{"id":19267,"date":"2021-12-22T10:57:52","date_gmt":"2021-12-22T10:57:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19267"},"modified":"2021-12-22T10:57:52","modified_gmt":"2021-12-22T10:57:52","slug":"il-mistero-del-natale-e-i-profeti-del-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19267","title":{"rendered":"IL MISTERO DEL NATALE E I PROFETI DEL NULLA"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-19267 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=19268'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Karl-Marx-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=19269'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nietsche-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=19270'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/nativit\u00e0-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>IL MISTERO DEL NATALE E I PROFETI DEL NULLA<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\">di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Giuseppe Lalli<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Noi contemporanei siamo tristi: tristi e inquieti. Ce ne accorgiamo quando ci guardiamo in faccia, per strada, nei supermercati, nelle piazze. Guardiamo distrattamente o con sospetto: non vogliano comprometterci, non vogliano uscire dal nostro guscio. E non ridiamo quasi mai: muoviamo solo la bocca e facciamo vedere i denti, o scoppiamo in risate pi\u00f9 o meno sgangherate. Quando ci incontriamo e ci parliamo, ci diciamo lo stretto necessario, o ripetiamo frasi banali sul tempo e sulla salute (Come va? Non c\u2019\u00e8 male\u2026; Che si fa? La solita\u2026). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I rapporti sociali sono rarefatti, sembra di recitare in una sorta di \u201cteatro dell\u2019assurdo\u201d: passiamo vicini ma non ci tocchiamo mai, e quando ci rivediamo dopo un po\u2019 di tempo ci salutiamo senza dirci niente, e quasi non vediamo l\u2019ora di lasciarci per tornare ad accompagnarci alla nostra solitudine. La pandemia che ci assilla da circa due anni sembra solo il corrispettivo biologico di una malattia dell\u2019anima pi\u00f9 antica. I discorsi profondi sembra che non ci interessino. Preferiamo &#8211; per ripetere un vecchio adagio &#8211; concentrarci sul dito del bambino che guarda la luna anzich\u00e9 ammirare la luna. Abbiamo perso anche la capacit\u00e0 di stupirci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Confessiamolo a noi stessi: siamo tristi e annoiati, nonostante gli schermi televisivi e i nuovi mezzi di comunicazione di massa ci trasmettano notte e giorno l\u2019immagine di una festa continua, un carnevale senza fine. Eppure, tra le pause della festa, o quando ci togliamo la maschera, un\u2019idea assillante, un dubbio fastidioso sembra farsi strada con maggiore o minore consapevolezza nelle menti: questa inquietudine \u00e8 forse il risultato imprevisto di una libert\u00e0 senza limiti, di un progresso senza senso e misura, e che rischia di distruggere il pianeta stesso sul quale camminiamo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Un\u2019inconfessabile idea di assurdit\u00e0 della vita sembra aver penetrato le nostre coscienze, soprattutto in questo nostro mondo occidentale e in modo particolare in questa nostra Europa, dove le vere povert\u00e0, a dispetto di una certa retorica sociale, sono tutte spirituali ed esistenziali: un deserto dei valori dove la speranza non sembra pi\u00f9 essere di casa, mentre le certezze dei nostri avi ci hanno abbandonato. La fragorosa caduta delle ideologie politiche, invece che liberarci dalle lenti deformanti con le quali guardavamo la realt\u00e0 sociale, ha reso solo pi\u00f9 evidente il vuoto delle nostre anime. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questo disorientamento dello spirito \u00e8 trasversale, non risparmia nessuno strato sociale o categoria, colpisce i giovani e i vecchi, riguarda il \u201cpubblico\u201d e il \u201cprivato\u201d, in tutti i sensi, istituzionale e personale. E\u2019 come se un fumo avesse invaso tutte le stanze di un immenso palazzo, dai piani alti alle cantine. Ne facciamo esperienza tutti i giorni, nei luoghi di lavoro, a scuola, e persino in famiglia. Gi\u00e0&#8230;ma quale famiglia? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I filosofi che vanno in televisione, pur con qualche eccezione, parlano poco di questa condizione e di questo disagio. Preferiscono parlare d\u2019altro, di politica e di costume, non sanno annusare i segni dei tempi e i loro discorsi quasi mai toccano le anime di chi li ascolta, o le toccano solo di sfuggita. <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Martin Heidegger<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Albert Camus<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Jean Paul Sartre<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, nel secolo scorso, avevano intravisto questi gelidi e desolanti panorami che si schiudevano all\u2019umanit\u00e0, ma non avevano avuto il coraggio e la lucidit\u00e0 di spingersi fino in fondo nei loro pensieri. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Oggi constatiamo che un umanesimo senza Dio non pu\u00f2 avere futuro, e ne scontiamo i tristi esiti. Fino agli inizi del secolo scorso poteva venire in soccorso l\u2019idea di progresso: quello che non riusciamo a spiegarci oggi lo sapremo domani, e anche alla morte, prima i poi, ci sar\u00e0 rimedio. Mia nonna mi disse una sera accanto al focolare: \u201cLo sai Peppino? Gli scienziati hanno detto che tra molti anni non moriremo pi\u00f9: io sicuramente no, ma forse tu te lo ricorderai\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I totalitarismi del Novecento, chi pi\u00f9 chi meno, con diverso linguaggio ma con pari illusionismo, avevano sostituito i canti e simboli della speranza cristiana con i soli dell\u2019avvenire o con i deliri della razza. Avevano tutti promesso un paradiso in terra: hanno regalato solo un rispettabile inferno. Un baffuto filosofo tedesco di nome <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Friederich Nietsche<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, sul finire dell\u2019Ottocento, il secolo dell\u2019ottimismo scientista, aveva annunciato che Dio era finalmente morto e che saremmo stati ciascuno Dio per l\u2019altro. Un Natale alla rovescia: mai annuncio fu pi\u00f9 tragicamente profetico (\u201cSar\u00f2 capito solo nel XXI secolo!\u201d, aveva vaticinato il pensatore nella sua lucida follia).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Dopo tanto blaterare di giustizia e di solidariet\u00e0, facciamo esperienza, spesso sulla nostra pelle, ogni giorno, di una verit\u00e0 elementare, vale a dire che non basta cambiare le istituzioni per cambiare l\u2019uomo, con buona pace di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Jean-Jacques<\/b><\/span> <span style=\"font-size: large;\"><b>Rousseau<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Karl Marx <\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">e di tutti gli ingegneri sociali degli ultimi duecento anni. Sentiamo, per poco che ci fermiamo e riflettere, che \u00e8 necessario un cambiamento interiore, anche solo per migliorare la vita quotidiana di relazione. Assurdo o mistero sono da sempre i due poli tra i quali oscilla il pensiero dell\u2019uomo che s\u2019interroga sul suo destino. L\u2019esistenza ha un senso, o &#8211; come si chiedeva gi\u00e0 un inquieto<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b> Blaise Pascal<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\"> all\u2019inizio della modernit\u00e0 &#8211; \u00e8 solo un casuale e non richiesto bagliore tra due eternit\u00e0 di buio? Un essere tra due nulla?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Bisogna scegliere tra questi due estremi, altra scelta non ci \u00e8 data. Chi non sceglie si fa scegliere dalla vita stessa. Ma l\u2019assurdo, per poco che si rifletta, ci appare un buco nero senza fine: una cosa assurda, per l\u2019appunto. La ragionevolezza, vale a dire una ragione che non si chiude alle ragioni del cuore, ci spinge a scommettere sul mistero. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il Natale ci pu\u00f2 aiutare a riflettere. Rappresenta un grande mistero: il mistero dell\u2019Incarnazione. I cristiani, da sempre seguaci del Mistero (quello con la \u2018m\u2019 maiuscola), sanno che la storia la guida Dio, ma a suo modo, alla maniera di un Dio che \u00e8 stato disposto a percorrere un\u2019infinita distanza per assumere le sembianze di un uomo, per rinchiudersi dentro i limiti di un essere da lui stesso creato. Esiste mistero pi\u00f9 grande? Il Dio della tradizione ebraico-cristiana si fa presente al momento giusto, e sempre per un fine di felicit\u00e0, ma, a differenza dei demagoghi, promette tempi lunghi e chiede la collaborazione dell\u2019uomo affinch\u00e9 lo riconosca: \u00e8 un Dio che si nasconde, e che preferisce i piccoli e i semplici. E cos\u00ec un pastorello gracile viene scelto come re d\u2019Israele e il messia atteso nasce in una stalla, visitato dai pastori, gli ultimi della societ\u00e0, i reietti, a cui gli angeli annunciano la grande notizia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Bisogna scegliere, oggi pi\u00f9 che mai: scegliere il mistero con tutto ci\u00f2 che esso implica e respingere l\u2019assurdo che ci viene propinato dai tanti profeti del Nulla che affollano la scena della comunicazione. Chi mai, solo fino a venti anni fa, avrebbe potuto immaginare che all\u2019interno di una primaria istituzione pubblica europea si potesse anche solo ipotizzare di invitare i cittadini del continente ad evitare di scrivere termini quali \u2018Natale\u2019 e \u2018Maria\u2019? E tutto in nome di uno spirito di tolleranza che, a ben riflettere \u00e8 figlio di quel pensiero liberale che affonda nel Vangelo la sua radice pi\u00f9 profonda.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E tuttavia perch\u00e9 meravigliarsi? Non abbiamo forse appreso dalle pagine pi\u00f9 oscure della storia europea del secolo scorso che ogni totalitarismo, ogni dittatura dello spirito, comincia<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b> col sopprimere alcune parole e sostituirle con altre<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">? E non abbiamo letto, in altre pagine, che il \u201cprincipe di questo mondo\u201d si diverte a dividere le coscienze e mescola subdolamente le lingue per impedire che le persone comunichino tra di loro? Sono le radici cristiane del nostro continente, con tutto ci\u00f2 che ne consegue, la vera posta in gioco.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Volendo parafrasare &#8211; beninteso, solo parafrasare &#8211; Marx, si potrebbe dire che uno spettro si aggira da tempo in Europa, lo spettro del <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>relativismo<\/b><\/span> <span style=\"font-size: large;\"><b>etico<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, l\u2019idea cio\u00e8 che non esistono valori morali assoluti: tutto \u00e8 relativo, tutto \u00e8 legato alla particolare situazione che si vive. \u00c8 il risultato ultimo di una ragione che ha preteso di fare a meno del mistero. Ma quella giovane donna che pi\u00f9 di duemila anni, costretta da un editto dell\u2019imperatore ad intraprendere un lungo e faticoso viaggio, partor\u00ec in una stalla di <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Betlemme <\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">perch\u00e9 per lei e il bambino che portava in grembo non c\u2019era posto nell\u2019albergo, ha scelto fin dall\u2019inizio il mistero; e subito dopo nel mondo \u00e8 venuta la luce. Rimane questo, oggi pi\u00f9 che mai, il senso pi\u00f9 autentico e profondo del mistero del Natale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; IL MISTERO DEL NATALE E I PROFETI DEL NULLA di Giuseppe Lalli Noi contemporanei siamo tristi: tristi e inquieti. 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