{"id":20242,"date":"2022-02-05T12:29:52","date_gmt":"2022-02-05T12:29:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20242"},"modified":"2022-02-05T12:29:52","modified_gmt":"2022-02-05T12:29:52","slug":"pasolini-nel-centenario-della-nascita-cosa-resta-una-lingua-sulla-pelle-di-un-poeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20242","title":{"rendered":"Pasolini nel centenario della nascita. Cosa resta? Una lingua sulla pelle di un poeta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220205_130121_opt.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20244\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220205_130121_opt.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220205_130121_opt.jpg 400w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220205_130121_opt-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20220205_130121_opt-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"adM\" dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pasolini nel centenario della nascita. Cosa resta? Una lingua sulla pelle di un poeta<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni*<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">A cento anni dalla nascita di Pasolini il discorso potrebbe aprirsi a tutto campo ma c&#8217;\u00e8 un Pasolini che non va dimenticato. Pier Paolo Pasolini resta il poeta del recupero della lingua e del recupero delle contaminazioni tra dialetto e lingua italiana. Il dialetto \u00e8 lingua madre-terra-pater. Anche se non volle ammetterlo in lui c&#8217;\u00e8 il Pavese, che consider\u00f2 ingiustamente \u00abprovinciale\u00bb, dei primi scritti e di \u00abPaesi tuoi\u00bb oltre che il Pavese del mito e della grecit\u00e0. Pasolini ha scavato nella complessit\u00e0 della parola portando alla luce le radici comunicative di un popolo all\u2019interno di una temperie regionale e nazionale anche in in immaginario tra mondo contadino, paese e citt\u00e0. Si serve delle semantiche delle metafore e delle allocuzioni.<br \/>\nIl valore del linguaggio poetico ha certamente una sua misura stilistica fondamentale e si spiega su metodologie che hanno una loro insistenza in un rapporto tra prosa e verso. L\u2019oralit\u00e0 ha sempre dimostrato una particolare incidenza nei processi di definizione e di trasmissione di una comunicazione che sottolineava una questione di identit\u00e0.<br \/>\nNel 1942 pubblicava \u00abPoesie a Casarsa\u00bb, un testo che apre una prospettiva dialettica in ci\u00f2 che Dante aveva definito \u00abvolgare\u00bb ed \u00abeloquentia\u00bb, (cfr. \u00abPasolini e il Friuli. Una etnia sulla pelle di un poeta\u00bb, 2006, da me curato per il Mibact). Negli anni Quaranta del Novecento Pavese stava gi\u00e0 definendo il suo ultimo viaggio tra il mito, il paese e la parola. Il legame tra paese, mito, linguaggi, in fondo, \u00e8 il Pasolini che resta, vivendo chiaramente in Pavese, soprattutto sul piano poetico in una visione in cui la poesia \u00e8 un abitare la lingua. Con questo testo, infatti, aveva ben tracciato il ruolo che doveva avere la lingua, in questo caso specifico il dialetto, assorbita come partecipazione di un vero e proprio etnos in quanto l\u2019alchimia della parola si incontrava con i contenuti di un territorio. \u00abPoesie a Casarsa\u00bb \u00e8 il testo che continua a scavare tra lingua e la visione onirico \u2013 antropologica. Appunto una antropologia della poesia si dipana da qui come fiaba-favola.<br \/>\nI veri contenuti del territorio restano i luoghi reali e allegorici del paese. Per Pasolini il Friuli veniva vissuto attraverso due componenti che restano emblematiche: la lingua e la sua tradizione e il paese nella sua capacit\u00e0 di comunicare un modello di condivisione tra il passato e il presente. La lunga memoria \u00e8 un cammino che porta agli orizzonti delle radici \u2013 paese.<br \/>\nE dentro il paese, ovvero dentro l\u2019essere il paese, ci sono tutti gli addentellati che danno una ragione ad un rapporto tra lingua edesistenza. Si pensi alla poesia di tre versi che apre \u00abPoesie a Casarsa\u00bb (poi confluite, queste poesie, in La meglio giovent\u00f9 del 1954) nella quale si legge: \u201cFontana di aga dal me pa\u00ecs.\/A no \u00e8 aga p\u00ec fres-cia che tal me pa\u00ecs.\/Fontana di rustic am\u00f2ur\u201d e ancora in La nuova giovent\u00f9 (\u00abPoesie friulane 1941 \u2013 1974\u00bb), 1975.<br \/>\nPasolini attraverso il suo affermare i codici della realt\u00e0 etnica, in forma di rito-liturgia, friulana come identit\u00e0 \u00e8 riuscito a contestualizzare una dimensione geografica e quindi anche storico-demologica. Scavando nella lingua e riportando sullo scenario quotidiano una realt\u00e0 demo \u2013 antropologica i cui risultati rappresentano un dialogo costante tra tradizione e letteratura.<br \/>\nIl recupero della lingua nella tradizione delle etnie \u00e8 un elemento che chiama in causa modelli linguistici e fattori antropologici. Il valore del linguaggio poetico ha certamente una sua misura stilistica fondamentale e si spiega su metodologie che hanno una loro<br \/>\ninsistenza in un rapporto tra prosa e verso.<br \/>\nL\u2019oralit\u00e0 ha sempre dimostrato una particolare incidenza nei processi di definizione e di trasmissione di una comunicazione che sottolineava una questione di identit\u00e0. Recuperando una lingua Pasolini non ha fatto altro che ripristinare un dialogo tra popolo e<br \/>\nterritorio. Un dialogo che ha significato, e significa tuttora, uno scavo in quell\u2019etnos che si porta dentro i segni di un radicamento che \u00e8 sentimento della memoria. Memoria \u2013 paese. \u00c8 qui che si stabilisce uno iato fondamentale.<br \/>\nCi troviamo di fronte ad un verseggiare che ha delle matrici chiaramente etniche perch\u00e9 non si tratta di un vero e proprio dialetto in s\u00e9 ma di una lingua composita che \u00e8 segno tangibile di un processo non solo letterario ma profondamente antropologico. Appartenenza ad un paese perch\u00e9 \u00e8 qui che Pasolini ha trascorso le estati della sua infanzia. Il tempo non \u00e8 un valore aggiunto bens\u00ec \u00e8 la memoria dilatata nel cerchio magico dell\u2019ascoltare i ricordi che sono nel vissuto ma vivono nel presente.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un altro fattore che \u00e8 quello di sentire il paese come territorio vasto e immerso in quelle parole che restano nella consapevolezza di un rapporto con l\u2019altro stabilendo sempre dei dialoghi.<br \/>\nPasolini sosteneva che: \u201cLa lingua parlata \u00e8 dominata dalla pratica, la lingua letteraria dalle tradizioni\u201d. Quindi il valore della lingua resiste perch\u00e9 dentro il quotidiano ma chiaramente non pu\u00f2 fare a meno del sostegno di un incontro che risulta sempre<br \/>\nnecessario tra messaggio letterario e percorso sviluppato dalla tradizione. Ma la tradizione \u00e8 anche memoria. Tradizione \u2013 tempo \u2013 memoria. Il Pasolini che lega la lingua ai linguaggi e questi ad una societ\u00e0 completamente in transizione. \u00c8 il poeta di Casarsa che incide un solco notevole per comprendere la tradizione oltre la conservazione in un contesto tra ribellione e innovazione dei nuovi saperi linguistici. L&#8217;altro Pasolini verr\u00e0 dopo.\u00a0 Pasolini dei linguaggi recuperati alla grammatica dell&#8217;anima poetica \u00e8 fondamentale. E se giunge a confrontarsi con il mondo greco e i miti della classicit\u00e0 lo deve al suo scavo pavesiano, nonostante la sua contrapposizione a Pavese stesso. La teatralit\u00e0 greca \u00e8 una teatralit\u00e0 popolare, cos\u00ec come il suo incompiuto lavoro su San Paolo al quale ho dedicato diversi saggi. Il resto \u00e8 nella dialettica. Ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">*presidente nazionale Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pasolini nel centenario della nascita. Cosa resta? 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