{"id":19449,"date":"2021-12-29T19:15:21","date_gmt":"2021-12-29T19:15:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19449"},"modified":"2021-12-29T19:15:21","modified_gmt":"2021-12-29T19:15:21","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1193","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19449","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/a984d471-09df-0629-2935-37a02c7b1854-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17801\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/a984d471-09df-0629-2935-37a02c7b1854-1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"202\" \/><\/a><\/p>\n<p>CARMEN<\/p>\n<p>L\u2019opera di Georges Bizet torna al Regio dopo 19 anni<br \/>\nnel nuovo allestimento realizzato in coproduzione con iTeatri di Reggio Emilia, con la regia di Silvia Paoli, le scene di Andrea Belli, i costumi di Valeria Donata Bettella, le luci di Marcello Lumaca, i video di Francesco Corsi,<br \/>\nle coreografie di Carlo Massari. Protagonisti Martina Belli \/ Ramona Zaharia, Arturo Chacon Cruz \/ Azer Zada, Marco Caria \/ Alessandro Luongo,<br \/>\nLaura Giordano \/ Veronica Marini, diretti da Jordi Bernacer sul podio dell\u2019Orchestra dell\u2019Emilia-Romagna \u201cArturo Toscanini\u201d, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e del Coro di voci bianche<br \/>\ndel Teatro Regio di Parma preparato da Massimo Fiocchi Malaspina<\/p>\n<p>Dedicate all\u2019opera, le iniziative di RegioInsieme: l\u2019illustrazione commissionata a Enrica Mannari a sostegno di una associazione a tutela delle donne vittime di violenza; gli incontri sulla libert\u00e0, online e in presenza, per le scuole, l\u2019Universit\u00e0 e gli spettatori sensibili; l\u2019approfondimento con Carla Moreni e gli allievi dell\u2019Accademia Verdiana per gli ospiti delle RSA e i detenuti dell\u2019Istituto Penitenziario di Parma; il workshop e il concorso Scrivere d\u2019Opera dedicati agli studenti delle scuole superiori di Parma. Inoltre in programma lo spettacolo di danza di Almamia Dance Project con le coreografie di Maurizio Bigonzetti e lo spettacolo di Imparolopera per le scuole di Bruno Stori<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<br \/>\n12, 14, 15, 16, 21, 23 gennaio 2022<\/p>\n<p>Carmen, op\u00e9ra-comique in quattro atti di Henry M\u00e9ilhac e Ludovic Hal\u00e9vy dal romanzo Carmen di Prosper M\u00e9rim\u00e9e, musica di Georges Bizet, torna in scena al Teatro Regio di Parma dopo 19 anni, mercoled\u00ec 12 gennaio 2022, ore 20.00 (recite venerd\u00ec 14 ore 20.00, sabato 15 ore 17.00, domenica 16 ore 15.30, venerd\u00ec 21 ore 20.00, domenica 23 gennaio 2022, ore 15.30) in un nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con iTeatri di Reggio Emilia, con la regia di Silvia Paoli, che firma per la prima volta la messinscena di quest\u2019opera, le scene di Andrea Belli i costumi di Valeria Donata Bettella, le luci di Marcello Lumaca, i video di Francesco Corsi, le coreografie di Carlo Massari\/C&amp;C Company.<\/p>\n<p>Jordi Bern\u00e0cer dirige l\u2019Orchestra dell\u2019Emilia-Romagna \u201cArturo Toscanini\u201d, il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma preparato da Massimo Fiocchi Malaspina. Interpreti: Martina Belli (Carmen), Arturo Chacon Cruz (Don Jos\u00e9, per la prima volta al Teatro Regio), Marco Caria (Escamillo), Laura Giordano (Mica\u00ebla), Armando Gabba (Dancairo), Saverio Fiore (Remendado), Gianni Giuga (Morales), Massimiliano Catellani (Zuniga), Eleonora Bellocci (Frasquita), Chiara Tirotta (Mercedes). Nelle recite del 15 e del 21 gennaio Carmen sar\u00e0 interpretata da Ramona Zaharia, Don Jos\u00e9 da Azer Zada, Escamillo da Alessandro Luongo, Mica\u00ebla da Veronica Marini (al debutto nel ruolo), questi ultimi tutti per la prima volta al Teatro Regio.<\/p>\n<p>\u201cIl Teatro Regio a partire dal 2018 si \u00e8 impegnato esplicitamente e diffusamente in una campagna contro la violenza sulle donne \u2013 dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma. \u00c8 stata una scelta che ha generato una prima iniziativa, illuminando di rosso la facciata del Teatro Regio ed esponendo sui suoi gradini scarpe rosse in occasione della giornata dedicata a questo dramma il 25 novembre di ogni anno. Abbiamo coinvolto in questa iniziativa anche i bambini pi\u00f9 piccoli, illuminando di rosso una poltrona che in occasione degli spettacoli di RegioYoung viene lasciata vuota, diffondendo al contempo un messaggio registrato da un bambino che invita ad aver rispetto delle bambine. Tra le altre iniziative ideate e realizzate, segnalo il corso per visite guidate al Teatro Regio durante il quale abbiamo formato donne vittime di violenza sia nel 2019 sia nel 2020, anche durante il lockdown, con una parte del corso che non si \u00e8 interrotto e si \u00e8 tenuto online. La campagna coinvolge anche i social media del Teatro, con l\u2019hashtag #neancheperfinta. Abbiamo cos\u00ec immaginato di portare avanti questa campagna di sensibilizzazione non solo durante la giornata dedicata ma anche nel corso di tutto l\u2019anno. L\u2019occasione di questo allestimento di Carmen, la produzione con cui il Teatro Regio inaugura la Stagione Lirica del 2022, ci d\u00e0 moltissimi nuovi spunti per riflettere su una tematica che \u00e8 quella della libert\u00e0 delle donne, che Carmen porta fino alle estreme conseguenze. Quindi auspichiamo che questa inaugurazione di Stagione non sia solo l\u2019occasione per assistere a una bella e nuova produzione e per ascoltare buona musica, ma per riflettere su una tematica molto importante e molto attuale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa realizzazione dell\u2019opera commissionata a Bizet dall\u2019Op\u00e9ra-Comique \u2013 scrive lo storico della musica Giuseppe Martini &#8211; fu particolarmente tormentata: perplessa dalla scabrosit\u00e0 del soggetto, ritenuto poco opportuno per un teatro frequentato dalla borghesia parigina, la direzione teatrale continuava a rinviarne la messinscena [\u2026]. Alla fine Carmen and\u00f2 in scena il 3 marzo 1875: una delle creazioni destinate a maggior gloria di tutta la storia operistica incontr\u00f2 un pessimo debutto [\u2026]. Ma a Vienna Carmen piacque a tutti: a Wagner, a Ciajkovskij, a Brahms. Bismarck, che Brahms stimava il miglior orecchio operistico di Germania, la vide ventisette volte. Da allora ha vissuto un cammino inarrestabile: nei primi due anni si contavano gi\u00e0 novantatr\u00e9 rappresentazioni in Europa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 nel 2022 mettiamo ancora in scena Carmen? \u2013 scrive il direttore Jordi Bern\u00e0cer. Io credo perch\u00e9 come societ\u00e0 abbiamo bisogno di sentire vive le colonne della storia della cultura, e Carmen ha una musica di altissimo livello che \u00e8 necessario sentire presente fra di noi, e non solo perch\u00e9 \u00e8 tanto conosciuta. In effetti il fatto che sia un\u2019opera che abbiamo tutti in testa comporta anche la difficolt\u00e0 principale quando la si interpreta, cio\u00e8 quella di renderla viva in ogni momento. La sfida \u00e8 proprio quella di non limitarsi a rifarla in modi che si sono gi\u00e0 sentiti, ma leggerla ogni volta come se fosse la prima volta, e coinvolgere il pubblico come se fosse il pubblico di quella prima volta del 1875\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questa messa in scena c\u2019\u00e8, in particolare per me, la rivelazione di come anche questa sia l\u2019ennesima storia di una donna vista attraverso gli occhi degli uomini: compositore, librettisti, scrittore e soprattutto Don Jos\u00e9 \u2013 scrive la regista Silvia Paoli. [\u2026] Mi \u00e8 sembrato dunque importante concentrare l\u2019attenzione sul fatto che Carmen non esista in realt\u00e0 se non attraverso le parole del suo assassino e che quindi il vero protagonista della vicenda sia Don Jos\u00e9, colui che porta avanti l\u2019azione. Non sappiamo nulla di Carmen che non sia in relazione a lui, Carmen non cambia, Don Jos\u00e9 si trasforma in nome di una passione (che mi guardo bene dal chiamare amore) vissuta in maniera ossessiva, malata, che lo porta a non tollerare l\u2019idea di non poter pi\u00f9 possedere quello che vuole; una storia che potremmo benissimo leggere anche oggi sulla cronaca di qualsiasi quotidiano. Ho pensato quindi a una prigione e all\u2019intera vicenda non tanto come un flashback quanto piuttosto a un ricordo ossessivo di Don Jos\u00e9 che rivive dalla sua cella l\u2019incontro con Carmen e l\u2019epilogo tragico della sua storia, raccontandoselo e deformandolo attraverso l\u2019immaginazione, il proprio punto di vista. [\u2026] Essendo gli anni Sessanta un periodo in cui per le donne comincia a realizzarsi un processo di emancipazione (ricordo che in Italia il reato di adulterio \u00e8 stato abolito nel 1968 e il delitto d\u2019onore solo nel 1981) e si mettono in discussione i pilastri del patriarcato mi sembrava giusto collocare la vicenda in quegli anni, dove il sogno di molti uomini continua ad oscillare fra la moglie devota e l\u2019amante lasciva (la Santa e il demonio, Mica\u00ebla e Carmen) ma per \u201cil sesso debole\u201d si aprono prospettive di crescita e ribellione. [\u2026] Sono convinta che per parlare di femminicidio senza retorica sia necessario pi\u00f9 che mai che Carmen muoia; chiamare chi l\u2019ha uccisa non \u201camante tradito\u201d o \u201cfidanzato geloso\u201d ma assassino e metterlo in prigione \u00e8 un modo per rendere giustizia a Carmen e a tutte le donne che vogliono essere loro stesse, a prescindere dai desideri degli altri\u201d.<\/p>\n<p>PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO<\/p>\n<p>Il compositore, lo stile, la genesi dell\u2019opera, la novella che ispir\u00f2 Carmen sono alcuni dei temi approfonditi da Giuseppe Martini in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma al Ridotto del Teatro Regio di Parma sabato 8 gennaio 2022, ore 17.00, con ingresso libero e prenotazione obbligatoria su teatroregioparma.it, con la partecipazione dei giovani cantanti del Conservatorio di Musica \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, il mezzo soprano Lu Weiyi, il tenore Mu Zhou Tian, il soprano Seu Jiyoung, il baritono Lee KangHo, coordinati da Donatella Saccardi, che ne interpreteranno i brani pi\u00f9 celebri accompagnati al pianoforte da Roberta Ropa.<\/p>\n<p>PROVA APERTA UNDER 30 E PROVA GENERALE<\/p>\n<p>Le prove aperte di Carmen, prima del debutto: momenti cruciali nei quali la complessit\u00e0 del lavoro in scena e dietro le quinte trova un\u2019emozionante sintesi.<br \/>\nLa prova antegenerale riservata agli under 30 \u00e8 in programma domenica 9 gennaio 2022, ore 20.00; il pubblico \u00e8 invitato a partecipare indossando un capo di colore rosso, in segno di solidariet\u00e0 e di condanna di ogni forma di violenza nei confronti delle donne; in foyer Alessandro Canu realizzer\u00e0 una sua illustrazione su un pannello sul quale gli spettatori potranno poi lasciare i loro messaggi sulla \u201clibert\u00e0\u201d.<br \/>\nSar\u00e0 aperta a tutta la cittadinanza e alle associazioni musicali che seguono il percorso di promozione culturale la prova generale in programma marted\u00ec 11 gennaio 2022, ore 15.30.<\/p>\n<p>REGIOINSIEME Carmen, libera \u00e8 nata e libera\u2026 vivr\u00e0!<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto RegioInsieme, sono molteplici le iniziative e laboratori dedicati a Carmen, figura emblematica della donna libera, fiera della propria libert\u00e0. \u201cProsegue l\u2019impegno del Teatro Regio a essere portatore di messaggi civici e comunitari per le attivit\u00e0 della Stagione \u2013 dichiara Barbara Minghetti. In occasione di Carmen quindi \u00e8 stata proposta una serie di iniziative per condividere con comunit\u00e0 diverse e con il pubblico di ogni et\u00e0 e in vari contesti il significato profondo di Libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dopo lo spettacolo I Sonnambuli &#8211; Non fosse per le donne, con i narratori Michele Arezzo, Fabio Manenti e Peppe Arezzo al pianoforte presentato lo scorso 25 novembre 2021 nella giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, che il Teatro Regio ha ricordato illuminando la sua facciata di rosso ed esponendo scarpe rosse sui gradini dell\u2019ingresso con la contemporanea diffusione del video Carmen libera \u00e8 nata con la coreografia a cura delle scuole di danza di Parma, RegioInsieme ha promosso incontri di approfondimento sul tema della libert\u00e0, online e in presenza, per le scuole, l\u2019Universit\u00e0 e gli spettatori sensibili, e un approfondimento su Carmen \u00e8 stato realizzato in collaborazione con Carla Moreni e gli allievi dell\u2019Accademia Verdiana per gli ospiti delle RSA e i detenuti dell\u2019Istituto Penitenziario di Parma.<\/p>\n<p>All\u2019illustratrice Enrica Mannari il Teatro Regio ha commissionato una creazione originale intitolata Carmen libera \u00e8 nata e libera\u2026vivr\u00e0! in vendita in due formati (32x47cm \u20ac20,00; e 21x15cm \u20ac10,00) presso il bookshop del Teatro Regio e online al Regio Opera Shop, il cui ricavato sar\u00e0 devoluto a sostegno di un\u2019associazione del territorio che tutela le donne vittime di violenza. \u201cLe \u201cmannare\u201d sono la community che negli anni ho costruito &#8211; scrive Enrica Mannari. Un gruppo di persone (principalmente donne) pronte a mettersi in gioco e confrontarsi sulle mille tematiche della vita. Passando da temi pi\u00f9 profondi a quelli pi\u00f9 leggeri. Ogni giorno sul mio account instagram si discute di attualit\u00e0, empowerment e consapevolezza. La felicit\u00e0 e l\u2019emozione di aver prestato la mia arte per un progetto cos\u00ec importante del Teatro Regio di Parma \u00e8 indescrivibile. Sono grata a chi ha scelto di darmi questa possibilit\u00e0, soprattutto per l\u2019opera Carmen, per le delicatezza e l\u2019importanza delle tematiche che affronta e perch\u00e9, da quando sono piccola, \u00e8 una delle mie preferite: mia nonna me la raccontava sempre. Carmen \u00e8 una donna libera. Libera da tutto e tutti. Libera a costo della propria vita. Libera anche se \u00e8 scomodo. Perch\u00e9 la vera libert\u00e0 la si conquista a suon di battaglie. E di scelte. A volte scomode. Ma necessarie\u201d.<\/p>\n<p>REGIOYOUNG Carmen a Imparolopera<\/p>\n<p>Ha festeggiato 20 anni Imparolopera il format ideato da Bruno Stori, Donatella Saccardi e Vincenzo Raffaele Segreto, tra i primi progetti educational sull\u2019opera, inaugurato nel 1999 a cura del Teatro Regio di Parma e del Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d, che anno dopo anno, opera dopo opera, ha permesso ad oltre 70.000 bambini di scoprire la bellezza del teatro e della musica. Quest\u2019anno presenta Carmen, in programma al Teatro Regio di Parma mercoled\u00ec 19 gennaio 2022, ore 9.00 e ore 11.00, viaggio per le scuole nell\u2019opera di Georges Bizet, interpretato da Bruno Stori, che ne cura testi e regia, con gli allievi del Conservatorio di musica \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, coordinati da Donatella Saccardi a interpretarne i brani pi\u00f9 celebri.<\/p>\n<p>PARMADANZA Carmen. Passo a due di un amore contemporaneo<\/p>\n<p>In Carmen. Passo a due di un amore contemporaneo, in programma nell\u2019ambito di ParmaDanza sabato 5 febbraio 2022, ore 20.30, prodotto da Almamia Dance Project il coreografo Mauro Bigonzetti interpreta le vicende di Carmen e Don Jos\u00e9, protagonisti della novella omonima di Prosper Merim\u00e9e che ha dato vita alla celebre opera di Georges Bizet, in un pas-de-deux costruito sulla coppia di danzatori Camilla Colella e Octavio De La Roza, che firma anche le musiche dello spettacolo. Corpo, voce, musica e danza si intrecciano in uno spettacolo non solo coreografico, ma anche gestuale e teatrale, in un gioco tanto sensuale quanto pericoloso. Con le luci di Carlo Cerri e i costumi di Silvia Califano.<br \/>\nSCRIVERE D\u2019OPERA &#8211; III edizione<br \/>\nWorkshop di introduzione alla scrittura critica in occasione dell\u2019opera Carmen<\/p>\n<p>Il Teatro Regio di Parma, con il patrocinio dell\u2019Associazione Nazionale Critici Musicali e dell\u2019Associazione Nazionale Critici di Teatro, ha promosso la III edizione del workshop di introduzione alla scrittura critica gratuito e riservato a insegnanti e studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di II grado di Parma e provincia, in occasione dell\u2019opera Carmen. Le lezioni, tenute al Teatro Regio di Parma da settembre 2021 a gennaio 2022 per un totale di 9 incontri di 4 ore alla mattina e 2 ore e mezza al pomeriggio, sono curate da Angelo Foletto, Presidente ANCM e critico musicale de La Repubblica, Carla Moreni, Direttivo di ANCM e critico musicale de Il Sole 24 Ore e Valeria Ottolenghi, responsabile delle relazioni esterne ANCT e critico teatrale della Gazzetta di Parma. Agli incontri programmati si sono aggiunti quello con gli artisti dell\u2019opera e la visita guidata dedicata del Teatro Regio. L\u2019opera lirica e la macchina teatrale, allestimenti e produzioni a confronto, letture e analisi di recensioni d\u2019opera, esercizi di scrittura critica sono alcuni dei temi e delle attivit\u00e0 che si sono approfondite durante le lezioni, arricchite e completate dalla partecipazione alle prove aperte dell\u2019opera. Il workshop \u00e8 riconosciuto quale progetto di percorso per le competenze trasversali e per l\u2019orientamento degli studenti e di formazione continua degli insegnanti, per complessive 45 ore.<\/p>\n<p>PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA \u201cELENA FORMICA\u201d &#8211; III edizione<br \/>\nConcorso di scrittura critica<\/p>\n<p>La Fondazione Teatro Regio di Parma promuove la III edizione del Premio Scrivere d\u2019Opera \u201cElena Formica\u201d. Il concorso di scrittura critica, dedicato alla stimata giornalista della Gazzetta di Parma, \u00e8 realizzato con il patrocinio dell\u2019Associazione Nazionale dei Critici Musicali e dell\u2019Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e in collaborazione con Gazzetta di Parma. Il Concorso \u00e8 rivolto agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di II grado di Parma e provincia. I partecipanti, dopo aver assistito alla prova aperta o a una recita di Carmen in programma nell\u2019ambito della Stagione Lirica 2022, dovranno scrivere una recensione di non oltre 2500 battute, spazi inclusi, che dovr\u00e0 essere inviata a scriveredopera@teatroregioparma.it entro il 15 febbraio 2022. Le recensioni selezionate saranno valutate da una giuria composta da giornalisti e critici teatrali. Le migliori recensioni saranno pubblicate sulla Gazzetta di Parma e i vincitori riceveranno in premio, in una cerimonia pubblica, biglietti e abbonamenti al Teatro Regio di Parma.<\/p>\n<p>PARTNER E SPONSOR<\/p>\n<p>La Stagione del Teatro Regio di Parma \u00e8 realizzata grazie al contributo di Comune di Parma, Parma Capitale Italiana della Cultura 2021, Ministero della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. Major partner Fondazione Cariparma. Main partners Chiesi, Cr\u00e9dit Agricole. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Unione Parmense degli Industriali, Dallara, Opem. Sostenitori GHC Garofalo Health Care, Poliambulatori Dalla Rosa Prati, Glove ICT, CePIM, Oinoe, La Giovane, Agugiaro&amp;Figna, Sicim, Mutti, Parmalat, Colser, Parmacotto, Grasselli. Legal counselling Villa&amp;Partners. Con il supporto di \u201cParma, io ci sto!\u201d. Advisor AGFM. Hospitality Partner Novotel. Con il contributo di Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Camera di Commercio di Parma Fondazione Monte Parma. La Stagione Concertistica \u00e8 realizzati da Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, con il sostegno di Chiesi, in collaborazione con Casa della Musica. ParmaDanza \u00e8 realizzata in collaborazione con Arci Caos. Il Concorso Voci Verdiane \u00e8 realizzato in collaborazione con Comune di Busseto, Verdi l\u2019Italiano. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Sostenitori tecnici Azzali editori, De Simoni, Milosped, MacroCoop, IgpDecaux, Cavalca, Graphital. Il Teatro Regio di Parma aderisce a Fedora, Opera Europa, Operavision, Emilia taste, nature, culture.<\/p>\n<p>BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA<\/p>\n<p>Carmen, biglietti da \u20ac10,00 a \u20ac100,00.Riduzioni del 50% per gli under 30.<\/p>\n<p>Strada Giuseppe Garibaldi, 16\/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it<br \/>\nORARI DI APERTURA dal marted\u00ec al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00 e un\u2019ora precedente lo spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un\u2019ora precedente lo spettacolo. Chiuso il luned\u00ec, la domenica e i giorni festivi. Il pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma pu\u00f2 essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express. \u00c8 inoltre possibile utilizzare i voucher di rimborso ricevuti a fronte degli spettacoli annullati per l\u2019emergenza sanitaria. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili anche su teatroregioparma.it.it. L\u2019acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.<\/p>\n<p>PROMOZIONI E AGEVOLAZIONI<\/p>\n<p>UNDER 30 I giovani fino a 30 anni hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo di abbonamenti e biglietti della Stagione Lirica e del 20% su quelli della Stagione Concertistica e di ParmaDanza (eccetto Parsons Dance), per i posti di platea e di palco. La promozione \u00e8 valida fino a esaurimento posti.<br \/>\nBONUS CULTURA 18APP E CARTA DEL DOCENTE Il Teatro Regio di Parma aderisce a 18App e Carta del Docente, le iniziative a cura del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell\u2019Istruzione riservate ai neo-maggiorenni e ai docenti. Per informazioni www.18App.italia.it; www.cartadeldocente.istruzione.it<br \/>\nSPECIALE GRUPPI Si accettano via email richieste di prenotazioni per gruppi organizzati. Ai gruppi composti da pi\u00f9 di 20 persone \u00e8 riservata una riduzione del 5% sui biglietti degli spettacoli al Teatro Regio. I palchi sono venduti per l\u2019intera capienza e i posti all\u2019interno del palco non sono numerati. \u00c8 possibile usufruire di alcuni retropalchi in cui intrattenersi prima dell\u2019inizio dello spettacolo e durante gli intervalli; \u00e8 prevista in questo caso, in aggiunta al costo del biglietto, una quota da concordare con la Direzione del Teatro. Per informazioni groups@teatroregioparma.it<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>Cartella stampa<br \/>\nDisponibile a questo link<\/p>\n<p>L\u2019opera in breve<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>La realizzazione dell\u2019opera commissionata a Bizet dall\u2019Op\u00e9ra-Comique fu particolarmente tormentata: perplessa dalla scabrosit\u00e0 del soggetto, ritenuto poco opportuno per un teatro frequentato dalla borghesia parigina, la direzione teatrale continuava a rinviarne la messinscena, tanto che nel frattempo Bizet si dedic\u00f2 (ma di malavoglia) a un Don Rodrigue per l\u2019Op\u00e9ra, che l\u2019incendio alla Salle Peletier del 28 ottobre 1873 imped\u00ec di allestire. Alla fine Carmen and\u00f2 in scena il 3 marzo 1875: una delle creazioni destinate a maggior gloria di tutta la storia operistica incontr\u00f2 un pessimo debutto: alla presenza di Gounod, Thomas, Delibes, Offenbach. Massenet e Lecocq, il pubblico cominci\u00f2 a mostrare freddezza dal quintetto del secondo atto e lo scontento mont\u00f2 \u2013 per l\u2019eccesso di recitazione cruda e per la delusione di non vedere un balletto \u2013 fino all\u2019ultimo atto, giudicato inadatto all\u2019Op\u00e9ra-Comique, con il pubblico che abbandonava la sala tranne gli amici di Bizet. Se il mezzosoprano C\u00e9lestine Galli-Mari\u00e9, che interpreter\u00e0 il ruolo del titolo per un quindicennio all\u2019Op\u00e9ra-Comique, e Jacques Bouhy come Escamillo ne uscirono bene, il baritono Paul L\u00e9hrie mostr\u00f2 qualche problema d\u2019intonazione e nelle parti senza orchestra per aiutarlo si ricorse a un harmonium di appoggio, suonato dietro le quinte da un allora sconosciuto Vincent D\u2019Indy).<br \/>\nLa partitura stessa risente tuttora di queste vicissitudini: Bizet intervenne con molti tagli durante le prove e ritocc\u00f2 altri dopo la prima, e su questa versione si basa lo spartito per canto e pianoforte pubblicato subito dopo il debutto, oltretutto spesso con la traduzione del libretto in italiano, lingua internazionale della musica di quel tempo, cos\u00ec come veniva allestita in molti teatri in tutto il mondo. Alle difformit\u00e0 del testo musicale non ha posto riparo l\u2019edizione critica di Fritz Oeser del 1964, basata solo sull\u2019autografo senza considerare i ripensamenti di Bizet, per cui un testo definitivo di quest\u2019opera, partitura e libretto, a tutt\u2019oggi non esiste. Inoltre, poich\u00e9 il genere op\u00e9ra-comique prevedeva i dialoghi recitati, per il debutto viennese del 23 ottobre 1875 furono riscritti secondo le abitudini internazionali intonandoli a recitativi da Ernest Guiraud, amico di Bizet, e inseriti nello spartito dall\u2019editore Choudens senza avvertenze. Ma a Vienna Carmen piacque a tutti: a Wagner, a Ciajkovskij, a Brahms. Bismarck, che Brahms stimava il miglior orecchio operistico di Germania, la vide ventisette volte. Da allora ha vissuto un cammino inarrestabile: nei primi due anni si contavano gi\u00e0 novantatr\u00e9 rappresentazioni in Europa.<br \/>\nNon \u00e8 solo la scelta di una figura femminile forte capace di disporre delle proprie passioni e di accettare il proprio destino o l\u2019adozione di personaggi anticonvenzionali ad aver impresso a Carmen quella ventata di novit\u00e0 trasgressiva con cui \u00e8 stata salutata dai contemporanei fra cui anche Nietzsche, che se ne dimostr\u00f2 entusiasta brandendola in opposizione al mondo wagneriano di cui si sentiva disgustato. Il rifiuto delle morbidezze \u201calla Gounod\u201d allora di moda, l\u2019utilizzo della semplicit\u00e0 musicale come carattere fosco, la scansione scenica per tableaux visivi di forte efficacia, l\u2019abbondanza di musica scenica e di ritmi di danza (habanera, chanson Boh\u00e8me, seguidilla, marcia, canzone militare, fanfara del corteo), le armonie taglienti, il rifiuto di impasti strumentali e anzi la preferenza per timbri spesso puri in cui emergono singoli strumenti, il colore spagnolo incarnato a un mondo arcano di sangue e passioni, contribuiscono a qualsiasi rifiuto dell\u2019analisi psicologica dei personaggi per privilegiare la sensazione di oggettivit\u00e0 basata solo sul loro modo di agire, che appare spesso legato a doppio filo a motivazioni di natura ancestrale e ferina. E questo spiega anche perch\u00e9 Carmen sia tuttora una delle tre opere pi\u00f9 eseguite al mondo.<\/p>\n<p>Il libretto<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>Abituato a scegliere in prima persona i libretti, per la commissione dell\u2019Op\u00e9ra-Comique Bizet individu\u00f2 il racconto Carmen di Prosper Merim\u00e9e, uscito nel 1845, e lo sped\u00ec subito a Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy perch\u00e9 ne provvedessero alla riduzione a libretto, ma per prima cosa fu costretto a resistere, invano, ai loro avvertimenti sulla necessit\u00e0 di modificare il contenuto del soggetto per evitare reazioni scandalizzate del pubblico. Del resto, si trattava di andare incontro alle consuetudini di un teatro, l\u2019Op\u00e9ra-Comique, legato abitualmente all\u2019alta borghesia, di cui ospitava persino le feste di fidanzamento, e che certo non avrebbe tollerato una vicenda di amore e tradimenti in mezzo a sigaraie, zingare, contrabbandieri e spargimenti di sangue. Alla fine la spuntarono i librettisti, e anche grazie a questa tenacia Carmen ha potuto vedere la luce.<br \/>\nLa trasposizione in termini teatrali del racconto di Merim\u00e9e si presentava irta di questioni da risolvere. Meilhac e Hal\u00e9vy prima di tutto eliminarono l\u2019espediente narrativo usato nella fonte, cio\u00e8 la narrazione dei fatti in prima persona da parte di Jos\u00e9 allo stesso Merim\u00e9e il giorno prima di essere giustiziato, e introdussero il personaggio di Mica\u00ebla per attenuare la carica immorale di cui la novella era stata accusata fissando quel punto di rettitudine rispetto al quale Carmen \u00e8 eccentrica e Jos\u00e9 si rivela com\u2019era prima di incontrare Carmen. Fu poi sviluppato il ruolo di Escamillo (che nel racconto \u00e8 Lucas, un personaggio che non parla mai) per far risaltare quello di Jos\u00e9, e aggiunti i brani che definiscono teatralmente i personaggi e le situazioni (l\u2019\u201chabanera\u201d di Carmen, l\u2019entrata di Escamillo, la \u201cseguidilla\u201d di Carmen e Jos\u00e9, la \u201ccanzone del fiore\u201d, la scena delle carte, il finale terzo, la scena in cui nel quarto atto Frasquita e Merc\u00e9d\u00e8s avvertono Carmen che Jos\u00e9 si nasconde nella folla). In questo modo Escamillo e Mica\u00ebla assumono la funzione di esaltare le potenzialit\u00e0 drammatiche di Carmen e Jos\u00e9, intorno ai quali ruota tutta la vicenda. Inoltre, nel secondo atto sono stati inglobati vari episodi di Merim\u00e9e, il duello con Zuniga nel racconto avviene in un altro momento (e lo spostamento serve a non accelerare troppo agli occhi del pubblico la degenerazione di Jos\u00e9) e vengono depennati gli altri due delitti compiuti da Jos\u00e9 nel racconto. Lo stesso finale \u00e8 spostato da una localit\u00e0 di montagna alla Plaza de Toros, con l\u2019invenzione della vittoria di Escamillo e dell\u2019ultima supplica di Jos\u00e9.<br \/>\nIn compenso vengono fortemente stemperati la carica selvaggia ed erotica che serpeggia nel racconto, il carattere bugiardo e la cleptomania di Carmen, la personalit\u00e0 orgogliosa del basco Jos\u00e9. In alcuni punti per\u00f2 l\u2019intervento di Bizet \u00e8 certo: sono di sua mano i versi dell\u2019\u201chabanera\u201d e l\u2019assolo di Carmen nella scena delle carte, e comunque sottopose il testo a continui ritocchi anche dopo la prima rappresentazione, il che ha creato enormi problemi agli studiosi che hanno tentato di ricostruire una prima ipotetica versione del testo. Certamente, se avesse dovuto compiere di persona la trasformazione dei dialoghi in recitativi, avrebbe fatto un lavoro diverso da quello di Guiraud: i dialoghi recitati originali erano pi\u00f9 lunghi, contenevano molti passaggi di Merim\u00e9e e offrivano una resa pi\u00f9 efficace dell\u2019azione, oltre ad alcune indicazioni di plausibilit\u00e0 scenica (per esempio il modo con cui Mica\u00ebla raggiunge il covo dei contrabbandieri). In ogni modo il libretto di Meilhac e Hal\u00e9vy, per quanto si possa essere allontanato dalla violenza del racconto di Merim\u00e9e, risulta di una tale efficacia teatrale da poterlo considerare senza dubbio uno dei migliori della storia dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>ATTO PRIMO<br \/>\nA Siviglia verso il 1820. Sotto gli occhi di Moral\u00e8s, capo dei dragoni, ragazzi e soldati aspettano l\u2019uscita delle sigaraie dalla manifattura dei tabacchi. Ecco che dal suo paese di campagna arriva Mica\u00ebla, alla ricerca del brigadiere Don Jos\u00e9, che non \u00e8 arrivato ma &#8211; le viene riferito &#8211; non tarder\u00e0. La ragazza, quindi, si allontana. L\u2019uscita delle sigaraie mette tutti in agitazione, tranne Jos\u00e9, che si mostra disinteressato, innamorato com\u2019\u00e8 di Mica\u00ebla. La pi\u00f9 attesa delle sigaraie \u00e8 l\u2019avvenente Carmen: quando esce tutti gli uomini le si fanno intorno (habanera: \u201cL\u2019amour est un oiseau rebelle\u201d). Carmen nota per\u00f2 l\u2019indifferenza di Jos\u00e9: gli piace, lo punta senza parlare e gli lancia un fiore prima di ritornare nella manifattura. Jos\u00e9 ne resta colpito e nasconde il fiore sotto la giubba. Ritorna Mica\u00ebla che consegna a Jos\u00e9 una lettera della madre (\u201cParle-moi de ma m\u00e8re\u201d) e lo bacia castamente: in quel momento si sentono grida provenire dalla manifattura: \u00e8 Carmen che si \u00e8 azzuffata con una compagna, ferendola al volto. Viene arrestata da Zuniga, tenente delle guardie che ordina a Jos\u00e9 di accompagnarla in prigione. Rimasta sola con lui, Carmen lo prega di liberarlo, dando inizio alla sua opera di seduzione: gli promette amore in cambio della libert\u00e0 (seguidilla: \u201cPr\u00e8s des r\u00e9mparts de S\u00e9ville\u201d). Jos\u00e9, definitivamente sedotto, l\u2019aiuta a fuggire.<\/p>\n<p>ATTO SECONDO<br \/>\nNella taverna di Lillas Pastia, un mese dopo, Carmen sta aspettando il ritorno di Don Jos\u00e9, imprigionato per averla lasciata scappare. Balla con le altre amiche, Merc\u00e9d\u00e8s e Frasquita (chanson boh\u00e8me: \u201cLes tringles des sistres tintaient\u201d). Acclamato dagli ammiratori, entra il torero Escamillo, che vuole brindare con gli amici (\u201cVotre toast, je peux vous le rendre&#8230; Tor\u00e9ador, en garde\u201d) e rivolge qualche frase galante a Carmen, che per\u00f2 \u00e8 tutta concentrata su Jos\u00e9: \u00e8 sicura che, appena uscito dalla prigione, verr\u00e0 a prenderla e perci\u00f2 rifiuta di unirsi al colpo che stanno studiando i suoi amici contrabbandieri, Le Remendado e Le Dancaire (\u201cNous avons en t\u00eate une affaire\u201d). Carmen aveva ragione: arriva finalmente Jos\u00e9 che per\u00f2, appena ode la tromba suonare la ritirata, vorrebbe tornare in casema; indispettita, Carmen prima lo schernisce, poi lo invita a fuggire con lui sulle montagne. Don Jos\u00e9 cerca di far ragionare la donna ribadendole il proprio amore (\u201cLa fleur que tu m\u2019avais jet\u00e9e\u201d). Quando arriva Zuniga, i due si azzuffano per Carmen, divisi da due contrabbandieri, e solo a quel punto Jos\u00e9 si trova costretto a scegliere la fuga unendosi a Carmen.<\/p>\n<p>ATTO TERZO<br \/>\nNon \u00e8 certo la vita in montagna la vita ideale per Jos\u00e9, pieno di rimorsi per la promessa, fatta alla madre, di sposare Mica\u00ebla. Anche con Carmen le cose non vanno come una volta. La sigaraia interroga le carte (\u201cParlez encore, parlez, mes belles\u201d) e il responso \u00e8 terribile: nel suo futuro c\u2019\u00e8 la morte (\u201cEn vain pour \u00e9viter les r\u00e9ponses am\u00e8res\u201d). Mica\u00ebla, che si \u00e8 inerpicata sulla montagna per cercare di redimere il suo uomo (\u201cJe dis que rien ne m\u2019\u00e9pouvante\u201d), lo spinge a scappare e a raggiungere la madre morente. Arriva Escamillo, fra lui e Jos\u00e9 scoppia una rissa scatenata da allusioni fatte da Carmen. Jos\u00e9 colpisce, Carmen riesce per un soffio a evitare che il colpo raggiunga Escamillo. Alla fine Don Jos\u00e9 segue Mica\u00ebla, che spera di strapparlo cos\u00ec al fascino distruttivo di Carmen.<\/p>\n<p>ATTO QUARTO<br \/>\nIn piazza di fronte all\u2019arena di Siviglia il popolo acclama il corteo dei toreri, con Escamillo. Ora Carmen si \u00e8 messa con lui. Nella folla \u00e8 nascosto Jos\u00e9, pazzo di gelosia. Frasquita avverte Carmen che l\u2019uomo \u00e8 sulle sue tracce, consigliandole di fuggire, ma Carmen non la ascolta e lo affronta: Jos\u00e9 la implora di tornare con lui, la minaccia. Ma Carmen lo respinge e, con sprezzo, getta l\u2019anello che Jos\u00e9 le aveva donato. Accecato dall\u2019ira, l\u2019uomo le si avventa contro e la pugnala (\u201cC\u2019est toi! C\u2019est moi!\u201d), lasciandosi poi arrestare mentre invoca il nome di Carmen.<\/p>\n<p>Note di direzione<br \/>\nJordi Bern\u00e0cer<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nel 2022 mettiamo ancora in scena Carmen? Io credo perch\u00e9 come societ\u00e0 abbiamo bisogno di sentire vive le colonne della storia della cultura, e Carmen ha una musica di altissimo livello che \u00e8 necessario sentire presente fra di noi, e non solo perch\u00e9 \u00e8 tanto conosciuta. In effetti il fatto che sia un\u2019opera che abbiamo tutti in testa comporta anche la difficolt\u00e0 principale quando la si interpreta, cio\u00e8 quella di renderla viva in ogni momento. La sfida \u00e8 proprio quella di non limitarsi a rifarla in modi che si sono gi\u00e0 sentiti, ma leggerla ogni volta come se fosse la prima volta, e coinvolgere il pubblico come se fosse il pubblico di quella prima volta del 1875. Per farlo, di solito preparo un\u2019opera tenendo come riferimento la partitura guardandola come se non lo avessi mai sentita prima, e cerco di capire insieme agli interpreti come renderla viva. \u00c8 veramente l\u2019aspetto pi\u00f9 bello del mio mestiere.<br \/>\nLa mia prima Carmen fu in Polonia, poi l\u2019ho diretta a San Francisco, a Caracalla, all\u2019Opera di Roma, in Spagna. \u00c8 perci\u00f2 un\u2019opera che mi accompagna e mi affascina da anni. Certo, per uno spagnolo come me \u00e8 un sapore particolare. Al tempo di Bizet la musica spagnola per i francesi aveva un carattere esotico, come quella orientale, eppure per noi spagnoli la miglior musica spagnola dell\u2019Ottocento prima di De Falla, Granados e Alb\u00e9niz ci sembra proprio quella scritta da compositori francesi. Per Carmen Bizet ha tratto spunti molto essenziali dello spirito spagnolo, prendendo in prestito dalla letteratura musicale spagnola melodie come per la habanera, che \u00e8 in realt\u00e0 un pezzo di Sebasti\u00e1n Yradier, o l\u2019ultimo entr\u2019acte, che \u00e8 preso da una collezione di danze iberiche di Manuel Garc\u00eda. Lo ha fatto perci\u00f2 in modo non \u201cspagnolizzante\u201d, ma con consapevolezza e con un certo studio, funziona benissimo e per questo da spagnolo provo grande rispetto per il lavoro che ha compiuto.<br \/>\nCerto, Carmen \u00e8 molto di pi\u00f9 che colore locale. \u00c8 un\u2019opera ricca e complessa, e ricchi e complessi sono i suoi due personaggi principali, Carmen e Don Jos\u00e9, che per me restano i ruoli pi\u00f9 delicati dal punto di vista vocale e psicologico, anche se in fondo tutti i personaggi di quest\u2019opera presentano pi\u00f9 strati interpretativi. Mi sembra limitativo per esempio pensare che i librettisti abbiano ideato Mica\u00ebla ed Escamillo solo per far risaltare la natura di Carmen e Jos\u00e9: in realt\u00e0 sono personaggi che hanno molto da dire, basta pensare come la stessa Mica\u00ebla riveli un altro tipo di amore rispetto a quello di Carmen, ma non diverso o inferiore. Peccato solo che non abbia molte occasioni di mettersi in mostra. Del resto lo sviluppo della vicenda di quest\u2019opera \u00e8 tutta nella testa di Don Jos\u00e9, ed \u00e8 lui che la scatena e la porta all\u2019epilogo.<br \/>\nInfine, per quanto sia la versione con i recitativi sia quella con i dialoghi parlati originale dell\u2019Op\u00e9ra-Comique siano entrambe valide, abbiamo optato per quella con i recitativi scritti da Guiraud, che sono musicalmente ben fatti, interessanti e aiutano la fluidit\u00e0 e l\u2019organicit\u00e0 dello spettacolo e della resa dei cantanti. E Carmen ha bisogno di fluidit\u00e0, perch\u00e9 Bizet l\u2019ha pensata in modo moderno. Si guardi per esempio l\u2019uso del coro, cos\u00ec dinamico, cos\u00ec protagonistico, cos\u00ec recitato, che all\u2019epoca prese in contropiede gli stessi coristi: \u00e8 un modo di pensare il palcoscenico che apre le porte al futuro. Anche per questi particolari Carmen \u00e8 un\u2019opera di cui oggi abbiamo ancora bisogno.<\/p>\n<p>Note di regia per una Carmen<br \/>\nSilvia Paoli<\/p>\n<p>Per prepararmi ad affrontare Carmen, l\u2019opera \u201ccroce e delizia\u201d per eccellenza (una delle pi\u00f9 rappresentate al mondo) mi sono interrogata a fondo sia sul libretto sia sulla musica trovando poi l\u2019illuminazione andando alle origini, rileggendo Merim\u00e9e.<br \/>\nIn questa messa in scena c\u2019\u00e8, in particolare per me, la rivelazione di come anche questa sia l\u2019ennesima storia di una donna vista attraverso gli occhi degli uomini: compositore, librettisti, scrittore e soprattutto Don Jos\u00e9.<br \/>\nTutta la vicenda \u00e8 in realt\u00e0 una soggettiva, \u00e8 la confessione di un condannato a morte, e quello che viene raccontato si svolge attraverso due morti, quella avvenuta di Carmen e quella decretata di Don Jos\u00e9.<br \/>\nMi \u00e8 sembrato dunque importante concentrare l\u2019attenzione sul fatto che Carmen non esista in realt\u00e0 se non attraverso le parole del suo assassino e che quindi il vero protagonista della vicenda sia Don Jos\u00e9, colui che porta avanti l\u2019azione. Non sappiamo nulla di Carmen che non sia in relazione a lui, Carmen non cambia, Don Jos\u00e9 si trasforma in nome di una passione (che mi guardo bene dal chiamare amore) vissuta in maniera ossessiva, malata, che lo porta a non tollerare l\u2019idea di non poter pi\u00f9 possedere quello che vuole; una storia che potremmo benissimo leggere anche oggi sulla cronaca di qualsiasi quotidiano.<br \/>\nHo pensato quindi a una prigione e all\u2019intera vicenda non tanto come un flashback quanto piuttosto a un ricordo ossessivo di Don Jos\u00e9 che rivive dalla sua cella l\u2019incontro con Carmen e l\u2019epilogo tragico della sua storia, raccontandoselo e deformandolo attraverso l\u2019immaginazione, il proprio punto di vista. La memoria affiora dalla scatola degli oggetti personali e quindi il fiore, la foto di Mica\u00ebla, un ritaglio di giornale, della sabbia in una scarpa, che rievocano spazi e situazioni. L\u2019immagine di Carmen e della loro storia \u00e8 cos\u00ec assillante che Don Jos\u00e9 arriva a confondere la realt\u00e0 con la memoria, tanto da deformare perfino il quotidiano, in una spirale che lo condurr\u00e0 ad immedesimarsi con ci\u00f2 che ricorda, a vivere continuamente fra sogno e veglia senza quasi pi\u00f9 poterli distinguere.<br \/>\nEssendo gli anni Sessanta un periodo in cui per le donne comincia a realizzarsi un processo di emancipazione (ricordo che in Italia il reato di adulterio \u00e8 stato abolito nel 1968 e il delitto d\u2019onore solo nel 1981) e si mettono in discussione i pilastri del patriarcato mi sembrava giusto collocare la vicenda in quegli anni, dove il sogno di molti uomini continua ad oscillare fra la moglie devota e l\u2019amante lasciva (la Santa e il demonio, Mica\u00ebla e Carmen) ma per \u201cil sesso debole\u201d si aprono prospettive di crescita e ribellione.<br \/>\nIn tutta l\u2019opera le donne vengono considerate alla stregua di una merce, vanno pagate, esistono in quanto sigaraie (donne facili e leggere) o per distrarre doganieri con sorrisi e parti del corpo; \u00e8 un occhio maschile quello che guarda, la realt\u00e0 \u00e8 filtrata, \u00e8 un uomo che parla.<br \/>\nSono convinta che per parlare di femminicidio senza retorica sia necessario pi\u00f9 che mai che Carmen muoia; chiamare chi l\u2019ha uccisa non \u201camante tradito\u201d o \u201cfidanzato geloso\u201d ma assassino e metterlo in prigione \u00e8 un modo per rendere giustizia a Carmen e a tutte le donne che vogliono essere loro stesse, a prescindere dai desideri degli altri.<\/p>\n<p>Quella sera al Regio<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>Il 16 settembre 1882 il gran critico musicale Filippo Filippi sent\u00ec il bisogno di correre a vedere Carmen allestita al Teatro Regio di Parma nella stagioncina autunnale destinata a raccogliere fondi per il monumento di Giuseppe Garibaldi, e ne avrebbe fatta una recensione sul \u00abTeatro illustrato\u00bb, il periodico che da meno di due anni Edoardo Sonzogno aveva fondato e armeggiato per dare seria battaglia editoriale al monopolio di Ricordi. A dirla tutta, Sonzogno aveva anche acquistato i diritti di Carmen per l\u2019Italia: per quanto Filippi nell\u2019articolo uscito nel numero di ottobre dichiari subito tutta la propria passione per quest\u2019opera che giudica una delle pi\u00f9 \u00absimpatiche, geniali ed originali dell\u2019arte moderna\u00bb, e per quanto la sua vocazione all\u2019avanguardismo lo esponesse a un inevitabile entusiasmo, c\u2019erano dunque ottimi motivi per sottomettersi a \u00abqualunque disagio\u00bb per seguire questo spettacolo \u2013 anche se non \u00e8 chiaro quale mai fosse il disagio di arrivare nientemeno che a Parma partendo da Milano, per uno che aveva girato mezzo mondo per recensire opere e persino, con disappunto di Verdi che ci vedeva poca spontaneit\u00e0 e molto \u201cevento\u201d, al Cairo per la prima di Aida. Ma forse era solo un modo per dire quanto gli piaceva questo capolavoro di Bizet.<br \/>\nNel 1882 Carmen circolava in Europa ormai da sette anni, per lo pi\u00f9 nella solita traduzione italiana di Antonio De Lauzi\u00e8res (figlio di Achille, traduttore in italiano del Don Carlos di Verdi) cantata per la prima volta a Pietroburgo nel \u201978, ma a Parma si presentava in una produzione organizzata da Italo Campanini, che ricopriva anche il ruolo di Jos\u00e9, con suo fratello Cleofonte sul podio, Stella Bonheur a fare Carmen, Giuseppe Del Puente come Escamillo e le scenografie di Girolamo Magnani, insomma qualcosa di pi\u00f9 che un allestimento appetibile, tanto pi\u00f9 che lo stesso Filippi sottolineava quanto il tenore-impresario non avesse badato a spese, ed era vero: ottanta comparse, ventisette ballerine, novanta coristi e musica della fanfara del quarto atto sul palcoscenico.<br \/>\n\u00c8 la famosa prima Carmen al Regio accolta cos\u00ec cos\u00ec dai parmigiani, tanto che Campanini (Italo) se la leg\u00f2 al dito e il giorno dopo si invent\u00f2 un malanno per non andare in scena, quantunque pare al debutto siano stati bissati due arie e l\u2019entr\u2019acte del terzo atto, i cantanti chiamati in proscenio e le scenografie osannate. \u00c8 probabile che in citt\u00e0 sull\u2019opera di Bizet girasse qualche pregiudizio. Filippi, sbalordito da un parmigiano suo amico e pare tutt\u2019altro che digiuno di musica (\u00abCarmen non \u00e8 che un\u2019opera di canzonette, con una fine tragica\u00bb), insorse: \u00abla Carmen \u00e8 un\u2019opera nel senso pi\u00f9 ampio e rigoroso della parola, \u00e8 un quadro stupendo di colore locale, segue sempre con mirabile efficacia le fasi del dramma, e col recitativo di una straordinaria solidit\u00e0, sostituito al dialogo parlato, \u00e8 adatta alle pi\u00f9 grandi scene\u00bb.<br \/>\nPoco prima aveva sottolineato del resto che \u00aba prima si vista si crede che si tratti di un\u2019opera comica, e lo \u00e8 nell\u2019apparenza, ma nella sostanza \u00e8 un operone serio, serissimo, ch\u2019esige mezzi complicati, artisti speciali, ed \u00e8 per giunta di una grande difficolt\u00e0, tanto di esecuzione musicale, come di interpretazione drammatica\u00bb. E poco dopo, appena elogiate le \u00abdelicatezze, le sfumature, le eleganze di quella istrumentazione\u00bb, che in quest\u2019opera anche la parte corale \u00e8 assai impegnativa perch\u00e9 \u00abcome esigono i nuovi intendimenti del dramma musicale, il coro \u00e8 un personaggio, non gi\u00e0 un\u2019accolta automatica d\u2019individui, che cantano spesso all\u2019unisono, alzando a perfetta vicenda la mano diritta e la sinistra\u00bb. E non aveva ancora cominciato a descrivere l\u2019allestimento del Regio, sul quale ci informer\u00e0 che Italo Campanini aveva fatto di Jos\u00e9 un personaggio \u00abfocoso, selvaggio, quasi brutale\u00bb.<br \/>\nUn momento. Fermi tutti. Queste sono dichiarazioni da commentare.<\/p>\n<p>1) \u00abNella sostanza \u00e8 un operone serio, serissimo\u00bb.<br \/>\nTutto vero, anche perch\u00e9 \u00e8 difficile prendere sul ridere un femminicidio e una mamma morta. Lo stigma di Carmen nasceva all\u2019epoca dal fatto di essere un\u2019op\u00e9ra-comique, anche se nella fase \u201cpost Sedan\u201d in cui il genere op\u00e9ra-comique, solitamente legato a soggetti leggeri e sentimentali, stava convergendo sui caratteri del grand-op\u00e9ra (e a sua volta il grand-op\u00e9ra si andava imborghesendo abbandonando i quadroni storici). Una caratteristica da abbandonare rapidamente, se si voleva imporla sul mercato italiano. Infatti, con i recitativi preparati da Guiraud per Vienna, si presentava \u00abadatta alle pi\u00f9 grandi scene\u00bb. Anzi, occorreva rivestirla di ogni modernit\u00e0, la modernit\u00e0 del \u201cdramma musicale\u201d, cio\u00e8 i mezzi complicati e gli artisti speciali (c\u2019est \u00e0 dire quello che aveva scritto Verdi a Ricordi due anni prima a proposito di un\u2019altra faccenda: i cantanti per le opere, non le opere per i cantanti). In realt\u00e0 Carmen \u00e8 op\u00e9ra-comique meramente per quanto attiene al lavoro dei librettisti, che hanno cercato in tutti i modi di attutire la ferina prevalenza delle passioni che rigurgitano dal racconto di Merim\u00e9e non solo per non offendere il pubblico benpensante e non solo per far risaltare per contrasto la natura di Carmen e la piega che prende la situazione, ma anche perch\u00e9 a Parigi si faceva cos\u00ec, e basta pensare alla figura di Alice in Robert le diable di Meyerbeer, che porta al fratellastro Robert una lettera della madre morente, la stessa cosa cio\u00e8 che fa Mica\u00ebla con Jos\u00e9. Per il resto, Hal\u00e9vy e Meilhac avevano un background nel teatro di Offenbach che li metteva pi\u00f9 sul piano dell\u2019operetta che su quello dell\u2019operona. Era Bizet, semmai, che puntava a scrollare l\u2019op\u00e9ra comique dalle convenzioni, per assicurarsi un successo popolare ma di qualit\u00e0, perfezionista e sinceramente appassionato del proprio lavoro com\u2019era. E i tempi sembravano maturi. Per farlo, occorreva per\u00f2 passare attraverso la musica, una musica non necessariamente innovativa, ma certamente ricontestualizzata.<\/p>\n<p>2) \u00abLe delicatezze, le sfumature, le eleganze di quella istrumentazione\u00bb.<br \/>\n\u00c8 vero che Richard Strauss anni dopo dir\u00e0 che se si vuole imparare a scrivere per orchestra bisogna studiare la partitura di Carmen, ma Carmen non \u00e8 la H\u00e9rodiade, non \u00e8 Tristan und Isolde, non \u00e8 nemmeno Faust, anzi \u00e8 un caso atipico nel contesto musicale francese di quegli anni, proprio perch\u00e9 sfugge dall\u2019impasto orchestrale e dalle morbidezze, privilegiando semmai i timbri puri. La base \u00e8 sempre quella degli archi, ma nella seguidilla emerge il flauto, nel coro dei ragazzini all\u2019inizio spiccano ottavini e cornetta, il corno inglese sottolinea il momento in cui Jos\u00e9 si toglie il fiore dalla giacca, nell\u2019entr\u2019acte del quarto atto spunta l\u2019arpa, il fagotto prende in giro Zuniga nel finale secondo, il clarinetto accompagna Carmen al rientro dopo la rissa \u2013 e sono solo esempi. In generale l\u2019orchestrazione di Carmen \u00e8 leggera, e anzi la sua qualit\u00e0 principale \u00e8 quella di variare non tanto in sfumature e delicatezze, ma di peso o di densit\u00e0 in relazione alle situazioni sceniche.<\/p>\n<p>3) \u00abUn quadro stupendo di colore locale\u00bb.<br \/>\nL\u2019altro ingrediente \u00e8 il colore spagnoleggiante, \u00e8 vero, che per\u00f2 non \u00e8 un esotismo e neppure, come pensava Filippi, ci\u00f2 da cui emerge il dramma delle passioni. \u00c8 invece il modo con cui Bizet si distacca dalla materia dell\u2019opera. La rende oggettiva, in pratica. Il che non significa freddezza, ma un approccio diretto alla realt\u00e0 della vita. Il contrario di Gounod e Massenet, cos\u00ec presi dalle dinamiche minime dei sentimenti. Bizet non concepisce una musica filosofica alla Wagner, lui che era addirittura antireligioso, e anche per questo Nietszche ha opposto Carmen al mondo di Wagner, e della musica di Carmen gli sembrava di cogliere direttamente la causa. E anche per questo, oltre che per aver usato materia \u201cpopolare\u201d, Carmen \u00e8 diventata un modello per i veristi italiani.<\/p>\n<p>4) \u00abFocoso, selvaggio, quasi brutale\u00bb. Infatti Filippi qui non coglie che Italo Campanini aveva sbagliato a impostare il profilo psicologico di Jos\u00e9 equiparandolo a quello di Carmen e facendo perci\u00f2 della loro vicenda una questione interna di cultura sociale. Cos\u00ec \u00e8 in Merim\u00e9e, forse. Ma qui sono entrati in scena Escamillo e Mica\u00ebla, e Mica\u00ebla non a caso si avvale di un registro musicale differente, alla Gounod, cio\u00e8 il massimo disponibile del convenzionale e del moraleggiante, ed Escamillo \u00e8 uno sprezzante, che manipola sentimenti e tori con lo stesso distacco (e qui ribollono ottoni e percussioni). Il dramma scaturisce semmai proprio dal fatto che Jos\u00e9 \u00e8 un convenzionale bravo ragazzo, un po\u2019 marmittonesco, a cui in un secondo momento Carmen strappa dalle budella gli istinti pi\u00f9 repressi. Ma i due appartengono a mondi diversi. Il che non significa che Carmen sia una prostituta volgare, come alcuni interpreti e alcune reg\u00ece tendono a fare. \u00c8 anzi una donna che non disdegna i sentimenti \u2013 infatti si innamora \u2013 e ne \u00e8 sensibile al punto da esorcizzarli nella passione pur di non rimanerne ferita. In realt\u00e0 nel racconto Carmen \u00e8 piccola, magra, giovane, pi\u00f9 carina di una zingara comune, veste con leggiadria e danza bene, e in fondo ama ancora Jos\u00e9 perch\u00e9 lo aspetta e lo incontra (archi, pizzicati, rullio di percussioni). E non significa neppure che Mica\u00ebla sia una santarellina dolente: \u00e8 invece una donna di carattere che per il suo uomo affronta un manipolo di soldati rozzi e si inerpica sola fra montagne controllate da contrabbandieri. Se c\u2019\u00e8 un pericolo, quando si mette in scena Carmen, \u00e8 proprio adagiarsi alle banalit\u00e0.<\/p>\n<p>Morale della favola: Carmen \u00e8 la pi\u00f9 innovatrice delle opere tradizionali proprio perch\u00e9 applica strategie antiche a una materia nuova in un momento storico inatteso. Bizet \u00e8 tutto fuorch\u00e9 un riformatore. I suoi miti erano Mozart e Verdi. Ogni deviazione della linea tradizionale per lui assumeva i connotati sospetti del wagnerismo, pur non disprezzando in fondo neppure i drammi wagneriani, risvolti filosofici a parte. Non a caso, quando con Don Carlos si trova di fronte un Verdi meno tipico, gli d\u00e0 subito del wagnerista. Carmen \u00e8 della stessa pasta di Don Giovanni e Violetta, \u00e8 fuori dalle convenzioni e dalle leggi. La sua filosofia di vita \u00e8 quella dalle opere di Mozart: passioni, sensualit\u00e0 e vitalit\u00e0. La Spagna di Carmen, i suoi ritmi di danza, sono come l\u2019Egitto di Aida, un artificio per inventare il vero, come diceva Verdi, anzich\u00e9 semplicemente copiarlo. E, come Verdi, Bizet sa che la degradazione si nasconde nella semplicit\u00e0: la habanera di Carmen e i couplets di Escamillo sono come \u201cLa donna \u00e8 mobile\u201d, la musica villereccia di Macbeth, il valzerino degli spiritelli di Giovanna d\u2019Arco, cio\u00e8 un\u2019abiezione morale. Ma il Duca di Mantova \u00e8 il Duca di Mantova, Giovanna d\u2019Arco \u00e8 Giovanna d\u2019Arco, il re Duncano \u00e8 il re Duncano, mentre qui ci si aggira fra banditi, zingari, sigaraie, soldatacci e toreri mentre l\u00e0 fuori il mondo sta entrando nel pieno del suo slancio tecnologico: ecco perch\u00e9 invece di complessit\u00e0 e ripiegamenti, Bizet gli sbatte in faccia la brutalit\u00e0 dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Parma, 29 dicembre 2021<\/p>\n<p>Paolo Maier<br \/>\nResponsabile Comunicazione, Ufficio Stampa, Progetti speciali<br \/>\nTeatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16\/A, 43121 Parma \u2013 Italia<br \/>\nTel. +39 0521 203969<br \/>\np.maier@teatroregioparma.it<br \/>\nstampa@teatroregioparma.it<br \/>\nwww.teatroregioparma.it<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<br \/>\nmercoled\u00ec 12 gennaio 2022, ore 20.00 Opera A<br \/>\nvenerd\u00ec 14 gennaio 2022, ore 20.00 Opera B<br \/>\nsabato 15 gennaio 2022, ore 17.00 Fuori abbonamento<br \/>\ndomenica 16 gennaio 2022, ore 15.30 Opera D<br \/>\nvenerd\u00ec 21 gennaio 2022, ore 20.00 Opera C<br \/>\ndomenica 23 gennaio 2022, ore 15.30 Fuori abbonamento<\/p>\n<p>Durata complessiva 3 ore circa, compreso 1 intervallo<\/p>\n<p>CARMEN<\/p>\n<p>Op\u00e9ra-comique in quattro atti di Henry M\u00e9ilhac e Ludovic Hal\u00e9vy<br \/>\ndal romanzo Carmen di Prosper M\u00e9rim\u00e9e<\/p>\n<p>Musica di GEORGES BIZET<\/p>\n<p>Carmen MARTINA BELLI<br \/>\nRAMONA ZAHARIA (15, 21)<br \/>\nDon Jos\u00e9 ARTURO CHACON CRUZ<br \/>\nAZER ZADA (15, 21)<br \/>\nEscamillo MARCO CARIA<br \/>\nALESSANDRO LUONGO (15, 21)<br \/>\nMica\u00ebla LAURA GIORDANO<br \/>\nVERONICA MARINI (15, 21)<br \/>\nDancairo ARMANDO GABBA<br \/>\nRemendado SAVERIO FIORE<br \/>\nMorales GIANNI GIUGA<br \/>\nZuniga MASSIMILIANO CATELLANI<br \/>\nFrasquita ELEONORA BELLOCCI<br \/>\nMercedes CHIARA TIROTTA<\/p>\n<p>Maestro concertatore e direttore JORDI BERN\u00c0CER<\/p>\n<p>Regia SILVIA PAOLI<\/p>\n<p>Scene ANDREA BELLI<br \/>\nCostumi VALERIA DONATA BETTELLA<br \/>\nLuci MARCELLO LUMACA<br \/>\nVideo FRANCESCO CORSI<br \/>\nCoreografie CARLO MASSARI\/C&amp;C COMPANY<\/p>\n<p>ORCHESTRA DELL&#8217;EMILIA-ROMAGNA \u00abARTURO TOSCANINI\u00bb<br \/>\nCORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA<br \/>\nCORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA<\/p>\n<p>Maestro del coro MARTINO FAGGIANI<br \/>\nMaestro del coro di voci bianche MASSIMO FIOCCHI MALASPINA<\/p>\n<p>Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>\nIn coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia<\/p>\n<p>STAGIONE LIRICA 2021-2022<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<\/p>\n<p>11, 12 dicembre 2021<br \/>\nGRAN TEATRO REINACH<br \/>\nOperetta in prima esecuzione assoluta, commissione del Teatro Regio di Parma<\/p>\n<p>12, 14, 15, 16, 21, 23 gennaio 2022<br \/>\nCARMEN<br \/>\nMusica di Georges Bizet<\/p>\n<p>25, 27 febbraio 2022<br \/>\nLA FAVORITA<br \/>\nMusica Gaetano Donizetti<\/p>\n<p>18, 20, 25, 27 marzo 2022<br \/>\nNORMA<br \/>\nMusica Vincenzo Bellini<\/p>\n<p>26, 28, 30 aprile 2022<br \/>\nASCESA E CADUTA DELLA CITT\u00c0 DI MAHAGONNY<br \/>\nAufstieg und Fall der Stadt Mahagonny<br \/>\nMusica Kurt Weill<br \/>\nCALENDARIO<\/p>\n<p>OTTOBRE 2021<\/p>\n<p>30 sab 15.30 e 18.00, Ridotto CARTOONS! per le famiglie<\/p>\n<p>NOVEMBRE 2021<\/p>\n<p>3 mer 20.30 ALEXANDER LONQUICH<br \/>\n17 mer 17.00 REGIO PARMA TEATRO DEL MONDO presentazione del libro<br \/>\n20 sab 15.30 e 18.00 RIGOLETTO. I MISTERI DEL TEATRO per le famiglie<br \/>\n25 gio 21.00 I SONNAMBULI Se non fosse per le donne<br \/>\n26 ven 10.00 LA BELLA ADDORMENTATA per le scuole<br \/>\n27 sab 16.00 LA BELLA ADDORMENTATA per le famiglie<br \/>\n28 dom 20.30 BEATRICE RANA<\/p>\n<p>DICEMBRE 2021<\/p>\n<p>3 ven 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Gran Teatro Reinach<br \/>\n4 sab 20.30 TRIO DI PARMA<br \/>\n5 dom 20.30 EZRALOW DANCE Open<br \/>\n11 sab 20.00 GRAN TEATRO REINACH<br \/>\n12 dom 15.30 GRAN TEATRO REINACH<\/p>\n<p>GENNAIO 2022<\/p>\n<p>8 sab 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Carmen<br \/>\n9 dom 20.00 CARMEN prova riservata agli under30<br \/>\n11 mar 15.30 CARMEN prova aperta<br \/>\n12 mer 20.00 CARMEN Opera A<br \/>\n14 ven 20.00 CARMEN Opera B<br \/>\n15 sab 17.00 CARMEN Fuori abbonamento<br \/>\n16 dom 15.30 CARMEN Opera D<br \/>\n19 mer 9.00, 11.00 IMPAROLOPERA per le scuole<br \/>\n21 ven 20.00 CARMEN Opera C<br \/>\n23 dom 15.30 CARMEN Fuori abbonamento<br \/>\n27 gio 11.30 Piazzale della Pace CERIMONIA IN MEMORIA DI VERDI<br \/>\n29 sab 20.30 BALLETTO DI ROMA Astor, un secolo di tango<\/p>\n<p>FEBBRAIO 2022<\/p>\n<p>3 gio 20.30 GIUSEPPE ALBANESE<br \/>\n5 sab 20.30 ALMAMIA DANZA PROJECT Carmen<br \/>\n15 mar 20.30 PARSONS DANCE<br \/>\n17 gio 20.30 ANDR\u00c0S SCHIFF<br \/>\n19 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie<br \/>\n17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO La Favorita<br \/>\n20 dom 20.30 RICHARD GALLIANO<br \/>\n25 ven 20.00 LA FAVORITA Opera A<br \/>\n27 dom 15.30 LA FAVORITA Opera D<\/p>\n<p>MARZO 2022<\/p>\n<p>12 sab 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Norma<br \/>\n14 lun 20.00 NORMA prova riservata agli under 30<br \/>\n16 mer 15.30 NORMA prova aperta<br \/>\n18 ven 20.00 NORMA Opera A<br \/>\n19 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie<br \/>\n20 dom 15.30 NORMA Opera B<br \/>\n21 lun 20.30 ANNA TIFU, GIUSEPPE ANDALORO<br \/>\n25 ven 9.00 e 11.00 DOLCE CENERENTOLA per le scuole<br \/>\n20.00 NORMA Opera C<br \/>\n26 sab 15.30 e 18.00 DOLCE CENERENTOLA per le famiglie<br \/>\n27 dom 15.30 NORMA Opera D<br \/>\n31 gio 20.30 BALLETTO YACOBSON DI SAN PIETROBURGO Giselle<\/p>\n<p>APRILE 2022<\/p>\n<p>9 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie<br \/>\n22 ven 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Ascesa e caduta&#8230;<br \/>\n23 sab 15.30 e 18.00 CENERENTOQUA CENERENTOLA per le famiglie<br \/>\n24 dom 15.30 ASCESA E CADUTA DELLA CITT\u00c0 DI MAHAGONNY prova aperta<br \/>\n26 mar 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITT\u00c0 DI MAHAGONNY Opera A<br \/>\n28 gio 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITT\u00c0 DI MAHAGONNY Opera B<br \/>\n30 sab 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITT\u00c0 DI MAHAGONNY Opera C<\/p>\n<p>MAGGIO 2022<\/p>\n<p>6 ven 20.30 BALLETTO DI PARMA Contemporaneamnete<br \/>\n8 dom 15.30 e 18.00 BLACK AIDA per le famiglie<br \/>\n20 ven 9.00 e 11.00 CENERENTOLA Grand Hotel dei sogni per le scuole<br \/>\n21 sab 15.30 e 18.00 CENERENTOLA Grand Hotel dei sogni per le famiglie<br \/>\n28 sab 20.30 NUOVO BALLETTO DI TOSCANA Quartetto per la fine del tempo<br \/>\n29 dom 17.30 DAVID RUSSELL.<\/p>\n<p>Il libretto<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>Abituato a scegliere in prima persona i libretti, per la commissione dell\u2019Op\u00e9ra-Comique Bizet individu\u00f2 il racconto Carmen di Prosper Merim\u00e9e, uscito nel 1845, e lo sped\u00ec subito a Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy perch\u00e9 ne provvedessero alla riduzione a libretto, ma per prima cosa fu costretto a resistere, invano, ai loro avvertimenti sulla necessit\u00e0 di modificare il contenuto del soggetto per evitare reazioni scandalizzate del pubblico. Del resto, si trattava di andare incontro alle consuetudini di un teatro, l\u2019Op\u00e9ra-Comique, legato abitualmente all\u2019alta borghesia, di cui ospitava persino le feste di fidanzamento, e che certo non avrebbe tollerato una vicenda di amore e tradimenti in mezzo a sigaraie, zingare, contrabbandieri e spargimenti di sangue. Alla fine la spuntarono i librettisti, e anche grazie a questa tenacia Carmen ha potuto vedere la luce.<br \/>\nLa trasposizione in termini teatrali del racconto di Merim\u00e9e si presentava irta di questioni da risolvere. Meilhac e Hal\u00e9vy prima di tutto eliminarono l\u2019espediente narrativo usato nella fonte, cio\u00e8 la narrazione dei fatti in prima persona da parte di Jos\u00e9 allo stesso Merim\u00e9e il giorno prima di essere giustiziato, e introdussero il personaggio di Mica\u00ebla per attenuare la carica immorale di cui la novella era stata accusata fissando quel punto di rettitudine rispetto al quale Carmen \u00e8 eccentrica e Jos\u00e9 si rivela com\u2019era prima di incontrare Carmen. Fu poi sviluppato il ruolo di Escamillo (che nel racconto \u00e8 Lucas, un personaggio che non parla mai) per far risaltare quello di Jos\u00e9, e aggiunti i brani che definiscono teatralmente i personaggi e le situazioni (l\u2019\u201dhabanera\u201d di Carmen, l\u2019entrata di Escamillo, la \u201cseguidilla\u201d di Carmen e Jos\u00e9, la \u201ccanzone del fiore\u201d, la scena delle carte, il finale terzo, la scena in cui nel quarto atto Frasquita e Merc\u00e9d\u00e8s avvertono Carmen che Jos\u00e9 si nasconde nella folla). In questo modo Escamillo e Mica\u00ebla assumono la funzione di esaltare le potenzialit\u00e0 drammatiche di Carmen e Jos\u00e9, intorno ai quali ruota tutta la vicenda. Inoltre, nel secondo atto sono stati inglobati vari episodi di Merim\u00e9e, il duello con Zuniga nel racconto avviene in un altro momento (e lo spostamento serve a non accelerare troppo agli occhi del pubblico la degenerazione di Jos\u00e9) e vengono depennati gli altri due delitti compiuti da Jos\u00e9 nel racconto. Lo stesso finale \u00e8 spostato da una localit\u00e0 di montagna alla Plaza de Toros, con l\u2019invenzione della vittoria di Escamillo e dell\u2019ultima supplica di Jos\u00e9.<br \/>\nIn compenso vengono fortemente stemperati la carica selvaggia ed erotica che serpeggia nel racconto, il carattere bugiardo e la cleptomania di Carmen, la personalit\u00e0 orgogliosa del basco Jos\u00e9. In alcuni punti per\u00f2 l\u2019intervento di Bizet \u00e8 certo: sono di sua mano i versi dell\u2019\u201chabanera\u201d e l\u2019assolo di Carmen nella scena delle carte, e comunque sottopose il testo a continui ritocchi anche dopo la prima rappresentazione, il che ha creato enormi problemi agli studiosi che hanno tentato di ricostruire una prima ipotetica versione del testo. Certamente, se avesse dovuto compiere di persona la trasformazione dei dialoghi in recitativi, avrebbe fatto un lavoro diverso da quello di Guiraud: i dialoghi recitati originali erano pi\u00f9 lunghi, contenevano molti passaggi di Merim\u00e9e e offrivano una resa pi\u00f9 efficace dell\u2019azione, oltre ad alcune indicazioni di plausibilit\u00e0 scenica (per esempio il modo con cui Mica\u00ebla raggiunge il covo dei contrabbandieri). In ogni modo il libretto di Meilhac e Hal\u00e9vy, per quanto si possa essere allontanato dalla violenza del racconto di Merim\u00e9e, risulta di una tale efficacia teatrale da poterlo considerare senza dubbio uno dei migliori della storia dell\u2019opera.<\/p>\n<p>L\u2019opera in breve<br \/>\nGiuseppe Martini<\/p>\n<p>La realizzazione dell\u2019opera commissionata a Bizet dall\u2019Op\u00e9ra-Comique fu particolarmente tormentata: perplessa dalla scabrosit\u00e0 del soggetto, ritenuto poco opportuno per un teatro frequentato dalla borghesia parigina, la direzione teatrale continuava a rinviarne la messinscena, tanto che nel frattempo Bizet si dedic\u00f2 (ma di malavoglia) a un Don Rodrigue per l\u2019Op\u00e9ra, che l\u2019incendio alla Salle Peletier del 28 ottobre 1873 imped\u00ec di allestire. Alla fine Carmen and\u00f2 in scena il 3 marzo 1875: una delle creazioni destinate a maggior gloria di tutta la storia operistica incontr\u00f2 un pessimo debutto: alla presenza di Gounod, Thomas, Delibes, Offenbach. Massenet e Lecocq, il pubblico cominci\u00f2 a mostrare freddezza dal quintetto del secondo atto e lo scontento mont\u00f2 \u2013 per l\u2019eccesso di recitazione cruda e per la delusione di non vedere un balletto \u2013 fino all\u2019ultimo atto, giudicato inadatto all\u2019Op\u00e9ra-Comique, con il pubblico che abbandonava la sala tranne gli amici di Bizet. Se il mezzosoprano C\u00e9lestine Galli-Mari\u00e9, che interpreter\u00e0 il ruolo del titolo per un quindicennio all\u2019Op\u00e9ra-Comique, e Jacques Bouhy come Escamillo ne uscirono bene, il baritono Paul L\u00e9hrie mostr\u00f2 qualche problema d\u2019intonazione e nelle parti senza orchestra per aiutarlo si ricorse a un harmonium di appoggio, suonato dietro le quinte da un allora sconosciuto Vincent D\u2019Indy).<br \/>\nLa partitura stessa risente tuttora di queste vicissitudini: Bizet intervenne con molti tagli durante le prove e ritocc\u00f2 altri dopo la prima, e su questa versione si basa lo spartito per canto e pianoforte pubblicato subito dopo il debutto, oltretutto spesso con la traduzione del libretto in italiano, lingua internazionale della musica di quel tempo, cos\u00ec come veniva allestita in molti teatri in tutto il mondo. Alle difformit\u00e0 del testo musicale non ha posto riparo l\u2019edizione critica di Fritz Oeser del 1964, basata solo sull\u2019autografo senza considerare i ripensamenti di Bizet, per cui un testo definitivo di quest\u2019opera, partitura e libretto, a tutt\u2019oggi non esiste. Inoltre, poich\u00e9 il genere op\u00e9ra-comique prevedeva i dialoghi recitati, per il debutto viennese del 23 ottobre 1875 furono riscritti secondo le abitudini internazionali intonandoli a recitativi da Ernest Guiraud, amico di Bizet, e inseriti nello spartito dall\u2019editore Choudens senza avvertenze. Ma a Vienna Carmen piacque a tutti: a Wagner, a Ciajkovskij, a Brahms. Bismarck, che Brahms stimava il miglior orecchio operistico di Germania, la vide ventisette volte. Da allora ha vissuto un cammino inarrestabile: nei primi due anni si contavano gi\u00e0 novantatr\u00e9 rappresentazioni in Europa.<br \/>\nNon \u00e8 solo la scelta di una figura femminile forte capace di disporre delle proprie passioni e di accettare il proprio destino o l\u2019adozione di personaggi anticonvenzionali ad aver impresso a Carmen quella ventata di novit\u00e0 trasgressiva con cui \u00e8 stata salutata dai contemporanei fra cui anche Nietzsche, che se ne dimostr\u00f2 entusiasta brandendola in opposizione al mondo wagneriano di cui si sentiva disgustato. Il rifiuto delle morbidezze \u201calla Gounod\u201d allora di moda, l\u2019utilizzo della semplicit\u00e0 musicale come carattere fosco, la scansione scenica per tableaux visivi di forte efficacia, l\u2019abbondanza di musica scenica e di ritmi di danza (habanera, chanson Boh\u00e8me, seguidilla, marcia, canzone militare, fanfara del corteo), le armonie taglienti, il rifiuto di impasti strumentali e anzi la preferenza per timbri spesso puri in cui emergono singoli strumenti, il colore spagnolo incarnato a un mondo arcano di sangue e passioni, contribuiscono a qualsiasi rifiuto dell\u2019analisi psicologica dei personaggi per privilegiare la sensazione di oggettivit\u00e0 basata solo sul loro modo di agire, che appare spesso legato a doppio filo a motivazioni di natura ancestrale e ferina. E questo spiega anche perch\u00e9 Carmen sia tuttora una delle tre opere pi\u00f9 eseguite al mondo.<\/p>\n<p>Note di regia per una Carmen<\/p>\n<p>Per prepararmi ad affrontare Carmen, l\u2019opera \u201ccroce e delizia\u201d per eccellenza (una delle pi\u00f9 rappresentate al mondo) mi sono interrogata a fondo sia sul libretto sia sulla musica trovando poi l\u2019illuminazione andando alle origini, rileggendo Merim\u00e9e.<br \/>\nIn questa messa in scena c\u2019\u00e8, in particolare per me, la rivelazione di come anche questa sia l\u2019ennesima storia di una donna vista attraverso gli occhi degli uomini: compositore, librettisti, scrittore e soprattutto Don Jos\u00e9.<br \/>\nTutta la vicenda \u00e8 in realt\u00e0 una soggettiva, \u00e8 la confessione di un condannato a morte, e quello che viene raccontato si svolge attraverso due morti, quella avvenuta di Carmen e quella decretata di Don Jos\u00e9.<br \/>\nMi \u00e8 sembrato dunque importante concentrare l\u2019attenzione sul fatto che Carmen non esista in realt\u00e0 se non attraverso le parole del suo assassino e che quindi il vero protagonista della vicenda sia Don Jos\u00e9, colui che porta avanti l\u2019azione. Non sappiamo nulla di Carmen che non sia in relazione a lui, Carmen non cambia, Don Jos\u00e9 si trasforma in nome di una passione (che mi guardo bene dal chiamare amore) vissuta in maniera ossessiva, malata, che lo porta a non tollerare l\u2019idea di non poter pi\u00f9 possedere quello che vuole; una storia che potremmo benissimo leggere anche oggi sulla cronaca di qualsiasi quotidiano.<br \/>\nHo pensato quindi a una prigione e all\u2019intera vicenda non tanto come un flashback quanto piuttosto a un ricordo ossessivo di Don Jos\u00e9 che rivive dalla sua cella l\u2019incontro con Carmen e l\u2019epilogo tragico della sua storia, raccontandoselo e deformandolo attraverso l\u2019immaginazione, il proprio punto di vista. La memoria affiora dalla scatola degli oggetti personali e quindi il fiore, la foto di Micaela, un ritaglio di giornale, della sabbia in una scarpa, che rievocano spazi e situazioni. L\u2019immagine di Carmen e della loro storia \u00e8 cos\u00ec assillante che Don Jos\u00e9 arriva a confondere la realt\u00e0 con la memoria, tanto da deformare perfino il quotidiano, in una spirale che lo condurr\u00e0 ad immedesimarsi con ci\u00f2 che ricorda, a vivere continuamente fra sogno e veglia senza quasi pi\u00f9 poterli distinguere.<br \/>\nEssendo gli anni Sessanta un periodo in cui per le donne comincia a realizzarsi un processo di emancipazione (ricordo che in Italia il reato di adulterio \u00e8 stato abolito nel 1968 e il delitto d\u2019onore solo nel 1981) e si mettono in discussione i pilastri del patriarcato mi sembrava giusto collocare la vicenda in quegli anni, dove il sogno di molti uomini continua ad oscillare fra la moglie devota e l\u2019amante lasciva (la Santa e il demonio, Micaela e Carmen) ma per \u201cil sesso debole\u201d si aprono prospettive di crescita e ribellione.<br \/>\nIn tutta l\u2019opera le donne vengono considerate alla stregua di una merce, vanno pagate, esistono in quanto sigaraie (donne facili e leggere) o per distrarre doganieri con sorrisi e parti del corpo; \u00e8 un occhio maschile quello che guarda, la realt\u00e0 \u00e8 filtrata, \u00e8 un uomo che parla.<br \/>\nSono convinta che per parlare di femminicidio senza retorica sia necessario pi\u00f9 che mai che Carmen muoia; chiamare chi l\u2019ha uccisa non \u201camante tradito\u201d o \u201cfidanzato geloso\u201d ma assassino e metterlo in prigione \u00e8 un modo per rendere giustizia a Carmen e a tutte le donne che vogliono essere loro stesse, a prescindere dai desideri degli altri.<\/p>\n<p>Silvia Paoli<\/p>\n<p>Teatro Regio di Parma<br \/>\nmercoled\u00ec 12 gennaio 2022, ore 20.00 Opera A<br \/>\nvenerd\u00ec 14 gennaio 2022, ore 20.00 Opera B<br \/>\nsabato 15 gennaio 2022, ore 17.00 Fuori abbonamento<br \/>\ndomenica 16 gennaio 2022, ore 15.30 Opera D<br \/>\nvenerd\u00ec 21 gennaio 2022, ore 20.00 Opera C<br \/>\ndomenica 23 gennaio 2022, ore 15.30 Fuori abbonamento<\/p>\n<p>CARMEN<\/p>\n<p>Op\u00e9ra-comique in quattro atti di Henry M\u00e9ilhac e Ludovic Hal\u00e9vy<br \/>\ndal romanzo Carmen di Prosper M\u00e9rim\u00e9e<\/p>\n<p>Musica di GEORGES BIZET<\/p>\n<p>Carmen MARTINA BELLI<br \/>\nRAMONA ZAHARIA (15, 21)<br \/>\nDon Jos\u00e9 ARTURO CHACON CRUZ<br \/>\nAZER ZADA (15, 21)<br \/>\nEscamillo MARCO CARIA<br \/>\nALESSANDRO LUONGO (15, 21)<br \/>\nMicaela LAURA GIORDANO<br \/>\nVERONICA MARINI (15, 21)<br \/>\nDancairo ARMANDO GABBA<br \/>\nRemendado SAVERIO FIORE<br \/>\nMorales GIANNI GIUGA<br \/>\nZuniga MASSIMILIANO CATELLANI<br \/>\nFrasquita ELEONORA BELLOCCI<br \/>\nMercedes CHIARA TIROTTA<\/p>\n<p>Maestro concertatore e direttore JORDI BERNACER<\/p>\n<p>Regia SILVIA PAOLI<\/p>\n<p>Scene ANDREA BELLI<br \/>\nCostumi VALERIA DONATA BETTELLA<br \/>\nLuci MARCELLO LUMACA<br \/>\nVideo FRANCESCO CORSI<br \/>\nCoreografie CARLO MASSARI\/C&amp;C COMPANY<\/p>\n<p>ORCHESTRA DELL&#8217;EMILIA-ROMAGNA \u00abARTURO TOSCANINI\u00bb<br \/>\nCORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA<br \/>\nCORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA<\/p>\n<p>Maestro del coro MARTINO FAGGIANI<br \/>\nMaestro del coro di voci bianche MASSIMO FIOCCHI MALASPINA<\/p>\n<p>Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>\nIn coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19451\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf.jpg\" alt=\"\" width=\"834\" height=\"1212\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf.jpg 834w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf-768x1116.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf-705x1024.jpg 705w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/l\u00f2kjhgf-103x150.jpg 103w\" sizes=\"(max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><\/a><\/p>\n<p>un video di operaclassica con le foto del cast, storyboard, bozzetti costumi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"operaclassica: Carmen al teatro regio di Parma.\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ULOVlIa-6FI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; 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