{"id":19867,"date":"2022-01-20T16:39:23","date_gmt":"2022-01-20T16:39:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19867"},"modified":"2022-01-20T16:39:23","modified_gmt":"2022-01-20T16:39:23","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1226","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=19867","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA<\/p>\n<p>Sabato 22 gennaio 2022, alle ore 20:00, prima recita dell\u2019opera \u00abLo sposo di tre, e marito di nessuna\u00bb, di Luigi Cherubini.<br \/>\nSul podio del nuovo auditorium, alla guida dell\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino,<br \/>\nil maestro Diego Fasolis al suo debutto al Maggio.<\/p>\n<p>Nel cast Sara Blanch, Ruzil Gatin, Fabio Capitanucci, Arianna Vendittelli, Benedetta Torre,<br \/>\nAlessio Arduini e Giulio Mastrototaro.<\/p>\n<p>La regia \u00e8 di Cesare Lievi.<br \/>\nAltre quattro le recite in cartellone: il 24 gennaio, il 4 e l\u20198 febbraio 2022 alle ore 20<br \/>\ne il 6 febbraio alle ore 15:30.<br \/>\nPer la prima volta il titolo a Firenze.<\/p>\n<p>Firenze, 18 gennaio 2022\u00a0&#8211; Sabato 22 gennaio 2022 alle ore 20 va in scena la prima dell\u2019opera\u00a0Lo sposo di tre, e marito di nessuna, di Luigi Cherubini. Sul podio del nuovo auditorium \u201cZubin Mehta\u201d,\u00a0Diego Fasolis al suo debutto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La regia \u00e8 di\u00a0Cesare Lievi, che torna al Maggio dopo le recite di\u00a0Linda di Chamounix\u00a0di Gaetano Donizetti dello scorso settembre 2021. Nel cast figurano\u00a0Sara Blanch\u00a0che \u00e8 Donna Lisetta, Ruzil Gatin\u00a0che interpreta Don Martino,\u00a0Fabio Capitanucci\u00a0nel ruolo di Don Pistacchio, Arianna Vendittelli\u00a0in quello di Donna Rosa, Alessio Arduini come Don Simone, Benedetta Torre come Bettina e Giulio Mastrototaro come Folletto. In questa nuova produzione scene e costumi sono firmati da\u00a0Luigi Perego\u00a0e le luci sono curate da\u00a0Luigi Saccomandi. L\u2019opera, mai rappresentata fin ora a Firenze era gi\u00e0 stata programmata &#8211; ma fu cancellata come tutto il Festival per le limitazioni sanitarie legate alla pandemia &#8211; come titolo inaugurale del Festival del 2020 e fu scelta, allora come adesso, per riportare all\u2019attenzione del pubblico i componimenti di questo straordinario musicista fiorentino e per contribuire a colmare la lacuna di programmazione delle sue opere.<br \/>\nLo sposo di tre, e marito di nessuna \u00e8 l\u2019unica opera buffa di Luigi Cherubini che la compose per Venezia dove debutt\u00f2 con successo al Teatro San Samuele nel novembre del 1783. Cherubini, al tempo poco pi\u00f9 che ventenne, si ciment\u00f2 con un genere per lui inconsueto, realizzando un divertissement in linea con la tradizione di scuola napoletana pieno di verve musicale e brio. L\u2019azione \u00e8 animata dalla consueta girandola di inganni, equivoci, burle e mascheramenti a uso e consumo di personaggi che sembrano usciti da un canovaccio della commedia dell\u2019arte: le baronesse Donna Lisetta e Donna Rosa, il capitano Don Martino, Don Pistacchio barone di Lago Secco, Don Simone suo zio, i popolani Bettina e Folletto. Tutto ruota attorno al matrimonio non riuscito di Don Pistacchio, promesso sposo di Donna Rosa che, tratto in inganno da Don Martino fratello di Lisetta, corteggia sia Donna Lisetta che la popolana Bettina, salvo poi tornare pentito sui propri passi. Ma \u2018chi troppo vuole nulla stringe\u2019, recita un antico proverbio e Don Pistacchio, che di donne ne corteggia addirittura tre, alla fine non riuscir\u00e0 a impalmarne nemmeno una. Lo sposo di tre, e marito di nessuna non sembra aver girato al di l\u00e0 di Venezia: di tanta musica sopravvisse solo la Sinfonia iniziale che, preceduta da un tempo lento di nuova composizione, verr\u00e0 riciclata da Cherubini stesso nel suo primo op\u00e9ra-comique parigino (L\u2019h\u00f4tellerie portugaise, 1798). Bisogner\u00e0 attendere oltre un secolo per un secondo allestimento dell\u2019opera: a Dresda nel 1926, ma in traduzione tedesca e sotto il titolo di Don Pistacchio, der dreifach Verlobte che individuava una drammaturgia completamente riscritta. Altrettanto lontana dallo spirito originale fu la rielaborazione presentata a Weimar nel 2000, con i recitativi secchi trasformati in dialoghi parlati. Date queste premesse, l\u2019allestimento del 2005 al XXXI Festival di Martina Franca pot\u00e9 a buon diritto fregiarsi della qualifica di \u201cprima rappresentazione in tempi moderni\u201d, realizzata grazie all\u2019edizione critica della partitura prodotta da Helen Geyer (all\u2019interno della Luigi Cherubini Kritische Werkausgabe), ora riproposta anche a Firenze.<br \/>\nDonna Lisetta \u00e8 interpretata da\u00a0Sara Blanch, al suo debutto al Teatro del Maggio: il giovane soprano catalano \u00e8 dotato di un repertorio molto vasto avendo sostenuto nel corso della sua carriera 27 ruoli operistici diversi, articolandosi fra titoli come\u00a0Don Pasquale\u00a0di Gaetano Donizetti,\u00a0Die Zauberfl\u00f6te\u00a0di Wolfgang Amadeus Mozart e\u00a0Il turco in Italia\u00a0di Gioachino Rossini. Sara Blanch torner\u00e0 inoltre sulle scene del Maggio nel corso del prossimo 84\u00ba Festival del Maggio Musicale Fiorentino.\u00a0Ruzil Gatin\u00a0\u00e8 il capitano Don Martino: il giovane tenore si laurea all\u2019Universit\u00e0 di Mosca in arte drammatica e nel 2012 si diploma al Conservatorio di Kazan in canto. Vincitore di numerose competizioni internazionali \u00e8 gi\u00e0 uno dei protagonisti della scena musicale internazionale. Al Maggio ha recentemente interpretato il\u00a0Barbiere di Siviglia\u00a0di Gioachino Rossini, andato in scena nell\u2019ottobre 2020 diretto da Michele Gamba per la regia di Damiano Michieletto. Analogamente a Sara Blanch anche Gatin torner\u00e0 al Teatro del Maggio nel corso del di una produzione prevista per il prossimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Fabio Capitanucci\u00a0\u00e8 Don Pistacchio: il celebre baritono \u00e8 da tempo una presenza stabile nei cartelloni dei pi\u00f9 importanti teatri al mondo come il Metropolitan di New York, il Teatro alla Scala e la Royal Opera House di Londra.\u00a0Anche Capitanucci \u00e8 stato fra i protagonisti del\u00a0Barbiere di Siviglia\u00a0andato in scena al Maggio nell\u2019ottobre del 2020, oltre ad aver recentemente interpretato il ruolo del marchese di Boisfleury nella\u00a0Linda di Chamounix\u00a0di Gaetano Donizetti programmata fra il settembre e l\u2019ottobre 2021 con la direzione di Michele Gamba e la regia di Cesare Lievi. Arianna Vendittelli\u00a0interpreta la baronessa Donna Rosa; nata a Roma, vanta un repertorio vasto che si estende dal barocco fino ad arrivare a Mozart, del quale \u00e8 un\u2019esperta interprete, e Rossini. Recentemente \u00e8 stata fra i protagonisti, &#8211; cogliendo un caloroso consenso personale sia di pubblico che da parte della critica &#8211; de\u00a0Il ritorno di Ulisse in patria,\u00a0andato in scena fra il giugno e il luglio del 2021 al Teatro della Pergola diretta da Ottavio Dantone per la regia di Robert Carsen per l\u201983esima edizione del Festival del Maggio Musicale.<br \/>\nCompletano il cast\u00a0Alessio Arduini\u00a0come Don Simone, che al Maggio\u00a0ha debuttato\u00a0in\u00a0Die Zauberfl\u00f6te\u00a0nel marzo del 2017 diretto da Ronald B\u00f6er per la regia di Damiano Michieletto e che torner\u00e0 a Firenze nel corso di una produzione dell\u201984\u00ba Festival del Maggio Musicale Fiorentino;\u00a0Benedetta Torre\u00a0come Bettina; l\u2019affermato e giovane soprano genovese ha debuttato al Maggio nella recente produzione del\u00a0Cos\u00ec fan tutte\u00a0di Wolfgang Amadeus Mozart, prima solo registrata in video e trasmessa sulla piattaforma ItsArt con la direzione di Zubin Mehta e poi andata in scena fra a fine agosto e i primi di settembre 2021 diretta in questa seconda occasione da \u00c1d\u00e1m Fischer per la regia di Sven-Eric Bechtolf; anche Benedetta Torre torner\u00e0 a Firenze nel corso di una futura produzione dell\u201984\u00ba Festival del Maggio. Giulio Mastrototaro compie i propri studi musicali al Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano. Al Teatro del Maggio, ha debuttato nel novembre 2013 nell&#8217; Elisir d&#8217;amore di Gaetano Donizetti diretto da Giuseppe La Malfa per la regia di Rosetta Cucchi. E\u2019 tornato recentemente per sostenere il ruolo di Sciarrone in Tosca di Giacomo Puccini andata in scena, in forma di concerto, il 19 maggio 2021 in occasione dell\u201985\u00ba compleanno del maestro Zubin Mehta a Firenze e pochi giorni dopo nella trionfale recita eseguita in forma di concerto al Festival di Pentecoste a Salisburgo. Mastrototaro \u00e8 stato tra gli interpreti \u2013 era Don Pistacchio \u2013 della messa in scena della prima in tempi moderni di Martina Franca e in questa produzione del Maggio, interpreta il ruolo di Folletto.<\/p>\n<p>Parlando della produzione e del suo debutto a Firenze, il maestro\u00a0Diego Fasolis\u00a0ha sottolineato l\u2019importanza del lavoro svolto con l\u2019orchestra nel corso della produzione: \u201cTra le difficolt\u00e0 che quest\u2019opera pone c&#8217;\u00e8 sicuramente un approccio di un\u2019orchestra che non \u00e8 un\u2019orchestra sinfonica ma da camera: la disponibilit\u00e0 dei professori dell\u2019Orchestra del Maggio \u00e8 straordinaria: sia nel lavorare sui dettagli e sulle articolazioni sia sulla sincronizzazione con attori e cantanti. Questo con una variet\u00e0 di \u2018colori\u2019 limitata: abbiamo solo due oboi, due flauti, gli archi e due corni; abbiamo aggiunto il fagotto per dare il colore del basso e avremo il fortepiano che accompagner\u00e0 costantemente le varie arie e una realizzazione del basso continuo e dei recitativi secchi con violoncello e fortepiano, appunto. L\u2019Orchestra del Maggio, oltre a una grande abilit\u00e0 ha dimostrato una grande flessibilit\u00e0.\u201d Proseguendo nella sua analisi ha anche evidenziato il grande lavoro svolto insieme al regista Cesare Lievi, oltre alle emozioni relative al suo debutto al Maggio: \u201cNon sempre capita di avere una relazione fra la direzione musicale e quella di scena come quella che si \u00e8 creata con Cesare Lievi: \u201cLui capisce perfettamente le mie intenzioni musicali, e io le sue intenzioni sceniche. Qui al Maggio si realizza dunque quello che dovrebbe sempre essere: un\u2019unit\u00e0 d\u2019intenti tra regia e musica, tra apparato scenico e apparato musicale. Essere qui per la prima volta al Maggio, non solo come direttore ma anche come ascoltatore, \u00e8 un\u2019emozione. Esibirsi in una sala come il nuovo Auditorium, che porta il nome di uno dei miei miti musicali \u00e8 davvero una doppia gioia, anche nell\u2019eseguire qui a Firenze quest\u2019opera per la prima volta, che inoltre \u00e8 stata scritta da un fiorentino. Non posso che ringraziare dell\u2019onore che mi viene fatto nell\u2019essere qui\u201d.<\/p>\n<p>Anche\u00a0Cesare Lievi, che ritorna al Maggio dopo la\u00a0Linda di Chamounix\u00a0andata in scena fra il settembre e l\u2019ottobre 2021, ha sottolineato l\u2019importanza della collaborazione con il maestro Fasolis: \u201cLa collaborazione con il maestro Diego Fasolis \u00e8 stata molto bella, viene alle prove e guarda cosa succede, cerca di dare suggerimenti musicali a quanto regista e attori propongono: questo \u00e8 molto proficuo e spero che si potr\u00e0 comprendere in scena il significato di questo lavoro svolto assieme perch\u00e9 ci\u00f2 che accade sul palcoscenico \u00e8 in armonia con l\u2019orchestra: del resto il teatro d\u2019opera \u00e8 il teatro in musica; quindi, azioni e musica devono andare con lo stesso passo e giustificarsi l\u2019una con le altre ma soprattutto potenziarsi reciprocamente.\u201d Parlando del nuovo auditorium, Lievi ha affermato di come la sala sia perfetta per dimensioni nell\u2019ottica di quest\u2019opera: \u201cL\u2019ultima volta che sono stato al Maggio per Linda di Chamounix, lavorai nella sala grande, adesso lo faccio qui nell\u2019Auditorium Zubin Mehta: una sala davvero meravigliosa dal punto di vista acustico. Tra l\u2019altro le dimensioni della sala sono perfette per l\u2019opera che stiamo allestendo, essendo piena di recitativi e con un\u2019orchestra ridotta. L\u2019opera ha inoltre bisogno di un\u2019estrema \u2018vicinanza\u2019 del pubblico, cosa che questo auditorium consente perfettamente\u201d. Lievi ha poi concluso la sua analisi parlando di come abbia lavorato insieme al cast di questa nuova produzione: \u201cPer prima cosa ci siamo posti come primo impegno di rendere estremamente piacevole lo spettacolo, districando l\u2019intrigo di quella drammaturgia, in modo che il pubblico possa capire il pi\u00f9 possibile di ci\u00f2 che sta accadendo senza le complicazioni che la trama suggerisce. Poi abbiamo cercato di tramutare l\u2019opera buffa in una fantasmagorica girandola surreale in cui vengono mostrati il cinismo e la perfidia dei rapporti umani, soprattutto nei rapporti sentimentali. Ne \u00e8 venuto fuori, a mio avviso, uno spettacolo molto gradevole, intelligente, fine e che pu\u00f2 far pensare, nonostante questa sia un\u2019opera buffa\u201d.<\/p>\n<p>LO SPOSO DI TRE, E MARITO DI NESSUNA<br \/>\ndi Luigi Cherubini<br \/>\nDramma giocoso per musica in due atti<br \/>\nLibretto di Filippo Livigni<br \/>\nMusica di Luigi Cherubini<br \/>\nEdizione critica della Internationalen Cherubini-Gesellschaft e.v. Berlin, a cura di Helen Geyer e Elisabeth Bock<br \/>\nEdizione N. Simrock (Anton J. Benjamin GmbH, Berlin)<br \/>\nRappresentante per l\u2019Italia: Casa musicale Sonzogno di Piero Ostali<br \/>\nNuovo Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nPrima rappresentazione a Firenze<br \/>\n\u2014<br \/>\nMaestro concertatore e direttore Diego Fasolis<br \/>\nRegia Cesare Lievi<br \/>\nScene e costumi Luigi Perego<br \/>\nLuci Luca Saccomandi<br \/>\n\u2014<br \/>\nDonna Lisetta, Baronessa, sorella di Don Martino Sara Blanch<br \/>\nDonna Rosa, Baronessa, promessa sposa di Don Pistacchio Arianna Vendittelli<br \/>\nBettina, cantatrice da piazza Benedetta Torre<br \/>\nDon Martino, Capitano Ruzil Gatin<br \/>\nDon Pistacchio, Barone di Lago Secco Fabio Capitanucci<br \/>\nFolletto, giocatore di bussolotti, seguace di Bettina Giulio Mastrototaro<br \/>\nDon Simone, zio di Don Pistacchio Alessio Arduini<br \/>\n\u2014<br \/>\nOrchestra del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nAiuto regista Mirko Rizzi<br \/>\nAssistente scenografo Luca Filaci<br \/>\n\u2014<br \/>\nFiguranti speciali: Elena Barsotti, Maria Lucia Bianchi, Ermelinda Pansini, Enrica Pecchioli, Andrea Bassi, Cristiano Colangelo, Giacomo Dominici, Stefano Francasi, Francesco Grossi, Filippo Lai, Alessio Nieddu, Francesco Pacelli, Andrea Saccoman, Silvio Zanoncelli<br \/>\n\u2014<br \/>\nCon sopratitoli in italiano e inglese a cura di Prescott Studio, Firenze<\/p>\n<p>Prezzi:<br \/>\nSettore D: 40\u20ac &#8211; Settore C: 70\u20ac &#8211; Settore B: 130 \u20ac &#8211; Settore A: 180\u20ac<\/p>\n<p>Fabio Capitanucci, Don Pistacchio<br \/>\n\u201cSono felicissimo di trovarmi al Maggio e mi sono immediatamente innamorato di questo ruolo: devo dire che l\u2019ho anche trovato quasi autobiografico! Un altro aspetto che voglio sottolineare \u00e8 la grande armonia che si \u00e8 creata con il gruppo di tutti quanti i miei bravissimi colleghi. Don Pistacchio potrebbe sembrare un ruolo buffo e scriteriato ma in realt\u00e0 \u00e8 un personaggio molto realistico: crede, in buona fede, in ci\u00f2 che sente e gli viene detto. L\u2019equivoco nasce nel momento in cui lui vede l\u2019immagine della sua futura sposa: da qui nascono una serie di incomprensioni che diventano comiche e fanno sorridere e riflettere. Questo mette in evidenza anche il lato cinico e spietato di alcuni personaggi i quali approfittano della buona fede di quest&#8217;uomo per ordire i loro intrighi. Quindi parliamo certamente di un\u2019opera buffa ma che \u00e8 resa comica dalle situazioni.\u201d<\/p>\n<p>Benedetta Torre,\u00a0Bettina<br \/>\n\u201cIl ruolo di Bettina \u00e8 molto divertente: insieme a Giulio Mastrototaro, che interpreta il ruolo di Folletto, siamo i \u2018partners in crime\u2019 di questo spettacolo. In questo c\u2019\u00e8 molta comicit\u00e0; insieme cerchiamo di accaparrarci le grazie dei nobili e ci sono molti momenti simpatici. In altri momenti, invece, si vede l\u2019altra faccia della medaglia di questa situazione: la disgrazia di doversi quasi sempre vendersi. Un lavoro a tutto tondo dunque e molto interessante, anche a livello teatrale, poich\u00e9 abbiamo lavorato moltissimo sulla gestualit\u00e0 e sui tempi, comici e non, grazie al maestro Diego Fasolis che con uno stile sempre preciso \u00e8 riuscito a coniugare la musica con il gesto teatrale in un modo elegante e fluido.\u201d<\/p>\n<p>Giulio Mastrototaro, Folletto<br \/>\n\u201cIo ho gi\u00e0 avuto modo di cantare quest\u2019opera, in quel contesto interpretando Don Pistacchio, nel 2005 a Martina Franca e debbo dire che cambiare ruolo \u00e8 stato molto interessante. In quell\u2019occasione la regia fu curata da Davide Livermore che ebbe una concezione completamente diversa rispetto a quella di Cesare Lievi ma entrambe funzionano in modo perfetto: questo \u00e8 davvero interessante perch\u00e9 in un\u2019opera come questa di Cherubini, giovanile e non famosa, non \u00e8 affatto scontato che si riescano a dare due interpretazioni cos\u00ec diverse ma anche cos\u00ec funzionali. Folletto \u00e8 un \u2018Figaro alle prime armi\u2019 perch\u00e9 punta sempre al denaro &#8211; addirittura spinge la sua donna fra le braccia di Don Pistacchio pur di avere dei soldi \u2013 assomiglia molto al Figaro di Paisiello dove predomina la componente legata al denaro. Ritrovare il maestro Fasolis, che reputo uno dei pochi \u2018direttori teatrali\u2019 che ci sono, \u00e8 un grande piacere: assiste sempre ad ogni regia e interviene con osservazioni veramente intelligenti dal punto di vista teatrale e questo non \u00e8 semplice da trovare nella figura del direttore d\u2019orchestra.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA Sabato 22 gennaio 2022, alle ore 20:00, prima recita dell\u2019opera \u00abLo sposo di tre, e marito di nessuna\u00bb, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-19867","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19867\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}