{"id":23325,"date":"2022-05-28T00:54:56","date_gmt":"2022-05-28T00:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23325"},"modified":"2022-05-28T00:55:14","modified_gmt":"2022-05-28T00:55:14","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1527","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23325","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22373\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\nDebussy, Poulenc, Thuille:<br \/>\nnuovo appuntamento con la Musica da Camera<br \/>\nDomenica 29 maggio ore 18.00<\/p>\n<p>Prosegue domenica 29 maggio 2022 alle ore 18.00 la Stagione da Camera del Teatro di San Carlo con un nuovo appuntamento che vedr\u00e0 protagonista la formazione composta da Bernarde Labiausse (flauto) Hernan Gareffa (Oboe), Luca Sartori (Clarinetto), Giuseppe Settembrino (Fagotto), Ricardo Serrano (Corno), Giovanni Imparato (Pianoforte).<br \/>\nIn programma la Petite Suite (trascrizione per Quintetto di fiati) di Claude Debussy, il Sestetto per Pianoforte e Quintetto di fiati di Francis Poulenc, e il Sestetto per Pianoforte e Quintetto a fiati Op.6 di Ludwig Thuille.<br \/>\nTre autori di area franco-tedesca i cui brani in locandina furono composti o trascritti per un insieme di cinque strumenti a fiato, ciascuno con la propria personalit\u00e0 e storia, ma perfettamente funzionali ad assumere un\u2019identit\u00e0 unitaria nel dialogo con il pianoforte.<\/p>\n<p>GUIDA ALL\u2019ASCOLTO<br \/>\nA cura di Dinko Fabris<br \/>\nQuesto programma presenta brani di tre autori di area franco-tedesca composti o trascritti per un insieme di cinque strumenti a fiato, ciascuno con la propria personalit\u00e0 e storia, ma perfettamente funzionali ad assumere un\u2019identit\u00e0 unitaria nel dialogo con il pianoforte. Il percorso parte dalla fine dell\u2019Ottocento per chiudersi alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Il meno noto dei tre compositori \u00e8 anche il pi\u00f9 anziano: Ludwig Wilhelm Andreas Maria Thuille, semplificato in Ludwig, si pu\u00f2 oggi doppiamente considerare italiano, essendo nato a Bolzano da una famiglia che vi si era trasferita dall\u2019originaria Savoia. Ma l\u2019Alto Adige era nel 1861 pienamente parte dell\u2019Impero Asburgico ed \u00e8 naturale che gli studi di Thuille fossero compiuti a Innsbruck e a Monaco con maestri esclusivamente tedeschi. Insegn\u00f2 a lungo a Monaco ed entr\u00f2 in un profondo rapporto di amicizia con Richard Strauss. Il manoscritto autografo del brano di Thuille \u00e8 datato 30 marzo 1888 e reca come titolo l\u2019indicazione Sextett. \u00c8 una composizione di grande equilibrio formale, che pone in luce le qualit\u00e0 esecutive di ciascuno dei sei esecutori. Tutto contribuisce all\u2019atmosfera fin de si\u00e8cle che l\u2019autore incarna perfettamente, in un periodo storico in cui sembrava che l\u2019uomo fosse avviato verso un\u2019et\u00e0 felice nella modernit\u00e0 e invece si preparava la strada per il disastro del secolo successivo. Dopo un lungo primo tempo distaccato e composto il Larghetto lascia spazio ad un canto intimo, introdotto dal corno con un piano \u201cespressivo\u201d che pi\u00f9 avanti diventa \u201cmolto espressivo\u201d. La Gavotte successiva si presenta brillante (\u201cscherzando\u201d) con l\u2019avvio dell\u2019oboe in semicrome staccate, e infine il Finale alterna in maniera antifonale l\u2019insieme dei fiati in accordi con gli arabeschi del pianoforte a singole volatine melodiche di ciascun strumento a fiato a turno, concludendo tutti insieme in maniera \u201cbrillante\u201d.<br \/>\nPur nato appena un anno dopo Thuille, claude Debussy sembra provenire da un altro pianeta e indubbiamente contribu\u00ec in maniera decisiva a cambiare definitivamente le sorti della musica europea del suo tempo. La sua Petite Suite fu composta esattamente nello stesso anno del Sestetto di Thuille, il 1888, ma presenta tutt\u2019altra struttura e finalit\u00e0. L\u2019originale era stato scritto per pianoforte a quattro mani, e a sua volta ispirato da una suite di balletto di L\u00e9o Delibes. L\u2019intitolazione tuttavia fa chiaro riferimento alla tradizione barocca dei clavicembalisti francesi, in particolare couperin, che interessavano allora l\u2019autore e pi\u00f9 in generale il mondo musicale francese alla ricerca di un proprio passato classico da cui partire per un autentico rinnovamento stilistico che superasse il Romanticismo. Si pensi ai titoli come \u201cEn bateau\u201d e \u201ccort\u00e8ge\u201d che evocano la pittura settecentesca di Watteau, oltre ai pi\u00f9 scontati Menuet e Ballet. Vi \u00e8 tuttavia in nuce gi\u00e0 quell\u2019aspetto di esotismo che vedr\u00e0 in seguito l\u2019affermarsi in Debussy di linee arabeggianti e spagnolesche. Ma la definizione di \u201cpiccola\u201d riporta anche a una dimensione intima e in qualche modo decadente. La trascrizione per strumenti a fiato potenzia queste caratteristiche contrastanti, consentendo una lettura ancora pi\u00f9 neutra rispetto ai due pianoforti.<br \/>\nFrancis Poulenc nacque appena un decennio dopo le composizioni di Thuille e Debussy, ma la sua produzione artistica fu tutta impregnata dell\u2019entusiasmo creativo del nuovo secolo, il Novecento delle avanguardie. Egli stesso fu un autorevole membro del cosiddetto \u201cGruppo dei Sei\u201d nella Parigi che riprendeva a vivere dopo la prima guerra mondiale. \u00c8 interessante notare, nel nostro discorso, che la sua prima composzione eseguita in pubblico a Parigi nel 1917, subito dopo l\u2019ingresso in questo gruppo, ossia Rapsodie n\u00e8gre era una sorta di cantata per baritono e insieme di fiati oltre al pianoforte. Nonostante Poulenc si fosse cimentato nella composizione fin da cos\u00ec giovane, fu soltanto nel 1924 che il suo nome fu accreditato dal successo del balletto Les Biches per i celebri \u201cballetti russi\u201d di Diaghilev. Da quel momento la sua carriera di compositore non cess\u00f2 mai di registrare successi e lo colloc\u00f2 tra i pi\u00f9 importanti protagonisti del Novecento. A questa fase ormai matura appartiene anche il Sestetto per fiati e pianoforte, la cui composizione fu avviata nel 1932 (lo stesso anno del suo celebre concerto per due pianoforti e orchestra) ma ancora nel 1939 ne riorganizz\u00f2 la partitura che ebbe poi una esecuzione nel 1940 e fu pubblicata ancora pi\u00f9 tardi, a causa del protrarsi della guerra, soltanto nel 1945. Il pianoforte non \u00e8 contrapposto al blocco dei fiati, come nei brani precedenti (in Debussy ovviamente ci\u00f2 deriva dall\u2019originale per due pianoforti) ma appare in costante dialogo con i singoli strumenti, ciascuno con la propria identit\u00e0 e spazi personali. L\u2019uso degli strumenti a fiato risulta peraltro del tutto congeniale alla visione timbrica di Poulenc, influenzata dal maestro ispiratore del \u201cGruppo dei sei\u201d ossia Satie. Vi \u00e8 infatti una continua vena di delicata ironia, a volte quasi sarcastica, che percorre i due primi movimenti di andamento contrastante (molto vitale ed energico l\u2019Allegro iniziale, delicato e sognante il Divertissement intermedio) per poi confluire nel Finale di andamento ipnotico (un rond\u00f2) dove i ritmi allusivi da cabaret novecentesco si alternano a ripiegamenti melanconici, presaghi del disastro della guerra imminente. Uno straordinario messaggio che ci giunge dal secolo passato.<\/p>\n<p>\/Musica da Camera<\/p>\n<p>29 maggio 2022<br \/>\nDEBUSSY\/POULENC\/THUILLE<\/p>\n<p>Flauto |\u00a0Bernard Labiausse\u266e\u266e<br \/>\nOboe |\u00a0Hernan Garreffa\u266e\u266e<br \/>\nClarinetto |\u00a0Luca Sartori\u266e\u266e<br \/>\nFagotto |\u00a0Giuseppe Settembrino\u266e\u266e<br \/>\nCorno |\u00a0Ricardo Serrano\u00a0\u266e\u266e<br \/>\nPianoforte |\u00a0Giovanni Imparato<\/p>\n<p>\u266e\u266eProfessori d\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nClaude Debussy, Petite Suite (trascrizione per Quintetto di fiati)<br \/>\nFrancis Poulenc, Sestetto per Pianoforte e Quintetto di fiati<br \/>\nLudwig Thuille, Sestetto per Pianoforte e Quintetto a fiati Op.6<\/p>\n<p>Teatro di San Carlo<br \/>\ndomenica 29 maggio 2022, ore 18:00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rossana Russo,<br \/>\nResponsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<br \/>\nr.russo@teatrosancarlo.it<br \/>\ncell 3357431980<\/p>\n<p>Giulia Romito,<br \/>\nComunicazione e Stampa<br \/>\ng.romito@teatrosancarlo.it 0817972301<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo Debussy, Poulenc, Thuille: nuovo appuntamento con la Musica da Camera Domenica 29 maggio ore 18.00 Prosegue [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-23325","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23325"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23325\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}