{"id":23729,"date":"2022-06-10T09:20:04","date_gmt":"2022-06-10T09:20:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23729"},"modified":"2022-06-10T09:20:04","modified_gmt":"2022-06-10T09:20:04","slug":"povera-repubblica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=23729","title":{"rendered":"Povera Repubblica Italiana"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/index.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-23730\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/index.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/index.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/index-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>POVERA REPUBBLICA ITALIANA<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Premetto al lettore che questo articolo potrebbe \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>apparire<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d scorretto ma, mi creda, non lo \u00e8. E\u2019 semplicemente empirico perch\u00e9 si basa sui dati e sui fatti. Pochi giorni fa siamo stati assaliti da innumerevoli e altisonanti peana in Tv, nelle radio e sulla carta stampata per la ricorrenza della festa della Repubblica del 2 giugno. Giustissimo onorarla e festeggiarla perch\u00e9 \u00e8 stata una grande conquista dei nostri Padri. Per\u00f2 qualcosa di enorme le \u00e8 stato caricato sulle spalle e che offusca e lede la sua forza intrinseca. Se questi fardelli non le saranno prima alleggeriti e, poi, tolti sar\u00e0 difficile che essa potr\u00e0 svilupparsi ma potr\u00e0, al massimo forse, sopravvivere. I fardelli sono di 4 tipi e tutti rilevanti. I primi due sono la \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>giustizia e la stampa<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d che marciano a braccetto da un trentennio fatte salve isolate eccezioni. Il fenomeno del processo mediatico vede all\u2019opera alcune procure ed alcune testate che sbattono il mostro di turno in prima pagina e, senza che questi ne sia informato, si trova gi\u00e0 esposto al pubblico ludibrio. L\u2019opera viene completata nel pomeriggio e di sera dove, sedicenti talk show, distruggono completamente il povero malcapitato di turno. Purtroppo questa situazione, a dir poco illiberale, va avanti da 30 anni circa e la politica non \u00e8 riuscita mai a tentare un riequilibrio basti guardare quello che va sotto l\u2019abusato nome di \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>riforma Cartabia<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d che non riforma nulla sottoposta, come \u00e8 stata, a un tirar di giacca da tutte le parti. Neanche le grandi denunce fatte da <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Palamara<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\"> hanno smosso, sostanzialmente, le acque chete della nostra giustizia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il terzo punto riguarda il \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>fisco<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d. La questione fiscale in Italia \u00e8 sempre stata, a dir poco, paradossale infatti da un lato si promulgano leggi, decreti, ordinanze e grida di manzoniana memoria e pi\u00f9 la soluzione di far pagare a tutti il giusto si allontana sempre pi\u00f9. Si consente, ad esempio, alle grandi societ\u00e0 che fatturano miliardi di euro di poter portare la residenza fiscale negli appositi \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>paradisi fiscali europei<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d come Lussemburgo, Olanda, Irlanda ecc. mentre i poderosi uffici dell\u2019agenzia delle Entrate si scatenano su un\u2019eventuale multa non pagata. A proposito, e senza vis polemica, mi chiedo perche si chiami solo delle Entrate e non anche delle Uscite, visto e considerato che \u00e8 anche a tal ruolo preposta attraverso i rimborsi? L\u2019attuale direttore dell\u2019Agenzia delle Entrate, <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Ernesto Maria Ruffini<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">, forse non si \u00e8 reso conto di aver presentato la propria lettera di dimissioni quando, alla nell\u2019autorevole Commissione parlamentare per il federalismo fiscale, ha affermato che negli ultimi 20 anni il suo ufficio ha accertato <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>1.100 miliardi di euro di crediti non riscossi<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">. Di fronte a questo totale fallimento si dovrebbero pretendere dal Parlamento le dimissioni del Ruffini e di qualche migliaio fra dirigenti e funzionari. Invece niente, si divertono a perseguitare il pensionato che va a ritirare pi\u00f9 di 1.000 euro in contanti. Proposta del direttore la solita: ci manca il personale! Ed \u00e8 quello che tutti gli uffici, o quasi, della macchina pubblica affermano innanzi ai loro complessivi fallimenti. E\u2019 inaccettabile! Avrei capito che, a fronte di 1.100 miliardi se ne fossero recuperati la met\u00e0, allora poteva anche essere comprensibile la richiesta di altro personale ma cos\u00ec \u00e8 assurdo e fa perdere di fiducia nella Repubblica italiana e nei suoi valori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il quarto punto che ci pone fuori dalla competizione internazionale \u00e8 quel mostro sacro che va sotto il nome di \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>Burocrazia<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d. Partiamo dal livello nazionale con i famigerati \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>decreti attuativi<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d. Fin dal suo insediamento, il governo Draghi ha riposto una grande attenzione nel cercare di risolvere l\u2019annoso problema. Quelle norme che contengono le indicazioni operative e precise di dettaglio indispensabili affinch\u00e8 vi possa essere l\u2019applicazione pratica delle disposizioni stabilite da leggi, decreti legge e decreti legislativi. Lo stato dell\u2019arte grazie ai dati messi a disposizione dall\u2019ufficio per il programma di governo (Upg) possiamo osservare che, al 23 maggio scorso, le attuazioni richieste per le norme pubblicate nella XVIII legislatura sono 1.656, di cui 510 ancora da pubblicare. Mancano all\u2019appello pi\u00f9 del 30% di decreti e leggi gi\u00e0 approvate che, per\u00f2, non possono essere ancora applicate. Se si passa al tour de force a cui deve sottostare l\u2019apertura di una nuova impresa, al di l\u00e0 del record europeo per gli alti costi, emerge il martirio asfissiante a cui sono sottoposti i nuovi imprenditori schiacciati dagli uffici dei Comuni, Asl, Provincia, eventuali Parchi, citt\u00e0 metropolitane, vincoli paesaggistici, vincoli urbanistici, ENAV, Vigili del Fuoco, ENAC, ASI, ARPA, ISPRA, VIA, SUAP e associazioni di ogni ordine e grado che si oppongono a tutto e a tutti per cui alla forte spesa si aggiungono mortificazioni e perdite di tempo infinite alla fine delle quali decidono di lasciar perdere oppure se ne vanno all\u2019estero. Nella nostra inestricabile ragnatela burocratica i signori burocrati dispongono, a loro vantaggio e favore, una discrezionalit\u00e0 impenetrabile che li pone al di sopra di tutto e tutti, un arcipelago di norme che ora consentono una cosa e nella legge successiva la mettono in dubbio, dei regolamenti inumani che sono, spesso, fuori da ogni logica, per non parlare di alcune misure stravaganti, molte sanzioni assurde, senza dimenticare la retrodatazione nell\u2019applicazione di nuove norme, l\u2019inversione dell\u2019onere della prova per cui loro sbagliano ed il cittadino deve dimostrare di non aver sbagliato, le distorsioni sistemiche nel loro totale complesso, le persecuzioni senza senso e senza logica in cui il cittadino \u00e8 di fatto retrocesso a suddito, continui ricorsi al tar su tutto quanto viene approvato senza dimenticare certi strani e molto particolari arbitrati. I sevizi apparentemente costruiti per i cittadini sono costruiti, spesso e volentieri, per coloro che vi operano e non per gli utenti (clienti). Il tutto \u00e8 dominato da un esasperato ed inconcludente formalismo, da una demagogia persecutoria accompagnata e sorretta molto spesso da demenziali tortuosit\u00e0 e, purtroppo va segnalato ed evidenziato, anche da una particolare visione di fare un certo tipo di sindacato. Poi ci sono le corporazioni che, ovviamente, portano nomi diverse da quello che sono in realt\u00e0. Senza dimenticare che Italia esistono ben 19 ordini e 8 collegi professionali. In totale ci sono 27 diverse professioni che richiedono l\u2019iscrizione a un albo, per un totale di oltre 2 milioni di iscritti ed aderenti. Oggi in Italia abbiamo poco pi\u00f9 che gli stessi notai di un secolo fa. Nel 1914 erano 4.310, adesso sono circa 5.000 ed in molti Paesi non esistono neanche e non mi pare che da loro le cose vadano peggio che da noi. Pubblici dipendenti, notai, farmacisti, giornalisti, avvocati, magistrati, mondo accademico, medici, veterinari, ma anche psicologi, agronomi, consulenti del lavoro, ingegneri, commercialisti, architetti, giornalisti, farmacisti ecc. ecc. ognuno di questi gruppi mantiene il proprio fortilizio di interessi dentro il quale \u00e8 costretto ad entrare il semplice cittadino che ne esce, spesso, triturato. Tutte queste corporazioni hanno adottato il <\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>N.I.M.B.Y.: Not in my back yard <\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">ovvero fate tutto quello che volete ma non nel mio cortile!<\/span><\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> \u201c<span style=\"font-size: large;\"><b>Non importa che il gatto sia bianco o nero; ci\u00f2 che importa \u00e8 che acchiappi i topi<\/b><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d. Questo motto cinese che rivela tutta l\u2019empirica sapienza di quel popolo lo dovremmo fare totalmente nostro ed invece, quasi sempre, ci accapigliamo per il colore da scegliere.<\/span><\/p>\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; POVERA REPUBBLICA ITALIANA Premetto al lettore che questo articolo potrebbe \u201capparire\u201d scorretto ma, mi creda, non lo \u00e8. 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