{"id":17236,"date":"2021-10-03T09:10:24","date_gmt":"2021-10-03T09:10:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17236"},"modified":"2021-10-03T09:10:24","modified_gmt":"2021-10-03T09:10:24","slug":"il-sentiero-della-liberta-freedom-trail-prossima-edizione-al-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17236","title":{"rendered":"IL SENTIERO DELLA LIBERT\u00c0 \/ FREEDOM TRAIL, PROSSIMA EDIZIONE AL 2022"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-17236 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=17237'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/freedom-trail-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=17238'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/sentiero-della-libert\u00e0-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>IL SENTIERO DELLA LIBERT\u00c0 \/ FREEDOM TRAIL, <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Prossima edizione al 2022<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">a cura di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Maria Rosaria La Morgia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mario Setta<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La libert\u00e0 \u00e8 l\u2019essenza della persona umana. Di ogni persona: uomo e donna, ieri e oggi, in pace e in guerra. Un bene di tutti per tutti. Metaforicamente la libert\u00e0 \u00e8 un sentiero. Sentiero di montagna, come quello che, nel 1943-1944, attraversava la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>linea Gustav<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, muro di separazione tra il Nord e il Sud d\u2019Italia. Era il sentiero che da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sulmona<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> giungeva a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Casoli<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, valicando la Majella, percorso da migliaia di prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento e di giovani italiani che si dirigevano verso il Sud per combattere a fianco dell\u2019esercito alleato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come negli anni della guerra, la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Marcia Internazionale \u201cIl Sentiero della Libert\u00e0\/Freedom Trail\/Freiheitsweg\/Chemin de la Libert\u00e9\u201d<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> intende rievocare il passato e proporre la riflessione sui valori di Libert\u00e0, Solidariet\u00e0, Pace, espressa dalle parole dell\u2019allora Presidente della Repubblica Italiana, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Azeglio Ciampi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, nel discorso per la prima edizione del 2001: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00abOggi un gruppo si accinge a ripercorrere quegli aspri sentieri, i sentieri della libert\u00e0. Anch&#8217;io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi avevano accolto come un fratello, nelle loro case qui a Sulmona. [\u2026] Vedo qui oggi tanti giovani, che sono partecipi, con tutta la passione dei loro anni, di questa straordinaria manifestazione\u2026 E a voi giovani ripeto l\u2019invito che rivolgeva a tutti gli uomini il vostro grande poeta Ovidio: guardate in alto, rivolgete sempre gli occhi alle stelle; abbiate ideali, credete in essi e operate per la loro realizzazione. Questo \u00e8 ci\u00f2 che la mia generazione e la generazione dei vostri nonni vi trasmette, vi affida come messaggio che sono sicuro saprete onorare ed affermare sempre di pi\u00f9\u00bb.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Di quel periodo, di quella sua esperienza drammatica, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Carlo Azeglio Ciampi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> aveva scritto il diario giornaliero, dal 24 marzo al 22 aprile 1944. Da quella prima volta, alla quale presero parte anche centinaia di ex-prigionieri veterani che, come Ciampi, avevano affrontato la traversata nel periodo della guerra, l\u2019Associazione Culturale \u201cIl Sentiero della Libert\u00e0\/Freedom Trail\u201d programma e realizza ogni anno la manifestazione. Studenti e giovani provenienti da varie citt\u00e0 italiane ed estere in cammino, per ricordare un passato di terrore e di coraggio, di barbarie e di solidariet\u00e0, e vivere un\u2019esperienza in armonia con la natura, con gli altri, con se stessi, sollecitati dalle parole di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Piero Calamandrei<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">: \u00abSe voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove \u00e8 nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani\u00bb. Negli ultimi due anni, 2020-2021, la realizzazione della Marcia, per motivi di Covid, non ha avuto luogo, ma per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>l\u2019anno prossimo 2022 \u00e8 gi\u00e0 in programmazione<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> con le varie iniziative. Appena possibile ne saranno annunciate le date.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">***<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>DIARIO 24 marzo 1944 venerd\u00ec<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il tempo \u00e8 bello: quindi si dovrebbe finalmente partire. All\u2019una, mentre finiamo di mangiare, (ero ospite da due giorni in casa Cantelmi) delle formazioni aeree inglesi bombardano Sulmona; subito dopo usciamo: hanno mirato alla Stazione ed al ponte sulla strada di Popoli, senza colpirlo; fortunatamente nessuna vittima.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Venuto a sapere che la nostra partenza \u00e8 anticipata, affretto gli ultimi preparativi ed alle 16,30 raggiungo le casette. Alle 17,15 cominciamo a muoverci: 21 prigionieri e civili pochi dapprima, ma subito un\u2019altra quindicina si aggiunge per i campi. Sono un po\u2019 preoccupato che un gruppo cos\u00ec numeroso possa destare sospetti, dovendo raggiungere la periferia opposta di Sulmona e per questo attraversare due \u2013 tre strade e la ferrovia, ancora di giorno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infatti un tedesco, dopo che abbiamo attraversato la prima strada, ci viene dietro: io che sono fra gli ultimi mi fermo con altri quattro o cinque civili e mi nascondo dietro una pietraia, mentre il tedesco fermati gli altri cinque e visti i loro documenti, chiede loro del gruppo che si vede in quel momento sfilare sulla ferrovia; alle risposte reticenti dice: \u201cQuelli essere prigionieri inglesi: io avvertire capitano, dare allarme e prendere tutti\u201d. Quindi se ne va.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre a causa di questo incidente i civili fermati dal tedesco decidono\u03b1 di desistere dal tentativo, io dopo alcuni minuti di incertezza penso che prima di tutto \u00e8 il caso di raggiungere il gruppo ed avvertire Alberto, la guida. Cos\u00ec faccio, ma viene deciso ugualmente di proseguire. Sull\u2019imbrunire un altro incidente: mentre siamo costretti a fare un centinaio di metri sulla strada di Campo di Giove sbuca improvvisamente un motociclista tedesco: ci precipitiamo tutti d\u2019un colpo lungo la scarpata della strada e tutto va bene. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Arriviamo ormai a notte sotto a Pacentro e l\u00e0 ci riuniamo con l\u2019altro gruppo, condotto da Mario e Gino. Verso le venti cominciamo la marcia in silenzio e in fila indiana; durante una breve sosta mi sento chiamare e riconosco Carlo ed Oscar Autiero, che hanno deciso di partire proprio poche ore prima. La marcia prosegue assai bene: cielo sereno, poco freddo; saremmo una sessantina, di cui venticinque prigionieri; fisicamente mi sento a posto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Verso gli ottocento metri comincia la neve; poco dopo Alberto ci invita ad essere particolarmente silenziosi perch\u00e9 siamo vicini a Campo di Giove: infatti verso mezzanotte Carlo Autiero mi addita una macchia scura alla nostra destra e si sente un abbaiar di cani. Continuando la salita diventa sempre pi\u00f9 aspra, per\u00f2 la neve \u00e8 buona; regge assai bene e si sprofonda poco: per\u00f2 qualcuno comincia a scoppiare, cerco di aiutare, insieme ad un altro, un prigioniero che non ce la fa pi\u00f9. Avvertiamo Alberto, ma questo dice che non pu\u00f2 rallentare la marcia inquantoch\u00e9 si deve giungere al Guado di Coccia prima dell\u2019alba, pena la sicurezza della spedizione: cos\u00ec quello deve essere abbandonato.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si progredisce molto lentamente, in alcuni punti dovendo camminare quasi a quattro gambe perch\u00e9 i soli piedi non fanno presa (specie io, che non ho chiodi) sulla neve gelata nei punti pi\u00f9 erti; il altri sprofondiamo fino al ventre: mi aiuta molto il bastone con la racchetta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alle quattro, ormai del 25 marzo, siamo sul Guado, purtroppo il tempo \u00e8 improvvisamente mutato, il cielo \u00e0 nuvoloso e si alza un forte vento: ci fermiamo un buon quarto d\u2019ora per attendere i pi\u00f9 lenti; mangio un po\u2019 di zucchero e biscotti con neve.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Proseguiamo, ma poco dopo siamo costretti a fermarci, \u00e8 cominciata una vera e propria tormenta e le guide non osano andare avanti cos\u00ec al buio: attendiamo per pi\u00f9 di mezz\u2019ora l\u2019alba sotto un vento gelido e con nevischio, battendo i piedi per non farli congelare; io li sento zuppi: nella salita ho perso il basco e lo sostituisco con una maglia che mi fa da passamontagna.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con la luce si ha una schiarita e ci rimettiamo in moto; ormai \u00e8 per\u00f2 da scartarsi l\u2019idea di salire fin sotto monte Amaro per poi scendere a Fara (S. Martino); bisogner\u00e0 proseguire sul dorso meridionale della Maiella finch\u00e9 il tempo ce lo permetter\u00e0 e poi buttarsi a valle: speriamo di non fare la fine della spedizione di Domenico (poche settimane prima scesero a valle entro le linee tedesche e furono catturati).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al primo vallone Alberto comincia inspiegabilmente a scendere: dopo un po\u2019 si ferma imbarazzato; lo raggiungo con Carlo Autiero: ha perso completamente la bussola e io con una vera bussola alla mano gli mostro che seguitando a scendere andiamo senz\u2019altro a finire in mano ai tedeschi. Dobbiamo quindi risalire e dirigerci verso oriente: ora \u00e0 Mario che ci guida. La tormenta diventa sempre pi\u00f9 forte ed ormai non ci abbandoner\u00e0 fino a destinazione. Oscar Autiero comincia a dire che non ce la fa pi\u00f9: sono le sette circa. La sua crisi si accentua: il fratello ed io siamo costretti a tirarlo a turno, mentre ci distacchiamo dal gruppo. Sono preoccupato che il distacco non si accentui troppo, perch\u00e9 la traccia che il gruppo lascia, poco marcata per il fondo gelato, pu\u00f2 venire presto ricoperta dalla neve che fiocca. Fortunatamente il gruppo fa dei numerosi alt: molti sono infatti quelli che non ce la fanno pi\u00f9 ed alcuni di essi debbono rimanere abbandonati: poveretti! Rimanere nella neve in quelle condizioni vuol dire la vita! <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad un tratto Oscar si butta a terra dicendo di non farcela pi\u00f9, che si sente rompere il cuore e conclude: \u201cLasciatemi, andate pure avanti, io ho tanto sonno, dormo un po\u2019 e poi vi raggiungo!\u201d. Ha la faccia paonazza. Io e Carlo ci guardiamo scoraggiati, lo riprendiamo ad alta voce, lo scuotiamo: io gli verso dello zucchero in bocca e gli faccio mangiare un po\u2019 di marmellata. Riusciamo a farlo alzare e continuiamo a trascinarlo fermandoci si pu\u00f2 dire ogni cento metri e dicendogli che ormai si tratta solo di mezz\u2019ora. Cos\u00ec fin oltre le dieci, storditi ed accecati dal vento e dalla neve, riunendoci ogni tanto al gruppo e poi nuovamente perdendo contatto. Fortunatamente pian piano Oscar supera la crisi, lui dice in virt\u00f9 dello zucchero e della marmellata e cammina quasi senza aiuto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al quinto vallone iniziamo la discesa: le guide stesse non sanno neppure loro dove precisamente si vada a finire! Io dalla direzione tenuta e dalla strada fatta penso che al peggio dovremmo essere nel vallone di Taranta e quindi uscire nella terra di nessuno. Arrivati quasi a valle, attraverso una neve che in parte fresca e in parte non gelata regge poco, la tormenta cessa e vediamo sotto noi un paesetto quasi completamente distrutto. A vederci siamo assai mal ridotti: i piedi li sento gelati, specialmente il destro, dato che si \u00e8 scucito il tallone della scarpa; le mani pure, perch\u00e9 i guanti di lana bagnati dalla neve sono diventati rigidi, ugualmente buona parte della maglia che ho in testa: alle sopracciglia ed ai capelli sulla fronte si \u00e8 attaccata la neve che poi si \u00e8 ghiacciata: non posso toglierla, altrimenti strapperei tutto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Che il paese sia Taranta viene riconosciuto solo mentre lo raggiungiamo: non si vede anima viva. Ci fermiamo alcuni minuti sulla strada rotabile, poi entriamo nel paese e ci viene incontro tra la nostra gioia un tenente indiano. Ce l\u2019abbiamo fatta! L\u2019indiano dice che il paese \u00e8 completamente distrutto ed evacuato dai tedeschi che si trovano a neanche un chilometro (ce l\u2019abbiamo fatta proprio di misura!); \u00e8 zona neutra. Mentre arriva una pattuglia italiana di volontari che ci ha visti scendere dalla montagna proseguiamo a piedi per Lama dei Peligni, dove arriviamo stanchi, ma felici, alle quindici circa. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Purtroppo sette prigionieri e tre italiani sono rimasti per strada. Attendiamo presso il locale comando inglese ed alle diciotto due furgoncini ci portano a Fara San Martino, dove dovremo trascorrere la notte. Delusione! Non letti caldi e morbidi come ci eravamo sognati durante il cammino, ma siamo costretti a passare la notte in due stanze in venticinque circa, piantonati da due inglesi: mangiare un quarto di scatoletta con biscotti; per fortuna ho qualcosa con me. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Cfr. \u201cIl Sentiero della Libert\u00e0, un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi\u201d ed. Laterza, Roma-Bari 2003<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; IL SENTIERO DELLA LIBERT\u00c0 \/ FREEDOM TRAIL, Prossima edizione al 2022 a cura di Maria Rosaria La Morgia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-17236","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17236"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17236\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}