{"id":17766,"date":"2021-10-25T11:36:13","date_gmt":"2021-10-25T11:36:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17766"},"modified":"2021-10-25T11:39:25","modified_gmt":"2021-10-25T11:39:25","slug":"i-ricerca-sugli-italiani-in-svizzera-in-prevision-e-della-see-a-basilea-28-30-ottobre-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17766","title":{"rendered":"I: RICERCA SUGLI ITALIANI IN SVIZZERA IN PREVISION E DELLA SEE A BASILEA (28-30 OTTOBRE 2021"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/images-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17767\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/images-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/images-1.jpeg 274w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/images-1-150x101.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>COMUNICATO STAMPA del 25.10.2022<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>In uscita l\u2019ultimo studio sull\u2019emigrazione italiana in Svizzera, curato da Idos, qui disponibile in anteprima<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Dedicata ai nostri emigrati in Svizzera l\u2019ultima di una serie di ricerche curate dal Centro Studi Idos per la rivista \u201c<\/i><i><u>Dialoghi Mediterranei\u201d<\/u><\/i><i> e finalizzate a riflettere sulla \u201citalianit\u00e0 all\u2019estero\u201d, in vista della sessione uropea del CGIE, indetta a Basileadail 28 al 30 ottobre<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Centro studi e ricerche Idos, affidando l\u2019incarico al suo presidente onorario Franco Pittau, da due anni sta pubblicando sulla rivista \u201cDialoghi Mediterranei\u201d ricerche dedicate ai Paesi che hanno costituito il maggiore sbocco dell\u2019emigrazione italiana. Questo impegno completa quello, a carattere pi\u00f9 generale, realizzato nel 2020 da Idos con la monografia \u201cGli italiani all\u2019estero: collettivit\u00e0 storiche e nuove mobilit\u00e0\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In questi saggi, premessa una sintesi storico-statistica sui flussi iniziati dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia fino ai nostri giorni, si cerca di porre in evidenza le dinamiche del processo d\u2019integrazione, la situazione attuale delle collettivit\u00e0 e le future prospettive, con l\u2019intento di capire cosa \u00e8 effettivamente l\u2019italianit\u00e0 all\u2019estero e quali siano i legami tra l\u2019Italia, i suoi emigrati e i loro discendenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019ultima ricerca della serie reca il titolo <i>Gli italiani in Svizzera, prima precari e poi inseriti: riflessioni sul passato e sulle prospettive<\/i>. Lo hanno firmato, con Franco Pittau, Giuseppe Bea, gi\u00e0 responsabile degli uffici all\u2019estero del Patronato della CNA, e la ricercatrice Alessia Montuori, attualmente operatrice sociale in Svizzera e gi\u00e0 segretaria dell\u2019Associazione \u201cSenza Confine\u201d, mentre le conclusioni si dono di ichele Schiavone, che, oltre a essere da tempo residente in Svizzera, \u00e8 segretario del Consiglio generale degli italiani all\u2019estero.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Lo studio sar\u00e0 pubblicato online il 1\u00b0 novembre ma, per gentile concessione della redazione della rivista <i>Dialoghi Mediterran<\/i>ei, ne viene anticipata la diffusione alla stampa in previsione della sessione europea del CGIE, che si aprir\u00e0 a Basilea il 28 ottobre. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il fatto che la sessione rutoprs del CGIE si svolga in una citt\u00e0 svizzera, con la partecipazione di autorevoli decisori pubblici di entrambi i Paesi, induce a sperare sia in un maggiore apprezzamento del ruolo dei migranti, da umili lavoratori nell\u2019immediato dopoguerra e poi efficaci costruttori di un\u2019Europa pi\u00f9 unita, sia in uno scambio sempre pi\u00f9 stretto tra Italia e Svizzera, accomunate anche dal fatto di essere oggi entrambe Paesi di immigrazione. Il passato, sul quale non si pu\u00f2 pi\u00f9 intervenire, va comunque ricordato affinch\u00e9 non si ripetano, sotto nuove forme, errori commessi a danno dei migranti. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i><b>Abstract dello studio<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Dalla fine dell\u2019Ottocento ad oggi si sono diretti nella Confederazione 5 milioni di italiani. I flussi furono particolarmente elevati dopo la Seconda guerra mondiale. Nel decennio 1946-55 si tratt\u00f2 del 26% degli espatri totali e di quasi il 50% degli espatri in Europa. Nel decennio 1956-1965 circa un terzo sugli espatri totali e il 40% sugli espatri continentali riguardarono la Confederazione. Poi il ruolo di primo Paese di arrivo degli italiani pass\u00f2 alla Germania, pur continuando a rimanere la Svizzera una delle principali destinazioni della nuova emigrazione.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Fino al 1964, anno della firma del secondo accordo bilaterale sul collocamento della manodopera, la situazione degli italiani fu segnata da una estrema precariet\u00e0 e da un cumulo di restrizioni. Gli italiani erano considerati non solo stranieri ma anche \u201cestranei\u201d per effetto di una storica \u201canti-italianit\u00e0\u201d, gi\u00e0 evidenziata, fin dall\u2019inizio dei flussi, dalle rivolte popolari contro gli italiani, scoppiate a Berna e a Zurigo (rispettivamente nel 1893 e nel 1896).<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>L\u2019accordo del 1964 costitu\u00ec la base per dare inizio all\u2019inserimento stabile degli italiani, facilitando l\u2019arrivo dei loro familiari. Ma il cammino fu tutt\u2019altro che facile e fu anche messo in forse dal referendum promosso da Schwarzennbach nel 1970, che esprimeva la ricorrente paura degli svizzeri di essere sopraffatti dagli stranieri (il cosiddetto \u201cinforestieramento\u201d). Questa paura si \u00e8 manifestata ancora una volta nel 2014, anno in cui un altro referendum (questa volta convalidato dai votanti) intese ridurre rigidamente l\u2019afflusso degli immigrati.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Rimane sempre lo stesso il dilemma di fondo: da un lato, lo straordinario benessere svizzero non sarebbe stato possibile senza una elevata presenza straniera; dall\u2019altro, questa presenza \u00e8 vista socialmente come un disturbo di molti autoctoni.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Nel tormentato periodo del dopoguerra vi furono le partenze irregolari e le permanenze non autorizzate degli italiani, la tragedia dei figli nascosti in casa per paura che fossero denunciati alla polizia o parcheggiati presso qualche istituto al confine, l\u2019inserimento nei lavori pi\u00f9 umili e il connesso disprezzo per questa manovalanza dalle tradizioni diverse e le immaginabili umiliazioni e deprivazioni che conseguirono nella vita quotidiana.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Non manc\u00f2 l\u2019accanimento della polizia con i suoi controlli, che port\u00f2 ad aprire migliaia di fascicoli intestati agli italiani perch\u00e9 spesso ritenuti pericolosi per l\u2019ordine pubblico, specialmente se militanti politici e sindacali. In tale contesto fu di grande aiuto l\u2019associazionismo: dalle Missioni cattoliche italiane alle Acli, dalle Colonie libere ai Patronati e ad altre forme associative.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>La condizione degli italiani era destinata a migliorare ulteriormente perch\u00e9 la tutela, assicurata dalla contrattazione bilaterale (avviata subito dopo il conflitto mondiale da Eugenio Reale a (rrivato come esule e poi nominato ambasciatore a Berna), fu completata dall\u2019adesione della Svizzera alla normativa Ue sulla libera circolazione dei lavoratori, Ua normativa che, entraso in vigorein vigore alla fine degli anni \u201960, poi successivamente perfezionato, ha restituito dignit\u00e0 anche ai lavoratori italiani.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>L\u2019attuale collettivit\u00e0 italiana in Svizzera conta 660 mila membri, dei quali circa un terzo possiede la doppia cittadinanza. Vanno menzionati anche i 60 mila frontalieri, che con il loro lavoro sostengono l\u2019economia del Canton Ticino e in parte del Canton Grigioni.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>La ricerca promossa da Idos fa anche il punto sulla politica migratoria svizzera, nata sotto il segno della precariet\u00e0 con la prima legge sull\u2019immigrazione degli anni \u201930 e rimasta tale a lungo anche nel dopoguerra. La prima deroga a tale rigida impostazione fu proprio l\u2019accordo italo-svizzero del 1964. Anche dopo le aperture legislative a una presenza straniera stabile, non sfugg\u00ec ai politici la radicale divisione dei cittadini svizzeri su questo tema ed ebbe cos\u00ec inizio la strategia della gradualit\u00e0.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, quelli latinoamericani o, in Europa, la Francia, i percorsi di integrazione in Svizzera si sono dischiusi tardivamente, dopo gli anni \u201960. Secondo gli autori della ricerca, sar\u00e0 il futuro a mostrare in quale misura la presenza italiana, ampliando gli spazi del suo protagonismo, riuscir\u00e0 a fondersi con la peculiarit\u00e0 svizzera. Michele Schiavone evidenzia come questo processo sia gi\u00e0 in atto, poich\u00e9 gli italiani sono sempre pi\u00f9 presenti in campo parlamentare (federale e cantonale), amministrativo, professionale e imprenditoriale, il che lascia ben sperare.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; COMUNICATO STAMPA del 25.10.2022 In uscita l\u2019ultimo studio sull\u2019emigrazione italiana in Svizzera, curato da Idos, qui disponibile in anteprima [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-17766","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17766\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}