{"id":21042,"date":"2022-03-13T01:13:44","date_gmt":"2022-03-13T01:13:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21042"},"modified":"2022-03-13T01:14:24","modified_gmt":"2022-03-13T01:14:24","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1341","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21042","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20494\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Dedicato a Johannes Brahms<br \/>\nil nuovo appuntamento con la Musica da Camera<br \/>\nDomenica 13 marzo ore 18.00<\/p>\n<p>Prosegue la Stagione da Camera del Teatro di San Carlo con un nuovo appuntamento domenica 13 marzo 2022 alle ore 18.00.<br \/>\nProtagonista la formazione composta da Imola Erika Gyarfas e Flavia Salerno (Violini), Luca Improta (Viola), Lorenzo Ceriani (Violoncello), Stefano Bartoli (Clarinetto), Alexandra Brucher (Pianoforte).<br \/>\nIl programma, interamente incentrato su musiche di Johannes Brahms prevede l\u2019esecuzione del Quartetto in sol minore op.25 del 1861 e il Quintetto con clarinetto op.115 del 1891.<\/p>\n<p>GUIDA ALL\u2019ASCOLTO<br \/>\nA cura di Dinko Fabris<\/p>\n<p>Nella produzione di musica da camera del pieno Romanticismo tedesco un ruolo fondamentale rivestono le numerose composizioni di Johannes Brahms, in particolare, dopo i giovanili Sestetti, una serie di Trii, Quartetti e Quintetti con diversi strumenti. Il programma odierno presenta due capolavori di questo repertorio separati da un trentennio all\u2019inizio e alla fine della carriera artistica del compositore. Il Quartetto in sol minore op.25 del 1861 e il Quintetto con clarinetto op.115 del 1891. All\u2019epoca della redazione del suo Quartetto op.25 Brahms aveva gi\u00e0 concluso la fase giovanile pi\u00f9 irrequieta di concertista itinerante ed era tornato nella nativa Amburgo, dirigendo un coro femminile per tre anni prima del definitivo trasferimento a Vienna dal 1862. Il Quartetto in sol minore risente della sua passione devota per Clara Wieck, la vedova di Robert Schumann, che ne fu la prima interprete al pianoforte nell\u2019esecuzione avvenuta il 16 novembre 1861 ad Amburgo. Era stato composto durante l\u2019estate precedente e manifesta la posizione preminente assegnata alla parte pianistica, pur mostrando gi\u00e0 la grande competenza contrappuntistica del maturo Brahms, indispensabile per gli equilibri formali di un quartetto. Non mancarono tuttavia le critiche, soprattutto quando il brano fu rieseguito a Vienna con lo stesso autore al pianoforte, per la scrittura troppo accademica e un\u2019avvertita mancanza di libert\u00e0 melodica. Il primo movimento, letteralmente dominato dal pianoforte, si apre su una cellula di quattro note che costituisce la base di tutto l\u2019Allegro, che crea un primo tema ribadito da tutti gli strumenti a turno e poi un secondo tema esposto dal violoncello, con un grandioso sviluppo interamente basato sul primo tema. Il secondo movimento \u00e8 costruito come un tradizionale Scerzo tripartito con Trio, ma assume la denominazione di Intermezzo per il suo carattere sognante e melanconico, dalle forte tinte romantiche. L\u2019Andante con moto, pure tripartito, \u00e8 introdotto da una languida melodia al violino e si conclude come era iniziato. Il Finale \u00e8 sicuramente il tempo pi\u00f9 originale e sorprendente del Quartetto, non a caso intitolato \u201cRond\u00f2 alla Zingaresca\u201d: lo spirito zigano che anima questa pagina fotografa perfettamente le atmosfere dei violinisti improvvisatori che Brahms avrebbe poi inserito in tanta parte della sua produzione pi\u00f9 matura (si pensi alle Danze ungheresi). Il violinista virtuoso Joachim, caro amico di Brahms, dopo aver visto il quartetto inviatogli dall\u2019amico prima dell\u2019esecuzione amburghese ne esalt\u00f2 proprio questo Finale, che lo aveva favorevolmente impressionato. Trent\u2019anni pi\u00f9 tardi, nella Vienna del 1891, lo status di Johannes Brahms era quello del maggior compositore strumentale tedesco vivente, simbolo stesso del Romanticismo musicale giunto al suo apice e prossima conclusione. La maggior parte del suo catalogo era allora gi\u00e0 composto ed acquisito alla comunit\u00e0 musicale internazionale attraverso le edizioni a stampa, le quattro Sinfonie, la maggior parte dei Lieder, della grande musica religiosa e della musica da camera, salvo gli ultimi pezzi per pianoforte. Sei anni pi\u00f9 tardi sarebbe scomparso nell\u2019aprile 1897, meno di un anno dopo la morte dell\u2019inseparabile Clara.<br \/>\nIl Quintetto op.115 ha dunque un posto speciale nel catalogo brahmsiano, perch\u00e9 chiude ai pi\u00f9 alti livelli la sua produzione cameristica ma soprattutto per la presenza del clarinetto, inserito anche nel Trio in la minore op.114 di poco precedente. Lo strumento non era pi\u00f9 nella fase sperimentale di passaggio dal prototipo barocco a quello classico del tempo di Mozart e di Carl Maria von Weber, per citare due dei grandi pionieri del repertorio clarinettistico nei paesi tedeschi. Numerosi virtuosi percorrevano le citt\u00e0 europee e numerosi compositori avevano arricchito durante l\u2019Ottocento il catalago disponibile. Uno di questi era Richard von M\u00fchlfeld, clarinettista dell\u2019orchestra di corte del duca Georg von Sachsen-Meiningen &#8211; che aveva ospitato Brahms a Meiningen &#8211; e il musicista, dopo averlo incontrato, lo invit\u00f2 a comporre dei nuovi brani per lui. Fu quindi proprio M\u00fchlfeld il primo interprete nella stessa cittadina di Meiningen sia del Trio che del Quintetto composti appositamente da Brahms. Pi\u00f9 tardi allo strumento saranno ancora dedicate le due Sonate per clarinetto e pianoforte op.120. Nel Quintetto op.115 il primo tempo Allegro presenta subito il dolce timbro del clarinetto che ne avvolge tutto lo svolgimento. Nel movimento Adagio, tripartito e anch\u2019esso dominato dal clarinetto, la prima sezione di carattere melanconico e sognante costruita su tre note ascendenti \u00e8 interrotta da un episodio ritmicamente vivace (che richiama il Rond\u00f2 \u201calla Zingaresca\u201d del Quartetto op.25). Il successivo Andantino, anch\u2019esso come il terzo tempo del Quartetto op.25 costruito come uno Scherzo tripartito, presenta una melodia luminosa, quasi mozartiana, interrotta dal Trio centrale denominato Presto, impetuoso e di carattere fantastico. Il Finale sembra un omaggio a Mozart con la sua struttura di tema e cinque variazioni seguite da una coda, attraverso numerose atmosfere evocate dal dialogo del clarinetto con gli strumenti a corda, dall\u2019antica sonata barocca all\u2019opera in musica. Una lezione di stile del Brahms maturo che ripercorre due secoli di storia della musica strumentale tedesca, come un testamento ideale del Romanticismo musicale.<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\ndomenica 13 marzo 2022, ore 18:00<br \/>\nJOHANNES BRAHMS<\/p>\n<p>Violino |\u00a0Imola Erika Gyarfas\u266e<br \/>\nViolino |\u00a0Flavia Salern\u266e<br \/>\nViola |\u00a0Luca Improta\u266e\u266e<br \/>\nVioloncello |\u00a0Lorenzo Ceriani\u266e<br \/>\nClarinetto |\u00a0Stefano Bartoli\u266e<br \/>\nPianoforte |\u00a0Alexandra Brucher\u266e<\/p>\n<p>\u266e\u00a0Professori d&#8217;Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nJohannes Brahms,\u00a0Quartetto\u00a0per pianoforte, violino, viola, violoncello Op. 25<br \/>\nJohannes Brahms,\u00a0Quintetto\u00a0per clarinetto e archi e clarinetto Op. 115<br \/>\nCon gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Al via al MeMus<br \/>\n\u201cSuoni, parole&#8230;fantasia!\u201d,<br \/>\nil laboratorio per bambini<br \/>\nbasato su racconti e filastrocche di Gianni Rodari<\/p>\n<p>Dal 13 marzo al 12 giugno 2022<\/p>\n<p>Da domenica 13 marzo alle ore 11, ripartono al MeMus (Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo) i laboratori per i bambini dai 3 ai 12 anni attraverso un nuovo percorso educativo incentrato sulle filastrocche e i racconti di Gianni Rodari.<br \/>\nUn vero e proprio workshop creativo attraverso il quale i bambini verranno avvicinati ai valori della pace, dell&#8217;amicizia, della solidariet\u00e0 e dell&#8217;integrazione, attraverso il linguaggio universale della musica.<br \/>\nGuidati dal Maestro Filomena Piccolo, interagendo e giocando con parole, ritmo e suoni, i bambini impareranno le filastrocche e i racconti di Gianni Rodari tratte dalle sue opere pi\u00f9 famose come Il libro degli errori, Favole al telefono, Il gioco dei quattro cantoni, C\u2019era due volte il barone Lamberto, I viaggi di Giovannino Perdigiorno.<\/p>\n<p>\u201cSuoni, parole&#8230;fantasia!\u201d\u00a0sar\u00e0 in programma ogni domenica, a partire dal 13 marzo, per sei appuntamenti. Il progetto prevede che ogni bambino sia accompagnato da almeno un genitore.<\/p>\n<p>Pe info:<br \/>\nhttps:\/\/www.teatrosancarlo.it\/it\/spettacoli\/suoni-parole-fantasia-gianni-rodari.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo Dedicato a Johannes Brahms il nuovo appuntamento con la Musica da Camera Domenica 13 marzo ore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-21042","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21042"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21042\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}