{"id":18546,"date":"2021-11-25T23:00:19","date_gmt":"2021-11-25T23:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18546"},"modified":"2021-11-25T23:00:19","modified_gmt":"2021-11-25T23:00:19","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1110","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=18546","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18155\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nTRA CLASSICISMO E ROMANTICISMO. Mariotti dirige l\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo col pianista Taverna<\/p>\n<p>Dopo Otello di Verdi, sabato 27 novembre alle ore 20.00 Michele Mariotti sar\u00e0 nuovamente sul podio del Teatro di San Carlo, alla guida dell\u2019Orchestra del Massimo napoletano col pianista Alessandro Taverna per l\u2019inaugurazione della Stagione di Concerti 2021\/2022.<br \/>\nIn programma l\u2019ouverture da Der Freisch\u00fctz di Carl Maria von Weber, il Concerto\u00a0per pianoforte n.21 in Do maggiore K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart,<br \/>\ne la Sinfonia\u00a0n. 7 in La maggiore, Op.92 di Ludwig van Beethoven.<\/p>\n<p>In ambito sinfonico Michele Mariotti \u00e8 salito sul podio dell\u2019Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell\u2019Orchestre National de France, dei M\u00fcnchner Symphoniker, dell\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, de I Pomeriggi Musicali di Milano, dell\u2019Orchestra dell\u2019Accademia del Teatro alla Scala, degli Essener Philharmoniker, dell\u2019Orchestra Haydn ha diretto all\u2019Auditorium del Lingotto di Torino, al Festival di Peralada, al Liceu di Barcellona, al Teatro Real di Madrid, al Th\u00e9\u00e2tre des Champs-Elys\u00e9es di Parigi, all\u2019\u00d3pera de Tenerife, al Festival de Radio France a Montpellier e al Festival de Saint-Denis.<\/p>\n<p>Alessandro Taverna si \u00e8 affermato a livello internazionale al Concorso Pianistico di Leeds nel 2009: \u00abIl pubblico, all\u2019improvviso, \u00e8 stato pervaso da una solenne bellezza: sono stati impeccabili minuti di intensa poesia!\u00bb ha detto il quotidiano britannico The Independent quando ha eseguito il Primo concerto per pianoforte di Chopin. Da allora la sua carriera lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo nelle pi\u00f9 importanti sale e stagioni musicali: Teatro alla Scala di Milano, Teatro San Carlo di Napoli, Musikverein di Vienna, Royal Festival Hall e Wigmore Hall di Londra, Gasteig di Monaco, Konzerthaus di Berlino, Philharmonic Hall di Liverpool, Sala Verdi e Auditorium di Milano, Bridgewater Hall di Manchester, Auditorium Parco della Musica di Roma.<\/p>\n<p>Il concerto di sabato 27 novembre \u00e8 sostenuto dagli imprenditori del progetto Concerto d\u2019Imprese.<\/p>\n<p>Dalla guida all\u2019ascolto di Guido Salvetti<br \/>\nnel programma di sala del concerto del 27 novembre 2021:<\/p>\n<p>Il concerto odierno presenta tre capolavori del periodo di passaggio tra classicismo e romanticismo. L\u2019\u201dopera romantica\u201d Der Freisch\u00fctz di Carl Maria von Weber fu rappresentata a Berlino il 18 giugno 1821, dopo lunga gestazione. Ma l\u2019ouverture fu composta di getto poco prima della messinscena conservando negli anni una sua indipendente e ininterrotta vitalit\u00e0 in sala da concerto.<br \/>\nL\u2019interesse per questo brano sinfonico poggia su due quasi opposte ragioni: da un lato vi convergono molte delle suggestioni, non meno musicali che letterarie, che \u00e8 invalso chiamare proto-romantiche (magie, spettri, d\u00e8moni); dall\u2019altro vi si ammira una rara efficacia formale: con una durata inferiore ai 10 minuti, racchiude un incalzante e appassionato Allegro (in do minore \/ mi bemolle maggiore) tra un Adagio introduttivo e una stretta finale, entrambi in do maggiore.<br \/>\nQuasi quarant\u2019anni prima Wolfgang Amadeus Mozart aveva presentato al pubblico di Vienna il suo Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore, n. 21 KV 467. Documento mirabile della piena maturit\u00e0 di Mozart, che integra nella sua formazione rococ\u00f2 la seriet\u00e0 appresa nelle mattine di musica antica, che lo avevano portato a scrivere anche lui, come l\u2019ammirato Johann Sebastian Bach, fughe e contrappunti. Questa scrittura severa si era gi\u00e0 fusa nella sua scrittura sinfonica fin dai tempi della Sinfonia in re maggiore \u201cHaffner\u201d del 1782 e aveva contribuito \u2013 declinandosi in termini comici \u2013 alla pienezza della sua scrittura nel Singspiel Die Entf\u00fchrung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) che decret\u00f2 la sua trionfale ascesa nella considerazione della citt\u00e0 di Vienna. Inizi\u00f2 allora una stagione felice, tra il 1783 e il 1787, nella quale Mozart ha composto 14 concerti per pianoforte. La scelta di fondo per queste composizioni fu definita dallo stesso autore nella famosa frase, scritta al padre rimasto a Salisburgo: \u00abSono esattamente una via di mezzo tra il troppo difficile e il troppo facile; brillanti, gradevoli all&#8217;orecchio, naturali senza cadere nel vuoto. Qua e l\u00e0 potranno soddisfare gli intenditori ma sempre in modo tale che anche gli incompetenti ne provino piacere senza sapere perch\u00e9\u00bb. Si noti per\u00f2 che questa eccessiva sottolineatura della gradevolezza va capita per corrispondere alle aspettative di successo e di danaro di cui Leopold sembrava molto preoccupato. In realt\u00e0 proprio il nostro concerto, il n. 21 KV 167 in do maggiore, ci permette di capire quanta sapienza e quanta complessit\u00e0 si celino dietro la grande piacevolezza del tutto. Il primo movimento, soprattutto, pu\u00f2 sicuramente \u2013 per usare le parole dell\u2019autore \u2013 \u201csoddisfare gli intenditori\u201d per la solidit\u00e0 dell\u2019impianto formale. Il primo tema, pur gradevolmente scolpito all\u2019interno dell\u2019accordo di do maggiore, sorregge tutto il brano, con molteplici modifiche di tonalit\u00e0 e di estensione, fino alle ultime battute. Nonostante questo, zampillano altre idee tematiche soprattutto quando entra il pianoforte, che aggiunge alla trama sinfonica piacevolezze che sgorgano da passaggi veloci ed esibizioni di bravura. Notevole quindi, dopo l\u2019impostazione orchestrale basata sul primo tema, la dolce effusione del secondo tema, costruito (quasi si potrebbe dire) su un seguito di carezzevoli gesti discendenti. Altrettanto notevole \u00e8 il tessuto orchestrale che avvolge l\u2019\u201desibizione\u201d pianistica, con la multipla presenza di idee secondarie, tra cui una sorta di richiamo (la prima volta affidato ai due fagotti) da cui si dipanano i lunghi percorsi che portano alla conclusione \u2013 rispettivamente \u2013 della prima parte e del primo movimento nella sua interezza.<br \/>\nCronologicamente a met\u00e0 strada tra i brani di Mozart e di von Weber si colloca la Sinfonia n.7 il la maggiore op.92 di Ludwig van Beethoven.La Settima Sinfonia fu concepita e scritta in un lungo periodo tra il 1809 e il 1812, anni tra i pi\u00f9 travagliati per la vita della citt\u00e0 di Vienna percorsa in ogni modo da venti di guerra fino all\u2019occupazione militare il cui cannoneggiamento torment\u00f2 allo spasimo l\u2019udito malato di Beethoven. Ancor pi\u00f9 che nell\u2019occupazione precedente, quella del 1805, questa del 1812 gli sconvolse la vita: allora per lo scarso esito del Fidelio, ora per la fuga da Vienna di tutti i suoi nobili protettori e sovvenzionatori. Dall\u2019inflazione che allora si scaten\u00f2, dimezzando la sua rendita, Beethoven sul piano finanziario non si risollever\u00e0 mai pi\u00f9. Si pu\u00f2 quindi ben capire come da questa sinfonia emerga un sentimento che potrebbe persino definirsi rabbioso e caparbio, lontanissimo con ci\u00f2 non solo \u2013 come \u00e8 ovvio \u2013 dalle visioni idilliache della quarta e della sesta sinfonia, ma anche dalla virile esibizione di forza espressa nella terza sinfonia e, ancor pi\u00f9, nella quinta sinfonia, il cui finale sembra appellarsi a una reazione eroico-militare fiduciosa nella vittoria contro le insidie e le avversit\u00e0 di ogni tipo: personali, collettive e, perch\u00e9 no?, universali.<br \/>\nNel cielo della Settima non trova spazio, a mio parere, un qualche orizzonte di luce. Eppure Beethoven accett\u00f2 di buon grado di offrire questo suo documento di arte \u201cin tempore belli\u201d per soccorrere orfani e vedove dei molteplici e ininterrotti conflitti che avevano resa drammaticamente tragica la vita di una citt\u00e0 un tempo gioiosa e spensierata. Ora, nel 1813, si rivelava ancora ingannevole la speranza che l\u2019armata di Napoleone potesse essere stata colpita a morte con la sconfitta alla Beresina e alla battaglia di Lipsia. Quell\u2019armata era riuscita ancora a vincere i suoi nemici nella battaglia di Hanau ed riusc\u00ec a riparare in Francia dopo aver inflitto agli asburgici coalizzati con i bavaresi 9.000 perdite tra morti e prigionieri. Ma almeno una vittoria, dopo Lipsia, poteva ancora essere celebrata: l\u2019armata inglese, comandata da Wellington, aveva inferto un duro colpa ai napoleonici in Spagna, nella pianura su cui sorge la citt\u00e0 dal nome ben augurante di Vittoria. E Beethoven non aveva mancato di scrivere una \u201csinfonia\u201d nel cui titolo si celebravano sia quel generale, sia quella citt\u00e0 spagnola. Fu carica di significato perci\u00f2 la scelta di Beethoven di inserire nello sterminato programma del concerto nella sala dell\u2019Universit\u00e0 di Vienna, quell\u20198 dicembre del 1813, sia la Settima Sinfonia, sia la Sinfonia \u201ca programma\u201d La battaglia di Vittoria.<br \/>\nUna riflessione su questo contesto ci induce a ridimensionare \u2013 o almeno a focalizzare meglio \u2013 la troppo nota osservazione di Wagner che parl\u00f2, a proposito della Settima, di \u201capoteosi della danza\u201d. Va esclusa cio\u00e8 ogni qualit\u00e0 di leggerezza e di gaiezza, che al concetto di danza possono essere riferite. Va cio\u00e8 esaltata, in quella visione, il riferimento a un movimento cosmico, che appartiene e determina le sorti dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019Allegro con brio conclusivo rappresenta il punto culminante di tutte le scelte anti-graziose e anti-cantabili dei primi tre movimenti. Il tema principale si presenta come una sequela di gesti roteanti che conducono a un\u2019aggressiva fanfara di ottoni. Di tutto il Beethoven sinfonico questo \u00e8 il momento in cui la musica sprigiona la massima violenza. Beethoven stesso, nelle sue opere successive, abbandoner\u00e0 questa sua scelta, per porsi su un crinale opposto: quello della smaterializzazione e dell\u2019astrattezza.<\/p>\n<p>Inaugurazione<br \/>\nStagione di Concerti 2021\/22<br \/>\nTeatro di San Carlo<br \/>\nsabato 27 novembre 2021, ore 20:00<br \/>\nMICHELE MARIOTTI<br \/>\nDirettore |\u00a0Michele Mariotti<br \/>\nPianista |\u00a0Alessandro Taverna<br \/>\nProgramma<br \/>\nCarl Maria von Weber,\u00a0Der Freisch\u00fctz \u2013 ouverture<br \/>\nWolfgang Amadeus Mozart, Concerto\u00a0per pianoforte n.21 in Do maggiore, K 467<br \/>\nLudwig van Beethoven,\u00a0Sinfonia\u00a0n. 7 in La maggiore, Op.92<\/p>\n<p>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18547\" aria-describedby=\"caption-attachment-18547\" style=\"width: 3071px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti-.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-18547\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti-.jpg\" alt=\"\" width=\"3071\" height=\"2047\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti-.jpg 3071w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti--768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Concerto-Mariotti--1024x683.jpg 1024w, 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