{"id":20488,"date":"2022-02-18T02:49:26","date_gmt":"2022-02-18T02:49:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20488"},"modified":"2022-02-18T02:49:26","modified_gmt":"2022-02-18T02:49:26","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1289","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=20488","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sabato 19 febbraio 2022 alle ore 20 il maestro Philippe Jordan sul podio\u00a0<\/strong><strong>dell\u2019Orchestra del Maggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>In cartellone le\u00a0<\/strong><strong>composizioni\u00a0di Ludwig van Beethoven, Alban Berg e Anton Bruckner.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Soprano solista<\/strong><strong>,\u00a0Anja Kampe.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Firenze, 1<\/em><em>7\u00a0febbraio 2022\u00a0<\/em>\u2013 Il maestro\u00a0<strong>Philippe Jordan<\/strong>\u00a0torna sul podio\u00a0dell\u2019Orchestra del\u00a0Maggio sabato 19 febbraio per un appuntamento sinfonico\u00a0della stagione concertistica 21\/22 del Maggio;\u00a0accanto al maestro Jordan il soprano\u00a0<strong>Anja Kampe<\/strong>. In apertura\u00a0del\u00a0concerto\u00a0la locandina presenta l\u2019intensa\u00a0<em>Coriolan<\/em>, ouverture di Ludwig van Beethoven, seguita dai F\u00fcnf Orchesterlieder nach Ansichtskarten op. 4, anche noti come\u00a0<em>Altenberg Lieder<\/em>\u00a0di Alban Berg,\u00a0mentre in conclusione sar\u00e0 eseguita la Sinfonia n. 7 in mi maggiore\u00a0che\u00a0Anton Bruckner\u00a0concep\u00ec tra il 1881 e 1883. Questa\u00a0sinfonia, gi\u00e0 essa stessa di impronta wagneriana, nel \u00a0secondo movimento porta un esplicito omaggio da parte di Bruckner a Richard Wagner, musicista che egli amava pi\u00f9 di ogni altro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Philippe Jordan<\/strong>\u00a0torna dunque nel volgere di breve tempo al Maggio, dopo il concerto sinfonico dell\u2019aprile del 2021, ancora disponibile sulla piattaforma ItsArt: in quell\u2019occasione furono eseguite le musiche di Richard Wagner e Franz Schubert. Il concerto di aprile segn\u00f2 inoltre il debutto del maestro Jordan sulle scene del teatro fiorentino.\u00a0Philippe Jordan ha all\u2019attivo una carriera che lo ha portato in tutti i pi\u00f9 importanti teatri d\u2019opera e festival e sul podio delle pi\u00f9 prestigiose orchestre. Considerato come uno dei pi\u00f9 noti e importanti direttori dei nostri tempi, dal settembre 2020 \u00e8 stato nominato Direttore della Wiener Staatsoper.\u00a0Ha iniziato la sua carriera a 20 anni come Direttore musicale al Teatro di Ulm; nel 1998 \u00e8 diventato assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino (teatro nel quale \u00e8 stato anche Principale direttore ospite), e dal 2001 al 2004 \u00e8 stato Direttore principale dell\u2019Opera e dell\u2019Orchestra Filarmonica di Graz. Ha debuttato al Metropolitan Opera di New York, alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, al Teatro alla Scala, alla Bayerische Staatsoper, alla Wiener Staatsoper, al Festspielhaus di Baden-Baden e ai festival di Aix-en-Provence, Glyndebourne e Salisburgo. Dal 2006 al 2010 \u00e8 tornato all&#8217;Opera di Stato di Berlino come direttore ospite principale. Nell\u2019estate 2012 ha diretto per la prima volta al Festival di Bayreuth con Parsifal e nel 2017 vi ha diretto una nuova produzione di Die Meistersinger von N\u00fcrnberg, ripresa anche negli anni seguenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In campo sinfonico Philippe Jordan ha diretto le orchestre pi\u00f9 famose del mondo, tra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, la M\u00fcnchner Philharmoniker, la Wiener Symphoniker, la London Symphony Orchestra, l&#8217;Orchestra dell&#8217;Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la Tonhalle Orchestre di Zurigo e la Chamber Orchestra of Europe.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Anja Kampe<\/strong>, una fra le voci della sua generazione pi\u00f9 acclamate a livello internazionale, si mette in luce nel 2003 con la sua esibizione di Sieglinde in\u00a0<em>Die Walk\u00fcre<\/em>\u00a0alla Washington National Opera. Ha continuato a recitare in questo ruolo come artista ospite all&#8217;Opera di Los Angeles, all&#8217;Opera di San Francisco, all&#8217;Opera di Stato Bavarese, all&#8217;Opera di Stato di Berlino, al Liceu di Barcellona, al Th\u00e9\u00e2tre des Champs-Elys\u00e9es, ai Wagner Days di Budapest, ai Proms di Londra e al il Festival di Bayreuth. La sua interpretazione di Senta in\u00a0<em>Der fliegende Holl\u00e4nder<\/em>\u00a0ha ricevuto anche riconoscimenti internazionali. \u00c8 presente stabilmente nei cartelloni dei pi\u00f9 importanti teatri al mondo come la Bayerische Staatsoper, il Th\u00e9\u00e2tre Royal de la Monnaie, il New National Theatre di Tokyo, l&#8217;Opera di Stato di Amburgo, il Covent Garden, il Teatro Real e il Teatro alla Scala. Nel 2014 ha cantato Leonore per la prima stagione al Teatro alla Scala. Altri suoi ruoli includono Arianna in\u00a0<em>Ariadne auf Naxos<\/em>\u00a0Isotta in\u00a0<em>Tristan und Isolde<\/em>, Jen\u016ffa e Katerina Ismailowa in\u00a0<em>Lady Macbeth del Distretto di Mcensk<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sulle scene del Teatro del Maggio fu tra le protagoniste della serata d\u2019inaugurazione del nuovo Teatro del 21 dicembre 2011\u00a0con\u00a0la direzione del maestro Zubin Mehta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il programma:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Ouverture\u00a0<em>Coriolano<\/em>\u00a0op. 62 fu inizialmente realizzata da Beethoven come commento musicale alla tragedia omonima di Joseph von Collin ma in verit\u00e0 l\u2019opera non fu eseguita durante la prima rappresentazione del dramma ma solo in seguito e per vie proprie, guadagnandosi in breve uno spazio privilegiato nel repertorio orchestrale. L\u2019ouverture risale al 1807, anno di composizione anche della Quinta Sinfonia con cui condivide la stessa corrusca tonalit\u00e0 di do minore. Pagina simbolo dello stile eroico di Beethoven, l\u2019ouverture del Coriolano si distingue per l\u2019intensa carica drammatica presente gi\u00e0 a partire dall&#8217;inciso iniziale, un accordo in fortissimo che sfocia in un primo tema irrequieto e mosso a cui si contrappone un secondo, lirico e cantabile. La dialettica della fonte letteraria &#8211; che vede l\u2019eroe morire suicida poich\u00e9 combattuto tra rimorso e amor di patria &#8211; si fa dialettica musicale e dopo una serie di conflitti tematici che si inseguono per tutta la durata della pagina, la fine \u00e8 segnata dal perentorio inciso iniziale che si spegne nel registro grave degli archi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fin dalla giovinezza Alban Berg dedic\u00f2 le sue energie creative al Lied, ritenuto il punto d\u2019incontro ideale tra musica e poesia. Tra i testi messi in musica dal giovanissimo Berg figurano poesie dei giganti del romanticismo come Heine e Goethe ma anche di autori a lui contemporanei come Rainer Maria Rilke o Peter Altenberg. Proprio quest\u2019ultimo sar\u00e0 la fonte d\u2019ispirazione, nell\u2019estate del 1912, per un ciclo di lieder per voce e orchestra &#8211; i F\u00fcnf Orchesterlieder nach Ansichtskarten op. 4, anche noti come Altenberg Lieder &#8211;\u00a0\u00a0nato sulla falsariga dei cicli mahleriani, a cui Berg guardava con ammirazione. Fu il suo maestro Arnold Schoenberg a proporre in concerto a Vienna nel 1913 due dei cinque lieder del ciclo, ma le critiche che si levarono durante l\u2019esecuzione furono talmente feroci che l\u2019opera rimase ineseguita e inedita per quarant\u2019anni. Negli Altenberg Lieder op. 4 Berg si confronta con la scrittura aforistica di Peter Altenberg impiegando impasti timbrici nuovi, a tratti audaci, e una scrittura vocale particolarmente sensibile alle suggestioni fornite dal testo sottolineate in senso espressionista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Composta da Bruckner tra il 1881 e il 1883, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore non fu oggetto, come le altre, della tormentata pratica di ripensamenti e revisioni multiple divenuta una costante dell\u2019autore. Il successo della Settima, tenuta a battesimo al Gewandhaus di Lipsia il 30 dicembre 1884 da Arthur Nikisch, segn\u00f2 finalmente un punto di arrivo per il sessantenne Bruckner consolidandone la fama di sinfonista. Tuttavia non mancarono le solite voci discordanti, prima tra tutte quella del critico Eduard Hanslick che si defin\u00ec incapace di formulare un giudizio equilibrato su quella sinfonia ritenuta \u201cinnaturale, rigonfia, malaticcia\u201d. Le ragioni di tanta acrimonia affondavano ovviamente le radici nell\u2019impronta pi\u00f9 che mai wagneriana che caratterizza la Settima: melodie segnate da cromatismi continui, elaborazioni armoniche ardite, oscillazioni tra momenti di intimit\u00e0 cameristica e squarci di grandiosit\u00e0 orchestrale, a cui va ad aggiungersi l\u2019omaggio palese a Richard Wagner presente nel secondo movimento. Mentre Bruckner stava ultimando l\u2019Adagio, infatti, fu raggiunto dalla notizia della morte di Wagner, avvenuta il 13 febbraio 1883. Per Bruckner fu un colpo terribile che lo sconvolse a tal punto da indurlo a inserire come coda dell\u2019Adagio stesso un epicedio in memoria del musicista amato pi\u00f9 di ogni altro. Un movimento nato sotto il presentimento della fine imminente del venerato maestro che raggiunge il suo culmine emotivo nel corale intonato dalle tube wagneriane, strumenti fortemente voluti e utilizzati da Wagner nella Tetralogia che trovano uno spazio privilegiato nella Settima Sinfonia di Bruckner.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 19 febbraio 2022 alle ore 20 il maestro Philippe Jordan sul podio\u00a0dell\u2019Orchestra del Maggio In cartellone le\u00a0composizioni\u00a0di Ludwig van [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-20488","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20488\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}