{"id":22130,"date":"2022-04-22T11:01:06","date_gmt":"2022-04-22T11:01:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=22130"},"modified":"2022-04-22T11:01:06","modified_gmt":"2022-04-22T11:01:06","slug":"io-e-mia-nonna-di-domenico-logozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=22130","title":{"rendered":"IO E MIA NONNA  di Domenico Logozzo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/nonna-MaraTiresa.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22131\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/nonna-MaraTiresa.jpg\" alt=\"\" width=\"516\" height=\"883\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/nonna-MaraTiresa.jpg 516w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/nonna-MaraTiresa-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/nonna-MaraTiresa-88x150.jpg 88w\" sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/a><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-22130 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=22132'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Domenico-Logozzo-bambino-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=22133'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Gioiosa-Jonica-la-famiglia-Logozzo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=22134'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Unaltra-immagine-del-piccolo-Logozzo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: xx-large;\">IO E MIA NONNA<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Domenico Logozzo *<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Vi racconto la mia \u00abbella bandiera\u00bb di fortunato nipotino della civilt\u00e0 contadina del Novecento. Ho avuto la fortuna di crescere con l\u2019esempio e i buoni consigli di nonna \u201cMara Tiresa\u201d, come affettuosamente la chiamavo quando ero bambino. Mi ha dato tanto. Le sue radici contadine, innanzitutto. Radici fortissime. Orgoglio delle origini che custodisco gelosamente. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mia nonna era una donna forte. Straordinariamente dolce. Comprensiva. Mi affascinavano i suoi racconti di bambina della seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento (era nata nel 1872). Mi diceva di quando andava a lavorare nei campi per aiutare i genitori, e dava da mangiare alle galline, riportava a casa le uova, accudiva anche il paziente asinello. Gli dava da mangiare, lo portava fuori dalla stalla. Cos\u00ec come faceva con la capretta. Non c\u2019erano giocattoli. Ma la gioia di\u2026 giocare con le galline, l\u2019asinello, la capretta. Era anche un impegno, un lavoro, un aiuto importante alla famiglia. Le famiglie di un tempo erano numerose, addirittura fino a tredici-quattordici figli. Tante bocche da sfamare C\u2019era solo tanto da lavorare e ognuno doveva dare il suo contributo, fin da piccoli.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Leggendo qualche tempo fa uno scritto di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Corrado Alvaro<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> dal titolo \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il nipotino<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, pubblicato dalla Stampa il 18 novembre 1927, ho ripensato a mia nonna e a quello che mi diceva negli anni Cinquanta. Scriveva Alvaro: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u201cNella stalla gli occhi dell\u2019asino si spalancarono su di noi come occhi dell\u2019oscurit\u00e0. Cesarino rideva e batteva le mani. Sal\u00ec sulla groppa della bestia che seguitava a ruminare accosciata sulla paglia, e fece proposito di molti viaggi: Io credo, diceva, che abbiamo fatto bene a venire qui. Non pensava pi\u00f9 di ripartire, ma rideva di un riso nuovo, il riso elementare dei ragazzi dei campi, aperto, grosso, senza ragione, che non si sa di dove nasca se non dalla felicit\u00e0 di trovarsi in un mondo dove i giocattoli sono animati da un soffio di vita\u201d.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un soffio di vita. E debbo dire che io mi divertivo tanto da mia nonna. Aveva ancora le galline. Ed era bello correre nei campi, all\u2019aria aperta. A volte appena lavorati, zappando ore e ore, dall\u2019alba al tramonto, con la pioggia o con il sole. Seminati. Quindi \u201cvietati\u201d. Ma la gioia era tanta che il divieto spesso lo ignoravo. Dicevo dentro di me: e vai, cosa vuoi che sia una sgridata od un ceffone. Troppo grande la gioia. E via, di corsa, a pieni polmoni, felicemente! Mia madre mi sgridava. E qualche volta arrivava anche qualche ceffone. La nonna, no. \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>E\u2019 cotraru, fallu u ioca<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d (E\u2019 un bambino, fallo giocare).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mara Tiresa\u201d tutta la vita ha lavorato nei campi. E&#8217; morta a 94 anni. Me la ricordo con la schiena piegata in due, le mani segnate dalla fatica. Il volto per\u00f2 sempre sereno. Non l\u2019ho mai sentita lamentarsi. Dalla bocca di mia nonna non \u00e8 mai uscita una parola che non fosse d\u2019incitamento per chi era in difficolt\u00e0 e di elogio per chi aveva fatto bene. Non sapeva cos\u2019era l\u2019invidia. Sapeva cos\u2019era il rispetto. E sapeva cos\u2019era il bisogno. Dava a chi non aveva. Non si \u00e8 mai lasciata prendere dallo sconforto. Lutti gravissimi. Ha perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale, un ragazzo del profondo Sud, mandato a morire \u201class\u00f9 sulle montagne\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mio zio Rocco, che fin da bambino aveva usato solo la zappa, non aveva mai preso un\u2019arma in mano, si \u00e8 trovato con un fucile in prima linea: colpito a morte. Aveva appena 20 anni. Mia nonna \u00e8 rimasta vedova, con otto figli. Quattro erano femmine e ad ognuna di loro ha preparato anche la dote \u201cobbligatoria\u201d a quei tempi per le ragazze che si dovevano sposare. Mio nonno era morto di crepacuore negli anni Venti. L\u2019alluvione aveva fatto straripare il torrente Cafia. Le acque tumultuose avevano devastato tutti i terreni circostanti. Il florido campo ben coltivato da tutta la famiglia dei miei nonni completamente distrutto. Alberi sradicati. Pietre su pietre. Niente era pi\u00f9 rimasto di anni di fatiche, cancellate da una delle ricorrenti alluvioni calabresi che purtroppo hanno provocato danni ingenti, terrore e tante vittime. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mia madre non aveva pi\u00f9 di 8 anni. Ma ricordava bene quella triste mattina della tragedia. Mi raccontava: \u00abAppena aveva fatto giorno e mio padre si era affacciato sull\u2019uscio di casa ha visto quello scempio, ha avuto un urlo di rabbia e poi si \u00e8 accasciato al suolo. Il suo cuore non ha retto. E\u2019 morto di crepacuore\u00bb. Era il 29 dicembre 1932. Sulla sua tomba a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gioiosa Jonica<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, incisa sul marmo si legge questa commovente dedica: \u00abQui riposa Giuseppe Lombardo, che nella sua vita lavor\u00f2 e si sacrific\u00f2 per la famiglia\u00bb. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mia nonna con l\u2019aiuto di tutta la famiglia quel terreno l\u2019ha riportato di nuovo ad essere produttivo. E\u2019 stata costretta a far ricorso all\u2019 aiuto di altri contadini, che pagava alla giornata. E tra questi per lungo tempo c\u2019\u00e8 stato anche il contadino <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nicola Logozzo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, padre del giovane <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Francesco<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> che diversi anni dopo sarebbe diventato suo genero, sposando la figlia <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Giuseppina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, mia madre. Una bella contadinella. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00abMolto corteggiata\u00bb, mi raccont\u00f2 negli Anni Novanta un anziano imprenditore gioiosano. E mi confid\u00f2 quando mia madre, a 76 anni e molto sofferente, aveva cessato di vivere: \u00abIo ero uno dei giovanotti affascinati dalla sua bellezza, ma lei era riservatissima e non dava retta a nessuno. Camminava sempre con gli occhi abbassati ed era sempre in compagnia della madre o di qualcuno della famiglia \u00abAllora si usciva per andare a messa o per andare alla fontana per prendere l&#8217;acqua. E guai se le ragazze alzavano gli occhi e guardavano qualcuno\u00bb. Uno sguardo \u00e8 gi\u00e0 compromettente per rovinarsi la reputazione\u00bb, ricordo che dicevano gli anziani di allora.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il vasto terreno agricolo coltivato dai miei si trovava nel cuore di Gioiosa. Era di propriet\u00e0 del barone Macr\u00ec. Mia nonna, colona, morta ultranovantenne, vi era rimasta fino a quando l\u2019amministrazione comunale non decise di costruire su quel terreno il nuovo edificio delle scuole elementari. Mio padre insegnava nella Scuola di Avviamento Professionale ed era assessore comunale alla pubblica istruzione. Successivamente, a partire dal 1960, \u00e8 stato eletto 5 volte sindaco nel corso della sua lunghissima attivit\u00e0 amministrativa (\u00e8 morto improvvisamente alla vigilia di Natale del 1986 e il consiglio comunale all&#8217;unanimit\u00e0 gli ha intitolato una strada inaugurata nel 1992). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era stato mio padre a voler finalmente dare alle ragazze, ai ragazzi, alle maestre e ai maestri delle elementari di Gioiosa Jonica un edificio scolastico. Fino agli Anni Cinquanta le aule delle elementari erano in diverse case private affittate dal comune. Mia nonna, analfabeta, aveva mandato a scuola soltanto l\u2019ultima delle figlie, mia madre Giuseppina. Fino alla terza elementare e fu uno \u201cstrappo alla regola\u201d di quei tempi, perch\u00e9 il futuro delle bambine era \u00abpredestinato\u00bb fin dalla nascita: mogli \u00abubbidienti\u00bb di mariti scelti dai genitori. Ci sono voluti tanti anni e tante battaglie di civilt\u00e0 per abbattere tab\u00f9 vecchi di secoli! <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando iniziarono i lavori dell&#8217;edificio delle scuole elementari, ricordo che mia nonna venne a vivere per sempre a casa nostra con mia zia Giuditta, che era sordomuta e con la quale dialogavamo molto bene. Avevamo la nostra \u00ablingua dei segni\u00bb. Lei ogni sera seguiva regolarmente anche la televisione fino alla chiusura delle trasmissioni. Noi quattro fratelli eravamo molto attaccati a zia Giuditta e alla nonna Mara Tiresa. Negli ultimi anni rimanevano soltanto fino al tardo pomeriggio nella casa colonica e poi venivano a dormire a casa nostra. E questo per non farli rimanere soli di notte, sia per l\u2019et\u00e0 avanzata di mia nonna che per qualche problema di cuore. In effetti solo un centinaio di metri dividevano casa nostra dal terreno coltivato dalla nonna. Per me fu una grande gioia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nelle sere d\u2019inverno ci sedevamo tutti intorno al braciere. Io, i miei fratelli Nicola, Pompeo e Vici ascoltavamo mia madre, mio padre, mia nonna. Con piacere. Soprattutto la nonna, con i suoi racconti. Quella sua voce calma, quel \u201csuono poetico\u201d, quell\u2019 incisivit\u00e0 del dialetto gioiosano che purtroppo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Sogno spesso la notte nonna \u201cMara Tiresa\u201d. Sogni che mi fanno ritornare bambino. Ma mi fanno anche riflettere e mi aiutano. Da lei ho avuto grandi lezioni. La ricchezza dei valori della cultura contadina. Esempi. Fatti concreti. Prove difficili, superate con l\u2019umilt\u00e0 della ragione. La costanza e la coerenza. Lezioni che mi sono servite. E mi servono ancora. \u201cMara Tiresa\u201d mi ha dato tanto amore. L\u2019ho amata e la amo tanto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho scritto tutto con amore e gratitudine immensa per la nonna Mara Tiresa. Come dimenticare quel grande gesto che fece nei miei confronti quando ero bambino ed ero seriamente ammalato. Erano necessarie cure specialistiche a quei tempi molto costose. La nonna chiam\u00f2 mio padre prese il libretto postale con tutti i suoi sudatissimi risparmi di una vita e gli disse: \u00abAndate all&#8217;Ufficio Postale e prelevate tutti i soldi che vi servono per far guarire Mimmo\u00bb. Anche con quel provvidenziale aiuto economico mi vennero assicurate le cure indispensabili e dopo alcuni mesi di seria apprensione si trov\u00f2 la terapia adeguata e giunse la tanto sperata guarigione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ricordo che tutto il vicinato veniva a farmi continuamente visita per distrarmi e darmi coraggio. Vicinanza che fu molto importante. In quella complicata occasione, per fortuna a lieto fine, ebbi la prima tangibile dimostrazione del grande amore che c&#8217;era nella bella gente gioiosana verso chi soffriva. Il paese era una grande famiglia. L&#8217;amicizia sincera aveva un grande valore. Ricordo ancora oggi con grande affetto le persone che mi sono state vicine, che purtroppo non ci sono pi\u00f9, ma vivono nel mio cuore! A partire da nonna Mara Tiresa, la mia \u00abbella bandiera\u00bb di nipotino della civilt\u00e0 contadina.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; IO E MIA NONNA di Domenico Logozzo * Vi racconto la mia \u00abbella bandiera\u00bb di fortunato nipotino della civilt\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-22130","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22130\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}