{"id":21979,"date":"2022-04-16T01:49:38","date_gmt":"2022-04-16T01:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21979"},"modified":"2022-04-16T01:49:38","modified_gmt":"2022-04-16T01:49:38","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1428","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=21979","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Tosca di Puccini con la regia Di Edoardo De Angelis,<br \/>\ne la direzione di Juraj Val\u010duha<\/p>\n<p>Nel cast:<br \/>\nOksana Dyka<br \/>\nJonas Kaufmann<br \/>\nAntonello Palombi<br \/>\nGabriele Viviani<br \/>\nDa mercoled\u00ec 20 aprile<\/p>\n<p>La Stagione Lirica 21\/22 del Teatro di San Carlo prosegue con Tosca di Giacomo Puccini in scena da mercoled\u00ec 20 aprile alle ore 20.<\/p>\n<p>Cinque in tutto le recite, in programma fino a marted\u00ec 3 maggio, che vedranno Juraj Val\u010duha dirigere l\u2019Orchestra e il Coro del Massimo napoletano.<br \/>\nMaestro del Coro \u00e8 Jos\u00e9 Luis Basso mentre Stefania Rinaldi sar\u00e0 alla guida del Coro di Voci Bianche.<\/p>\n<p>La regia \u00e8 di Eduardo De Angelis, apprezzato regista cinematografico che proprio con questo allestimento sancarliano del 2020 ha affrontato per la prima volta il palcoscenico lirico. Regista per la ripresa \u00e8 Paolo Vettori.<br \/>\nFirma le scene Mimmo Paladino, i costumi sono di Massimo Cantini Parrini<br \/>\ne le luci di Cesare Accetta.<\/p>\n<p>Oksana Dyka vestir\u00e0 i panni della protagonista Floria Tosca, Jonas Kaufmann interpreter\u00e0 il ruolo di Cavaradossi (che vedr\u00e0 invece in scena il 3 maggio Antonello Palombi) e Gabriele Viviani il Barone Scarpia.<br \/>\nCompletano il cast Emanuele Cordaro (Cesare Angelotti), Sergio Vitale (Il sagrestano) e Francesco Pittari (Spoletta).<br \/>\nNon mancheranno quattro spettacoli riservati alle scuole, da gioved\u00ec 21 aprile a mercoled\u00ec 4 maggio alle ore 11.<br \/>\nLe matin\u00e9e vedranno sul podio Maurizio Agostini e tra gli interpreti vocali alcuni giovani allievi dell\u2019Accademia del Teatro San Carlo.<br \/>\nNel cast Francesca Tiburzi (Floria Tosca) Giorgi Guliashvili (Mario Cavaradossi), Emil Vincenzi (Il Barone Scarpia), Zhang Shuai (Cesare Angelotti), Giovanni Impagliazzo e Mattia Ribba (Il Sagrestano), Andrea Calce (Spoletta).<\/p>\n<p>Dalla Guida all\u2019ascolto del programma di sala<br \/>\ndii Marco Bizzarini<\/p>\n<p>Il Verismo 2.0 di Tosca<br \/>\nLa quinta opera di Puccini, Tosca, and\u00f2 per la prima volta in scena al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900. Un decennio prima, la sera del 17 maggio 1890, il medesimo teatro aveva decretato il trionfale debutto di Cavalleria rusticana di Mascagni. Non \u00e8 questa la sola analogia tra le prime assolute di due dei pi\u00f9 celebri titoli del repertorio operistico italiano: a dirigere entrambi fu infatti chiamato il rinomato maestro napoletano Leopoldo Mugnone. Pu\u00f2 anche darsi che dieci anni rappresentino un intervallo di tempo piuttosto ravvicinato in prospettiva storica, ma la nostra esperienza di uomini del XXI secolo ci insegna che anche nel giro di un solo decennio pu\u00f2 cambiare il mondo. Ed \u00e8 proprio il caso in questione: la Roma che vide il debutto scenico di Tosca non era pi\u00f9 la Roma di Cavalleria.<br \/>\nMosco Carner, nella sua monografia su Puccini, ripercorre efficacemente il clima di straordinaria agitazione, anche di natura extramusicale, che turb\u00f2 la premi\u00e8re di Tosca. In poche parole, si temeva che potesse aver luogo un attentato al Teatro Costanzi. All\u2019inquieto Mugnone un funzionario di pubblica sicurezza raccomand\u00f2, nel malaugurato caso dello scoppio di una bomba in sala, di interrompere subito l\u2019esecuzione dell\u2019opera per attaccare la Marcia Reale. Re Umberto I aveva sub\u00ecto un attentato nel 1897 e sarebbe morto di l\u00ec a poco, nel luglio di quello stesso 1900, sotto i colpi di rivoltella dell\u2019anarchico Bresci. C\u2019era poco da scherzare. Tutto questo in aggiunta alla prevedibile tensione di una serata tanto attesa, alla presenza della Regina Margherita, del Presidente del Consiglio, del fior fiore della nobilt\u00e0 romana, della stampa internazionale, di compositori come lo stesso Mascagni, Cilea e Franchetti. Per non parlare delle lettere anonime intimidatorie ricevute alla vigilia da alcuni dei cantanti impegnati. Ma a parte il palpabile nervosismo e una breve sospensione della recita provocata dagli strepiti di alcuni disturbatori, quella sera a teatro non successe nulla di particolarmente grave e le pagine pi\u00f9 celebri dell\u2019opera, da \u201cVissi d\u2019arte\u201d a \u201cE lucevan le stelle\u201d, incominciarono il loro cammino d\u2019infallibile seduzione nei confronti degli ascoltatori.<\/p>\n<p>Si sa che la vicenda di Tosca \u00e8 ambientata in tre luoghi della Citt\u00e0 Eterna: la chiesa di Sant\u2019Andrea della Valle, Palazzo Farnese, Castel Sant\u2019Angelo. Scegliere Roma come luogo della prima rappresentazione poteva dunque essere del tutto naturale per gli organizzatori. Una scelta comunque non priva di rischi, pensando a come il pubblico della nuova capitale italiana avrebbe potuto reagire, per esempio, dinanzi alla messa a nudo di un nesso urticante fra religiosit\u00e0 di facciata e corruzione profonda. Forse non \u00e8 neppure da escludere una sorta di sfida a distanza tra la produzione di Tosca promossa dall\u2019editore Ricordi e quella di Cavalleria rusticana, a suo tempo ideata dalla rivale casa editrice Sonzogno. Puccini e Mascagni erano stati grandi amici al tempo dei loro studi al Conservatorio di Milano, nei primi anni \u201980 dell\u2019Ottocento, entrambi condiscepoli di Amilcare Ponchielli, il cui capolavoro, Gioconda, forse non per caso, ha una protagonista femminile che presenta analogie con la stessa Tosca. Poi i due compositori, una volta raggiunta la fama, si sarebbero trovati, com\u2019\u00e8 naturale, a percorrere strade diverse e talora in conflitto. Possibile, con queste premesse, che Puccini e i suoi collaboratori non intendessero competere, almeno idealmente, con Cavalleria?<\/p>\n<p>Con una definizione un tantino lapidaria, diversi anni fa Massimo Mila, nella sua Breve storia della musica, parlava di un supposto \u00absbandamento verista della Tosca\u00bb a proposito del non rettilineo percorso artistico di Puccini, evidentemente guidato dal desiderio di non ripetere se stesso dopo i successi di Manon Lescaut e della Boh\u00e8me. Ma in che senso Tosca pu\u00f2 essere intesa come un\u2019opera verista? L\u2019influsso di quella corrente musicale \u00e8 indubitabile in una pagina come lo stornello in romanesco, incastonato in un tessuto sinfonico e cantato da un pastorello all\u2019inizio del terzo atto, su versi scritti per l\u2019occasione da Luigi Zanazzo e probabilmente poco graditi agli stessi librettisti ufficiali Giacosa e Illica. A un\u2019esigenza di fedele realismo risponde il desiderio di Puccini di riprodurre l\u2019esatta nota del campanone di San Pietro, corrispondente a un mi sotto il rigo di basso. Le urla di Cavaradossi torturato durante il secondo atto, cos\u00ec come il dialogo \u201cgridando\u201d (cos\u00ec si legge nello spartito) tra il diabolico Scarpia appena pugnalato (\u201cMaledetta!\u201d) e la rabbiosa protagonista (\u201cQuesto \u00e8 il bacio di Tosca!\u201d) rimandano allo stesso modello. Gli inserti di canti sacri in latino alla fine del primo atto trovano un antecedente nei riti pasquali di Cavalleria, anche se il contrasto fra la cerimonia solenne del Te Deum e i pensieri lascivi di Scarpia appartengono a pieno titolo solo al teatro pucciniano. E gli esempi potrebbero continuare.<br \/>\nSi tratta, in ogni caso, di un Verismo fortemente riveduto, o per meglio dire, ricreato su basi diverse rispetto ai primi modelli di Cavalleria rusticana, dei Pagliacci di Leoncavallo o della meno fortunata Mala vita di Giordano. In Tosca non ritroviamo pi\u00f9 protagonisti provenienti da infimi strati sociali, n\u00e9 ambienti del Mezzogiorno d\u2019Italia, n\u00e9 fatti che si svolgono nella contemporaneit\u00e0. Ecco, invece, una coppia di artisti &#8211; la cantante Floria Tosca e il pittore Mario Cavaradossi &#8211; attivi nell\u2019alta societ\u00e0, ecco alcuni dei pi\u00f9 prestigiosi edifici della Citt\u00e0 Eterna ed ecco, infine, una cornice storica dettagliatissima per un\u2019azione ambientata esattamente cent\u2019anni prima rispetto all\u2019epoca del debutto. Di per s\u00e9, dunque, il soggetto di Tosca adattato a un\u2019opera in musica non era molto verista, avvicinandosi piuttosto al grand-op\u00e9ra di tradizione francese, magari attraverso il filtro magico del teatro di Verdi che, non per caso, aveva vivamente apprezzato il dramma di Victorien Sardou alla base del libretto laboriosamente messo a punto da Illica e Giacosa. E non era forse il sadico Scarpia un possibile discendente dello Jago verdiano?<br \/>\nTuttavia, l\u2019aspetto in cui Cavalleria e Tosca divergono in maggior grado riguarda l\u2019articolazione della forma musicale. Pur essendo presenti in entrambe le opere i motivi ricorrenti (per i quali lo stesso Puccini non esitava a chiamare in causa il termine wagneriano di Leitmotiv), Mascagni, nel suo atto unico, si avvale ancora delle tradizionali forme chiuse, mentre in ciascun atto di Tosca predomina il flusso ininterrotto. Certo, non mancano gli slanci lirici irresistibili, ma se si considera la memorabile sortita di Cavaradossi, \u201cRecondita armonia\u201d, si noter\u00e0 come la riflessione sentimentale del tenore venga sovrapposta al brontolio del sagrestano \u201cScherza coi fanti e lascia stare i santi\u201d che rasenta quasi il registro comico: insomma, la brama di melodia del pubblico viene certamente appagata, ma senza intaccare la continuit\u00e0 della drammaturgia e lo stile di conversazione. Fa eccezione la celeberrima romanza della protagonista nel secondo atto, \u201cVissi d\u2019arte\u201d, una commovente preghiera autobiografica, questa s\u00ec &#8211; volendo &#8211; agevolmente estrapolabile dalla partitura: e infatti Puccini fu quasi tentato di eliminarla in quanto temeva con essa d\u2019interrompere la continuit\u00e0 drammatica, ma per fortuna rinunci\u00f2 a questo suo proposito fin troppo rigoroso.<\/p>\n<p>Dopo aver ricevuto le severe obiezioni di Giulio Ricordi sul terzo atto di Tosca, Puccini rispose con fermezza che non intendeva apportare modifiche: \u00abNon \u00e8 orgoglio il mio, no: \u00e8 la convinzione di aver colorito come meglio non potevo il dramma che mi stava dinnanzi\u00bb. Senza dubbio il compositore aveva ragione: se ci si addentra nei dettagli della partitura non si finir\u00e0 mai di scoprire nuove sottigliezze nell\u2019aderenza fra canto, scrittura orchestrale e situazioni sceniche.<br \/>\nAnche il dramma di Sardou, nonostante qualche svista topografica prontamente individuata da Puccini, fu scritto con una particolare attenzione alla cornice storica. Alcuni anni fa, ricerche di Deborah Burton evidenziarono che l\u2019inquietante personaggio di Scarpia potrebbe essere stato ispirato da due uomini realmente esistiti al tempo della repressione della Repubblica Napoletana nel 1799: il barone salernitano Sciarpa e il terribile giudice siciliano Vincenzo Speciale. Vincenzo Cuoco defin\u00ec il primo \u00abuno dei pi\u00f9 grandi e letali controrivoluzionari\u00bb, mentre per il secondo non esit\u00f2 a ricorrere all\u2019etichetta di \u00abmostro\u00bb. Malgrado l\u2019accurata cornice storica, con i sovrani partenopei Ferdinando IV di Borbone e la consorte Maria Carolina impegnati a occupare l\u2019Urbe dopo la caduta dell\u2019effimera Repubblica Romana, con le notizie contrastanti sull\u2019esito della battaglia di Marengo (14 giugno 1800) fra gli austriaci guidati dal generale Melas e i francesi sospinti da Napoleone, Tosca rimane un\u2019opera di passioni a tinte forti con gran spargimento di sangue e conseguente record di personaggi principali destinati a morire: tutto il resto rimane sullo sfondo, anche se probabilmente in nessun altro lavoro di Puccini tale sfondo risulta cos\u00ec vivido.<br \/>\nTra gli stilemi pi\u00f9 diffusi del Verismo musicale si annoverava quello di concludere un\u2019opera con uno dei pi\u00f9 efficaci motivi ricorrenti esposto a tutta forza dall\u2019orchestra. Tosca, come in precedenza La boh\u00e8me, non fa eccezione. Le ultime note che risuonano mentre la protagonista si getta nel vuoto, davanti allo sguardo allibito dei soldati, riprendono un paio di motivi di \u201cE lucevan le stelle\u201d. Secondo Mosco Carner, citare l\u2019irresistibile aria di Cavaradossi per accompagnare il suicidio di Tosca corrrisponderebbe pi\u00f9 all\u2019astuzia di un esperto uomo di teatro che non alla soluzione coerente di un profondo drammaturgo musicale. Si pu\u00f2 tuttavia replicare alla critica osservando che l\u2019armonizzazione del motivo di \u201cE lucevan le stelle\u201d avviene qui per terze e seste parallele, in modo del tutto analogo all\u2019inizio del \u201cVissi d\u2019arte\u201d di Tosca: dunque, \u00e8 come se i due amanti fossero idealmente riuniti nel loro ultimo, struggente addio alla vita. Ecco allora che, ancora una volta, un supposto luogo comune del Verismo si trasfigura e viene nobilitato nel contesto della pi\u00f9 complessa dimensione del teatro pucciniano, inconfondibilmente personale.<\/p>\n<p>Dal 20 Aprile al 3 Maggio 2022<\/p>\n<p>Giacomo Puccini<br \/>\nTOSCA<br \/>\nMelodramma in tre atti<br \/>\nLibretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma omonimo di Victorien Sardou<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0Juraj Val\u010duha<br \/>\nRegia |\u00a0Edoardo De Angelis<br \/>\nScene |\u00a0Mimmo Paladino<br \/>\nCostumi |\u00a0Massimo Cantini Parrini<br \/>\nLuci |\u00a0Cesare Accetta<br \/>\nVideo |\u00a0Alessandro Papa<\/p>\n<p>Interpreti<br \/>\nFloria Tosca |\u00a0Oksana Dyka<br \/>\nMario Cavaradossi |\u00a0Jonas Kaufmann\u00a0(20, 23, 27, 30)\u00a0\/ Antonello Palombi\u00a0(3)<br \/>\nIl Barone Scarpia |\u00a0Gabriele Viviani<br \/>\nCesare Angelotti |\u00a0Emanuele Cordaro<br \/>\nIl sagrestano |\u00a0Sergio Vitale<br \/>\nSpoletta |\u00a0Francesco Pittari<br \/>\nSciarrone |\u00a0Giacomo Mercaldo\u266e<br \/>\nIl carceriere |\u00a0Gianvito Ribba\u266e<\/p>\n<p>\u266e\u00a0Artista del Coro<\/p>\n<p>Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo<br \/>\nMaestro del Coro |\u00a0Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>\nMaestro del Coro di Voci Bianche |\u00a0Stefania Rinaldi<\/p>\n<p>Produzione del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nmercoled\u00ec 20 aprile 2022, ore 20:00<br \/>\nsabato 23 aprile 2022, ore 21:00<br \/>\nmercoled\u00ec 27 aprile 2022, ore 18:00<br \/>\nsabato 30 aprile 2022, ore 21:00<br \/>\nmarted\u00ec 3 maggio 2022, ore 20:00<br \/>\nCon gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<br \/>\nRossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica<br \/>\ne relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjkhhv.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21980\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjkhhv.jpg\" alt=\"\" width=\"712\" height=\"1022\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjkhhv.jpg 712w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjkhhv-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjkhhv-105x150.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 712px) 100vw, 712px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjmhngv.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-21981\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjmhngv.jpg\" alt=\"\" width=\"1228\" height=\"819\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/l.kjmhngv.jpg 1228w, 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