{"id":21742,"date":"2022-04-07T20:56:53","date_gmt":"2022-04-07T20:56:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21742"},"modified":"2022-04-07T20:56:53","modified_gmt":"2022-04-07T20:56:53","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1414","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21742","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Juraj Val\u010duha e J\u00f6rgen van Rijen<br \/>\nprotagonisti del nuovo appuntamento della Stagione di Concerti<br \/>\nIn programma musiche di Beethoven, Sibelius, MacMillan<br \/>\nSabato 9 aprile<\/p>\n<p>Juraj Val\u010duha sar\u00e0 sul podio del Teatro di San Carlo per la Stagione di Concerti 21\/22 sabato 9 aprile alle 20:00.<br \/>\nVal\u010duha sar\u00e0 alla guida dell\u2019orchestra del Massimo napoletano per dirigere la Sinfonia\u00a0n. 5 in do minore, op. 67 di Ludwig van Beethoveen, la pi\u00f9 eseguita e la pi\u00f9 conosciuta delle nove sinfonie, considerata il paradigma del sinfonismo romantico.<br \/>\nIn programma anche Les Oc\u00e9anides di Jean Sibelius poema sinfonico composto tra il 1913 e gli inizi del 1914 e\u00a0il Concerto\u00a0per Trombone\u00a0di James MacMillan, eseguito per la prima volta nel 2016 al concertgebow di Amsterdam proprio dal virtuoso olandese dello strumento J\u00f6rgen van Rijen,\u00a0che lo riesegue anche a Napoli, per la prima volta al Teatro di San carlo, dopo averlo portato in importanti sale da concerto di tutto il mondo.<br \/>\nPrimo trombone della Royal Concertgebouw Orchestra, J\u00f6rgen van Rijen si \u00e8 esibito come solista nella maggior parte dei paesi europei e inoltre negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Corea, Russia, Singapore e Australia ed ha eseguito concerti con orchestre prestigiose come la Royal Concertgebouw Orchestra, la Czech Philharmonic, la Rotterdam Philharmonic, Filarmonica di Taiwan, Filarmonica di Nagoya, BBC Scottish Symphony Orchestra, Antwerp Symphony Orchestra diretta da James MacMillan, Dallas Symphony Orchestra diretta da Gustavo Gimeno, Orchestre de la Suisse Romande diretta da Jonathan Nott, l&#8217;Orchestra dello Staatstheater Cottbus e la Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra diretta da Martyn Brabbins.<\/p>\n<p>Dalla guida all\u2019ascolto del programma di sala<br \/>\ndi Dinko Fabris<\/p>\n<p>Jean Sibelius \u00e8 il pi\u00f9 grande compositore della storia finlandese e anche uno dei pi\u00f9 longevi maestri della musica occidentale, essendo nato nel 1865, quando Brahms aveva 32 anni e da poco aveva composto la sua prima Sinfonia in do minore, terminando la sua vita nel 1957, quattro anni dopo la fine di Stalin. Ma per tutta la vita fu un solitario ed \u00e8 emblematico che, come Rossini esattamente un secolo prima, nel 1929 avesse deciso di non comporre pi\u00f9, rinchiudendosi in un totale silenzio nel borgo di J\u00e4rvenp\u00e4\u00e4 nei pressi di Helsinki, senza pi\u00f9 produrre opere per gli ultimi trent\u2019anni della sua vita. Eppure i suoi modelli, sinceramente ammirati, erano grandi protagonisti di diverse nazioni: da Debussy a Bruckner, a Bart\u00f3k. E naturalmente il modello supremo, costituito dal Beethoven sinfonico. A tutto questo e molto altro si rif\u00e0 il suo repertorio relativamente ampio, costituito da 7 sinfonie, un concerto e vari brani per violino e orchestra, musiche di scena e, soprattutto, i suoi celebri poemi sinfonici.<br \/>\nAllottaret(traducibile dal finlandese come Le Oceanidi, termine che si riferisce alle ondine o ninfe delle onde, personaggi collocati dalla mitologia greca nel Mediterraneo) \u00e8 un poema sinfonico composto tra il 1913 e gli inizi del 1914, anno quest\u2019ultimo della prima esecuzione avvenuta al Norfolk Music Festival in connecticut (Stati Uniti) sotto la direzione del compositore, in occasione della sua unica tourn\u00e9e americana. L\u2019impatto con l\u2019Oceano attraversato in nave si sovrappose certamente all\u2019antica evocazione mediterranea nella lavorazione del brano. \u00c8 una composizione breve, della durata di circa 10 minuti, ma perfettamente compiuta nella sua idea descrittiva di una sensazione marina e magica. Per l\u2019atmosfera timbrica, costruita attorno ad un unico polo tonale di Re maggiore con due soggetti principali, l\u2019opera \u00e8 stata accostata a La Mer di Debussy e certamente ne condivide una atmosfera decisamente impressionista. I due soggetti che abbiamo ricordato si incaricano di rappresentare l\u2019uno i gioiosi movimenti e giochi acquatici delle ninfe, il secondo la maestosit\u00e0 del grande mare. Evidentemente per un compositore vissuto per gran parte della sua esistenza nel remoto nord del mondo, tra i fiordi gelati, la visione omerica del Mediterraneo costituiva un esotismo caldo e irresistibile. Giustamente \u00e8 stato accostato alla partitura di Sibelius un quadro del 1909 di un suo amico artista finlandese, Akseli Gallen-Kallela, intitolato appunto Aallottaret che sembra la perfetta illustrazione del primo soggetto, quello delle fanciulle acquatiche, del poema di Sibelius.<br \/>\nBeethoven fu certamente il modello pi\u00f9 amato da Sibelius, tra i nomi che abbiamo ricordato come i pi\u00f9 influenti sulla sua musica. Vi era anche un\u2019altra affinit\u00e0 che legava i due compositori vissuti in un totale isolamento (per il tedesco imposto dal suo male all\u2019udito, per il finlandese una scelta esistenziale), ovvero l\u2019impostazione morale di tipo kantiano sottesa a tutta la concezione dell\u2019arte sinfonica. Nella produzione sinfonica beethoveniana sicuramente tre numeri esercitarono un maggiore potere sulla generazione del giovane Sibelius, come su tutto l\u2019Ottocento romantico, per la loro carica di incredibile energia: Terza, Quinta e Nona Sinfonia. La Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 \u00e8 talmente conosciuta e universalmente ascoltata ancora ai nostri tempi &#8211; almeno per il suo fatidico motto ritmico iniziale &#8211; che potremo limitare la descrizione ad un inquadramento minimo sulla sua origine e struttura. Bench\u00e9 il compositore di Bonn ne avesse gi\u00e0 tracciato alcuni schizzi tematici fin dal 1795, la Quinta Sinfonia fu scritta soltanto a partire dal 1805 e, dopo un\u2019interruzione dovuta alla composizione della Quarta, riusc\u00ec a terminarla soltanto nel 1808, peraltro con la strana decisione di portare a termine nello stesso tempo anche la successiva Sesta, tanto che queste due sinfonie furono pi\u00f9 tardi pubblicate insieme, poco prima della morte dell\u2019autore. Quell\u2019inizio cos\u00ec celebre ed indimenticabile, costituito da tre crome precedute da una pausa di ottavo, nel tempo di 2\/4, che precipitano su una semibreve una terza sotto (Sol-Sol-Sol-Mib), costituisce un germe da cui si origina tutto il lungo primo movimento (Allegro con brio), con uno sviluppo dinamico impressionante eppure mai ossessivo. Fu lo stesso Beethoven a chiamarlo il tema del \u201cdestino che bussa alla porta\u201d e questa suggestiva e convincente visione ha condizionato per oltre duecento anni l\u2019immaginazione degli ascoltatori. La struttura ciclica di questa poderosa sinfonia \u00e8 assicurata proprio dal continuo ritorno di questo tema, ma variato in ogni modo possibile. Nel secondo movimento (Andante con moto in La bemolle maggiore e tempo di 3\/4) \u00e8 la sua struttura ritmica ad essere ripresa e variata. Nel terzo tempo, il meraviglioso Allegro in Do minore che occupa il posto del tradizionale Scherzo, sembra che il primo tempo si ripresenti per continuare a sviluppare la sua formula-motto, sia ritmicamente che melodicamente, impiegando tutta la tavolozza timbrica e le dinamiche dell\u2019intensit\u00e0. Il breve interludio (Trio) in maggiore prepara il ritorno di questo gioco ancor pi\u00f9 denso di variazioni, fino all\u2019esplosione conclusiva in un trionfale Do maggiore, che prepara il passaggio all\u2019ultimo tempo nella stessa tonalit\u00e0. L\u2019Allegro finale in 2\/2 \u00e8 un tripudio di variazioni e modulazioni su due temi distinti che si mescolano a porzioni tematiche e ritmiche dei materiali presentati in tutta l\u2019opera, a riaffermarne una profonda coerenza ed unit\u00e0 interiore. come aveva bene osservato oltre sessant\u2019anni fa il primo profondo studioso italiano di Beethoven, Giovanni carli Ballola, il nostro ascolto di questo capolavoro \u00e8 molto diverso da quel che poteva essere l\u2019imprensione e la comprensione di un ascoltatore ottocentesco, per il quale doveva essere del tutto evidente \u201cla parabola kantiana e beethoveniana della Quinta Sinfonia, incominciata sul baratro delle cieche forze del \u201cdestino\u201d e conclusa alla luce radiosa della coscienza razionale\u201d.<\/p>\n<p>Il programma odierno presenta al centro tra i due classici di due secoli diversi una partitura di un autore dei nostri giorni. James MacMillan, nato in Scozia nella cittadina di cumnock nel 1959, \u00e8 considerato il pi\u00f9 importante compositore scozzese vivente. Dopo aver studiato nelle universit\u00e0 di Edinburgo e Durham, il suo successo nazionale \u00e8 iniziato con il suo esordio ai popolari BBc Proms nel 1990, con l\u2019opera The confession of Isobel Gowdie. Da allora il suo catalogo si \u00e8 costantemente arricchito nei settori classici del concerto, sinfonia, opere corali e teatro musicale, composizioni spesso eseguite da grandi solisti e orchestre prestigiose (come la London Symphony Orchestra o la Los Angels Philarmonia). La sua quinta e per ora ultima Sinfonia, commissionata dal Festival di Edinburgo, proponeva un grande organico di orchestra con due cori per esplorare i misteri dello Spirito Santo. La sua fede religiosa cattolica e un forte interesse per la teologia lo hanno stimolato a confrontarsi a lungo con la produzione di musica sacra, tanto che nel 2010 \u00e8 stato prescelto per comporre la musica eseguita nella cattedrale di Westminster in occasione della storica visita di Papa Benedetto XVI in Inghilterra: scelse allora parti delle Passioni raccontate nei vangeli di Luca e Giovanni, che costuiscono la sua opera \u201cTu es Petrus\u201d. Il suo impegno trascendente non \u00e8 tuttavia legato ad una comunit\u00e0 religiosa ma di tipo politico e filosofico, come ha dimostrato componendo A European Requiem e Stabat Mater per il celebre gruppo vocale The Sixteen. Questi e molti altri temi percorrono l\u2019autobiografia che il compositore ha pubblicato nel 2019 col titolo emblematico di A scots song: a life of music.<br \/>\nIl brano di MacMillan scelto dal direttore Juraj Valcuha \u00e8 il concerto per trombone, eseguito per la prima volta nel 2016 al concertgebow di Amsterdam proprio dal virtuoso olandese dello strumento J\u00f6rgen van Rijen\u00a0che lo riesegue anche a Napoli, per la prima volta al Teatro di San carlo, dopo averlo portato in importanti sale da concerto di tutto il mondo.<br \/>\nIl Concerto presenta ad un primo sguardo d\u2019assieme una struttura che possiamo definire \u201cclassica\u201d essendo identificabili quattro movimenti, contrassegnati dai titoli di andamenti. Si apre col Larghetto in 4\/4, avviato su un\u2019unica nota ribattuta di Fa all\u2019unisono da tutti gli strumenti in pianissimo. Questo movimento ha una tripartizione interna, con una sezione in tempo Allegro (12\/8) e un ritorno del \u201ctempo primo\u201d dalla battuta 107 alla fine del movimento (battuta 133). Seguono un Andante in 6\/8 di sole 94 battute e un Allegro ancora pi\u00f9 breve di 60 battute, fortemente ritmico (il tempo \u00e8 scandito da battute di tre terzine ciascuna). Tocca tuttavia all\u2019ultimo tempo, indicato come Presto (quattro quartine di crome per battuta) stravolgere tutto l\u2019equilibrio formale della composizione perch\u00e9 da solo occupa pi\u00f9 della met\u00e0 dell\u2019intera partitura (347 battute su 636 totali). Si accentuano da questo momento le irregolarit\u00e0 ritmiche che comparivano fin dall\u2019inizio ma in maniera meno sistematica (fin dalle prime battute del brano l\u2019autore inserisce rapidi passaggi da 4\/4 a 5\/4): soprattutto dalla battuta 418 in avanti troviamo nel Presto brusche alternanze di 5\/4, 3\/ 4, 7\/8 e 4\/4 e in altre sezioni indicazioni dinamiche ed esecutive molto particolari. Ne riportiamo alcune a titolo esemplificativo: \u201clontano, as from nowhere\u201d (un pianissimo); \u201cdelicate e lontano (like chamber music)\u201d; \u201cblaring\u201d (cio\u00e8 \u201ca tutto volume\u201d). Compare infine da battuta 622 una sezione che apparenta questa parte del Concerto a tante pagine della musica che si definisce \u201ccontemporanea\u201d, poich\u00e9 il compositore rinuncia alle indicazioni ritmiche tradizionali che aveva adottato fino a quel momento e indica \u201cSenza misura\u201d. Le trombe ricevono l\u2019indicazione di improvvisare motivi alla maniera di \u201cfanfara\u201d su alcune note fornite (Re-Fa-Solb-Lab-Sib-Do-Mi). Il direttore d\u2019orchestra invece riceve direttamente in partitura le istruzioni del compositore: \u201cDopo qualche tempo il direttore dovrebbe indicare un diminuendo molto graduale dei fiati, ottoni e campane tubolari, mentre simultaneamente deve portare gli archi, del tutto impercettibilmente, dal basso in alto. I fiati, ottoni e campane alla fine devono scomparire nel nulla lasciandosi dietro un placido accordo degli archi.\u201d E\u2019 ora di vedere che cosa riserva MacMillan alla parte del trombone solista. Fin dalle prime battute \u00e8 evidente che si tratta di una scrittura molto esigente, per un suonatore virtuoso, cui \u00e8 richiesta una agilit\u00e0 verso i toni acuti con uso di glissando, rapide scale cromatiche, sincopi e legature, ampi salti e ribattuti. Molto difficile ma tutto sommato una scrittura tradizionale. Anche qui improvvisamente tutto cambia dalla sezione \u201cSenza misura\u201d, dove riceve questa indicazione in partitura: \u201cdopo qualche tempo il solista dovrebbe girarsi verso i tromboni dell\u2019orchestra e cominciare con loro una \u201cconversazione\u201d improvvisata su queste idee\u201d(sono fornite note ed altezze). A uno dei tromboni che tiene una nota lunga \u00e8 richiesta la \u201crespirazione circolare se possibile \/ like a didgeridoo\u201d (come lo strumento aborigeno australiano). Questa parte improvvisativa \u00e8 chiamata \u201cCadenza\u201d, Al solista a un certo punto \u00e8 richiesto di \u201cimprovvisare su alcuni accordi formati da note suonate e contemporaneamente cantate\u201d. Proprio nel finale tuttavia, il solista e tutta l\u2019orchestra tornano su binari esecutivi tradizionali, con il rallentamento del tempo (\u201cLargamente\u201d e \u201cMeno mosso\u201d) e i glissati e note cromatiche del trombone che chiude la sua performance in fortissimo.<br \/>\nIn una intervista rilasciata alla scrittrice e musicista Madeleine Kearns e pubblicata sul numero del 30 agosto 2019 del periodico scozzese \u201cNational Review\u201d, James MacMillan aveva cos\u00ec descritto il suo stile compositivo: \u201cNel corso degli anni ho assorbito molte influenze diverse, comprese quelle moderniste derivate dalla musica del Novecento. Tuttavia diventando pi\u00f9 vecchio, sento che sto tornando sempre pi\u00f9 indietro verso tradizioni stabilite. La teologia \u00e8 sempre stata per me un grande interesse, ed ha certamente nutrito da sempre la mia musica per un verso o per l\u2019altro [\u2026] Ci sono tante cose che possono essere identificate dal punto di vista puramente musicale, ma anche da quello teologico e filosofico [\u2026] Il silenzio \u00e8 quasi del tutto estinto. La musica gira intorno al rumore, intorno al suono. Ascolto [\u2026] Dalla pagina scritta il suono va nell\u2019aria, in maniera fisica. E poi nelle orecchie di qualcuno e dentro i loro corpi. E\u2019 qualcosa di molto fisico e viscerale. Eppure i compositori attraverso le generazioni hanno imparato che la musica comincia dal silenzio. C\u2019\u00e8 un collegamento viscerale tra il silenzio e la musica [\u2026] E un importante aspetto del nostro lavoro consiste nell\u2019impiegare tanto tempo nel silenzio, soprattutto all\u2019inizio delle cose [\u2026] E\u2019 qualcosa di assolutamente necessario, secondo me, una base preparatoria per la musica che scaturir\u00e0 dopo\u201d.<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nsabato 9 aprile 2022, ore 20:00<br \/>\nJURAJ VAL\u010cUHA<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0Juraj Val\u010duha<br \/>\nTrombone |\u00a0J\u00f6rgen van Rijen\u00a0\u266d<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nJean Sibelius, Les Oc\u00e9anides, poema sinfonico, op. 73<br \/>\nJames MacMillan,\u00a0Concerto\u00a0per Trombone<br \/>\nLudwig van Beethoven,\u00a0Sinfonia\u00a0n. 5 in do minore, op. 67<\/p>\n<p>\u266dper la prima volta al Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito, Comunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21746\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8.jpg\" alt=\"\" width=\"1228\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8.jpg 1228w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/1-8-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1228px) 100vw, 1228px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21747\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8.jpg\" alt=\"\" width=\"819\" height=\"1225\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8.jpg 819w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8-768x1149.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8-685x1024.jpg 685w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/2-8-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21748\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5.jpg\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"817\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5.jpg 1229w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/3-5-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1229px) 100vw, 1229px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo Juraj Val\u010duha e J\u00f6rgen van Rijen protagonisti del nuovo appuntamento della Stagione di Concerti In programma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-21742","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21742"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21742\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}