{"id":19438,"date":"2021-12-29T16:45:28","date_gmt":"2021-12-29T16:45:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19438"},"modified":"2021-12-29T16:47:12","modified_gmt":"2021-12-29T16:47:12","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1192","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19438","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 31 dicembre 2021 alle ore 18, nella sala grande del Teatro del Maggio, il maestro Zubin Mehta, alla guida del Coro e dell\u2019Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per l\u2019atteso concerto di fine anno.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In cartellone due sinfonie di Ludwig van Beethoven: la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Solisti a fianco del Maestro: Mandy Fredrich, Marie-Claude Chappuis, AJ Glueckert e Franz-Josef Selig. Il maestro del coro \u00e8 Lorenzo Fratini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Firenze, 29 dicembre 2021 \u2013\u00a0<\/em>Venerd\u00ec 31 dicembre 2021 alle ore 18, il Teatro del Maggio saluta il 2021 con un importante appuntamento sinfonico: il direttore emerito\u00a0<strong>Zubin Mehta<\/strong>\u00a0sar\u00e0 sul podio della sala grande del Maggio, alla guida del Coro e dell\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, per concludere l\u2019anno con due sinfonie di Ludwig van Beethoven. Al fianco del Maestro un cast di grande interesse: il soprano\u00a0<strong>Mandy Fredrich<\/strong>, il mezzosoprano\u00a0<strong>Marie-Claude Chappuis<\/strong>, il tenore\u00a0<strong>AJ Glueckert<\/strong>\u00a0e il basso\u00a0<strong>Franz-Josef Selig<\/strong>.\u00a0In cartellone la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e la celeberrima Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra.\u00a0Il maestro del Coro \u00e8\u00a0<strong>Lorenzo Fratini<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concerto chiude un 2021 complesso ma ricco di grandissime soddisfazioni e che ha visto il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affermare il suo nome grazie all\u2019impressionante produzione lirica e sinfonica offerta a partire sin dall\u2019inizio dell\u2019anno con una attivit\u00e0 che non ha praticamente conosciuto soste quando tutti gli appuntamenti previsti &#8211; \u00a0e, per quanto riguarda le opere, tutti nuovi allestimenti\u00a0 &#8211; \u00a0nel cartellone del 2021 sono stati realizzati, anche se all\u2019inizio \u201ca porte chiuse\u201d per poterli trasmettere sulle piattaforme digitali Tact1, Operabase e ItsArt. \u00a0Dal 26 aprile 2021, poi, il Maggio \u00e8 stata la prima Fondazione lirico sinfonica ad aprire al pubblico quando Daniele Gatti, nominato nel luglio di quest\u2019anno direttore principale dell\u2019Istituzione, ha inaugurato l\u201983esima edizione del Festival con il concerto sinfonico dedicato a Igor Stravinskij. Il giorno dopo, il 27 la prima opera con il pubblico (500 persone la capienza concessa)\u00a0<em>Adriana Lecouvreur<\/em>\u00a0di Francesco Cilea con Daniel Harding sul podio e la regia di Frederic Wake -Walker. Dopo l\u2019opera di Cilea, sono seguite\u00a0<em>La forza del destino\u00a0<\/em>(direttore Zubin Mehta, regia Carlus Padrissa),\u00a0<em>Il ritorno di Ulisse in patria<\/em>\u00a0(direttore Ottavio Dantone, regia Robert Carsen, messa in scena al Teatro La Pergola),\u00a0<em>Siberia<\/em>\u00a0(ultimo titolo del Festival con la direzione di Gianandrea Noseda e la regia di Roberto And\u00f2) e alla ripresa dell\u2019attivit\u00e0 subito dopo la pausa estiva, il\u00a0<em>Cos\u00ec fan tutte\u00a0<\/em>(direttore Adam Fischer, regia di Sven-Eric Bechtolf),\u00a0<em>La traviata\u00a0<\/em>(direttore Zubin Mehta, regia di Davide Livermore),\u00a0<em>Linda di Chamounix<\/em>\u00a0(direttore Michele Gamba, regia di Cesare Lievi),\u00a0<em>Rigoletto\u00a0<\/em>(direttore Riccardo Frizza, regia di Davide Livermore),\u00a0<em>Falstaff\u00a0<\/em>(direttore sir John Eliot Gardiner, regia di Sven-Eric Bechtolf),\u00a0<em>Madama Butterfly<\/em>\u00a0(direttore Francesco Ivan Ciampa e la regia di Chiara Muti) fino a\u00a0<em>Fidelio\u00a0<\/em>(direttore Zubin Mehta, regia di Matthias Hartmann), prima opera lirica messa in scena nel nuovo auditorium Mehta. Sul versante sinfonico si ricordano i numerosi concerti diretti da Zubin Mehta, Ivan Fisher, Myung-Whum Chung, sir John Eliot Gardiner, Klaus M\u00e4kel\u00e4, Lahav Shani, Manfred Honeck, Philippe Jordan, Daniele Gatti, Riccardo Muti, Valery Gergiev, Daniel Harding, Gianandrea Noseda e poi il concerto di canto con Anna Netrebko e i concerti con Rudolf Buchbinder, Daniil Trifonov, Daniel Barenboim, Pinchas Zuckerman, Amanda Forsythe. Importantissime e significative anche le tourn\u00e9e che hanno visto l\u2019Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino- \u00a0prima istituzione musicale italiana a esibirsi in diverse citt\u00e0 europee nel periodo successivo all\u2019allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia \u2013 a essere invitata sui palcoscenici di alcune prestigiose sale da concerto e teatri europei: da Salisburgo al Festival di Pentecoste con un concerto e con\u00a0<em>Tosca<\/em>\u00a0in forma concertante (eseguita anche a Firenze), a Grafenegg, Budapest ( direttore Lorenzo Viotti), Atene, Amburgo, Linz, Vienna, Muri, Lussemburgo, Dortmund, fino a Dubai per l\u2019Expo tutti con il maestro Mehta sul podio. Oltre a queste puntante internazionali, il Maggio non ha scordato il territorio toscano con i concerti a Massa, Arezzo, Grosseto e inoltre numerosi sono stati gli eventi del Maggio Metropolitano, un progetto rivolto ai Comuni della Citt\u00e0 Metropolitana di Firenze con l&#8217;obiettivo di potenziare il rapporto tra cittadinanza metropolitana e Maggio e che ha visto gli artisti del Coro e dell\u2019Orchestra del Maggio esibirsi in tutti i comuni dell\u2019area metropolitana di Firenze. Infine, l\u2019apertura del nuovo Auditorium \u201cZubin Mehta\u201d, a dieci anni esatti \u00a0&#8211; era il 21 dicembre 2011 &#8211; dall\u2019inaugurazione del \u201cnuovo\u201d Teatro, il 21 dicembre 2021 alla presenza del Presidente della Repubblica\u00a0Sergio Mattarella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concerto di fine anno vedr\u00e0 sul palcoscenico un cast di grande interesse: il soprano\u00a0<strong>Mandy Fredrich<\/strong>, formatasi artisticamente alla Universit\u00e4t der K\u00fcnste di Berlino e alla Hochschule f\u00fcr Musik und Theater di Lipsia, presenza costante nelle programmazioni dei pi\u00f9 importanti teatri lirici come la Staatsoper di Berlino, il Teatro alla Scala, o il San Carlo di Napoli. Recentemente si \u00e8 esibita al fianco del maestro\u00a0<strong>Zubin Mehta<\/strong>\u00a0nel concerto del 24 novembre 2021 fra i protagonisti dell\u2019esecuzione di\u00a0<em>Die Sch\u00f6pfung<\/em>\u00a0di Franz Joseph Haydn al Teatro del Maggio e nel concerto tenutosi a Massa il 3 luglio 2021, tra le voci soliste anche allora della Sinfonia n. 9 in re minore di Ludwig van Beethoven.\u00a0Al suo fianco il mezzosoprano\u00a0<strong>Marie-Claude Chappuis<\/strong>, anche lei tra le protagoniste del concerto del 3 luglio. La cantante elvetica, formatasi presso l\u2019\u00a0Universit\u00e4t Mozarteum di Salisburgo e gi\u00e0 un nome di grande rilievo internazionale, ha collaborato con alcuni dei pi\u00f9 prestigiosi festival e teatri lirici al mondo, oltre ad aver lavorato al fianco di alcuni fra i pi\u00f9 grandi direttori d\u2019orchestra quali Ren\u00e9 Jacobs, Riccardo Muti,\u00a0John Eliot Gardiner e Riccardo Chailly. Marie-Claude Chappuis \u00e8 stata inoltre tra i protagonisti del concerto per Firenze svoltosi il 22 dicembre 2021 nel nuovo auditorium \u201cZubin Mehta\u201d.<br \/>\nIl quartetto delle voci soliste \u00e8 completato dal tenore\u00a0<strong>AJ Glueckert<\/strong>, dotato di un ampio repertorio, che si estende da Wagner a Donizetti, da Strauss a Puccini che \u00e8\u00a0al suo debutto assoluto sulle scene del Maggio, e dal basso\u00a0\u00a0<strong>Franz-Josef Selig<\/strong>, da anni presenza costante sui palcoscenici dei pi\u00f9 importanti teatri al mondo \u00e8 stato anche lui tra i protagonisti del concerto per Firenze eseguito il 22 dicembre ed \u00e8 inoltre attualmente impegnato nel ruolo di Rocco nelle recite di\u00a0<em>Fidelio\u00a0<\/em>di Ludwig van Beethoven\u00a0diretto da Zubin Mehta per la regia di Matthias Hartmann, in programma in questi giorni sempre nel nuovo auditorium.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Il programma<\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93<\/strong><\/p>\n<p>La composizione dell\u2019Ottava impegn\u00f2 Beethoven nei mesi estivi del 1812, un tempo relativamente breve per lui, anche se i numerosi schizzi e abbozzi dell\u2019opera restituiscono la misura del lavoro minuzioso operato dal compositore per eliminare ogni orpello superfluo dalla sua nuova creazione. Dopo una prima esecuzione privata nella residenza dell\u2019arciduca Rodolfo, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 debutt\u00f2 nel 1814 al Burgtheater di Vienna senza suscitare, tuttavia, il consueto entusiasmo di critica e pubblico. Rispetto alle sorelle maggiori quella \u2018piccola sinfonia\u2019, come la definiva lo stesso autore, ha infatti caratteristiche inusuali: dimensioni ridotte, leggerezza di spirito e un apparente ritorno a sonorit\u00e0 e forme settecentesche che lasciarono dubbiosi gli ascoltatori. Dei quattro movimenti i pi\u00f9 curiosi sono indubbiamente quelli centrali. Tra l\u2019Allegro di apertura e il gioviale Rond\u00f2 finale Beethoven incastona due movimenti a sorpresa: un Allegretto al posto dell\u2019Adagio, una sorta divertimento che sottolinea maggiormente il carattere gioioso dell\u2019opera, e un Minuetto in sostituzione dello Scherzo, dove la sinfonia indossa abiti volutamente retr\u00f2 muovendosi pomposamente a passo dell\u2019antica danza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra<\/strong><\/p>\n<p>Ultima creatura sinfonica beethoveniana, la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125\u00a0 \u201cCorale\u201d segn\u00f2 un punto di non ritorno nella storia della musica; dopo la Nona nessun compositore pot\u00e9 pi\u00f9 cimentarsi nel genere senza fare i conti con quel modello di arte insuperabile lasciato in eredit\u00e0 dal Maestro di Bonn. La genesi dell\u2019ultima sinfonia di Beethoven parte da lontano, da quando, nel 1793, l\u2019autore espresse il desiderio di voler mettere in musica l\u2019Ode alla gioia di Friedrich Schiller. Il messaggio di libert\u00e0 e fratellanza contenuto nei versi dell\u2019Ode si sediment\u00f2 nella mente del giovane compositore tanto che nel 1795 compose un lied,\u00a0<em>Gegenliebe<\/em>, in cui compare allo stato embrionale quella melodia che in seguito avrebbe preso forma definitiva nell\u2019Inno alla gioia della Sinfonia n. 9. Analogie ancora pi\u00f9 evidenti si ritrovano anni dopo nella Fantasia corale op. 80, una sorta di laboratorio preparatorio della Nona Sinfonia alla cui composizione Beethoven si dedic\u00f2 dal 1822 ai primi mesi del 1824. Il debutto &#8211; al Theater an der Wien il 7 maggio 1824 &#8211; fu preceduto da prove estenuanti, rese ancor pi\u00f9 difficili dal fatto che a dirigere fosse Beethoven stesso, ormai completamente sordo e non pi\u00f9 in grado di guidare l\u2019orchestra. Tuttavia questo non infici\u00f2 il successo della sua ultima sinfonia, che da subito fu salutata come un capolavoro assoluto. Quale cartina di tornasole, la Sinfonia n. 9 compendia infatti tutte le conquiste musicali maturate negli anni da Beethoven: dalla libert\u00e0 di forma &#8211; con il quarto movimento in cui per la prima volta nella cornice sinfonica la musica strumentale cede il passo alla voce umana &#8211; all\u2019uso magistrale della variazione e del contrappunto, dalle affinit\u00e0 tematiche che si rincorrono nell\u2019opera dando un senso di ciclicit\u00e0 e unitariet\u00e0 alla partitura, fino al messaggio universale di fratellanza cantato dai solisti e dal coro nel movimento finale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prezzi:<\/p>\n<p>Visibilit\u00e0 limitata e ascolto: 15\u20ac &#8211; Galleria: 50\u20ac &#8211; Palchi B: 90\u20ac\u00a0\u00a0Palchi A: 150\u20ac<\/p>\n<p>Platea 4: 90\u20ac\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0Platea 3: 120\u20ac\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0Platea 2: 150\u20ac\u00a0\u00a0&#8211;\u00a0Platea 1: 180\u20ac<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a 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