{"id":2235,"date":"2017-09-08T09:51:53","date_gmt":"2017-09-08T09:51:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=2235"},"modified":"2017-09-08T09:51:53","modified_gmt":"2017-09-08T09:51:53","slug":"una-cupola-vera-sulla-cattedrale-dellaquila-lintervista-a-mons-antonini-insigne-studioso-di-architettura-religiosa-e-urbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=2235","title":{"rendered":"UNA CUPOLA VERA SULLA CATTEDRALE DELL\u2019AQUILA &#8211; L\u2019intervista a mons. Antonini, insigne studioso di architettura religiosa e urbana"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2238\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini.jpg\" alt=\"\" width=\"879\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini.jpg 879w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/54-mons.-orlando-antonini-624x351.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 879px) 100vw, 879px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">8 settembre 2017<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>UNA CUPOLA VERA SULLA CATTEDRALE DELL\u2019AQUILA<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>L\u2019intervista a mons. Antonini, insigne studioso di architettura religiosa e urbana <\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">di <\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>Goffredo Palmerini<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">L\u2019AQUILA &#8211; <\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">La\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio<\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> \u00e8 profondamente legata alla storia dell\u2019Aquila e alla fondazione della citt\u00e0, a met\u00e0 del Duecento.\u00a0Pi\u00f9 in particolare lo \u00e8 per la nascita della diocesi, avvenuta il 22 dicembre 1256 con la Bolla di <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>papa Alessandro IV<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, con la quale la diocesi dalla sede di <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>Forcona <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">veniva trasferita nella nuova citt\u00e0. Fu cos\u00ec che la chiesa dedicata ai Santi Massimo e Giorgio, gi\u00e0 presente o in costruzione all\u2019Aquila, ottenne il titolo di cattedrale. <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Dopo la distruzione della citt\u00e0 operata da <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>re Manfredi<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> nel\u00a01259, il duomo venne ricostruito <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">in fondo alla grande piazza del Mercato<\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, dove si trova tuttora. Nuovamente ricostruita dopo il terremoto del 1315, la cattedrale mantenne l\u2019impianto duecentesco a tre navate, con abside e transetto, rimasto immutato fino al 2 febbraio 1703, quando quel terribile sisma la fece completamente crollare. La ricostruzione fu assai difficoltosa e si protrasse per oltre settant\u2019anni. Pot\u00e9 essere riaperta al culto solo nel 1780, con l\u2019interno del tempio portato a compimento. Rimase invece incompiuta la facciata, mentre la grande cupola progettata dall\u2019architetto <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>Sebastiano Cipriani<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> rimase sulla carta. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Non miglior sorte ebbe il progetto dell\u2019architetto <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>Giambattista Benedetti<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, che prevedeva la realizzazione della cupola, mai iniziata, e della facciata con stile neoclassico, i cui lavori si limitarono invece alla parte bassa. Solo nel 1928 la facciata venne completata, con le due torri campanarie. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato il crollo di tutto il transetto, pi\u00f9 una consistente parte della sua parete sinistra e della volta e tetto dell\u2019abside. Una ferita profonda, che la comunit\u00e0 aquilana sente ancor pi\u00f9 dolorosa per gli anni trascorsi dal 2009, per i lunghi tempi per l\u2019avvio della ricostruzione della cattedrale. Ora sembra che i problemi procedurali si stiano risolvendo, come ha dichiarato qualche giorno fa il Segretario regionale per i Beni Culturali per l\u2019Abruzzo, <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>arch. Stefano Gizzi<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, in un\u2019intervista rilasciata ad <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>Alberto Orsini<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> per <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i>Abruzzoweb,<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> e che i lavori potrebbero iniziare nel mese di giugno 2018. Di questo e di altro parliamo con <\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><b>mons. Orlando Antonini<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">, Nunzio apostolico e insigne studioso di architettura religiosa e urbana &#8211; sempre attento alla qualit\u00e0 della ricostruzione e al principio di realizzarla \u201cmeglio di com\u2019era\u201d -, che assai cortesemente ha risposto alle nostre domande. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>L\u2019intera comunit\u00e0 aquilana sta avvertendo, tra le ferite pi\u00f9 dolorose del terremoto, quella della mancata ricostruzione della \u2018sua\u2019 Cattedrale, gravata da un lungo iter procedurale. Bene ha fatto dunque l\u2019arcivescovo Petrocchi, ringraziando il card. Bassetti il 28 agosto alla Perdonanza, ad invitare suo tramite papa Francesco all\u2019Aquila per l\u2019inizio dei lavori a San Massimo. Alla perorazione, che sottendeva un chiaro riferimento agli estenuanti tempi delle procedure, ha di recente risposto l\u2019arch. Gizzi, Segretario regionale dei Beni Culturali per l\u2019Abruzzo, definendo un possibile cronoprogramma che prevedrebbe l\u2019inizio dei lavori all\u2019inizio dell\u2019estate 2018. Lei, mons. Antonini, sempre attento al patrimonio architettonico della nostra citt\u00e0 e insigne studioso dell\u2019architettura religiosa, quale idea si \u00e8 fatta della vicenda del duomo?<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">A quanto mi consta, inizialmente la Cattedrale, ricompresa nell\u2019aggregato \u2018S. Emidio\u2019 assieme alla Curia, al Seminario ed alle propriet\u00e0 del barone de\u2019 Nardis e degli Arduini, rientrava nella fattispecie privatistica di finanziamento come tutti i normali aggregati. Per il che si era subito proceduto, come imposto dalla normativa del momento, ad elaborare e depositare il relativo progetto, supponendolo di possibile immediata esecuzione \u2013 donde l\u2019opzione a non coprire il tetto sfondato, per evitare spese supplementari. Poi per\u00f2, inopinatamente, nel 2012 si cambia normativa. Si stralcia la Cattedrale dalla ricostruzione privata e la si passa a quella pubblica, provocando la complicata <\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i>impasse<\/i><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> che si sa, in quanto con la nuova legge lo Stato pu\u00f2 non avvalersi della costosa progettazione gi\u00e0 approntata dai proprietari, quella da esso medesimo richiesta con la normativa precedente! \u00c8 la farraginosa incoerente burocrazia che ad altro livello sta paralizzando tutta la ricostruzione pubblica. Felicemente, le dichiarazioni dell\u2019arch. Gizzi significano che almeno per la Cattedrale \u2013 non v\u2019\u00e8 chi non vede il forte valore riaggregante che San Massimo ha per il ripopolamento dell\u2019asse centrale, della piazza del mercato e del centro storico in genere \u2013 si \u00e8 finalmente trovata una soluzione all\u2019<\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i>impasse<\/i><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">. Spero peraltro che si risolva bene anche il problema cantieristico, giacch\u00e9 sopraggiungendo nei lavori un\u2019impresa diversa da quella che sta gi\u00e0 lavorando nel consorzio privato, si dovranno coordinare tempi e modalit\u00e0 d\u2019intervento sulle cospicue parti comuni esistenti tra aggregato privato e Cattedrale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>Parlando dei danni prodotti alla tela del Mascitelli, che dava una visione prospettica di una \u201ccupola\u201d finta, l\u2019arch. Gizzi, nell\u2019intervista rilasciata qualche giorno fa ad Abruzzoweb, penserebbe di ricollocare l\u2019opera del 1823, quantunque recuperata dai danni solo in parte. Ma a questo punto, non sarebbe invece il caso di riprendere il progetto del 1887, del quale Lei ha parlato nel suo libro \u201cL\u2019Aquila nuova negli itinerari del Nunzio\u201d, e realizzare finalmente per la nostra Cattedrale la cupola vera?<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Nel volume del 2012 avevo proposto la ripresa del progetto di cupola vera per la Cattedrale, pubblicato nel 1887, supponendo che la presente ricostruzione post-sismica fosse stata concepita oltre che alla riparazione del danno e adeguamento sismico ed energetico degli edifici, anche, profittando dell\u2019occasione data dal terremoto, alla correzione per quanto possibile degli errori urbanistici ed architettonici perpetrati in passato nel corpo edilizio della citt\u00e0, magari completando, nel caso si disponesse dei disegni, i monumenti crollati del tutto o quasi ma rivestenti valore urbano e panoramico. \u00c8 il caso della cupola vera fatta conoscere a stampa nel 1887, ma mai potuta realizzare per mancanza di fondi. Una cupola vera su San Massimo regalerebbe allo <\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i>skyline <\/i><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">cittadino, con le cupole di San Bernardino, Sant\u2019Agostino e del Suffragio, nonch\u00e9 la Torre Civica, un\u2019articolazione in emergenze ben pi\u00f9 dinamica di quella, appiattita e da citt\u00e0 ancora terremotata, da noi ereditata dalla ricostruzione post-sismica settecentesca. Oggi non saprei quale recezione la mia proposta possa avere presso il Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo. Molto dipende dalla posizione che i progettisti da un lato, e dall\u2019altro i tecnici, cui la pratica verr\u00e0 affidata presso il Mibact e\/o Segretariato Regionale, hanno circa le teorie del restauro architettonico. La mia proposta di riapplicare sul campanile di San Silvestro la cuspide di cui si hanno testimonianze persino fotografiche \u00e8 stata respinta, ma alla ritrovata Porta Poggio di S. Maria si \u00e8 consentito di ricostruire l\u2019arco di cui non si aveva alcuna testimonianza grafica. Quindi staremo a vedere. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>Pare che in Italia, rispetto ad altri paesi europei come la Francia, continui ad osservarsi una posizione pi\u00f9 rigorosa in materia di restauro. <\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">S\u00ec, per questo alcune mie proposte non potevano evitare di cozzare con la spinosa problematica delle teorie del restauro architettonico. Dette teorie com\u2019\u00e8 noto \u2013 faccio una semplice costatazione \u2013 nei circa 150 anni della loro storia son passate da una posizione estrema all\u2019altra: dall\u2019ottocentesco \u2018restauro stilistico\u2019 di<\/span> <span style=\"font-family: Garamond, serif;\">un Viollet-le-Duc all\u2019equilibrato \u2018restauro critico\u2019 del Brandi, per giungere, oggi, al restauro di \u2018pura conservazione\u2019, secondo cui i manufatti son da consolidare nello stesso loro progressivo naturale divenire, l\u2019invecchiamento e\/o il degrado. Cos\u00ec, nella Cattedrale, ad esempio, l\u2019intervento dovrebbe limitarsi ad una copertura neutra del transetto, consolidando come sono i monconi di murature non crollati&#8230; Teoria nihilista, questa, valida certo per l\u2019archeologia, ma \u00e8 assurdo trasporla all\u2019architettura viva e di zone altamente sismiche come L\u2019Aquila dove, se non sostituite le parti distrutte dai sismi, le architetture verrebbero smantellate pezzo per pezzo da successivi terremoti, s\u00ec da non lasciar pi\u00f9 brani autentici, un domani, da supportare in neutro. Non potendo immaginare quale altra teoria di restauro possa seguire prossimamente \u2013 in merito sembra essere ormai al capolinea, quindi magari il ciclo riprender\u00e0, sotto altra forma, da quella del Viollet-le-Duc\u2026 \u2013 non sembri fuori luogo il completamento della Cattedrale con la cupola del 1887 che da amatore qual sono avevo proposto. Di certo una cupola vera sarebbe un pi\u00f9 che giusto risarcimento a questa difficile vicenda procedurale che ha riguardato la ricostruzione della chiesa-simbolo della Citt\u00e0, San Massimo. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2239\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009.jpg 900w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009-768x525.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Cattedrale-con-lampio-squarcio-del-sisma-2009-624x426.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>C\u2019\u00e8 anche il problema dei costi supplementari che un\u2019aggiunta del genere comporterebbe. Ed altres\u00ec un allungamento dei tempi. <\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Per gli ulteriori danni, patiti dall\u2019edificio sacro coi nuovi terremoti del 2016-2017, \u00e8 comunque necessaria la revisione progettuale per la redazione del progetto esecutivo come richiesto dalla presente normativa. Ora, aggiungere alla revisione in parola la progettazione di un tamburo e di una calotta estradossata \u2013 con i materiali pi\u00f9 leggeri possibile \u2013 sopra la base circolare del tamburo medesimo da ricostruire in ogni caso, avendone la \u2018volont\u00e0 politica\u2019 non dovrebbe comportare ritardi significativi. Ed alla maggiore spesa per la realizzazione della cupola vera suppongo potrebbe farsi ricorso ad uno sponsor privato, attivando una procedura pubblico-privata.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>Non sarebbe questa una straordinaria occasione per affermare, nella ricostruzione, quel principio da Lei postulato e sempre richiamato con puntuali argomentazioni, di ricostruire \u201cmeglio di com\u2019era\u201d, annettendo alla Bellezza non solo il suo valore intrinseco, ma anche un investimento duraturo per il futuro turistico della citt\u00e0 e del territorio? Nel caso, sarebbe una scelta importante per dare alla Cattedrale un volto architettonico di pregio, rimasto finora sulla carta.<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">S\u00ec, un volto pregevole sia architettonico sia, come detto, a livello panoramico, che la nostra Cattedrale fin\u2019adesso non aveva ancora. Quanto ad un\u2019Aquila ricostruita \u201cmeglio di com\u2019era\u201d, \u00e8 recente quanto sottolineato da Lucia Sciacca, direttore <\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i>Communication and Social Responsibility<\/i><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"> di Generali Italia, come cio\u00e8 arte e cultura siano parte integrante dell\u2019identit\u00e0 del nostro Paese e possano contribuire alla crescita culturale ed anche economica delle comunit\u00e0. L\u2019arte, la natura, la cultura, oltre che Bellezza nel suo valore intrinseco come Lei dice, possiedono un risvolto utilitaristico per cui possono, aggiunge la Sciacca, creare lavoro, \u201cgenerare occupazione e sviluppo in modo diretto e indiretto dei territori\u201d. Lo prova il fatto che \u201csecondo Fondazione Symbola e Unioncamere, il Sistema Produttivo Culturale e Creativo nel nostro Paese ha sfiorato i 90 miliardi di euro, e impiega quasi 1,5 milioni di lavoratori e attiva altri settori dell\u2019economia. La ricaduta in termini occupazionali quindi sembra evidente\u201d. E cita i milioni di italiani in pi\u00f9 che ultimamente sono entrati nel numero dei fruitori di arte e cultura. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><i><b>Sebbene siano cos\u00ec duramente note ed evidenti le conseguenze della ristrutturazione industriale degli anni \u201980 e \u201890, e gli effetti della globalizzazione dei mercati, c\u2019\u00e8 chi continua ad affermare che lo sviluppo produttivo dell\u2019Aquila debba fondarsi prima di tutto sull\u2019industria. Qual \u00e8 il suo pensiero in proposito, mons. Antonini, e quali in particolare ritiene siano le prelazioni di sviluppo dell\u2019Aquila e dei paesi dell\u2019antico territorio che quasi otto secoli fa la fondarono?<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\">Anche un profano comprende che al contrario di quello che esperti esterni di quando in quando vengono a dirci, L\u2019Aquila non \u00e8 adatta a diventare una citt\u00e0 industriale, ed in ogni caso, come gi\u00e0 avvenuto per la Siemens, sulle eventuali industrie che verrebbero, le dure leggi di mercato farebbero pesare sempre lo spettro della delocalizzazione. Spettro che invece non pesa sulla natura, l\u2019arte, la cultura della citt\u00e0 e del suo territorio, trattandosi di risorse organiche alle naturali potenzialit\u00e0 locali &#8211; e tra l\u2019altro ecologicamente sicure, il che non \u00e8 poco. Di qui l\u2019ostinazione mia e delle associazioni culturali a segnalare alle istituzioni la necessit\u00e0 che la ricostruzione puntasse sulla qualit\u00e0 estetica oltre che tecnica, introducesse quindi in essa la categoria della \u2018bellezza\u2019. Mi ripeto: ricostruire L\u2019Aquila puramente \u201ccom\u2019era\u201d senza programmarne il futuro la riporterebbe alla condizione di crisi di prima del sisma, ed una sua ricostruzione migliorativa ai fini del suo sviluppo turistico appare il solo concreto mezzo di creazione di posti di lavoro. Che nessuno dei nostri giovani debba pi\u00f9 umiliarsi a chiedere aiuto per un impiego, ma tutti essere messi nelle condizioni di trovarlo da s\u00e9, di inventarselo anche. Con una citt\u00e0 pi\u00f9 bella sia per i restauri che per le riscoperte di tesori artistici nascosti venuti fuori dagli interventi anti-sismici, una citt\u00e0 quindi pi\u00f9 attrattiva di prima, e naturalmente con imprenditori illuminati e creativit\u00e0, anche L\u2019Aquila e l\u2019Abruzzo montano potranno finalmente decollare. Ed una cupola vera sulla Cattedrale di San Massimo contribuirebbe efficacemente allo scopo. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Le foto 1-2-3 son tratte dal volume \u201cL\u2019Aquila nuova negli itinerari del Nunzio\u201d, di Orlando Antonini (One Group Edizioni, 2012):<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">1- <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>La cattedrale, in una vista dall\u2019alto con la simulazione della cupola.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">2- <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Il duomo dell&#8217;Aquila con cupola (progetto), in una stampa del 1887 conservata nell\u2019episcopio.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>3- Vista della Cattedrale (con simulazione della cupola) dalla parte alta di Piazza Duomo.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2240\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"1031\" height=\"1183\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1.jpg 1031w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1-261x300.jpg 261w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1-768x881.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1-892x1024.jpg 892w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1-624x716.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 1031px) 100vw, 1031px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2241\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"807\" height=\"1416\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2.jpg 807w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2-171x300.jpg 171w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2-768x1348.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2-584x1024.jpg 584w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/2-624x1095.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 807px) 100vw, 807px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2242\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"1507\" height=\"821\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3.jpg 1507w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3-1024x558.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/3-624x340.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 1507px) 100vw, 1507px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 8 settembre 2017 UNA CUPOLA VERA SULLA CATTEDRALE DELL\u2019AQUILA L\u2019intervista a mons. Antonini, insigne studioso di architettura religiosa e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-2235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2235\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}