{"id":20052,"date":"2022-01-28T00:06:17","date_gmt":"2022-01-28T00:06:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20052"},"modified":"2022-01-28T00:06:17","modified_gmt":"2022-01-28T00:06:17","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1247","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20052","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20053\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>La Sonnambula di Vincenzo Bellini<br \/>\nIl capolavoro del catanese torna al San Carlo dopo 20 anni di assenza<br \/>\nDomenica 30 gennaio alle 17<\/p>\n<p>Domenica 30 gennaio alle 17.00 torna un titolo assente da 20 anni dal palcoscenico sancarliano, La Sonnambula di Vincenzo Bellini.<br \/>\nMelodramma serio in due atti su libretto di Felice Romani La Sonnambula sar\u00e0 diretta da Lorenzo Passerini, giovane e gi\u00e0 affermato direttore, per la prima volta alla guida di Orchestra e Coro del Massimo napoletano. Maestro del Coro \u00e8 Jos\u00e9 Luis Basso.<br \/>\nProtagonista, nel ruolo di Amina \u00e8 Jessica Pratt. Accanto a lei Francesco Demuro nel ruolo di Elvino, il russo Alexander Vinogradov nei panni di Rodolfo e Manuela Custer in quelli di Teresa. Completano il cast Valentina Varriale (Lisa), Ignas Melnikas (Alessio), Walter Omaggio (Un notaro).<br \/>\nLo spettacolo \u00e8 in forma di concerto.<\/p>\n<p>Dalla Guida all\u2019ascolto del programma di sala<br \/>\nDi Maria Rosaria De Luca<br \/>\nLa genesi di Sonnambula va riferita all\u2019ultimo scorcio dell\u2019anno 1830, quando Bellini e Romani decisero, per probabili motivi di censura, di accantonare il progetto di un\u2019opera tratta da Hernani di Victor Hugo e di rivolgersi a un soggetto di genere idilliaco campestre, una com\u00e9die-vaudeville dal titolo La Villageoise somnambule ou Les deux fianc\u00e9es di Fran\u00e7ois-Victor-Armand d\u2019Artois (detto anche Dartois) e Jean-Henri Dupin, messa in scena al Th\u00e9\u00e2tre des Vari\u00e9t\u00e9s parigino nell\u2019ottobre del 1827, a sua volta riadattamento di un ballet-pantomime, La Somnambule, ou L\u2019Arriv\u00e9e d\u2019un nouveau Seigneur, di Eug\u00e8ne Scribe e Jean-Pierre Aumer per la musica di Ferdinand H\u00e9rold, dato all\u2019Op\u00e9ra di Parigi appena un mese prima. La sonnambula fu scritta per una compagnia vocale che annoverava due astri del belcanto come il soprano Giuditta Pasta e il tenore Giovanni Battista Rubini. Se Rubini era stato un collaboratore assiduo di Bellini (aveva sostenuto le parti di Gernando nella Bianca e di Gualtiero nel Pirata), l\u2019avere per la prima volta a disposizione una primadonna come la Pasta, dalle spiccate doti vocali e, soprattutto, drammatiche, galvanizz\u00f2 il musicista. Con La sonnambula, da poeta e musicista concepita e dettata in meno di due mesi, la Pasta consegn\u00f2 il ritratto esemplare di un personaggio tenero e accorato, quasi emanazione del paesaggio alpestre, idilliaco e incontaminato, in cui Romani situ\u00f2 la vicenda. In definitiva, si tratta di un\u2019opera semiseria, dalla quale, in linea con le tendenze romantiche professate dal musicista, \u00e8 stata espunta qualsiasi connotazione giocosa, in modo da conferirle un carattere \u00abautentico e ideale allo stesso tempo\u00bb; una storia tenera e innocente di due fidanzati svizzeri condita con l\u2019interesse di moda per il sonnambulismo e i fenomeni dell\u2019inconscio, causa di un temporaneo malinteso che dinamizza una drammaturgia essenzialmente statica nell\u2019episodio dell\u2019improvviso rifiuto delle nozze per sospetta infedelt\u00e0 della sposa e in quello dell\u2019eroina che cammina pericolosamente nel sonno sul tetto del mulino. Rappresentata con enorme successo al Teatro Carcano di Milano la sera del 6 marzo 1831, la \u2018favola\u2019 di Amina ed Elvino segna altres\u00ec un punto d\u2019arrivo nella parabola creativa di Bellini, per quanto attiene alla continuit\u00e0 e intensit\u00e0 del respiro drammatico. Il canto vi \u00e8 esposto nella sua nudit\u00e0, privo di accompagnamento o sostenuto da radi accordi pizzicati o arpeggiati, gli ornamenti della linea vocale arricchiscono di sfumature inedite il ventaglio espressivo del canto. Tali prerogative si affermano con particolare eloquenza nella cavatina di Amina (\u00abCome per me sereno\u00bb), un estatico inno di gioia all\u2019amore espresso da una promessa sposa, in quella di Elvino (\u00abPrendi, l\u2019anel ti dono\u00bb), trattata alla stregua di un duetto (insieme ad Amina), nel duettino Amina-Elvino (\u00abSon geloso del zefiro errante\u00bb), innescato da uno sfogo di gelosia, ma risolto, nell\u2019a due, in \u00abuna sfida di trilli, di volate e di gorgheggi\u00bb (\u00abL\u2019Eco\u00bb, 9 marzo 1831), specchio della riconquistata (seppur temporaneamente) comunione amorosa; e raggiungono l\u2019apice nel cantabile dell\u2019aria conclusiva, \u00abAh! non credea mirarti\u00bb, posta sullo snodo risolutivo dell\u2019intera vicenda.<br \/>\nIl carattere singolare della melodia belliniana promana da un calibrato impiego dei mezzi musicali nell\u2019\u00e0mbito dei codici linguistici e morfologici dominanti nel melodramma del primo Ottocento. Queste melodie seguono, infatti, uno schema simmetrico d\u2019indubbia efficacia comunicativa, in grado di coniugare unit\u00e0 e variet\u00e0, la cosiddetta lyric form o \u2018struttura del cantabile\u2019, che nella sua versione canonica dispone due quartine di versi in 16 battute musicali (due per ogni verso, secondo lo schema: a4\u00a0a&#8217;4\u00a0b4\u00a0a\u00bb4 ovvero, in alcuni casi, a4\u00a0a&#8217;4\u00a0b4\u00a0c4, dove a, b e c indicano i membri della frase melodica e i numeri la loro estensione espressa in battute) basate sui principii dell\u2019isoritmia, del parallelismo melodico e di un giro armonico standard, che garantiscono un decorso melodico immediatamente comprensibile da parte di tutti i pubblici di tutti i tempi. Anche Bellini assume in toto il principio compositivo della simmetria e della \u2018quadratura\u2019: di norma infatti, dal Pirata in poi, le sue melodie si lasciano ricondurre a tale schema. Tuttavia, egli se ne discosta in alcuni numeri delle opere mature, laddove decide di sfruttare con sapienza questo sistema rigoroso ma flessibile e versatile per raggiungere scopi emozionali e drammatici. Nel caso del cantabile di Amina (ma lo stesso vale per \u00abCasta diva\u00bb in Norma, per \u00abQui la voce sua soave\u00bb nei Puritani), la quadratura \u00e8 insidiata dall\u2019interno, attraverso una serie di accorgimenti che pur senza metterla fuori giuoco dilatano o restringono la simmetria, velandola e camuffandola, cos\u00ec da restituire il senso di un discorso ininterrotto, laddove la programmatica dilazione della cadenza fomenta l\u2019anelito di un appagamento sentimentale tanto pi\u00f9 intenso quanto pi\u00f9 dolentemente procrastinato: in questo caso Bellini infrange la regolarit\u00e0 ritmica tramite il ricorso a sincopi e ad altre sfasature metriche, e al ritardo della cadenza sulla tonica associa una variet\u00e0 di disegni ritmici, cos\u00ec che per un attimo il giro della frase sembra vagare senza m\u00e8ta (come la mente di Amina sconvolta dal trauma dell\u2019amore perduto), prima di approdare alla sua sconsolata conclusione e placarsi infine nella rassegnazione della cadenza conclusiva.Il recitativo posto all\u2019inizio di questa scena finale, immediatamente prima del cantabile, include un motivo di reminiscenza, desunto dalla cavatina di Elvino \u00abPrendi, l\u2019anel ti dono\u00bb: la citazione, in questo caso, svolge una ben precisa funzione drammatica, quella di dar voce all\u2019insorgere di un ricordo straziante che provoca un disperato anelito alla felicit\u00e0 perduta. Si tratta di un espediente tipico delle scene di pazzia (il sonnambulismo \u00e8, evidentemente, considerato una sottospecie dell\u2019alienazione mentale), da Bellini gi\u00e0 adottato, in associazione con il timbro puro di un legno solista, nel recitativo che apre il quadro conclusivo del Pirata, e infine ripreso, con esiti altissimi, nella scena di Elvira nel secondo atto dei Puritani. In Bellini i nodi drammatici scaturiscono dalla condizione interiore dei personaggi, riflettono i loro dissidi pi\u00f9 reconditi: appaiono inestricabili, tuttavia, in quanto indipendenti dalla volont\u00e0 umana, dati a priori, comminati da una forza misteriosa e incontrollabile, la fatalit\u00e0. E nodi siffatti possono giungere, talora, a risoluzione solo se le forze in campo addivengono a una comunione sentimentale, annullando le tensioni nella com-passione, nella pietas reciproca. Ci\u00f2 avviene anche in Sonnambula: \u00e8 nella presa di coscienza da parte di Elvino della propria cieca e ottusa gelosia che si ricompone l\u2019equilibrio infranto nella coppia di amanti e, pi\u00f9 in generale, nella comunit\u00e0 civile del villaggio alpestre.<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nDomenica 30 gennaio 2022, ore 17:00<\/p>\n<p>Vincenzo Bellini<br \/>\nLA SONNAMBULA<br \/>\nMelodramma serio in due atti<br \/>\nlibretto di Felice Romani<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0Lorenzo Passerini\u266d<\/p>\n<p>Interpreti<br \/>\nRodolfo\u00a0| Alexander Vinogradov<br \/>\nTeresa\u00a0| Manuela Custer<br \/>\nAmina\u00a0| Jessica Pratt<br \/>\nElvino\u00a0|\u00a0Francesco Demuro<br \/>\nLisa\u00a0| Valentina Varriale<br \/>\nAlessio\u00a0|\u00a0Ignas Melnikas\u266f<br \/>\nUn notaro\u00a0|\u00a0Walter Omaggio\u266e<\/p>\n<p>\u266ddebutto al Teatro di San Carlo<br \/>\n\u266e\u00a0Artista del Coro<br \/>\n\u266fallievo Accademia del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>\nMaestro del Coro |\u00a0Jos\u00e9 Luis Basso<\/p>\n<p>Esecuzione in forma di concerto<\/p>\n<p>Rossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/jessica-Pratt.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20054\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/jessica-Pratt.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/jessica-Pratt.jpg 1000w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/jessica-Pratt-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/jessica-Pratt-768x512.jpg 768w, 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