{"id":18412,"date":"2021-11-20T16:39:10","date_gmt":"2021-11-20T16:39:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18412"},"modified":"2021-11-20T16:39:10","modified_gmt":"2021-11-20T16:39:10","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1099","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18412","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18155\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nINAUGURAZIONE STAGIONE 2021\/2022<br \/>\nDomenica 21 novembre 2021 ore 19<\/p>\n<p>L\u2019Otello di Verdi apre la nuova Stagione del Teatro di San Carlo<br \/>\nCon la direzione di Mariotti, la regia di Martone<br \/>\nE le voci di Kaufmann, Agresta e Golovatenko<\/p>\n<p>Domenica 21 novembre 2021 alle ore 19,\u00a0alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, far\u00e0 il suo debutto al Teatro di San Carlo lo spettacolo di apertura della Stagione d&#8217;Opera 2021\/22:\u00a0Otello\u00a0di Giuseppe Verdi, per la regia di Mario Martone e la direzione di Michele Mariotti che sar\u00e0 sul podio alla guida di Orchestra e il Coro del Massimo napoletano, quest\u2019ultimo preparato da Jos\u00e9 Luis Basso.<br \/>\nFirma le scene Margherita Palli, i costumi sono di Ortensia De Francesco mentre le luci sono di Pasquale Mari.<br \/>\nNei panni del protagonista Otello si alterneranno Jonas Kaufmann (nelle recite del 21, 24, 28 novembre, 1 e 4 dicembre), e Yusif Eyvazov (nelle recite del 7, 10 e 14 dicembre), Maria Agresta sar\u00e0 Desdemona, Igor Golovatenko interpreter\u00e0 Jago.<br \/>\nCompletano il cast: Alessandro Liberatore (Cassio), Matteo Mezzaro (Rodrigo), Emanuele Cordaro (Ludovico) Biagio Pizzuti (Montano), Manuela Custer (Emilia), Francesco Esposito (Un araldo). Il Coro di Voci Bianche \u00e8 guidato come sempre da Stefania Rinaldi.<br \/>\nSette in tutto le recite dello spettacolo che sar\u00e0 in scena fino al 14 dicembre.<\/p>\n<p>Cento giovani, studenti universitari e dei Conservatori, saranno presenti assieme ai rettori e ai direttori dei conservatori alla prima di Otello del 21 novembre, grazie agli imprenditori di Concerto d\u2019imprese, che tra i vari obiettivi, sostengono l\u2019avvicinamento dei giovani all\u2019Opera lirica attraverso lo strumento dell\u2019Art bonus.<br \/>\nStudenti dell\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli sono invece impegnati come stagisti della nuova piattaforma \u201cOn\u201d per un progetto di formazione sui mestieri digitali.<\/p>\n<p>Dal programma di sala dell\u2019Opera<\/p>\n<p>Quindici anni dopo Aida (1871), Verdi riusc\u00ec a completare negli ultimi giorni del 1886 quella che sarebbe stata la sua penultima opera, Otello, poi presentata in prima alla Scala nel febbraio 1887. Il ritorno all\u2019amato Shakespeare, dopo l\u2019ancora giovanile prova del Macbeth (1847, rimaneggiato poi in francese per Parigi nel 1865) e dopo il progetto mai realizzato del Re Lear, costituiva la perfetta chiusura di un itinerario di maturazione drammaturgica che aveva portato il compositore italiano al vertice della fama operistica mondiale. Non a caso la sua vita artistica si chiuder\u00e0 ancora con un\u2019opera tratta da Shakespeare, il Falstaff. Il soggetto di questo capolavoro assoluto si prestava particolarmente bene a disegnare quella terribile commedia umana che il librettista Boito, finalmente rappacificato con l\u2019anziano compositore grazie all\u2019intervento di Giulio Ricordi,<br \/>\naveva saputo cesellare mirabilmente, offrendo a Verdi un testo perfetto da rivestire di una musica per molti tratti stupefacente (si pensi al duetto d\u2019amore alla fine del primo atto e ai tanti soli dei vari protagonisti). Il dramma della gelosia, innescato dalla diabolica personalit\u00e0 di Jago, porta all\u2019epilogo tragico che condanna l\u2019innocente Desdemona e lo stesso Otello, con un meccanismo drammaturgico inesorabile. I tanti grandi tenori che hanno impersonato il protagonista del titolo anche sulle scene del San Carlo (dove l\u2019opera giunse come terza tappa nello stesso anno 1887della prima), da Tamagno a Del Monaco, hanno creato un modello interpretativo che recentemente \u00e8 stato ridimensionato dalla innovativa analisi anti-eroica del personaggio da parte di Jonas Kaufmann, un\u2019interpretazione gi\u00e0 entrata nella leggenda dell\u2019opera del nostro tempo.<\/p>\n<p>La Fondazione Teatro di San Carlo ringrazia Concerto d\u2019Imprese:<br \/>\nAedifica \/ Brin 69 srl, ALA spa, Calzaturificio Sirio srl, Caronte spa, Philippe Foriel-Destezet, Getra spa, Temi spa per GLS, Isaia spa, Laminazione Sottile spa, Palazzo Caracciolo spa, Seda spa<\/p>\n<p>Info tecniche:<br \/>\n&#8211; ORARIO DI INGRESSO DEL PUBBLICO | Per precise disposizioni di Cerimoniale\u00a0e questioni legate alla sicurezza, l&#8217;ingresso del pubblico in Teatro sar\u00e0 consentito a partire dalle ore 17.00 e non oltre le ore 18.30 (orario limite\u00a0oltre il quale la possibilit\u00e0 di accesso non sar\u00e0 pi\u00f9 garantita).\u00a0\u00a0Si raccomanda, quindi, la massima puntualit\u00e0\u00a0al fine di consentire al personale preposto\u00a0il corretto e fluido svolgimento delle operazioni di controllo accessi.<br \/>\n&#8211; DRESS CODE | La serata inaugurale prevede il\u00a0dress code\u00a0&#8211; cravatta nera.<br \/>\n&#8211; GREEN PASS E MASCHERINA | Per prevenire il rischio di diffusione dei contagi da Covid -19, ricordiamo che per accedere in Teatro \u00e8 necessario essere in possesso di\u00a0Green Pass\u00a0valido e che l&#8217;uso della mascherina \u00e8 obbligatorio per l&#8217;intera durata dello spettacolo e comunque\u00a0per tutta la permanenza in Sala e negli altri ambienti del Teatro.<\/p>\n<p>Inaugurazione Stagione d\u2019Opera 2021\/22<br \/>\nDal 21 novembre al 14 dicembre 2021<\/p>\n<p>Giuseppe Verdi<br \/>\nOTELLO<br \/>\nOpera in quattro atti<br \/>\nlibretto di Arrigo Boito<br \/>\nDirettore |\u00a0Michele Mariotti<br \/>\nRegia |\u00a0Mario Martone<br \/>\nScene |\u00a0Margherita Palli<br \/>\nCostumi |\u00a0Ortensia De Francesco<br \/>\nLuci |\u00a0Pasquale Mari<br \/>\nVideo |\u00a0Alessandro Papa<br \/>\nAssistente alla regia |\u00a0Raffaele Di Florio<br \/>\nAssistente alle scene |\u00a0Valentina Dellavia<br \/>\nAssistente ai costumi |\u00a0Concetta Nappi<br \/>\nInterpreti<br \/>\nOtello, generale dell&#8217;Armata Veneta |\u00a0Jonas Kaufmann\u00a0(21, 24, 28, 1, 4)\u00a0\/ Yusif Eyvazov\u00a0\u266d (7, 10, 14)<br \/>\nJago, alfiere\u00a0|\u00a0Igor Golovatenko<br \/>\nCassio, capo di squadra |\u00a0Alessandro Liberatore<br \/>\nRoderigo, gentiluomo Veneziano |\u00a0Matteo Mezzaro<br \/>\nLodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta |\u00a0Emanuele Cordaro<br \/>\nMontano, predecessore di Otello nel governo dell&#8217;Isola di Cipro |\u00a0Biagio Pizzuti<br \/>\nUn araldo |\u00a0Francesco Esposito\u266e<br \/>\nDesdemona, moglie di Otello |\u00a0Maria Agresta<br \/>\nEmilia, moglie di Jago |\u00a0Manuela Custer<\/p>\n<p>\u266d\u00a0debutto al Teatro di San Carlo \u266e\u00a0Artista del Coro<\/p>\n<p>Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo<br \/>\nMaestro del Coro |\u00a0Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>\nMaestro del Coro di Voci Bianche | Stefania Rinaldi<\/p>\n<p>Nuova produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo<\/p>\n<p>mercoled\u00ec 24 novembre 2021, ore 18:00 &#8211; domenica 28 novembre 2021, ore 17:00<br \/>\nmercoled\u00ec 1dicembre 2021, ore 18:00 &#8211; sabato 4 dicembre 2021, ore 19:00<br \/>\nmarted\u00ec 7 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; venerd\u00ec 10 dicembre 2021, ore 20:00<br \/>\nmarted\u00ec 14 dicembre 2021, ore 20:00<\/p>\n<p>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301.<\/p>\n<p>Francesco Izzo<br \/>\n\u201cEsultate\u201d? Otello nel 1887<\/p>\n<p>e nel 2021<br \/>\nMilano, febbraio 1872. A conclusione della prima esecuzione di Aida alla Scala, Giuseppe Verdi si fa largo tra la folla osannante in compagnia della sua consorte, Giuseppina Strepponi. Salito in carrozza le dice:<br \/>\n\u00abGiuseppina mia, non vedo l\u2019ora di essere a Sant\u2019Agata per riposarmi\u00bb. E Giuseppina, ammiccante, replica: \u00abMa Verdi non deve, non pu\u00f2 riposare! Boito gli ha gi\u00e0 dato il libretto dell\u2019Otello!\u00bb.<br \/>\nChiunque abbia contezza, anche approssimativa, della biografia verdiana, rester\u00e0 quantomeno perplesso nel leggere queste righe. E con buona ragione. Portata a termine Aida, eseguita prima al Cairo il 24 dicembre 1871 e poche settimane dopo, appunto, alla Scala, Verdi non aveva alcun progetto operistico all\u2019orizzonte, e certo non aveva per le mani alcun libretto di Arrigo Boito per Otello. Il riferimento in apertura di questo contributo \u00e8 a Divine armonie, un \u201cbiopic\u201d del 1938 firmato Carmine Gallone, che, con un taglio marcatamente agiografico e nazionalista, traccia le vicende biografiche di Verdi dalla partenza da Busseto verso Milano all\u2019anno 1872. Dopo lo scambio tra Verdi e Strepponi descritto sopra, il film si chiude con una singolare fusione dell\u2019\u201cEsultate\u201d di Otello con la marcia trionfale di Aida, e la scritta \u201cFine\u201d che emerge in dissolvenza su uno schieramento di trombe risplendenti. Data l\u2019epoca in cui vide la luce, non sorprende che il film di Gallone si prenda non poche licenze. Ma il finale merita attenzione. Vi \u00e8 un certo disagio, anche oggi, nel pensare che Verdi, all\u2019indomani di Aida, potesse ritirarsi dall\u2019arena operistica. E a fronte di tante assurdit\u00e0 in Divine armonie, il tentativo di colmare il vuoto apparente di oltre quindici anni tra Aida e Otello pu\u00f2 far quasi sorridere. Non era facile, a quei tempi, rendere conto in un film dell\u2019avanzare degli anni, delle perplessit\u00e0 dell\u2019artista, del ritorno al palcoscenico con la revisione di Simon<\/p>\n<p>Arrigo Boito, autore del libretto dell\u2019Otello di Giuseppe Verdi.<\/p>\n<p>Boccanegra e poi quella di Don Carlos, e infine della lenta e complessa gestazione di Otello; magari spingendosi poi fino a Falstaff, alla morte di Giuseppina Strepponi, e infine alla scomparsa del maestro. In un\u2019epoca di imperialismo e di esaltazione nazionalista, alla vigilia di una guerra mondiale, dovette sembrare pi\u00f9 efficace concludere Divine armonie con trionfi molteplici che si sovrappongono: quelli verdiani di Aida e Otello, e quelli dei protagonisti maschili delle due opere, Radam\u00e8s e Otello, entrambi guerrieri vincitori di eroiche battaglie, accolti al loro ritorno da folle in delirio e squilli di trombe.<br \/>\nOggi, molti decenni pi\u00f9 tardi, sappiamo assai di pi\u00f9 sulla maturit\u00e0 verdiana. Studi biografici rigorosi hanno ricostruito le vicissitudini del compositore durante gli anni Settanta e Ottanta dell\u2019Ottocento in maniera capillare, e grazie all\u2019impegno pluridecennale dell\u2019Istituto Nazionale di Studi Verdiani abbiamo accesso a una mole di corrispondenza, tra cui il fondamentale Carteggio Verdi-Boito curato da Marcello<br \/>\nConati (1978) e vari volumi di corrispondenza Verdi-Ricordi, che allo stato attuale coprono gli anni dal 1880 al 1888 e poi il biennio 1892-1893. La fase successiva ad Aida non fu affatto di stasi creativa, e nel 1874 Verdi diede alla luce uno dei suoi lavori pi\u00f9 celebri &#8211; la Messa da Requiem. Al tempo stesso, Aida poteva essere considerata, come ha affermato James Hepokoski, \u00abuna degna conclusione di una lunga e distinta carriera operistica\u00bb, e il ritorno al mondo del teatro dopo vari anni di assenza non era cosa facile, malgrado le pressioni provenienti da Ricordi (pressioni evidentemente motivate non da sole finalit\u00e0 artistiche) e l\u2019entusiasmo di Boito. In un\u2019Italia unificata sempre pi\u00f9 internazionale, che si apriva all\u2019opera francese e a Wagner, il cui Lohengrin giunse in Italia il 1 novembre 1871 con una prima al Teatro Comunale di Bologna proprio mentre si preparava il debutto di Aida al Cairo, Verdi sembrava in un certo senso isolato, rappresentante di una vecchia guardia non pi\u00f9 al passo con i tempi. Forte di una straordinaria sicurezza economica, assorbito dalla gestione delle sue propriet\u00e0 terriere e da note e troppo chiacchierate questioni private, il maestro consigliava arcignamente alle nuove generazioni di comporre fughe e studiare i vecchi maestri italiani, senza lasciarsi trascinare dai fascini armonici e orchestrali e dalle dissonanze delle opere moderne. L\u2019ipotesi di un nuovo progetto operistico appariva remota. Fu solo nel giugno 1879 che emerse l\u2019idea di un\u2019opera basata su Otello di Shakespeare. Il suggerimento venne da Ricordi e Boito, e Verdi lesse uno \u201cschizzo\u201d (ovvero un progetto di libretto suddiviso in scene ed atti) preparato dal poeta, trovandolo \u201cbuono\u201d. Ma si mosse con cautela. La corrispondenza con Boito rivela come il lavoro si protrasse nel tempo, con lunghe interruzioni legate alla complessa rielaborazione di Simon Boccanegra (che diedero modo a Verdi di collaudare la collaborazione operistica con Boito) e alla preparazione del Don Carlos in quattro atti per La Scala. Mai opera verdiana ebbe gestazione pi\u00f9 lunga di Otello. Gi\u00e0 nel 1880, pur non offrendo garanzia di voler portare a termine il progetto, Verdi si dimostrava profondamente coinvolto, attento al dettaglio, e incline a fornire al librettista indicazioni precise e le sue consuete richieste di modifiche. Cominciava cos\u00ec il complesso processo creativo verdiano, fatto di scambi epistolari con il librettista, e poi di molteplici stadi di schizzi e abbozzi musicali, di revisioni, di ripensamenti. Nel caso di Otello, nel famigerato \u201cbaule\u201d di Villa Verdi a Sant\u2019Agata sopravvivono oltre quattrocento pagine di materiali preliminari, ora consultabili in formato digitale presso l\u2019Archivio di Stato di Parma, e solo quando li avremo studiati a fondo potremo davvero fare piena luce sulla composizione dell\u2019opera. Numerosi altri appunti e abbozzi sopravvivono in varie collezioni, e sono stati studiati pi\u00f9 volte. Vale la pena di ricordare in particolare uno studio fondamentale di Linda B. Fairtile, che un quarto di secolo fa individu\u00f2 e descrisse un\u2019affascinante prima versione della canzone del salice, preparata e poi accantonata da Verdi.<br \/>\nDopo le fasi preliminari di stesura del libretto e preparazione di appunti, il nucleo della<\/p>\n<p>William Shakespeare, autore della tragedia Otello a cui s\u2019ispira l\u2019opera di Verdi e Boito<\/p>\n<p>processo creativo consisteva per Verdi nella preparazione di abbozzi continuativi, in cui le idee musicali, espresse in forma concisa (fondamentalmente le parti vocali e la linea del basso) venivano disposte in ordine e assumevano una struttura coerente e spesso assai prossima a quella definitiva. Questa fase si articol\u00f2 essenzialmente in tre periodi di lavoro intenso tra il marzo 1884 e l\u2019ottobre 1885. A essa fece seguito immediatamente la stesura della partitura: Verdi, secondo il metodo a lui consueto, inizialmente prepar\u00f2 ci\u00f2 che viene comunemente definito una \u201cpartitura scheletro\u201d, notando l\u2019ossatura della composizione &#8211; ossia parti vocali e il basso su fogli di carta con trenta pentagrammi, procedendo da l\u00ec a completare l\u2019orchestrazione. Questa fase non era mai un semplice processo di trascrizione e completamento degli abbozzi; comportava ancora confronti con il librettista e modifiche anche molto significative. Cos\u00ec fu certamente per Otello: un caso affascinante \u00e8 quello del celeberrimo e gi\u00e0 citato \u201cEsultate\u201d, che con una lettera a Boito del 14 maggio 1886 Verdi chiese e ottenne di abbreviare: \u00abVi sono troppi versi nel solo d\u2019Otello, e la tempesta riesce troppo interotta [sic]. Mi pare che la scena non perderebbe nulla accorciandola di 4 versi, e potrei fare allora per Tamagno una frase, forse d\u2019effetto: anzi \u00e8 gi\u00e0 fatta&#8230;\u00bb. Il 1 novembre 1886, in una lettera tipicamente verdiana nella sua incisiva brevit\u00e0, il compositore scrisse: \u00abC. Boito \/ \u00c8 finito! \/ Salute a Noi&#8230; (ed anche a Lui!!) \/ Addio \/ G. Verdi\u00bb.<br \/>\nTuttavia, ancora durante la preparazione da parte dell\u2019editore Ricordi del primo spartito ridotto per canto e pianoforte e della prima partitura a stampa si fecero varie modifiche. Il manoscritto autografo di Verdi, dunque, in questo caso non trasmette il testo definitivo dell\u2019opera, mentre anche i materiali a stampa preparati dalla casa editrice risultano per molti versi fallaci o incompleti, omettendo o presentando in maniera imprecisa una miriade di dettagli (soprattutto segni di fraseggio e dinamica, e indicazioni espressive). Anche se i materiali prodotti da Ricordi erano di eccellente qualit\u00e0, lodati dallo stesso Verdi, e consentivano (ed evidentemente continuano a consentire) di eseguire l\u2019opera con piena cognizione di causa ed autorevolezza, dobbiamo attendere l\u2019edizione critica, attualmente in preparazione a cura di Linda B. Fairtile, perch\u00e9 si renda piena giustizia alla ricchezza e complessit\u00e0 della scrittura verdiana in Otello.<br \/>\nLa prima esecuzione, alla Scala il 5 febbraio 1887, fu, prevedibilmente, un trionfo, e Otello cominci\u00f2 subito a circolare in Italia e poi in tutto il mondo, divenendo una delle opere verdiane pi\u00f9 amate. Una miriade di articoli salut\u00f2 la trionfale prima scaligera. E una recensione della prima rappresentazione romana dell\u2019opera, pubblicata sul periodico \u201cFanfulla\u201d il 17-18 aprile 1887 e firmata laconicamente \u201cTom\u201d, decret\u00f2: \u00abMusica e dramma si intrecciano e si stringono in indissolubili nodi, s\u00ec che invano si cercano nella nuova opera le divisioni caratteristiche fra un pezzo e l\u2019altro\u00bb. E pi\u00f9 avanti: \u00absi sapeva, cos\u00ec all\u2019ingrosso, che il tecnicismo dell\u2019Otello accennava alle nuove foggie [sic] e agli svolgimenti nuovi dell\u2019arte che tende a trasportare sul teatro l\u2019espressione del vero dramma musicale, ma nessuno avrebbe potuto credere sul serio che il Verdi rinunzierebbe alle principali doti del genio suo, che sono la chiarezza e la continuit\u00e0 del motivo, la schiettezza melodica, la limpidit\u00e0 delle forme. E il pubblico non s\u2019ingannava\u00bb. Chi ha familiarit\u00e0 con la critica musicale italiana del tardo Ottocento ne pu\u00f2 riconoscere in queste poche frasi dei tratti fondamentali. Inoltre, la recensione di \u201cTom\u201d sembra tracciare e riassumere alcune linee guida alla comparsa di Otello: essa mette in evidenza quanto l\u2019opera fosse \u201cnuova\u201d e concepita all\u2019insegna di una continuit\u00e0 drammatica e musicale senza precedenti (per Verdi), mentre dall\u2019altro segnala quanto il genio verdiano trovasse piena espressione nella nuova partitura. E sorprende solo fino a un certo punto apprendere che, malgrado l\u2019evidente continuit\u00e0 drammatica e assenza di convenzionali numeri chiusi, vi furono in quella prima romana tre bis, ovvero momenti in cui il flusso dell\u2019esecuzione venne interrotto non solo dagli applausi, ma dalla ripetizione di alcuni passaggi su entusiastica richiesta del pubblico. Otello in un certo senso sfugge alle categorizzazioni: si pu\u00f2 pensare ad esso come a una serie di \u201cpezzi\u201d &#8211; \u201cEsultate\u201d, \u201cInnaffia l\u2019ugola\u201d, e il duetto d\u2019amore nel primo atto; \u201cCredo in un dio crudel\u201d e \u201cS\u00ec pel ciel marmoreo io giuro\u201d nel secondo; \u201cDio, mi potevi scagliar\u201d nel terzo; la canzone del salice e \u201cNiun mi tema\u201d nel quarto. Queste sono pagine che, estrapolate dal loro contesto, hanno sancito la fama di Otello non solo in teatro, ma anche in concerto, nelle aule dei conservatori, nella nascente industria discografica, e cos\u00ec via. E si pu\u00f2 pensare ad esso, come afferm\u00f2 \u201cTom\u201d, in termini di continuit\u00e0 e di superamento delle convenzioni formali che, come spiegarono tra gli altri Philip Gossett e Harold S. Powers, avevano informato gran parte dell\u2019opera verdiana fino ad Aida. Non sono mancati tentativi importanti di correlare alcune parti di Otello (per esempio i duetti che concludono i primi due atti, o la canzone del salice e Ave Maria) alle convenzioni formali ampiamente utilizzate dagli operisti italiani, Verdi compreso, fino a Ottocento inoltrato; ma quelle convenzioni dipendono in parte considerevole da strutture poetiche che si riscontrano con difficolt\u00e0 nel libretto di Boito. In generale, si pu\u00f2 parlare o scrivere a lungo (per non usare l\u2019iperbole dell\u2019infinito) dei meriti di Otello, di quanto questa partitura sia verdiana, o innovativa, o entrambe le cose; di quanto possiamo entusiasmarci per la presa drammatica delle scene d\u2019assieme, per la profondit\u00e0 psicologica, per l\u2019incomparabile profusione di idee melodiche (il tema del bacio, da solo, pu\u00f2 valere un\u2019intera serata a teatro), e per molto altro ancora.<br \/>\nMa meglio chiudere, dal mio punto di vista, prendendo in considerazione cosa Otello<\/p>\n<p>Frontespizio della prima edizione del libretto dell\u2019Otello di Giuseppe Verdi, Milano, Teatro alla<br \/>\nScala, 5 febbraio 1887 possa significare oggi, per un pubblico che si accinge ad assistere a una nuova produzione dell\u2019opera in un teatro di straordinaria bellezza e importanza, con interpreti giustamente celebri e grande attenzione mediatica. \u00c8 difficile, nel 2021, e sarebbe forse inopportuno, esultare della vittoria iniziale di Otello cos\u00ec come poteva avvenire nel 1887 o quando apparve il film di Gallone nel 1938. La \u201cgloria\u201d, l\u2019esaltazione dell\u2019eroe militare, la percepita supremazia su un nemico definito in base a una fede religiosa \u201caltra\u201d (quella musulmana) sono temi tutt\u2019altro che letterali, ma carichi piuttosto di significati simbolici e allegorici che emergono.<\/p>\n<p>Figurino di Alfredo Edel per il costume di Otello<br \/>\n(atto IV), Milano, Teatro alla Scala, 5 febbraio<br \/>\n1887 (Milano, Archivio Storico Ricordi)<\/p>\n<p>e si eclissano a seconda delle circostanze e dei contesti storici, sociali e culturali. Quei temi sono dolorosamente attuali se, come troppo spesso avviene nella vita reale, si combinano all\u2019isolamento sociale, alla credulit\u00e0 stolta e alla violenza domestica nelle sue manifestazioni pi\u00f9 tragiche. L\u2019omicidio e suicidio con cui si conclude prima la tragedia di Shakespeare, e poi l\u2019opera di Boito e Verdi, pu\u00f2 muovere a infinita piet\u00e0, ma \u00e8 al tempo stesso una denuncia, n\u00e9 si pu\u00f2 ora accettare il ritorno del tema del bacio alle battute conclusive della partitura come un segno di redenzione del femminicida. Esso pu\u00f2 forse suggerire l\u2019illusione e l\u2019astrazione dalla realt\u00e0 del protagonista e, in questo senso, essere pi\u00f9 espressivo che mai. E Jago, invidioso, astuto, certo del proprio potere, e devoto a un \u201cdio crudele\u201d, \u00e8 un maestro di \u201cfake news\u201d, capace di inventare e trascinare con s\u00e9 l\u2019ascoltatore, Otello, accecato da un dubbio (\u201cEra la notte\u201d, in cui racconta un sogno mai avvenuto, \u00e8 terrificante nella sua raffinatezza, con cromatismi e ambiguit\u00e0 insinuanti, cantato con un filo di voce, addirittura pianissimo con sei \u201cp\u201d a \u201cseguia pi\u00f9 vago l\u2019incubo blando\u201d). E la processione solare, effusiva, in cui Desdemona all\u2019inizio del secondo atto \u00e8 omaggiata da donne, fanciulli, e marinai \u00e8 un momento in cui, secondo quanto scrisse Francesco Degrada, la simbologia religiosa, del tutto assente in Shakespeare, si afferma con prepotenza nell\u2019opera. Qui, se vogliamo spingerci un passo pi\u00f9 avanti, la protagonista femminile \u00e8 s\u00ec riverita, ma anche resa oggetto, adornata di fiori al pari di una statua della madonna, venerata ma inanimata, al pari dell\u2019arpeggio elegante e meccanico che ne accompagna l\u2019apparizione nel giardino.<br \/>\nNulla di tutto ci\u00f2, sia chiaro, \u00e8 esplicitamente espresso in Boito, n\u00e9 in Verdi; ma nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 incompatibile con testo e musica. Anzi. La maniera in cui personaggi e situazioni drammatiche si delineano nel corso dell\u2019opera dipende in larga misura da Verdi, ma anche, naturalmente, da ciascun interprete e dal sistema di comunicazione visivo &#8211; la messinscena, la regia. Una delle cifre della modernit\u00e0 di Otello \u00e8 la capacit\u00e0 di trascendere limiti temporali e di luogo, e di raccontare con la musica una tragedia che oggi non pu\u00f2 non coinvolgere per la sua dolorosa rilevanza contemporanea. Mentre ci si pu\u00f2 aspettare la reiterazione di un percorso ben noto e pur coinvolgente dalla prima all\u2019ultima nota, la celebrazione di un rito, e la gioia legittima che pu\u00f2 e deve scaturire dalle prove offerte da solisti, orchestra, e coro, ci si pu\u00f2 e ci si deve chiedere, anche nel 2021, cosa possa dirci Otello di nuovo.<br \/>\nNota bibliografica<br \/>\nFrancesco Izzo \u00e8 docente ordinario presso il Dipartimento di Musica dell\u2019Universit\u00e0 di Southampton (Regno Unito), direttore responsabile dell\u2019edizione critica \u201cThe Works of Giuseppe Verdi \/ Opere di Giuseppe Verdi\u201d (University of Chicago Press e Casa Ricordi) e direttore scientifico del Festival Verdi Parma. \u00c8 autore di una monografia sull\u2019opera buffa nell\u2019epoca post-rossiniana (University of Rochester Press 2013) e curatore dell\u2019edizione critica dell\u2019opera di Verdi Un giorno di regno (2021). Come pianista ha accompagnato in pubblico artisti del calibro di Barry Banks, Rockwell Blake, Kevin Short, Giuseppe Taddei, e recentemente Lisette Oropesa, e ha collaborato e agito da consulente per molti altri. \u00c8 regolarmente invitato a tenere conferenze, seminari e masterclass presso istituzioni musicali e accademiche internazionali, con visite recenti a Juilliard School, Princeton University, Conservatorium Maastricht, e il Conservatorio della Svizzera Italiana. Collabora regolarmente con l\u2019Accademia Verdiana del Teatro Regio a Parma.<\/p>\n<p>Il lettore italiano pu\u00f2 avviare una ricognizione su Otello a partire dal terzo volume della traduzione del classico di Julian Budden, Le opere di Verdi, 3 voll., Torino, EDT, 1988 mentre in lingua inglese resta la guida di James Hepokoski, Otello, Cambridge Opera Handbooks, Cambridge, Cambridge University Press, 1987.<br \/>\nFondamentale \u00e8 naturalmente il ricorso al Carteggio Verdi-Boito, a cura di Marcello Conati, nuova edizione,<br \/>\nParma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2015, da consultare anche alla luce del saggio di Francesco<br \/>\nDegrada, Otello da Boito a Verdi, in Il palazzo incantato: studi sulla tradizione del melodramma dal<br \/>\nBarocco al Romanticismo, Fiesole, Discanto, 1979, vol. 2, pp. 155-166. Studi collaterali sono anche James<br \/>\nParakilas, Religion and Difference in Verdi\u2019s \u201cOtello\u201d, in \u201cThe Musical Quarterly\u201d, LXXXI, 1997, pp. 371\u2013392 e<br \/>\nLinda B. Fairtile, Verdi\u2019s First \u201cWillow Song\u201d: New Sketches and Drafts for \u201cOtello\u201d, in 19th-Century Music, XIX, 1996, pp. 213-230 (in attesa che della stessa Linda Fairtile esca l\u2019annunciata edizione critica di Otello per la serie \u201cThe Works of Giuseppe Verdi\u201d. Infine non pu\u00f2 mancare la rilettura del classico di Philip Gossett, Dive e maestri: L\u2019opera italiana messa in scena, Milano, Il saggiatore, 2010.<\/p>\n<p>Mario Martone<\/p>\n<p>Affrontare Otello<\/p>\n<p>Il mio primo incontro con l\u2019Otello di Verdi e Boito risale al 1982, avevo ventidue anni e col mio gruppo Falso Movimento creai uno spettacolo che rielaborava immagini e musiche dell\u2019opera in una forma totalmente libera e contemporanea. Lo spettacolo ebbe una lunga tourn\u00e9e internazionale, ma nonostante il successo non mi stancavo di rielaborarlo, come se inseguissi sempre qualcosa che mi sfuggiva. Otello aveva il volto truccato nerissimo e gli occhi azzurri di Andrea Renzi, Jago\/Tomas Arana indossava un abito elegante e un borsalino, Desdemona (gi\u00e0 allora) veniva sottratta all\u2019immagine di donna angelicata e prendeva le sembianze sensuali e libere che le dava Licia Maglietta. Vi si raccontava del viaggio da Venezia a<br \/>\nCipro, gran parte si svolgeva su una nave, Otello accoltellava Desdemona come Woyzeck Marie. Ho ritrovato Otello nel 2009 a Tokyo, questa volta l\u2019opera vera e propria, il mio primo incontro con Margherita Palli, e l\u2019ambientai tutta a Venezia. Adesso, di nuovo Otello e di nuovo a Napoli. Nel corso dei decenni tante cose sono cambiate e il tempo che passa impone di guardare l\u2019opera con occhi nuovi. Non potrei pi\u00f9, n\u00e9 vorrei, tingere di nero il volto di Otello. Negli anni \u201980 mi affascinava il segno, in quello spettacolo si trattava di un gesto che simboleggiava il Teatro di San Carlo Il desiderio di tingere di nero anche la nostra pelle. Ma se il fatto che Otello sia straniero conta certamente in Shakespeare, oggi mi rendo conto che nell\u2019opera di Verdi e Boito, a parte alcuni passaggi del libretto, la questione non \u00e8 un tema e che ben altro vi si trova, scavando nel rapporto tra uomo e donna. Il tempo che passa ci rivela che nessun progresso ferma la spinta brutale di troppi uomini nell\u2019aggredire le donne che dicono di amare fino ad ammazzarle. E questo \u00e8 un tema, e che tema, dell\u2019Otello di Verdi.<br \/>\nPer provare a farlo risaltare il pi\u00f9 possibile ho spostato l\u2019azione nel nostro tempo. Ho mantenuto la struttura narrativa dell\u2019opera: c\u2019\u00e8 un esercito occidentale in medioriente, ci sono soldati che scalpitano per fare carriera, c\u2019\u00e8 un fazzoletto al collo tipico dei militari, c\u2019\u00e8 l\u2019arrivo degli ambasciatori dalla madrepatria. Totale fedelt\u00e0, dunque. Ma trattandosi di un esercito contemporaneo anche le donne sono soldati, e lo \u00e8 Desdemona, che viene rappresentata come una soldatessa valorosa e amata. Dunque anche lei \u00e8 odiata da Jago, e vista immediatamente attraverso lo sguardo che fa di una donna libera \u201cuna vil cortigiana\u201d. \u00c8 uno sguardo maschile che finisce per venire condiviso da Otello, attraverso la manipolazione di cui Jago \u00e8 capace, e non abbiamo bisogno di sprofondare nel XV secolo per credere all\u2019efficacia di una strategia di manipolazione, ne siamo circondati anche oggi. Se Desdemona continua a intercedere per Cassio non \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 una giovinetta un po\u2019 lagnosa, ma perch\u00e9 chiede legittime spiegazioni che il suo superiore (e non solo il suo futuro marito) si rifiuta ostinatamente di darle. Nel provare questo spettacolo tante cose sono venute in luce, fino alla canzone del salice, che lega Desdemona, sua madre che gliela cantava,<\/p>\n<p>Il Teatro di San Carlo<br \/>\nBarbara di cui si racconta e Emilia che ascolta il canto in una sola stretta, e questa stretta parla chiaramente di una condizione femminile per tanti versi immutata dai tempi di Verdi. La sensibilit\u00e0 di Verdi per le figure femminili, la sua capacit\u00e0 di empatizzare con la loro sofferenza e di denunciare la societ\u00e0 che le produce, fa anche di Desdemona una creazione unica. Oltre a rivelare, una volta di pi\u00f9, quanto potente sia lo scandaglio che Verdi sprofonda nelle nostre coscienze, ancora oggi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18413\" aria-describedby=\"caption-attachment-18413\" style=\"width: 5461px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18413\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615.jpg\" alt=\"\" width=\"5461\" height=\"3643\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615.jpg 5461w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-9615-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 5461px) 100vw, 5461px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18413\" class=\"wp-caption-text\">Inaugurazione Stagione d\u2019Opera 2021\/22<br \/>Giuseppe Verdi<br \/>OTELLO<br \/>Opera in quattro atti<br \/>libretto di Arrigo Boito<br \/>Direttore | Michele Mariotti<br \/>Regia | Mario Martone<br \/>Scene | Margherita Palli<br \/>Costumi | Ortensia De Francesco<br \/>Luci | Pasquale Mari<br \/>Video | Alessandro Papa<br \/>Regista collaboratore | Raffaele Di Florio<br \/>Assistente alle scene | Valentina Dellavia<br \/>Assistente ai costumi | Concetta Nappi<br \/>Interpreti<br \/>Otello, generale dell&#8217;Armata Veneta | Jonas Kaufmann (21, 24, 28, 1, 4) \/ Yusif Eyvazov \u266d (7, 10, 14)<br \/>Jago, alfiere | Igor Golovatenko<br \/>Cassio, capo di squadra | Alessandro Liberatore<br \/>Roderigo, gentiluomo Veneziano | Matteo Mezzaro<br \/>Lodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta | Emanuele Cordaro<br \/>Montano, predecessore di Otello nel governo dell&#8217;Isola di Cipro | Biagio Pizzuti<br \/>Un araldo | Francesco Esposito\u266e<br \/>Desdemona, moglie di Otello | Maria Agresta<br \/>Emilia, moglie di Jago | Manuela Custer<br \/>\u266d debutto al Teatro di San Carlo<br \/>\u266e Artista del Coro<br \/>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>Maestro del Coro | Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>Nuova produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo<br \/>Teatro di San Carlo | SERIE ORO\/CREMISI<br \/>domenica 21 novembre 2021, ore 19:00 \u2013 A \u2013 ORO &#8211; I<br \/>Prima di Gala alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana<br \/>Dress Code, cravatta nera<br \/>mercoled\u00ec 24 novembre 2021, ore 18:00 &#8211; F.A. &#8211; ORO &#8211; III<br \/>domenica 28 novembre 2021, ore 17:00 \u2013 F \u2013 ORO &#8211; III<br \/>mercoled\u00ec 1 dicembre 2021, ore 18:00 \u2013 B \u2013 ORO &#8211; III<br \/>sabato 4 dicembre 2021, ore 19:00 &#8211; C\/D \u2013 ORO &#8211; III<br \/>marted\u00ec 7 dicembre 2021, ore 20:00- F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>venerd\u00ec 10 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>marted\u00ec 14 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_18414\" aria-describedby=\"caption-attachment-18414\" style=\"width: 5461px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18414\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170.jpg\" alt=\"\" width=\"5461\" height=\"3643\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170.jpg 5461w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/3_Teatro-di-San-Carlo_OTELLO-0170-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 5461px) 100vw, 5461px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18414\" class=\"wp-caption-text\">Inaugurazione Stagione d\u2019Opera 2021\/22<br \/>Giuseppe Verdi<br \/>OTELLO<br \/>Opera in quattro atti<br \/>libretto di Arrigo Boito<br \/>Direttore | Michele Mariotti<br \/>Regia | Mario Martone<br \/>Scene | Margherita Palli<br \/>Costumi | Ortensia De Francesco<br \/>Luci | Pasquale Mari<br \/>Video | Alessandro Papa<br \/>Regista collaboratore | Raffaele Di Florio<br \/>Assistente alle scene | Valentina Dellavia<br \/>Assistente ai costumi | Concetta Nappi<br \/>Interpreti<br \/>Otello, generale dell&#8217;Armata Veneta | Jonas Kaufmann (21, 24, 28, 1, 4) \/ Yusif Eyvazov \u266d (7, 10, 14)<br \/>Jago, alfiere | Igor Golovatenko<br \/>Cassio, capo di squadra | Alessandro Liberatore<br \/>Roderigo, gentiluomo Veneziano | Matteo Mezzaro<br \/>Lodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta | Emanuele Cordaro<br \/>Montano, predecessore di Otello nel governo dell&#8217;Isola di Cipro | Biagio Pizzuti<br \/>Un araldo | Francesco Esposito\u266e<br \/>Desdemona, moglie di Otello | Maria Agresta<br \/>Emilia, moglie di Jago | Manuela Custer<br \/>\u266d debutto al Teatro di San Carlo<br \/>\u266e Artista del Coro<br \/>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>Maestro del Coro | Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>Nuova produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo<br \/>Teatro di San Carlo | SERIE ORO\/CREMISI<br \/>domenica 21 novembre 2021, ore 19:00 \u2013 A \u2013 ORO &#8211; I<br \/>Prima di Gala alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana<br \/>Dress Code, cravatta nera<br \/>mercoled\u00ec 24 novembre 2021, ore 18:00 &#8211; F.A. &#8211; ORO &#8211; III<br \/>domenica 28 novembre 2021, ore 17:00 \u2013 F \u2013 ORO &#8211; III<br \/>mercoled\u00ec 1 dicembre 2021, ore 18:00 \u2013 B \u2013 ORO &#8211; III<br \/>sabato 4 dicembre 2021, ore 19:00 &#8211; C\/D \u2013 ORO &#8211; III<br \/>marted\u00ec 7 dicembre 2021, ore 20:00- F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>venerd\u00ec 10 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>marted\u00ec 14 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_18415\" aria-describedby=\"caption-attachment-18415\" style=\"width: 5461px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18415\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935.jpg\" alt=\"\" width=\"5461\" height=\"3643\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935.jpg 5461w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/4_Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-7935-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 5461px) 100vw, 5461px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18415\" class=\"wp-caption-text\">Inaugurazione Stagione d\u2019Opera 2021\/22<br \/>Giuseppe Verdi<br \/>OTELLO<br \/>Opera in quattro atti<br \/>libretto di Arrigo Boito<br \/>Direttore | Michele Mariotti<br \/>Regia | Mario Martone<br \/>Scene | Margherita Palli<br \/>Costumi | Ortensia De Francesco<br \/>Luci | Pasquale Mari<br \/>Video | Alessandro Papa<br \/>Regista collaboratore | Raffaele Di Florio<br \/>Assistente alle scene | Valentina Dellavia<br \/>Assistente ai costumi | Concetta Nappi<br \/>Interpreti<br \/>Otello, generale dell&#8217;Armata Veneta | Jonas Kaufmann (21, 24, 28, 1, 4) \/ Yusif Eyvazov \u266d (7, 10, 14)<br \/>Jago, alfiere | Igor Golovatenko<br \/>Cassio, capo di squadra | Alessandro Liberatore<br \/>Roderigo, gentiluomo Veneziano | Matteo Mezzaro<br \/>Lodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta | Emanuele Cordaro<br \/>Montano, predecessore di Otello nel governo dell&#8217;Isola di Cipro | Biagio Pizzuti<br \/>Un araldo | Francesco Esposito\u266e<br \/>Desdemona, moglie di Otello | Maria Agresta<br \/>Emilia, moglie di Jago | Manuela Custer<br \/>\u266d debutto al Teatro di San Carlo<br \/>\u266e Artista del Coro<br \/>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>Maestro del Coro | Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>Nuova produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo<br \/>Teatro di San Carlo | SERIE ORO\/CREMISI<br \/>domenica 21 novembre 2021, ore 19:00 \u2013 A \u2013 ORO &#8211; I<br \/>Prima di Gala alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana<br \/>Dress Code, cravatta nera<br \/>mercoled\u00ec 24 novembre 2021, ore 18:00 &#8211; F.A. &#8211; ORO &#8211; III<br \/>domenica 28 novembre 2021, ore 17:00 \u2013 F \u2013 ORO &#8211; III<br \/>mercoled\u00ec 1 dicembre 2021, ore 18:00 \u2013 B \u2013 ORO &#8211; III<br \/>sabato 4 dicembre 2021, ore 19:00 &#8211; C\/D \u2013 ORO &#8211; III<br \/>marted\u00ec 7 dicembre 2021, ore 20:00- F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>venerd\u00ec 10 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<br \/>marted\u00ec 14 dicembre 2021, ore 20:00 &#8211; F.A. \u2013 CREMISI &#8211; IV<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_18416\" aria-describedby=\"caption-attachment-18416\" style=\"width: 5461px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18416\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883.jpg\" alt=\"\" width=\"5461\" height=\"3643\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883.jpg 5461w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Teatro-di-San-Carlo_Otello_ph.L.Romano-2021-0883-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 5461px) 100vw, 5461px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18416\" class=\"wp-caption-text\">Inaugurazione Stagione d\u2019Opera 2021\/22<br \/>Giuseppe Verdi<br \/>OTELLO<br \/>Opera in quattro atti<br \/>libretto di Arrigo Boito<br \/>Direttore | Michele Mariotti<br \/>Regia | Mario Martone<br \/>Scene | Margherita Palli<br \/>Costumi | Ortensia De Francesco<br \/>Luci | Pasquale Mari<br \/>Video | Alessandro Papa<br \/>Regista collaboratore | Raffaele Di Florio<br \/>Assistente alle scene | Valentina Dellavia<br \/>Assistente ai costumi | Concetta Nappi<br \/>Interpreti<br \/>Otello, generale dell&#8217;Armata Veneta | Jonas Kaufmann (21, 24, 28, 1, 4) \/ Yusif Eyvazov \u266d (7, 10, 14)<br \/>Jago, alfiere | Igor Golovatenko<br \/>Cassio, capo di squadra | Alessandro Liberatore<br \/>Roderigo, gentiluomo Veneziano | Matteo Mezzaro<br \/>Lodovico, ambasciatore della Repubblica Veneta | Emanuele Cordaro<br \/>Montano, predecessore di Otello nel governo dell&#8217;Isola di Cipro | Biagio Pizzuti<br \/>Un araldo | Francesco Esposito\u266e<br \/>Desdemona, moglie di Otello | Maria Agresta<br \/>Emilia, moglie di Jago | Manuela Custer<br \/>\u266d debutto al Teatro di San Carlo<br \/>\u266e Artista del Coro<br \/>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>Maestro del Coro | Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>Nuova produzione del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo<br \/>Teatro di San Carlo | SERIE ORO\/CREMISI<br \/>domenica 21 novembre 2021, ore 19:00 \u2013 A \u2013 ORO &#8211; 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