00 Via Spadolini ARTI VERDI<br \/>\n19.00, 21.00 Lostello, Parco della Cittadella OPERA SHOT<br \/>\n20.00 Teatro Regio UN BALLO IN MASCHERA (GUSTAVO III)<br \/>\n21.00 Teatro Convitto Maria Luigia CONCERTO VERDIANO<\/p>\n<p>Sab 9 10.00-13.00, 15.00-19.00 Pal. del Governatore INCOFFESABILE VERDI<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n16.00 Chiesa di San Vitale MUSICA DIVINA<br \/>\n15.00-19.00 PMuseo d\u2019Arte Cinese ed Etnografico STRAORDINARIE<br \/>\n17.00 Collecchio, Piazza Grazia Deledda AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n20.00 Teatro Regio SIMON BOCCANEGRA In forma di concerto<\/p>\n<p>Dom 10 10.00-13.00, 15.00-19.00 Pal. del Governatore INCOFFESABILE VERDI<br \/>\n11.30 Monumento a Verdi CERIMONIA IN ONORE DI VERDI<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n15.00-19.00 Museo d\u2019Arte Cinese ed Etnografico STRAORDINARIE<br \/>\n15.00 Piazza della Pace VERDI BAND<br \/>\n17.00 Teatro Regio CORI AL RIDOTTO Coro di voci bianche Ars Canto<br \/>\n17.00 Lostello PISTAFRULLI IN CONCERTO<br \/>\n18.00 Certosa di Parma VERDI SACRO<br \/>\n20.00 Teatro Regio GALA VERDIANO<br \/>\n20.30 Sede della Croce Rossa AERCO PER VERDI OFF<\/p>\n<p>Mar 12 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Gran Caff\u00e8 PAGINE D\u2019OPERA Roberta Pedrotti<br \/>\n18.00 Chiesa di San Tiburzio CONCERTO LIRICO<br \/>\n20.00 Teatro Regio FUOCO DI GIOIA<\/p>\n<p>Mer 13 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n20.30 Teatro Regio UN RAVE IN MASCHERA<br \/>\n21.00 Parma \u2013 Casa della Musica VERDI IN BLU<\/p>\n<p>Gio 14 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n17.00 Gran Caff\u00e8 PAGINE D\u2019OPERA Mauro Balestrazzi<br \/>\n18.00 BDC GALA VERDIANO<\/p>\n<p>Ven 15 13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n20.00 Teatro Regio UN BALLO IN MASCHERA (GUSTAVO III)<br \/>\n21.00 Corale Verdi GALA VERDIANO<\/p>\n<p>Sab 16 11.00 Museo Glauco Lombardi GALA VERDIANO<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n21.00 Campus Industry FESTA DI CHIUSURA VERDI OFF 2021<br \/>\n20.00 Teatro Regio SIMON BOCCANEGRA In forma di concerto<\/p>\n<p>Dom 17 10.00 Pergola della Corale Verdi CONCERTO VERDIANO<br \/>\n11.00 Basilicanova, Sala Amoretti AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n13.00 Fornici del Teatro Regio CUC\u00d9 VERDIANO<br \/>\n15.00 Centro storico di Parma LA CITT\u00c0 IN SCENA<br \/>\n17.00 Teatro Regio CORI AL RIDOTTO Corale \u201cGiuseppe Verdi\u201d<br \/>\n17.30 Felino, Cinema Teatro Comunale AERCO PER VERDI OFF<br \/>\n18.00 Palazzo del Governatore QUARTETTO ENIGMA<br \/>\n18.00 Ospedale Maggiore AERCO PER VERDI OFF<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ab0c7c19-9b62-72b3-8b09-2024c0340ee1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17206\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ab0c7c19-9b62-72b3-8b09-2024c0340ee1.jpg\" alt=\"\" width=\"1181\" height=\"1772\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ab0c7c19-9b62-72b3-8b09-2024c0340ee1.jpg 1181w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ab0c7c19-9b62-72b3-8b09-2024c0340ee1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/ab0c7c19-9b62-72b3-8b09-2024c0340ee1-768x1152.jpg 768w, 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