{"id":17788,"date":"2021-10-26T21:44:57","date_gmt":"2021-10-26T21:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17788"},"modified":"2021-10-26T21:44:57","modified_gmt":"2021-10-26T21:44:57","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1044","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=17788","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>Al Teatro di San Carlo il Requiem di Mozart<br \/>\ndiretto da Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>\nProva aperta per studenti alle ore 18.00<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 27 ottobre ore 21.00 la musica di Wolfgang Amadeus Mozart protagonista del concerto del Teatro di San Carlo: il Maestro Jos\u00e9 Luis Basso diriger\u00e0 Orchestra e Coro del Lirico di Napoli e i solisti Selene Zanetti (soprano)<br \/>\nMarianna Pizzolato (mezzosoprano) Antonio Poli (tenore) Mirco Palazzi (basso) nel Requiem\u00a0in re minore K626 del salisburghese.<br \/>\nSempre mercoled\u00ec 27 ottobre alle ore 18.00 sar\u00e0 aperta agli studenti di conservatori e di atenei, la prova d\u2019assieme del Requiem alla tariffa ridotta di 10 euro.<br \/>\nIl Requiem fu commissionato a Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) dal conte Walsegg in forma anonima. Il nobile viennese voleva infatti presentare come proprio il lavoro come omaggio alla moglie appena defunta.<br \/>\nRimasto incompiuto per la morte del compositore avvenuta il 5 dicembre del 1791, il Requiem fu completato dall\u2019allievo Franz Xaver Su\u0308ssmayr che probabilmente aveva potuto raccogliere alcune idee e appunti del maestro.<\/p>\n<p>IL REQUIEM DI MOZART TRA MITO E REALT\u00c0 STORICA<br \/>\ndi Dinko Fabris<br \/>\ndal programma di sala del concerto<\/p>\n<p>Poche pagine della storia della musica sono state avvolte nel la leggenda fin dalla loro creazione come il Requiem in re minore K626 di Wolfgang Amadeus Mozart. La visione dell\u2019ultima composizione del trentaseienne compositore giunto prematuramente alla fine dei suoi giorni, composta sul letto di morte per un misterioso committente e rimasta incompiuta, ha alimentato il mito romantico che in qualche modo ha influenzato la riscoperta, postuma ma trionfale, di Mozart nell\u2019Ottocento. Il primo capitolo del libro dedicato a quest\u2019opera dal grande musicologo Christoph Wolff, ci aiuta a sgomberare il campo dalla sovrapposizione di troppe invenzioni, fantasiose ipotesi e grossolani falsi storici, indirizzando il lettore verso la conoscenza dei fatti basata su documenti. La leggenda era nata gi\u00e0 durante la composizione del Requiem, commissionato si diceva attraverso un messaggero misterioso in abito scuro che aveva contribuito a creare nel compositore l\u2019ossessione di stare scrivendo una messa per la sua stessa morte imminente. Per qualche ragione non chiarita fu costruita perfino una falsa lettera di Wolfgang al suo amico librettista italiano Lorenzo Da Ponte, nella quale, in italiano, il compositore parlava dell\u2019inquietante messaggero. E su questo punto da molto tempo gli studiosi sono concordi nel ritenere il documento falso. L\u2019altro elemento potente del mito era stata la proposta che la morte di Mozart fosse stata procurata da un veleno procurato da Antonio Salieri per invidia nel confronto del giovane suo concorrente. Questa ipotesi fantasiosa era nata in realt\u00e0 molto pi\u00f9 tarda rispetto ai fatti avvenuti a Vienna nel l\u2019inverno 1791, e com\u2019\u00e8 noto furono alla base della tragedia di Pu\u0161kin.Mozart e Salieri del 1830, messa in musica molti anni dopo da Nikolaj Andreevi\u010d Rimskij-Korsakov che la present\u00f2 a Mosca nel 1898. Quel testo raccoglieva la \u201cvoce\u201d che circolava a Vienna ormai da qualche anno secondo la quale Salieri era il diretto assassino di Mozart e cre\u00f2 una serie di opposte reazioni in tutta Europa: Giuseppe Carpani addirittura pubblic\u00f2 nella \u201cBiblioteca italiana\u201d di Milano nel 1824 una Lettera del Sig. G. Carpani in difesa del M\u00b0 Salieri calunniato dell\u2019avvelenamento del M\u00b0 Mozzard. Su questa storia \u00e8 costruito il finale del noto film di Milosz Forman Amadeus (1984) che pure si avvaleva secondo i credits della consulenza di alcuni dei pi\u00f9 importanti studiosi del Mozarteum di Salisburgo: un film non pu\u00f2 essere un documento di storia e cos\u00ec si spiegano le tante incoerenze e falsit\u00e0 storiche che ne infarciscono la pur molto efficace narrazione. Ovviamente, Antonio Salieri (1750-1825) non avrebbe avuto alcun interesse nell\u2019accelerare la fine del giovane collega addirittura avvelenandolo, visto che in quel tempo era molto pi\u00f9 ricco e famoso di Mozart, grazie alla sua posizione come maestro di cappella e compositore della corte imperiale. Le opere di Salieri erano rappresentate e ammirate in tutta Europa (con una sua opera si era inaugurato il Teatro alla Scala di Milano) e al suo confronto Mozart era quasi uno sconosciuto, le cui opere non riuscivano a reggere il cartellone se non per pochi giorni.<br \/>\nUn\u2019altra leggenda raccontava di un amore illecito della moglie di Wolfgang, Constanze Weber, con il giovane allievo Franz Xaver S\u00fcssmayr che complet\u00f2 le parti pi\u00f9 importanti del Requiem dopo la morte del compositore. Constanze fu certamente responsabile di una serie di falsi storici e di altre leggende fiorite sul conto del giovane marito, cercando da una parte di preservarne una memoria gloriosa e mitica e dall\u2019altro di eliminare documenti scomodi, ma soprattutto di ricavare danaro da qualsiasi possibile fonte. Nel caso del Requiem, essendo a conoscenza del vero committente, fu lei a chiedere a S\u00fcssmayr e ad altri giovani allievi di Mozart di completare la partitura per poterla consegnare e ricevere la modesta cifra pattuita di 50 ducati.<br \/>\nSappiamo infatti ormai tutto della misteriosa committenza: il nobile conte Franz von Walsegg, che abitava alle porte di Vienna, aveva perso nello stesso 1791 l\u2019adorata moglie e in suo onore voleva rappresentare una messa funebre con una musica appositamente composta. Essendo un compositore dilettante e volendo fare bella figura si era rivolto a Mozart, sempre a corto di danaro, chiedendogli la musica del Requiem ed avvisandolo che sarebbe stata eseguita con un altro nome, circostanza non rara nel Settecento. Cos\u00ec infatti avvenne dopo che Walsegg ricevette il manoscritto completato da Constanze. Il conte probabilmente non venne mai a sapere che il Requiem era per\u00f2 gi\u00e0 stato eseguito prima di consegnarlo a lui in un concerto privato a Vienna, nel 1793, organizzato da estimatori di Mozart per raccogliere soldi per la moglie e i figli. \u00c8 stato identificato perfino il messaggero misterioso inviato dal conte a Mozart per portargli piccoli acconti di danaro ed effettivamente secondo i documenti del tempo utilizzava un abito scuro.<br \/>\nChe cosa resta di straordinario nel Requiem una volta tolti tutti gli orpelli del mito? La partitura rimase incompiuto a due terzi della stesura del testo, fermandosi al numero 8 (su 14), il meraviglioso Lacrimosa. Tuttavia i materiali autografi offerti dall\u2019ispirazione mozartiana sono gi\u00e0 sufficienti per far definire l\u2019opera uno dei capolavori assoluti della musica sacra del Settecento. Si pensi alle varie sezioni del Dies Irae, la sequenza che costituisce il cuore di un Requiem. Il Tuba mirum \u2013 che descrive la tromba del giudizio e che Mozart affida al solo del trombone \u2013 oppure il Confutatis maledictis sono momenti di eccezionale coinvolgimento emotivo, In tutta la messa si alternano il pi\u00f9 rigoroso contrappunto, che Mozart aveva assimilato dai grandi capolavori sacri italiani e da H\u00e4ndel, con atmosfere sonore rarefatte e di intensa concentrazione.<br \/>\nLa fine di Mozart mentre componeva la sua ultima opera sacra nel dicembre 1791 era stata anticipata da un evento in tutto analogo, che aveva a sua volta creato un altro potente mito settecentesco: la morte nel 1736 del giovanissimo Giovanni Battista Pergolesi, a soli 26 anni, nel monastero di Pozzuoli subito dopo aver completato la sua ultima composizione, lo Stabat Mater. In entrambi i casi il mito della morte giovane accrebbe la popolarit\u00e0 della loro ultima composizione, un mito che perfino le immagini pittoriche trasformarono in una potente visione romantica, che \u00e8 giunta fino a noi.<\/p>\n<p>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa g.romito@teatrosancarlo.it 0817972301.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17789\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"908\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2-768x726.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Luis-Basso2-150x142.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Teatro di San Carlo il Requiem di Mozart diretto da Jos\u00e9 Luis Basso Prova aperta per studenti alle ore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-17788","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17788","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17788"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17788\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}