{"id":23264,"date":"2022-05-27T15:50:45","date_gmt":"2022-05-27T15:50:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23264"},"modified":"2022-05-27T15:50:45","modified_gmt":"2022-05-27T15:50:45","slug":"taranto-valorizza-a-sufficienza-limmenso-patrimonio-culturale-risponde-pierfranco-bruni-gia-direttore-mibact","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23264","title":{"rendered":"Taranto valorizza a sufficienza l\u2019immenso patrimonio culturale? Risponde Pierfranco Bruni, gi\u00e0 Direttore Mibact"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-23264 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=23265'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/foto-Bruni-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=23266'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/foto-Bruni2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Taranto valorizza a sufficienza l\u2019immenso patrimonio culturale?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Risponde Pierfranco Bruni, gi\u00e0 Direttore Mibact e Responsabile del dipartimento Antropologia della Soprintendenza di Lecce, Brindisi, Taranto<\/strong><\/p>\n<p><em>Pierfranco Bruni, gi\u00e0 Direttore del Ministero dei Beni Culturali, responsabile della promozione della cultura nei Paesi esteri, Vice Presidente della provincia di Taranto e Assessore provinciale alla Cultura, si esprime in merito alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Taranto in una intervista rilasciata in esclusiva alla giornalista e scrittrice Stefania Romito<\/em><\/p>\n<p><strong>Pierfranco Bruni, lei ha lavorato per pi\u00f9 di quarant\u2019anni come Direttore Archeologo per il Ministero dei Beni Culturali, oltre ad aver ricoperto diversi incarichi in Italia e all&#8217;estero e la carica di Vice Presidente della provincia di Taranto e quella di Assessore provinciale alla Cultura. Quale ritiene essere attualmente la situazione riguardante la valorizzazione dei Beni culturali nel territorio tarantino?<\/strong><\/p>\n<p>Sono del parere che Taranto, oggi pi\u00f9 che mai, abbia bisogno di porre al centro una questione culturale che tenda a considerare i Beni culturali non solo in termini di programmazione ma anche\u00a0 di progettualit\u00e0. Due aspetti diversi sebbene interattivi. Personalmente, ho sempre puntato alla progettualit\u00e0 delle culture, aspetto che considero di fondamentale importanza soprattutto per un territorio peculiare come Taranto: una citt\u00e0 tra due mari con un impareggiabile retaggio culturale. Grazie all\u2019eccellente attivit\u00e0 del Museo Archeologico Nazionale, negli ultimi anni Taranto ha assunto un ruolo di grande rilievo. Il MarTa, diretto da una valente Direttrice, ha svolto un percorso di notevole spessore in direzione di uno sdoganamento dei Beni culturali avvicinando il Mediterraneo al Museo e la cittadinanza tarantina alla vitalit\u00e0 archeologica del Museo stesso, sempre pi\u00f9 aperto alle manifestazioni delle differenti culture. Il Museo \u00e8 divenuto, cos\u00ec, un laboratorio produttivo di idee e pregnante simbolo di Taranto a livello internazionale.<\/p>\n<p><strong>Oltre a proseguire il pregevole cammino intrapreso dal MarTa, dall\u2019alto della sua esperienza ultraquarantennale su quale altro aspetto si dovrebbe puntare per un effettivo rilancio culturale della citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la testimonianza, l\u2019esperienza e la presenza del Museo, Taranto dovrebbe diventare un progetto culturale che giunga a contemplare i diversi ambiti della promozione: dall\u2019antropologia alle lingue al dialetto, dalle architetture alla letteratura vera e propria mirando, per\u00f2, al superamento di quelle sacche di provincialismo che purtroppo esistono ancora e che svolgono un\u2019azione frenante. Non bisogna dimenticare che Taranto \u00e8 stata Magna Grecia. Un aspetto, questo, da riconsiderare nell\u2019ottica di un discorso economico serio che non contempli soltanto il turismo ma che includa anche una ricerca consolidata.<\/p>\n<p><strong>A suo parere, \u00e8 stato positivo o negativo sdoppiare<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>il Museo Nazionale dalla Soprintendenza dei Beni Culturali della Puglia &#8211; Taranto, di cui lei era Direttore archeologo?<\/strong><\/p>\n<p>In merito a questo discorso, ho esercitato una grande battaglia nel tempo della dialettica e dei conflitti. Credo che sia stato un risultato altamente positivo separare le due strutture poich\u00e9 la valorizzazione e la fruizione rappresentano un percorso ben determinato, a differenza della tutela che riguarda altre situazioni. Di conseguenza, \u00e8 stato necessario sviluppare questo processo inizialmente teorico facendo s\u00ec che diventasse una prassi.<\/p>\n<p><strong>Riguardo la Pinacoteca di Taranto, quale azione sarebbe opportuno intraprendere al fine di restituirle il ruolo strategico di un tempo?<\/strong><\/p>\n<p>Le origini della Pinacoteca risalgono al lontano 1995\/1996. Un progetto teorico trasformato in una straordinaria realt\u00e0. Alla fine degli anni Novanta si \u00e8 tentato di proseguire l\u2019idea originaria, ma sono stati sbagliati i modi e, a mio parere, non vi \u00e8 stata sufficiente volont\u00e0 di inserire la Pinacoteca in una dimensione pi\u00f9 ampia e maggiormente scientifica. Dopo gli anni Novanta, e successivamente alla famosa mostra su De Chirico, si \u00e8 registrato un vuoto da un punto di vista della arti moderne e contemporanee. Sarebbe, quindi, auspicabile affiancare al MarTa una Pinacoteca totalmente rinnovata che possa godere di alte competenze artistiche in grado di ideare scelte efficaci ed innovative sulla programmazione.<\/p>\n<p><strong>Come vede il ruolo del Conservatorio nell\u2019attuale ambito culturale cittadino?<\/strong><\/p>\n<p>Il Conservatorio \u00e8 un\u2019altra importante istituzione culturale presente a Taranto, ma dovrebbe avere una specificit\u00e0 ben definita al fine di svolgere non solo un ruolo educativo e di apprendimento, ma principalmente di progettazione. Non dovrebbe essere considerato soltanto come sede. Io lo concepirei come il nucleo di una cultura musicale di eccellenza che sappia raccogliere la tradizione ma anche investire nelle nuove generazioni artistiche.<\/p>\n<p><strong>Il cammino che la citt\u00e0 di Taranto dovrebbe intraprendere per valorizzare al meglio il suo prezioso patrimonio culturale, a parer suo quale potrebbe essere? <\/strong><\/p>\n<p>Taranto deve trovare la sua reale dimensione culturale attraverso un progetto forte non caratterizzato da fasi episodiche o da puro attivismo lasciato esclusivamente al mondo dell\u2019associazionismo. Ritengo sia necessario legare le diverse competenze, pur preservandone le rispettive autonomie, al fine di rendere i processi culturali una vera e propria attivit\u00e0 produttiva. \u00c8 indispensabile riprendere l\u2019antico discorso di una cultura che \u00e8 apprendimento, valorizzazione e fruizione ma, principalmente, economia per uno sviluppo interattivo della citt\u00e0 e di tutto il territorio tarantino.<\/p>\n<p><strong>Se ne avesse la possibilit\u00e0, quali sarebbero le strategie che metterebbe in atto per raggiungere questo importante traguardo?<\/strong><\/p>\n<p>Ho sempre attribuito molta importanza al discorso che vede le istituzioni parte integrante di un organismo complessivo in grado di accogliere le diverse culture in un unico concetto progettuale. Il Mediterraneo al centro delle culture e della vita socio-economica della citt\u00e0 partendo proprio dal patrimonio culturale. In tal senso, considero opportuna e immediata la realizzazione di un Istituto delle Culture del Mediterraneo che funga da collante di tutte le diverse attivit\u00e0 e che porrebbe al centro, in modo particolare, il mondo della scuola e, con esso, il mondo accademico che necessita di essere centrale e di non dipendere da altre universit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Oltre ad essere un esperto professionista, che ha dedicato alla cultura tutta la sua vita, lei \u00e8 anche uno stimato poeta scrittore e saggista, gi\u00e0 candidato al Nobel per la Letteratura. So che tra i suoi progetti letterari vi \u00e8 anche quello che tende a rilanciare, a livello nazionale e non solo, poeti tarantini quali Michele Pierri, Raffele Carrieri, Giacinto Spagnoletti e molti altri. L\u2019Istituto delle Culture del Mediterraneo di cui parla, potrebbe riservare ampio spazio a questi personaggi letterari per i quali la citt\u00e0 di Taranto ha costituito un potente motivo ispiratore di espressione lirica?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente s\u00ec. Come giustamente ha anticipato lei, \u00e8 da anni che sto lavorando a questo progetto dedicato ai poeti di Taranto in collaborazione con l\u2019Istituto di Cultura Letteraria Etnoantropologico \u201cVirgilio e Maria Bruni \u2013 Caracciolo\u201d e con il Centro Studi e Ricerche \u201cFrancesco Grisi\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 proprio quello di divulgare, a livello internazionale, la grandezza di questi prestigiosi rappresentanti della lirica tarantina mediante la loro peculiare poetica nella quale \u00e8 possibile cogliere la grandiosit\u00e0 di Taranto. Io sono calabrese di origine ma tarantino di adozione. Fin dal mio arrivo in questa citt\u00e0, ho immediatamente avvertito la sua maestosit\u00e0. Di conseguenza, mi \u00e8 venuto naturale dedicare tutte le mie energie, anche in virt\u00f9 dei ruoli ricoperti, per far s\u00ec che Taranto diventasse sempre pi\u00f9 un modello a cui guardare. Ora questa esigenza \u00e8 ancora pi\u00f9 pressante. Taranto possiede un eccezionale patrimonio culturale che bisogna valorizzare al massimo affinch\u00e9 diventi un polo di attrazione, non soltanto nel Mediterraneo, ma anche a livello internazionale. Gli stranieri, forse ancora pi\u00f9 di noi italiani, riconoscono le preziosit\u00e0 del nostro Paese e della Puglia in particolare. Taranto \u00e8 una perla del Mediterraneo che negli ultimi anni si \u00e8 opacizzata. \u00c8 giunto il momento di restituirle l\u2019antico splendore. Il mio invito \u00e8 rivolto a tutti. Lavoriamo insieme per rendere finalmente Taranto il vessillo d\u2019Italia nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Taranto valorizza a sufficienza l\u2019immenso patrimonio culturale? 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