{"id":18217,"date":"2021-11-14T16:53:34","date_gmt":"2021-11-14T16:53:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18217"},"modified":"2021-11-14T16:53:34","modified_gmt":"2021-11-14T16:53:34","slug":"rebecca-ascolta-il-mare-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18217","title":{"rendered":"Rebecca ascolta il mare di Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-18217 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=18218'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/20211018_174047-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=18219'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/20210911_212643-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<div dir=\"auto\">Quando Rebecca osserva il mare di Pierfranco Bruni. La delicatezza di un viaggio tra gli occhi dei bimbi<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">di Admira Brahja<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Il viaggio dello scrittore ha dei toni teneri e dolci da nonno e nostalgici da padre che guarda sua figlia e suo figlio negli occhi, ma dall\u2019altra parte apre le frontiere di un intero mediterraneo, dove i sogni diventano profezie e le profezie diventano verit\u00e0 e restano vissuto. Questi versi danno voce al silenzio, il silenzio dei bambini.<br \/>\nIn ognuno di noi c\u2019\u00e8 il fanciullo che con i suoi ricordi ha qualcosa da testimoniare e\u00a0 \u201cSe i bambini\/cullano silenzi\/Non facciamo regali\/Diamo testimonianze [\u2026]\u201d. \u00c8 Importante ci\u00f2 che testimoniamo e che trasmettiamo ai bambini, perch\u00e9 loro saranno l\u2019indomani.\u00a0 Questo libro \u00e8 gi\u00e0 una testimonianza, perch\u00e9 tramite questi versi siamo chiamati tutti in prima persona a riflettere e prendersi le nostre responsabilit\u00e0 e interrogarsi: Cosa stiamo lasciando a questi bambini? La risposta a questa domanda si trova in questi versi, dove ci sono delle infanzie negate\u2026 I bambini che giocavano a inventarsi adulti\u2026 dove c\u2019\u00e8 l\u2019invito di prenderci per mano come i bambini e ricostruire un futuro insieme in un girotondo che diventa il senso di questo viaggio, la circolarit\u00e0 e la grecit\u00e0 raccontata da Pierfranco Bruni nella spensieratezza di un girotondo che ospita tanti porti e tanti volti. L\u2019Italia ne diventa \u201cL\u2019Itaca\u201d.<br \/>\nSi apre cos\u00ec un ampio scenario, storie vissute che abitavano il mare, volti di aquile, bambini albanesi senza una voce e un nome alla ricerca di sogni e speranze. Si aprono vecchie piaghe di famiglie albanesi che hanno raggiunto l\u2019Italia in barconi, ma tante hanno scritto il loro destino nelle onde senza nemmeno una preghiera. \u201cLe parole delle aquile\/ restano tra le onde \/ nel mare d\u2019altura\/con le agonie [\u2026]\u201d.<br \/>\nIl tragico abbraccia le sponde dell\u2019Italia e grida alla speranza, al futuro.<br \/>\nDa una parte bambini che si rincorrono davanti ai cancelli e dall\u2019altra \u201csguardi smarriti\/ che scendono \/dai barconi\u201d. Bambini in viaggio e memorie da bambino abitano gli immaginari della poesia di Pierfranco Bruni; poesia che si scrive \u201cnelle linee del mare\u201d; nelle storie che si ripetono e nelle profezie che si compiono.<br \/>\nLa poesia di Pierfranco Bruni accoglie le culture in un girotondo, nell\u2019innocenza dell\u2019infanzia, ma in esso proietta anche il futuro. In questi sguardi innocenti si leggono le culture dei vari popoli in viaggio che si mescolano e formano la cultura dell\u2019indomani. \u00c8 in queste contaminazioni di sguardi che si legge il destino di un intero Mediterraneo e oltre. Questi versi sono un invito ad accogliere gli sguardi che saranno il futuro, le profezie che si compiranno, il viaggio che da sempre caratterizza l\u2019umanit\u00e0 e tutta la produzione letteraria di Bruni.<br \/>\nIl ritmo che caratterizza il verso richiama a Rodari e anche a Piumini, ma va ben oltre nella ninna nanna dei sogni e speranze future di interi popoli. La barca, il mare, i porti sono le metafore che arricchiscono il viaggio di Bruni in una poesia che canta in libert\u00e0, sotto le note dell\u2019Oriente e dell\u2019Occidente, dove le memorie dell\u2019infanzia dello scrittore scavalcano \u201ci muri del suo giardino con la palma\u201d e si uniscono a questo scenario in una profonda riflessione.<br \/>\nPassato e presente si fondano per proiettarsi in identit\u00e0 future, in Alessandro, nel tempo che scorre, nelle attese, nei silenzi\u2026 con la lacerazione del ricordo. Ma \u201ctutto ha un senso\/In questo precipitato della Storia\/ che violenta la vita? [\u2026]\u201d.<br \/>\nNel tragico si proietta \u201cun incontro nuovo\u201d che si riconcilia con il passato in un grido alla fede, a Cristo per quei bimbi in viaggio \u201cche hanno smarrito il porto di ritorno\u201d.<br \/>\nL\u2019attesa ha dei toni di speranza. La figura della madre che attende il figlio \u00e8 una forte presenza nella memoria dei popoli e nella storia dell\u2019intera umanit\u00e0, ma Bruni fa rivivere questo immaginario collettivo nel silenzio delle madri orientali chiuse nei loro scialli. Un precipitare nella Storia, nel ricordo che si avvolge in uno scialle, simbolo di dolore e di sofferenza. La poesia di Bruni denuncia la violenza alla vita e da identit\u00e0 a chi l\u2019ha persa: a Irina, a Paulo, Ismail e a Manuelito; a queste realt\u00e0 che sono sotto i nostri occhi, nella nostra indifferenza ed \u00e8 proprio la nostra indifferenza che violenta la vita.<br \/>\nI ricordi e la memoria che avvolgono \u201cSul davanzale delle parole\u201d si fondano in una dolce ed innocente nostalgia proiettata nel passato di una famiglia alla ricerca delle proprie radici ,ma\u00a0 \u201cI bambini non dimenticano [\u2026] hanno incavi di secoli, [\u2026] Gli echi di una strada\u2026\u201d che proviene dall\u2019est o dall\u2019oriente, bambini che hanno perso le radici e si sono lanciati in amare realt\u00e0. La poesia di Bruni cerca di recuperare queste piccole identit\u00e0 tramite i propri ricordi ed inserirle in una nuova identit\u00e0 europea che non pu\u00f2 rimanere indifferente agli sguardi che testimoniano pezzi di vita senza il recupero dei quali non c\u2019\u00e8 futuro.<br \/>\nIl pensiero di Bruni \u00e8 sempre aperto ad accogliere nuove realt\u00e0. La parola e il verso di Bruni sono simbolo di accoglienza ed integrazione, sono l\u2019accettazione di verit\u00e0 nascoste e lasciano sempre una finestra aperta per vedere le barche in mare e intraprendere nuovi viaggi senza mai dimenticare le radici. Questa poesia traccia una linea morbida nel mare che collega il porto di partenza e il porto d\u2019arrivo, linea che costruisce nuove identit\u00e0 che hanno bisogno di ponti e non di muri per affacciarsi alla vita.<\/p>\n<p>\u2026Non dimenticare l\u2019Oriente\/ negli spazi delle partenze [\u2026].<\/p>\n<p>Admira Brahja<br \/>\nUniversit\u00e0 di Scutari \u201cLuigj Gurakuqi\u201d e Sezione bilingue \u201cIsmail Qemali\u201d<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Quando Rebecca osserva il mare di Pierfranco Bruni. 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