{"id":19228,"date":"2021-12-18T17:38:20","date_gmt":"2021-12-18T17:38:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19228"},"modified":"2021-12-18T17:38:20","modified_gmt":"2021-12-18T17:38:20","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1171","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19228","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA<\/p>\n<p>La sala Zubin Mehta, il nuovo auditorium del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nsi inaugura alla presenza del Capo dello Stato il 21 dicembre alle ore 17:45.<br \/>\nUn concerto sinfonico corale con la Messa di Gloria di Giacomo Puccini e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven.<br \/>\nSul podio del Coro e dell\u2019Orchestra del Maggio, il maestro Zubin Mehta.<br \/>\nDiretta televisiva di Rai Cultura su Rai 5, e radiofonica su Rai Radio 3. Differita su Rai 3 il 22 dicembre alle ore 15:25<\/p>\n<p>Una triplice inaugurazione:<br \/>\nil 22 dicembre alle ore 20 il concerto per la Citt\u00e0<br \/>\ne il 23 dicembre alle ore 20 l\u2019inaugurazione operistica con Fidelio di Ludwig van Beethoven<\/p>\n<p>Firenze, 18 dicembre 2021 \u2013 Alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella e a dieci anni esatti dall\u2019inaugurazione del Teatro del Maggio, era il 21 dicembre 2011, si apre il 21 dicembre 2021 alle ore 17:45 la Sala Zubin Mehta, dedicata al grande Maestro per suggellare il profondo legame di reciproco affetto con il Maggio e la Citt\u00e0 e pi\u00f9 di mezzo secolo di fecondo e intenso sodalizio musicale, culturale e personale. In programma un concerto sinfonico corale diretto dal maestro Mehta con le composizioni di Giacomo Puccini la Messa a 4 voci (Messa di Gloria) per soli, coro e orchestra con Benjamin Bernheim, tenore e Mattia Olivieri, baritono, in doveroso omaggio al compositore toscano e di Ludwig van Beethoven la Sinfonia n. 7 in la maggiore op.92. Il Coro del Maggio \u00e8 diretto da Lorenzo Fratini. Tra il pubblico presente in sala, oltre al Presidente della Repubblica, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro della Cultura Dario Franceschini, la ministra dell\u2019Interno Luciana Lamorgese, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini, l\u2019Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, la direttrice dell\u2019Agenzia per la cybersicurezza nazionale Alessandra Guidi. Diretta televisiva di Rai Cultura su Rai 5, e radiofonica su Rai Radio 3. Differita su Rai 3 il 22 dicembre alle ore 15:25. Il concerto verr\u00e0 eseguito senza intervallo e la durata prevista \u00e8 di circa 90 minuti.<\/p>\n<p>La Sala Zubin Mehta realizzata, come il Teatro del Maggio su committenza del Comune di Firenze, dalle imprese Sac spa e Igit spa e progettata dallo studio ABDR Architetti Associati \u00e8 un tassello decisivo verso il termine del progetto complessivo del Maggio Musicale Fiorentino che avverr\u00e0 verso la fine del 2022 con il completamento dei ponti mobili del palcoscenico della sala lirica, l\u2019apertura dei ristoranti e del parcheggio interrato e che render\u00e0 il Maggio, oltre che un polo di produzione musicale di riferimento internazionale, un complesso dal punto di vista tecnologico all\u2019avanguardia mondiale. Una sala realizzata in armonia e coerenza con la sala lirica e che pu\u00f2 definirsi eclettica, polivalente per la sua versatilit\u00e0 e con parametri di acustica eccellenti; \u00e8 un auditorium, s\u00ec, ma che pu\u00f2 essere usato per rappresentazioni liriche, concerti da camera; pu\u00f2 diventare una sala da conferenze con capacit\u00e0 di posti variabile da 1100 alla met\u00e0 circa. Il nuovo auditorium rappresenta anche una sfida vinta nel rispetto puntuale dei tempi previsti e con i lavori eseguiti nella difficolt\u00e0 e nella crisi di questo lungo periodo.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 davvero una forte emozione essere arrivati a questo momento\u201d ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, presidente della Fondazione del Maggio \u201cPer anni abbiamo seguito passo dopo passo, progetto dopo progetto, le varie fasi di realizzazione del grande polo musicale fiorentino. Un complesso, di propriet\u00e0 comunale, al passo con i tempi anzi avveniristico: il nuovo auditorium sar\u00e0 una sala moderna, estremamente flessibile, adatta a ospitare concerti sinfonici, opere liriche e inoltre multimediale, grazie a una scenotecnica avanzata. Un luogo ideale anche per convegni e congressi che va quindi ad aumentare notevolmente gli spazi adibiti a questo settore in citt\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl nuovo Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino \u00e8 un\u2019opera che aggiunger\u00e0 al nostro mondo suoni pi\u00f9 belli ed \u00e8 con emozione e gioia che ne saluto l\u2019apertura\u201d ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani \u2013 \u201c\u00c8 uno spazio unico nella sua specialit\u00e0, in cui l\u2019architettura del suono incontra l\u2019architettura della costruzione, dove l\u2019abbraccio perfetto con cui la musica accoglie chi la cerca, rinnover\u00e0 ogni volta la magia dell\u2019ascolto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa nuova Sala Mehta \u00e8 stata progettata per raggiungere parametri di eccellenza prestazionale che difficilmente possiamo riscontrare tutti assieme concentrati in analoghe strutture\u201d ha detto l\u2019architetto Paolo Desideri \u201cAnzitutto, e in analogia con la strategia gi\u00e0 adottata nel progetto della sala lirica del Maggio, le forme della Sala sono state pensate per assicurare l\u2019eccellenza sul piano della risposta acustica. Come in un grande strumento musicale \u00e8 l\u2019architettura della Sala ad assicurare la migliore performance acustica senza correzioni aggiuntive. Tutta la creativit\u00e0 dell\u2019architettura si concentra al raggiungimento di questo grande obiettivo, rinunciando a qualsiasi stravaganza formale. Un risultato mai scontato sino all\u2019ultimo minuto e reso possibile dalla costante interazione, in tutte le fasi del progetto, tra la progettazione architettonica e l\u2019ingegneria acustica anche in questo caso, come per la sala lirica, affidata alla M\u00fcller di Monaco. Questo obiettivo \u00e8 stato ancora pi\u00f9 difficile da raggiungere in ragione del secondo parametro di eccellenza prestazionale della Sala, ovvero la sua flessibilit\u00e0 di utilizzo. Possiamo affermare con orgoglio che non esiste altra sala realizzata che possa assicurare un uguale livello di trasformabilit\u00e0 secondo le esigenze. Oltre all\u2019enorme complessit\u00e0 legata alla diversa funzionalit\u00e0 della Sala &#8211; il palcoscenico si trasforma in buca dell\u2019orchestra, dall\u2019alto \u00e8 possibile far calare sipario e arlecchino, lo spazio del Coro pu\u00f2 trasformarsi in spazio per il pubblico, e molte altre trasformazioni ancora &#8211; \u00e8 infatti evidente che le esigenze acustiche di tante e tanto diverse utilizzazioni hanno reso ancora pi\u00f9 complessa la sfida dell\u2019ottimizzazione sonora.\u201d<\/p>\n<p>E di sfida legata ai tempi, una sfida vinta, parla Emiliano Cerasi, ceo di SAC s.p.a. l\u2019impresa che ha realizzato e portato a compimento i lavori: \u201cLa difficolt\u00e0 di questi tempi nel rispettare una data iconica, quella del 21 dicembre, anniversario del decennale dal primo concerto diretto dal maestro Mehta nella sala lirica; una data scelta in tempi precedenti alla pandemia; gli impegni invece sono stati mantenuti e rispettati in un clima da \u201ctempesta perfetta\u201d, dove il cantiere \u00e8 stato chiuso, dove per esempio negli ultimi mesi era anche difficile il reperimento delle materie prime. Con cuore e orgoglio abbiamo portato a compimento questo progetto e abbiamo sfatato anche il luogo comune che vuole che le grandi opere pubbliche arrivino in ritardo, con aumento dei costi. L\u2019amministrazione Comunale, il Maggio e l\u2019impresa, ognuno coi suoi ruoli si \u00e8 concentrato sull\u2019obiettivo di rispettare la data finale. Tengo moltissimo a dire &#8211; ha continuato Emiliano Cerasi\u00a0&#8211; che l\u2019Auditorium Mehta rappresenta l\u2019orgoglio di tante piccole e medie imprese artigiane italiane che hanno lavorato nei laboratori, nelle falegnamerie, nel cantiere, per consegnare a Firenze e all\u2019Italia un\u2019opera meravigliosa. Il 2021 \u00e8 stato l\u2019anno dei successi italiani e nel nostro piccolo anche noi abbiamo dato il nostro contributo.\u201d A proposito dei lavori dice Giorgio Caselli, dirigente Belle Arti del Comune di Firenze: \u201cI nostri uffici tecnici, con un gruppo di ingegneri, architetti, impiantisti e esperti di allestimento composti da 18 persone, hanno diretto e concluso un terzo lotto di completamento del Teatro del Maggio con il nuovo Auditorium da 1100 posti, forse il pi\u00f9 difficile per la presenza di una Fondazione teatrale in attivit\u00e0 e una emergenza epidemiologica con cui abbiamo dovuto misurarci per 700 dei 900 giorni di cantiere. Abbiamo supervisionato 100 operai e 17 imprese con una produttivit\u00e0 media mensile di 1 milione di euro che ha richiesto la redazione di oltre 200 verbali di controllo (1 ogni 4 giorni di lavoro) e l\u2019adozione settimanale di 25 procedure di controllo.\u201d<\/p>\n<p>Il sovrintendente del Maggio Alexander Pereira ha dichiarato che per l\u2019apertura si pu\u00f2 parlare di miracolo: \u201cIn questa occasione mi rivolgo con gratitudine ai progettisti, ai tecnici, al Comune, alle maestranze e a tutti i miei collaboratori per questo lavoro impegnativo e che in questo periodo cos\u00ec difficile e di crisi per tutto il mondo hanno portato a termine il progetto. \u00c8 un avvenimento quasi miracoloso e li ringrazio per questo!\u201d il sovrintendente poi ha continuato: \u201cSono molto felice di essere testimone di un momento tanto importante e significativo della vita del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per la citt\u00e0 di Firenze e la regione Toscana, ma anche per l\u2019Italia. Il Paese ha investito in cultura e ha offerto a tutti noi una nuova eccezionale e bellissima Sala da concerto. Per la Citt\u00e0 \u00e8 pure un fatto storico perch\u00e9 mai prima d\u2019ora in una Firenze piena di tesori e dove i numerosi teatri erano stati concepiti come sale per la lirica e per la prosa, mai si \u00e8 avuta una sala che fosse dedicata alla musica e che fosse cos\u00ec ecclettica e polivalente come la Sala Zubin Mehta. Sar\u00e0 un polo di produzione culturale e musicale con la concreta ambizione a diventare un centro musicale di riferimento internazionale. Una sala tecnologicamente molto avanzata che ospiter\u00e0 opere, concerti, concerti da camera, ma anche congressi, dotata di un\u2019acustica eccelsa e che permetter\u00e0 tra l\u2019altro una migliore armonia di produzione artistica delle nostre stagioni. Oltretutto la Sala Mehta potr\u00e0 essere disponibile anche per altre Istituzioni che potranno organizzarvi concerti.\u201d<\/p>\n<p>Del nuovo auditorium il maestro Zubin Mehta ha detto: \u201cL\u2019acustica di una nuova sala e di un nuovo teatro non sono un fattore automatico, ma sono frutto di uno studio attento, approfondito e scientifico. Ed \u00e8 quello che \u00e8 accaduto qui al Maggio; al momento della prima prova lo scorso 10 dicembre, e alle prime note suonate dalla nostra Orchestra e cantate dal nostro Coro mi sono convinto con tutti i miei colleghi che quest\u2019Auditorium, che \u00e8 bellissimo e moderno, sar\u00e0 una delle grandi e pi\u00f9 importanti sale di musica di tutta Europa, con un suono meraviglioso.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019apertura della sala Mehta \u00e8 stata anche l\u2019occasione di interventi di arredo progettati da Fabbricanove-Studio Associato e realizzati da My Project srl di Milano e inoltre di recupero e posa di opere d\u2019arte che erano parte del Teatro Comunale e che rappresentano una vera e propria rassegna dell\u2019arte fiorentina del primo Novecento e che arricchiscono l\u2019intero progetto del Teatro del Maggio in continuit\u00e0 con il proprio glorioso passato. Nel foyer intitolato alla signora Maria Manetti Shrem, filantropa italo americana e generosa donatrice di una ingente somma per l\u2019inaugurazione della sala, il pubblico trover\u00e0 quindi delle inedite e moderne boiserie e tendaggi in velluto e potr\u00e0 \u201criappropriarsi\u201d dei meravigliosi lampadari e delle grandi plafoniere in poliedri di vetro di Venini disegnate da Carlo Scarpa, dei sette bassorilievi monumentali di Bruno Innocenti, dell\u2019affresco di Gianni Vagnetti, dei mascheroni di Mario Moschi.<\/p>\n<p>Il colpo d\u2019occhio del pubblico all\u2019ingresso del Teatro e verso l\u2019auditorium apprezzer\u00e0, ora che sono state eliminate le tamponature che la nascondevano, lo spazio ampliato e la nuova luce che proviene dalle vetrate che delimitano il loggiato interno. In questa particolare occasione di grandissima rilevanza e per celebrare le festivit\u00e0, al centro della chiostrina verr\u00e0 posizionato un albero di Natale realizzato e offerto da Dolce&amp;Gabbana in omaggio a Firenze. Il monumentale albero alto otto metri, sistemato su una pedana girevole, \u00e8 sormontato da un giglio dorato che sar\u00e0 illuminato con migliaia di lampadine coi colori rosso, azzurro, verde e bianco dei quattro Quartieri fiorentini: Santa Maria Novella, Santa Croce, San Giovanni e Santo Spirito. Addobbano l\u2019albero le immagini storiche fiorentine provenienti dagli archivi Foto Locchi, insieme ad altri gigli dorati e alle ghirlande che riportano i celebri versi tratti dall\u2019ultimo Canto del Paradiso di Dante. Attorno all\u2019albero di Dolce&amp;Gabbana saranno allestiti altri dodici alberi pi\u00f9 piccoli, offerti dal Giardino Torrigiani (che fornisce anche gli altri decori natalizi nel foyer), che saranno addobbati da circa 800 bambini di 38 classi di 14 scuole primarie di Firenze. La mattina successiva all\u2019inaugurazione, il giorno 22 dicembre, tutti i giovanissimi partecipanti al progetto saranno al Maggio con l\u2019assessora all\u2019Educazione al Welfare del Comune di Firenze Sara Funaro e il sovrintendente Alexander Pereira per una cerimonia di ringraziamento alla quale parteciperanno gli artisti dell\u2019Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e il Coro delle Voci Bianche.<\/p>\n<p>Nuovo Teatro del Maggio, svelato l\u2019affresco di Vagnetti trasferito dall\u2019ex Comunale e ricollocato nell\u2019Auditorium.<br \/>\nOggi il sopralluogo dell\u2019assessore Meucci con il sovrintendente Pereira.<br \/>\nTorna a splendere nella sua nuova \u2018casa\u2019 l\u2019affresco del pittore e scenografo fiorentino Gianni Vagnetti trasferito dall\u2019ex teatro Comunale. Alla ricollocazione nel nuovo Auditorium sinfonico del teatro del Maggio, in vista dell\u2019inaugurazione della struttura il prossimo 21 dicembre, erano presenti oggi l\u2019assessore ai Lavori pubblici Titta Meucci e il Sovrintendente del Maggio Alexander Pereira. L\u2019affresco di Vagnetti \u00e8 stato collocato nel loggiato di ingresso al nuovo Auditorium, luogo ideale per la sua adeguata valorizzazione. Il lungo e complesso intervento di restauro, distacco e ricollocamento dell\u2019opera e il progetto di riallestimento degli arredi dell\u2019ex teatro Comunale \u00e8 stato coordinato dal Servizio Belle Arti del Comune di Firenze con l\u2019architetto Giorgio Caselli.<br \/>\n\u00abUn patrimonio che non poteva andare disperso e che andr\u00e0 ad arricchire il nuovo Auditorium &#8211; ha detto l\u2019assessore Meucci -, spazio che presenta una conformazione architettonica suggestiva, adatta ad accogliere e valorizzare opere d&#8217;arte come l\u2019affresco di Vagnetti svelato oggi. Le opere trasferite nel nuovo Auditorium non saranno collocate come in un museo, ma per tornare a \u2018vivere\u2019 e a svolgere la loro funzione: i lampadari storici a illuminare, i calchi di Bruno Innocenti ad accogliere il pubblico all&#8217;ingresso del nuovo teatro della musica al sinfonica. Con il Servizio Belle arti abbiamo lavorato per accelerare questa lunga e tortuosa ricollocazione, che \u00e8 un&#8217;operazione di alto valore culturale in grado di mantenere e valorizzare questo importante patrimonio cittadino\u201d.<br \/>\n\u201cSono molto felice &#8211; ha detto il sovrintendente Pereira &#8211; che negli spazi del nuovo auditorium dedicati al pubblico, abbiamo potuto collocare le opere d\u2019arte che arredavano il Comunale e che sono state restaurate come i bassorilievi di Bruno Innocenti, l\u2019affresco di Gianni Vagnetti, i meravigliosi lampadari di Carlo Scarpa e Venini. Sono certo che i fiorentini saranno contenti di ritrovare tanta bellezza e la storia del Maggio in questi simboli che renderanno ancora pi\u00f9 bello e accogliente il nostro Teatro\u201d.<br \/>\nOltre all\u2019affresco di Vagnetti, torneranno a splendere nel nuovo Auditorium anche il lampadario disegnato dall&#8217;artista Carlo Scarpa per i vetri di Murano della ditta Venini che si trovava nel foyer del Comunale; i calchi di Bruno Innocenti che erano presenti sulle pareti dello stesso foyer; i tre mascheroni di Mario Moschi che rappresentano Beethoven, la Commedia e la Tragedia che adornavano la facciata tergale del teatro. Ma anche i lampadari quadrangolari di Venini, i quattro corpi illuminanti cubici in vetro di diversi colori e vari altri lampadari e lampade artistici in vetro di Murano.<\/p>\n<p>DARIO FRANCESCHINI (Ministro della Cultura)<br \/>\nL\u2019Italia ha giustamente dedicato molto tempo e molte risorse alla tutela del patrimonio culturale lasciatoci dalle generazioni venute prima di noi. Ha prestato poca attenzione, invece, al contemporaneo, ai grandi maestri italiani dell\u2019architettura dei nostri giorni. Per questo motivo la costruzione dell\u2019Auditorium di Firenze va nella direzione che noi dobbiamo perseguire: affiancare alla salvaguardia del patrimonio storico la creazione di luoghi nuovi, che custodiscano, come in questo caso, il grande patrimonio della lirica, ma che guardino al futuro in termini di tecnologia, di efficienza e di modernit\u00e0.<\/p>\n<p>EUGENIO GIANI (Presidente della Regione Toscana)<br \/>\nDi quell\u2019enorme e miracolosa opera musicale che \u00e8 il mondo noi siamo i compositori e possiamo migliorarla o distruggerla, aggiungendo pi\u00f9 rumori o suoni pi\u00f9 belli. Lo diceva Raymond Murray Schafer, uno dei padri dell\u2019acustica moderna scomparso pochi mesi fa.<br \/>\nIl nuovo Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino \u00e8 un\u2019opera che aggiunger\u00e0 al nostro mondo suoni pi\u00f9 belli ed \u00e8 con emozione e gioia che ne saluto l\u2019apertura: spazio unico nella sua specialit\u00e0, in cui l\u2019architettura del suono incontra l\u2019architettura della costruzione, dove l\u2019abbraccio perfetto con cui la musica accoglie chi la cerca, rinnover\u00e0 ogni volta la magia dell\u2019ascolto.<br \/>\nAdesso che si \u00e8 concluso il lavoro pi\u00f9 impegnativo, il cantiere pi\u00f9 lungo, il Teatro dell\u2019Opera ha dimensioni e capacit\u00e0 di allestimento tali da far crescere ulteriormente le ambizioni ma anche le responsabilit\u00e0 di Firenze e ancora di pi\u00f9 il Maggio (che bello questo nome) sapr\u00e0 essere quell\u2019eccellenza che ha sempre rappresentato in Europa e nel Mondo.<br \/>\nLa Regione Toscana fa orgogliosamente parte di una realt\u00e0, la Fondazione del Maggio Musicale, che, in apprezzabile e insolita controtendenza, continua a investire in cultura con convinzione ed energia, producendo frutti magnifici, linfa benefica per Firenze e per tutta la vita culturale ed artistica italiana.<br \/>\nAdesso, con un ultimo sforzo, il progetto sar\u00e0 completato nel 2022 con la sala lirica grande.<br \/>\nVedo uno spazio che sar\u00e0 animato e popolato da musicisti, orchestre, maestranze, cori ai quali tributare il riconoscimento che meritano dopo che, nonostante i tempi difficili, hanno garantito, con passione e impegno, la continuit\u00e0 della musica e del suo messaggio di civilt\u00e0, vita e gioia, stemperando spesso le nostre buie giornate.<br \/>\nLa musica, come ha detto Ezio Bosso, \u00e8 come la vita, si pu\u00f2 fare in un solo modo: insieme.<\/p>\n<p>DARIO NARDELLA (Sindaco di Firenze)<br \/>\nUn gioiello artistico, tecnologico, architettonico. \u00c8 la nuova sala Zubin Mehta, il nuovo Auditorium concertistico, che completa il nuovo teatro del Maggio Musicale Fiorentino e che viene aperto al pubblico con una triplice inaugurazione: il 21 dicembre alla presenza del Capo dello Stato, il 22 con il concerto per la citt\u00e0 e il 23 con la prima opera in Auditorium, Fidelio di Ludwig van Beethoven.<br \/>\n\u00c8 davvero una forte emozione condividere questo momento. Per anni abbiamo seguito passo dopo passo, progetto dopo progetto, le varie fasi di realizzazione del grande polo musicale fiorentino. Un complesso, di propriet\u00e0 comunale, al passo con i tempi anzi avveniristico: il nuovo Auditorium sar\u00e0 una sala moderna, estremamente flessibile, adatta a ospitare concerti sinfonici, opere liriche e inoltre multimediale, grazie a una scenotecnica avanzata. Un luogo ideale anche per convegni e congressi che va quindi a aumentare notevolmente gli spazi adibiti a questo settore in citt\u00e0.<br \/>\nGli ultimi anni per il mondo della cultura, e quindi anche per quello della musica e della lirica in particolare, sono stati molto difficili. Eppure la pandemia non \u00e8 riuscita a piegarci. I lavori per il completamento del nuovo Auditorium non si sono mai fermati, neanche nelle fasi pi\u00f9 dure dei lockdown, e la lista dei doverosi ringraziamenti \u00e8 molto lunga.<br \/>\nRingrazio il Sovrintendente, il Consiglio e il Collegio dei Revisori che hanno lavorato con grande impegno per far quadrare i conti e proporre al pubblico, quando le condizioni sanitarie lo hanno consentito, spettacoli di qualit\u00e0 elevatissima. E grazie all\u2019Orchestra e al Coro, alle maestranze tutte, in questi mesi costrette a stop, prove da casa, esercitazioni con i rumori del cantiere in sottofondo.<br \/>\nRingrazio tutti i soci fondatori, il Governo, e in particolare il ministro per la Cultura Dario Franceschini, il Comune di Firenze e la Regione con il suo presidente Eugenio Giani, e tutti i soci privati.<br \/>\nIl Comune ha seguito con il massimo sforzo i lavori in questi anni. Ringraziamo la direzione generale che ha sempre coordinato il cantiere, la direzione servizi tecnici, la direzione urbanistica, l\u2019ufficio comunicazione del Comune, la soprintendenza, la direzione tecnica della Fondazione del Maggio, lo studio ABDR e l\u2019Ati Sac Igit, lo studio M\u00fcller di Monaco che ha curato l\u2019acustica.<br \/>\nOggi possiamo vedere il frutto di questa fatica incessante. Che non si ferma qui. Il programma dell\u2019anno prossimo, con titoli e artisti di fama internazionale e di grande qualit\u00e0, si svolger\u00e0 infatti in gran parte nella nuova sala per consentire di terminare i lavori nella prima grande sala operistica.<br \/>\nIn primavera il Festival del Maggio Musicale segner\u00e0 la sua 84esima edizione a 90 anni dalla fondazione, all\u2019insegna dei maestri Daniele Gatti e Zubin Mehta. Sono inoltre molto felice della nascita di due nuovi festival, di Carnevale e invernale. Con questo cartellone riprenderemo alla grande la produzione artistica dopo il lungo periodo di limitazioni legate al Covid, con la speranza di aver davvero superato, e per sempre, la pandemia.<br \/>\nFinalmente Firenze e l\u2019Italia hanno una nuova casa della musica.<\/p>\n<p>ALEXANDER PEREIRA (Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino)<br \/>\nSono molto felice di essere testimone di un momento tanto importante e significativo della vita del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per la citt\u00e0 di Firenze e la Regione Toscana, ma anche per l\u2019Italia.<br \/>\nIl Paese ha investito in cultura e ha offerto a tutti noi una nuova eccezionale e bellissima Sala da concerto che sar\u00e0 intitolata all\u2019amatissimo maestro Zubin Mehta a suggello di un rapporto profondissimo lungo pi\u00f9 di mezzo secolo con il Maggio e Firenze.<br \/>\nPer la Citt\u00e0 \u00e8 pure un fatto storico perch\u00e9 mai prima d\u2019ora in una Firenze piena di tesori e dove i numerosi teatri erano stati concepiti come sale per la lirica e per la prosa, mai si \u00e8 avuta finora una sala che fosse dedicata alla musica e che fosse cos\u00ec ecclettica e polivalente come la Sala Zubin Mehta. Sar\u00e0 un polo di produzione culturale e musicale con la concreta ambizione di diventare un centro musicale di riferimento internazionale. Una sala tecnologicamente molto avanzata che ospiter\u00e0 opere, concerti, concerti da camera, ma anche congressi, dotata di un\u2019acustica eccelsa e che permetter\u00e0 tra l\u2019altro una migliore armonia di produzione artistica delle nostre stagioni. Oltretutto la Sala Mehta potr\u00e0 essere disponibile anche per altre Istituzioni che potranno organizzarvi concerti.<br \/>\nIl pubblico aspetta questa apertura che praticamente completa il progetto del Teatro del Maggio; in febbraio infatti chiuderemo la Sala grande per ultimare i lavori necessari per il sotto-palco e il percorso si potr\u00e0 dire del tutto concluso quando nel mese di settembre riapriremo il Teatro del Maggio definitivamente terminato, anche con i ristoranti. Si creer\u00e0 veramente il \u201cParco della Musica\u201d, con la grande sala e il palcoscenico nuovo, con la Cavea sul tetto che si affaccia su Firenze, e la nostra Citt\u00e0 avr\u00e0 finalmente un centro molto importante di cui essere orgogliosa. In ogni modo ho l\u2019impressione, anzi no, ho la certezza che gi\u00e0 adesso questa nuova sala, che non \u00e8 solo architettonicamente splendida, sar\u00e0 molto unificante per i fiorentini perch\u00e9 finalmente troveranno qualcosa che prima non c\u2019era e che d\u00e0, cos\u00ec, un significato al \u201cnuovo\u201d Maggio. Voglio dire anche che rappresenta il futuro della musica: penso in questo senso ai giovani che troveranno un luogo di incontro e di confronto non solo musicale, ma culturale in senso lato.<br \/>\nIn questa occasione mi rivolgo con gratitudine ai progettisti, ai tecnici, al Comune, alle maestranze e a tutti i miei collaboratori per questo lavoro impegnativo e che in questo periodo cos\u00ec difficile e di crisi per tutto il mondo hanno portato a termine il progetto. \u00c8 un avvenimento quasi miracoloso e li ringrazio per questo! Io sono molto commosso anche perch\u00e9 tante persone hanno voluto dare fiducia a questo progetto contribuendo finanziariamente all\u2019avvio di questa sala e ringrazio tutti di cuore per i generosi sforzi, da quelli pi\u00f9 piccoli fino a quelli pi\u00f9 importanti. E sono soprattutto particolarmente orgoglioso e onorato che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale porgo il pi\u00f9 rispettoso benvenuto a nome di tutto il Maggio in questa serata memorabile, porti, con la Sua significativa e importantissima presenza, il segno tangibile, per tutti noi, della Sua sensibilit\u00e0 nei confronti della cultura e dell\u2019attenzione che la pi\u00f9 alta carica istituzionale riserva a tutte quelle manifestazioni che onorano il nostro Paese. E di questo, Firenze e il nostro Teatro lo ringraziano con sincero affetto.<\/p>\n<p>ZUBIN MEHTA (Direttore onorario a vita dell\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino)<br \/>\nHo avuto il grandissimo onore di inaugurare teatri d\u2019opera e sale da concerti a Montreal, Los Angeles, Valencia nonch\u00e9 la nostra grande e bella sala del Teatro del Maggio. Ora \u00e8 la volta del nuovo Auditorium del nostro Teatro.<br \/>\nL\u2019acustica di una nuova sala e di un nuovo teatro non sono un fattore automatico, ma sono frutto di uno studio attento, approfondito e scientifico. Ed \u00e8 quello che \u00e8 accaduto qui al Maggio; al momento della prima prova, e alle prime note suonate dalla nostra Orchestra e cantate dal nostro Coro mi sono convinto con tutti i miei colleghi che quest\u2019Auditorium, che \u00e8 bellissimo e moderno, sar\u00e0 una delle grandi e pi\u00f9 importanti sale di musica di tutta Europa, con un suono meraviglioso.<br \/>\nSono estremamente grato all\u2019Italia, al Governo e alla mia Citt\u00e0 di Firenze per aver regalato a tutti noi questo nuovo gioiello al quale auguro un enorme successo e sono sicuro che al nuovo Auditorium arriveranno tutti i pi\u00f9 grandi artisti del mondo che apprezzeranno sicuramente le virt\u00f9 di questa nuova e bellissima sala. Sono infine molto molto grato che questa serata inaugurale sia benedetta dalla presenza del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalle pi\u00f9 alte cariche dello Stato e vi assicuro che salgo sul podio per il primo concerto di questa sera con grandissima gioia.<\/p>\n<p>PAOLO DESIDERI (Studio A.B.D.R \u2013 Roma)<br \/>\nIl nuovo Auditorium Sala Zubin Mehta porta a compimento un ambizioso progetto partito nel 2011 con l\u2019inaugurazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Ambedue le Sale fanno parte dell\u2019imponente complesso del Parco della Musica di Firenze, che oggi si completa appunto con la Sala Zubin Mehta, con la nuova sala prova per il Coro e con il foyer ampliato e gli spazi per accogliere il pubblico, gli Amici, i Fondatori e Sostenitori del Maggio Musicale.<br \/>\nLa nuova Sala Mehta \u00e8 stata progettata per raggiungere parametri di eccellenza prestazionale che difficilmente possiamo riscontrare tutti assieme concentrati in analoghe strutture.<br \/>\nAnzitutto, e in analogia con la strategia gi\u00e0 adottata nel progetto della sala lirica del Maggio, le forme della Sala sono state pensate per assicurare l\u2019eccellenza sul piano della risposta acustica. Come in un grande strumento musicale \u00e8 l\u2019architettura della Sala ad assicurare la migliore performance acustica senza correzioni aggiuntive. Tutta la creativit\u00e0 dell\u2019architettura si concentra al raggiungimento di questo grande obiettivo, rinunciando a qualsiasi stravaganza formale. Un risultato mai scontato sino all\u2019ultimo minuto e reso possibile dalla costante interazione, in tutte le fasi del progetto, tra la progettazione architettonica e l\u2019ingegneria acustica anche in questo caso affidata alla M\u00fcller di Monaco.<br \/>\nQuesto obiettivo \u00e8 stato ancora pi\u00f9 difficile da raggiungere in ragione del secondo parametro di eccellenza prestazionale della Sala, ovvero la sua flessibilit\u00e0 di utilizzo. Possiamo affermare con orgoglio che non esiste altra sala realizzata che possa assicurare un uguale livello di trasformabilit\u00e0: Auditorium concertistico, ma anche Teatro dell\u2019Opera, ma anche Sala Conferenze, ma anche Sala Musica da Camera. Oltre all\u2019enorme complessit\u00e0 legata alla diversa funzionalit\u00e0 della Sala &#8211; il palcoscenico si trasforma in buca dell\u2019orchestra, dall\u2019alto \u00e8 possibile far calare sipario e arlecchino, lo spazio del Coro pu\u00f2 trasformarsi in spazio per il pubblico, e molte altre trasformazioni ancora &#8211; \u00e8 infatti evidente che le esigenze acustiche di tante e tanto diverse utilizzazioni hanno reso ancora pi\u00f9 complessa la sfida dell\u2019ottimizzazione sonora.<br \/>\nPoi la sfida ambientale. I materiali utilizzati sono tutti ambientalmente sostenibili a partire dai grandi pannelli di legno okum\u00e8, utilizzati in alternanza con rivestimenti tessili e le ecotinteggiature.<br \/>\nInfine l\u2019enorme sfida legata ai tempi e ai modi di realizzazione. Una sfida vinta grazie alla SAC \/IGIT che ha saputo realizzare l\u2019impensabile in tempi impensabili. In una fase della vita nazionale che solo 2 anni fa nessuno sarebbe stato in grado di immaginare.<br \/>\nLa nuova Sala, quindi, \u00e8 anche questo: la sfida vinta dell\u2019Amministrazione Italiana, della creativit\u00e0 progettuale Italiana e dell\u2019eccellenza costruttiva Italiana.<br \/>\nMa oltre alle ragioni legate alla straordinaria ed oggettiva \u201csfida\u201d dovuta alla complessit\u00e0 del tema, voglio qui aggiungere la particolarissima risposta emotiva che l\u2019occasione di questo progetto ha da subito generato in tutti noi. Un\u2019eccitazione legata al tema, al luogo, ai tempi, che rapidamente si \u00e8 fatta febbrile e che ha consentito al nostro Studio A.B.D.R di lavorare in uno stato che definirei di lucida esaltazione: il segno del superamento di quella soglia, che raramente si riesce a superare in maniera cos\u00ec naturale, oltre la quale un generalizzato stato di grazia fa sembrare i problemi pi\u00f9 facilmente affrontabili, le misure sempre ritornare, i materiali immediatamente individuabili, le correzioni, come in uno spartito musicale, ridotte quasi a zero. Ma al contrario della scrittura mozartiana, a noi architetti accade di rado, molto di rado.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19230\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13.jpg\" alt=\"\" width=\"843\" height=\"1202\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13.jpg 843w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13-768x1095.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13-718x1024.jpg 718w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/1-13-105x150.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 843px) 100vw, 843px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-10.jpg\"><img decoding=\"async\" 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