{"id":24214,"date":"2022-06-21T11:15:35","date_gmt":"2022-06-21T11:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=24214"},"modified":"2022-06-21T11:15:35","modified_gmt":"2022-06-21T11:15:35","slug":"deledda-tra-letteratura-e-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=24214","title":{"rendered":"Deledda tra letteratura e filosofia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24215\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/20220621_125808-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u00abLa vita passa e noi la lasciamo passare come l&#8217;acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che manca\u00bb. \u00c8 Grazia Deledda di \u00abCanne al vento\u00bb. La scrittrice, Nobel della letteratura, che ha trascinato il senso della memoria tra le pareti del mito in una icona che ha un vissuto da \u00absottosuolo\u00bb, in cui le nostalgie sono il rigoroso richiamo di quei simboli che solo apparentemente hanno una visione naturalista. <br dir=\"auto\" \/>Il paesaggio non \u00e8 ci\u00f2 che si vede in un immaginario geografico. Il vero paesaggio della Deledda \u00e8 quello fenomenologico. Ovvero una dimensione della apparenza cammina nel suo linguaggio che ha la espressivit\u00e0 del tempo cangiante tra il terribile del perduto e il profetico del mistero che si annuncia. <br dir=\"auto\" \/>I suoi personaggi sono il destino di un&#8217;epoca in decadenza, non un&#8217;epica decadente, che mannianamente solca il reale attraverso il pozzo del passato. <br dir=\"auto\" \/>Il passato \u00e8 s\u00ec la memoria de\u00bb Il Paese del vento\u00bb, proustiana lezione di non dimenticare, ma \u00e8 anche l&#8217;autocoscienza di \u00abCosima\u00bb. Questo ultimo \u00e8 il romanzo del limite, non del finito, ma degli orizzonti che dal senso ancestrale conducono ad un incipit quasi dantesco, ovvero di una vita nuova. Cos&#8217;altro \u00e8 la \u00abVita niva\u00bb in Grazia Deledda se non un attraversamento di autometafora. Il ci\u00f2 non significa soltanto scardinare una vita attraverso un linguaggio biografico, ma attraverso un vocabolario dell&#8217;esistente in quanto esistenza del possibile, che rende tale ci\u00f2 che in incipit era considerato impossibile. <br dir=\"auto\" \/>Grazia Deledda dir\u00e0: \u00abMutiamo tutti, da un giorno all&#8217;altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ci\u00f2 che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Il proustiano abbandono della storia e la discesa nel sottosuolo della consapevolezza della memoria \u00e8, appunto, una fenomenologia dello spirito. Una lettura non hegeliana ma divenuta tale attraverso gli strumenti fenomenologici applicati non alla critica, ma alla creativit\u00e0 della pagina. <br dir=\"auto\" \/>La Deledda non \u00e8 il ricordare nel rimorso rimpianto, non \u00e8 gli uomini in nero e le donne con lo scialle sardo o i paesaggi isolani. Non \u00e8 da leggere attraverso questi parametri. \u00c8 una concezione della letteratura come altro e oltre la letteratura stessa. <br dir=\"auto\" \/>D&#8217;altronde \u00abCosima\u00bb \u00e8 la sintesi di tutto, ma \u00e8 anche il raggruppamento di tutti i personaggi in uno solo, ovvero: Cosima. <br dir=\"auto\" \/>Un brano consistente racconta la scrittrice e la donna. <br dir=\"auto\" \/>Ecco: \u00abL\u2019editore mand\u00f2 cento copie del volume, per tutto compenso dell\u2019opera: il valore non superava quello dell\u2019olio e del vino rubati in cantina; e il grosso pacco piomb\u00f2 in casa come un bolide sconquassatore. La madre ne fu atterrita, la sera gli gir\u00f2 attorno con la diffidenza spaventata di un cane che vede un animale sconosciuto: per fortuna Cosima ricord\u00f2 che un suo cugino in terzo grado aveva una bottega di barbiere e spacciava giornali e riviste. Era un intellettuale anche lui, a modo suo, perch\u00e9 mandava la corrispondenza locale al Giornale del capoluogo: e la proposta di Cosima, di spacciare qualche copia del romanzo fu da lui accolta con disinteresse completo. Ma per la scrittrice fu un disastro morale completo: non solo le zie inacidite, e i benpensanti del paese, e le donne che non sapevano leggere ma considerano i romanzi come libri proibiti, tutti si rivoltarono contro la fanciulla: fu un rogo di malignit\u00e0, di supposizioni scandalose, di profezie libertine: la voce del Battista che, dalla prigione opaca della sua selvaggia castit\u00e0 urlava contro Erodiade era meno inesorabile. Lo stesso Andrea era scontento: non cos\u00ec aveva sognato la gloria della sorella: della sorella che si vedeva minacciata dal pericolo di non trovare marito\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Il tutto \u00e8 qui. Il meno \u00e8 qui. Il Novecento delle civilt\u00e0 travestite di transizioni antropologiche \u00e8 tra le pagine di \u00abCosima\u00bb. Grazia Deledda \u00e8 Cosima al di l\u00e0 del bene e del male in una visione hegeliana\u00a0 con la presenza di echi di Nietzsche, in cui il viaggio d&#8217;esistere \u00e8 dentro una griglia di archetipi. Il suo tempo \u00e8 il mondo e il mondo \u00e8 la rappresentazione vichiana di una ciclicit\u00e0 del primitivo che vuole abbandonare il \u00abselvaggio\u00bb del mito e del rito per focalizzarsi come, appunto, archetipo del ritorno. <br dir=\"auto\" \/>La Deledda vive nell&#8217;abisso del ritorno metaforico e mai metastorico. Dove \u00e8 la storia? \u00c8 una parvenza. Dove\u00a0 \u00e8 il naturalismo? \u00c8 una crepa\u00a0 dell&#8217;esistenzialismo che resta esistenziale della memoria. Dove il realismo? \u00c8 una simbolica forma manierista per andare oltre don Gesualdo. Deledda \u00e8 la provvidenza manzoniana della definizione dei personaggi nel tempo e non nella storia. <br dir=\"auto\" \/>Gi\u00e0 l&#8217;incipit di \u00abCosima\u00bb \u00e8 il narrato nel narrabile profeticamente tra letteratura e vita: \u00abLa casa era semplice, ma comoda: due camere per piano, grandi, un po\u2019 basse, coi pianciti e i soffitti di legno; imbiancate con la calce; l\u2019ingresso diviso in mezzo da una parete: a destra la scala, la prima rampata di scalini di granito, il resto di ardesia; a sinistra alcuni gradini che scendevano nella cantina. Il portoncino solido, fermato con un grosso gancio di ferro, aveva un battente che picchiava come un martello, e un catenaccio e una serratura con la chiave grande come quella di un castello. La stanza a sinistra dell\u2019ingresso era adibita a molti usi, con un letto alto e duro, uno scrittoio, un armadio ampio, di noce, sedie quasi rustiche, impagliate, verniciate allegramente di azzurro: quella a destra era la sala da pranzo, con un tavolo di castagno, sedie come le altre, un camino col pavimento battuto. Null\u2019altro. Un uscio solido pur esso e fermato da ganci e catenacci, metteva nella cucina. E la cucina era, come in tutte le case ancora patriarcali, l\u2019ambiente pi\u00f9 abitato, pi\u00f9 tiepido di vita e d\u2019intimit\u00e0\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Quanta confessione come genere letterario insiste nella Deledda? Maria Zambrano avrebbe detto che la sua confessione \u00e8 semplicemente un \u00absapere dellanima\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Dunque? Siamo alla fenomenologia della apparenza, ovvero dello spirito. L&#8217;importanza delle \u00abcose\u00bb pu\u00f2 essere fondamentale? Non direi cose, ma fatti. Fatti tra eventi e destini. Arriva sempre il giorno cercato. Cos\u00ec: \u00abFinalmente arriv\u00f2 il giorno tanto atteso&#8230;\u00bb, in \u00abElias Portolu\u00bb. Perch\u00e9 occorre sempre \u00abfrugare nel camino\u00bb per chiedere alla cenere di restituire dal nascosto l&#8217;oblio. \u00abL&#8217;incendio nell&#8217;oliveto\u00bb \u00e8 vento dell&#8217;anima che pone l&#8217;immaginario come immaginazione. Ascoltare il vento \u00e8 sentire il ritmo della voce della madre: \u00ab&#8230;il rumore del vento accompagnato dal mormorio degli alberi\u00bb \u00e8 il cadenzato del suono de \u00abLa madre\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>In \u00abMemorie infantile\u00bb da \u00abAzzurro\u00bb dir\u00e0: \u00abInfanzia!&#8230; \u00c8 forse questa una parola magica e misteriosa, un geroglifico orientale, inteso indistintamente dall&#8217;anima, dalla mente, dal cuore, nei quali desta ricordi soavi, dolcissimi, bench\u00e9 sfumati tra le nebbie del passato, e sorrisi vagolanti e dolci come quei ricordi, e sussulti di rimpianto e dimenticanze del presente?\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Il cerchio non si chiude dunque. Ma cerchio resta. \u00c8 l&#8217;infinito che diventa tramite dell&#8217;impossibile verso il possibile. Si riaffaccia cos\u00ec \u00abCosima\u00bb. Ovvero l&#8217;autocoscienza, ovvero ancora la rousseauniana fenomenologia dell&#8217;infanzia dell&#8217;uomo che scava nel sottosuolo dei popoli e del primitivo che \u00e8 dentro la stanza degli uomini: \u00abAnche questa lezione le serv\u00ec per la scuola della vita&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00abLa vita passa e noi la lasciamo passare come l&#8217;acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-24214","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24214\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}