{"id":2537,"date":"2017-10-26T09:45:16","date_gmt":"2017-10-26T09:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=2537"},"modified":"2017-10-26T09:45:16","modified_gmt":"2017-10-26T09:45:16","slug":"a-51-anni-dalla-morte-ricordo-di-donna-gemma-maestra-nellarte-della-terra-e-fotografa-gli-scatti-storici-di-un-secolo-fa-di-domenico-logozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=2537","title":{"rendered":"A 51 anni dalla morte, ricordo di Donna Gemma, maestra nell\u2019arte della terra e fotografa. Gli scatti storici di un secolo fa. &#8211; di Domenico Logozzo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2538\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1.jpg 537w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/1-300x249.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>A 51 anni dalla morte, ricordo di Donna Gemma, maestra nell\u2019arte della terra e fotografa. Gli scatti storici di un secolo fa.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Domenico Logozzo *<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">GIOIOSA JONICA &#8211; L\u2019arte, la cultura, la creativit\u00e0, la determinazione delle donne del profondo Sud, soprattutto negli anni difficili della prima met\u00e0 del Novecento, meritano di essere conosciute a fondo e studiate nelle scuole. Perch\u00e9 hanno effettivamente contribuito a porre con molto coraggio la questione della parit\u00e0 uomo-donna. Una questione che, ancora oggi, non ha trovato la soluzione giusta e definitiva. Ci sono stati notevoli passi in avanti. Le distanze da colmare sono tuttora rilevanti. Ma alle donne del primo Novecento va riconosciuto il merito di avere cominciato a demolire muri molto alti e resistenti. Tanto alti e resistenti che dopo oltre un secolo di lotte non sono stati abbattuti completamente. Le forti donne dell\u2019inizio Novecento hanno dato le prime \u201cpicconate\u201d. Provvidenziali picconate contro umilianti sottomissioni e contro i pesanti e ingiusti condizionamenti psicologici. Il secolare predominio del \u201ctroppo maschile\u201d, favorito soprattutto dall\u2019arretratezza culturale, veniva messo in discussione con le azioni positive, usando le formidabili armi dell\u2019arte e della cultura, grazie alla intraprendenza di donne illuminate che hanno inciso sulla crescita civile, sociale e culturale. L\u2019emancipazione femminile, da sogno impossibile cominciava ad essere possibile realt\u00e0. Hanno trovato la forza di andare avanti dopo le prime \u201csfide\u201d vinte nonostante i mille ostacoli. Quando l\u2019ingresso delle donne nel mondo del lavoro era sbarrato. E l\u2019accesso a certi mestieri e professioni era consentito solo agli uomini.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Storie esemplari. Da raccontare ed impedire che finiscano per scivolare nell\u2019oblio, come purtroppo avviene in questa Italia senza memoria. Facciamo un tuffo nel lontano passato. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Gioiosa Jonica<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, Calabria, 1902. Il \u201cDiario\u201d di donna <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Gemma Incorpora Murizzi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, grande artista della creta e apprezzata fotografa del Novecento, racconta una delle storie che hanno segnato il cambiamento. L\u2019inizio della svolta. \u201cTu figlia mia sei femminuccia, non puoi fare quello che fa Nicolino\u201d, rispose il padre alla piccola Gemma che aveva 6 anni e gli aveva chiesto di lavorare la creta come il fratello. Non ne poteva pi\u00f9 di vedere il padre scultore che insegnava l\u2019arte al figlio maschio, mentre lei era invece \u201ccon la calza in mano perch\u00e9 mia mamma me la dava per lavorare\u201d. Pianse, chiese insistentemente di essere messa alla prova. Il padre fin\u00ec con l\u2019accontentarla: \u201cPrendi questo pezzo di creta e fai&#8230;\u201d. Per Gemma l\u2019occasione buona, da non sprecare. \u201cIo mi sono sentita piena di forza e di arte sicura con quel pezzo di creta\u2026\u201d. E fece bene e stup\u00ec il padre. Gemma si era messa in gioco. Ed aveva vinto. Ci sapeva fare, aveva doti creative straordinarie. Il padre and\u00f2 di corsa a mostrare il lavoro di Gemma alla moglie: \u201cGuarda che bell\u2019opera ha fatto. E\u2019 brava. Le far\u00f2 lavorare la creta come il fratello\u201d. Differenza di genere superata. Parit\u00e0 conquistata dalla piccola con la forza della volont\u00e0 e la bravura. Iniziava cos\u00ec il meraviglioso cammino di donna Gemma nel mondo artistico. Niente pi\u00f9 lavori con la calza in mano. Mani invece impegnate a modellare magistralmente la creta. Una vita per il lavoro. Alcuni mesi prima della morte, avvenuta il 17 novembre 1966, aveva ottenuto l\u2019onorificenza di Cavaliere della Repubblica.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il lavoro mi dava forza, coraggio e orgoglio\u201d, scriveva nel \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Diario<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d pubblicato postumo nel 2002 dal comune di Gioiosa Jonica. Il percorso descrittivo era stato curato del figlio Gaudio, mentre il prologo e l\u2019epilogo erano stati curati dal nipote <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giovanni Incorpora<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Un \u201cDiario\u201d da ristampare, diffondere nelle scuole e spiegarlo ai giovani d\u2019oggi. Che devono conoscere le persone che hanno agito per il bene della comunit\u00e0 locale. E non solo. Era un\u2019artista che guardava davvero molto lontano. Come conferma il nipote Giovanni \u201cin quegli anni di oscurantismo bellico, Gemma \u00e8 luce non solo per la sua Gioiosa\u201d. Donna Gemma aveva tutto il diritto di sentirsi orgogliosa per quello che aveva fatto. Era molto apprezzata dal mondo dell\u2019arte e della cultura italiana. A partire da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Corrado Alvaro<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, al quale aveva fatto pervenire alcune opere che lo scrittore di San Luca aveva tanto gradito ed elogiato. \u201cQuanta festa abbiamo fatto al Suo presepe\u201d, scrisse all\u2019artista nel 1946. Festa fatta con i figli di donna Gemma che erano saliti dalla Calabria a Roma per consegnare la preziosa opera nelle mani di Alvaro. \u201cLa cura e l\u2019amore che Ella ha messo fanno parte della Sua e nostra poesia della vita\u201d, sottoline\u00f2 Alvaro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I doni di Donna Gemma li metteva bene in vista nel suo studio. Come evidenziava nel 1960 lo scrittore calabrese <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Domenico Zappone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> in un articolo pubblicato sul <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Giornale d\u2019Italia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Descriveva la sala dedicata ad Alvaro nella Biblioteca di Reggio Calabria, con la ricostruzione dello studio \u201cdove egli lavorava nella romantica casa, in via del Bottino, a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Roma<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, presso Trinit\u00e0 dei Monti\u201d. Sul tavolo di Alvaro notava \u201cquella piccola testa in creta, raffigurante lo scrittore, di donna <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Gemma Incorpora<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> da Gioiosa, colei che un giorno gli invi\u00f2 a Roma pastori e maddamme perch\u00e9 gli parlassero della sua terra\u201d. Donna Gemma, s\u00ec, \u00e8 vero, faceva parlare le sue opere. Ed era per questo molto ammirata. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Francesco Messina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> scrisse al figlio <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Salvatore Incopora<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> qualche tempo dopo la morte: \u201cDonna Gemma rappresenta un personaggio storico, tipico della Magna Grecia nella direzione Tanagra Gioiosa Ionica\u201d. Ricordo molto significativo ed illuminante del critico d\u2019arte <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Alfonso Frangipane<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">: \u201cPiccola, solitaria, nel segreto della sua vita, donna Gemma ebbe come i Grandi, una fede costante ed una dedizione d\u2019amore per l\u2019Idealit\u00e0 artistica. E sia benedetta &#8211; aggiungeva &#8211; per le sue ansie, per le sue opere raggiunte o non realizzate, ma sognate sempre nella luminosit\u00e0 della terra Jonica\u201d. E sulla lapide posta dal comune di Gioiosa Jonica nella casa dell\u2019artista nel centenario della nascita, si evidenzia la capacit\u00e0 che ha dimostrato di avere nell\u2019 \u201ceternare con la creta gli squarci luminosi della bellezza della vita\u201d.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Grandissima e celebrata artista della creta, si era distinta anche come fotografa. Immagini che realizzava nell\u2019 \u201cARTISTICO STUDIO FOTOGRAFICO AL MAGNESIO\u201d, come si legge sul retro delle foto -\u201cCartoline Postali\u201c dell\u2019epoca. Ricorda il nipote <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giovanni Incorpora<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">: \u201cCon cinque figli da allevare, Gemma in aiuto economico al marito, impiegato delle poste, si mette anche a fare la fotografa. L\u2019attrezzatura nella sua casa atelier \u00e8 quella dei nostri pi\u00f9 antichi ricordi di macchine a soffietto e il laboratorio di sviluppo e stampa con acidi per fissaggio delle lastre. Dai paesi vicini venivano a farsi fotografare\u201d. Donna Gemma e il marito Giovanni erano molto legati. Sentendo che le forze le stavano venendo meno, qualche ora prima di morire predisse che un mese dopo la sua morte il marito l\u2019avrebbe seguita. Cos\u00ec fu. Il cuore dell\u2019amato Giovanni cess\u00f2 di battere esattamente trenta giorni dopo. 51 anni fa abbiamo raccontato la loro storia d\u2019amore sul quotidiano \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>La Tribuna del Mezzogiorno<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d di Messina. Una storia che appassion\u00f2 i lettori del quotidiano, dopo avere commosso l\u2019intera comunit\u00e0 di Gioiosa Jonica che aveva sempre voluto tanto bene alla magnifica coppia.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di ammirare alcune foto fatte in epoche diverse da donna Gemma. L\u2019anno scorso l\u2019amica <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Maria Casamassima<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> di Gioiosa Jonica ci ha fatto vedere l\u2019album di famiglia, che abbiamo sfogliato con la nuora Antonella Negri ed il simpaticissimo nipote Matteo. E tra le vecchie foto, c\u2019era anche una realizzata da donna Gemma in occasione del Carnevale del 1929. Una testimonianza significativa di quando bastava poco per essere felici. E far felici anche gli altri. Che sia benedetta questa donna di grande fede, per la ricchezza dei valori storici, umani e culturali che ci ha lasciato in eredit\u00e0. Sempre e ovunque ci metteva un tocco della sua creativit\u00e0. Foto preziose, condivise con le persone care, per ricordare il giorno di gioia. \u201cAl mio compare Antonio Al\u00ec, come ricordo della domenica di Carnevale dell\u2019anno 1929\u201d. Il pap\u00e0 dei bambini, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Salvatore Murdocca<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, \u00e8 stato un grande sarto di Gioiosa Jonica. I figli mascherati di Carnevale erano Tito e Francesco. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato un luminare del foro di Messina. Questa estate un\u2019altra cara amica, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Edera Saggiorato<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, ci ha fatto conoscere altre significative foto realizzate da donna Gemma all\u2019inizio degli Anni Quaranta. Amava tutto il bello che c\u2019era. Amava la semplicit\u00e0. E con estremo garbo costruiva le immagini. Sempre belle immagini. Se le mamme le chiedevano di fotografare le bambine senza vestitini, lei utilizzava una delle sue creazioni di creta \u201cper non far vedere le parti intime\u201d. Come nel caso della nostra amica, simpatica bimbetta di un anno e mezzo \u201ccoperta\u201d da un gattino colorato. Giocattoli fai-da-te anche per mantenere \u2026calme le bambine e realizzare ottimi scatti. La bimbetta \u00e8 oggi una bella signora. Amica d\u2019infanzia, la ricordiamo come una brillante e corteggiatissima ragazza. Edera, dopo il diploma di ragioniera, si \u00e8 trasferita con i suoi a Torino. Ha perso il marito alcuni anni fa. Ora vive con il figlio in Sardegna. In estate ritorna in Calabria, a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Gioiosa Jonica<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. E in occasione della sua ultima vacanza ci siamo visti pi\u00f9 volte e abbiamo parlato a lungo del tempo passato. Abbiamo sfogliato i suoi album fotografici. Tanti bei ricordi. Ci siamo soffermati particolarmente sulle foto di donna Gemma.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La prima foto che mi ha fatto, con il gattino che mi\u2026copre. L\u2019altra bella immagine della mia infanzia \u00e8 quella con mia madre vestita da \u201cmaddamma\u201d. Io avevo due anni e mezzo. Mia madre ci portava sempre da donna Gemma. Diceva che era molto brava, la migliore\u201d. Erano rarissime le fotografe, ma bravissime. Ricordiamo donna <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Rosa Gallucci<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, fotografa di Mammola, un paese poco distante da Gioiosa Jonica. Presentando il catalogo di una mostra della Gallucci a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>L\u2019Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> nel 2004, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Dacia Maraini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> scriveva: \u201cPer una che ama la microstoria come me, queste fotografie sono davvero appassionanti. Mettono voglia di camminare per quei paesi. Di entrare in quelle case, conoscere meglio quelle famiglie, prendere dimestichezza con le storie di ciascuno di loro. E\u2019 il miracolo che compie la migliore fotografia, mimando l\u2019arte della pittura: introdurci, attraverso la combinazione delle luci e dei volumi, dentro mondi e storie lontane che ci seducono per via ottica. Siamo sorpresi e felici che l\u2019archivio fotografico Gallucci si sia conservato, nonostante le guerre, le emigrazioni, i terremoti, per la gioia dei nostri occhi. Ringraziamo i fratelli fotografi, Nicodemo e Piero, ormai trasferitisi in un mondo migliore e poi Rosa, la coraggiosa professionista in epoche davvero ostili alle donne, per averci voluto dare questo ritratto complesso e intelligente di un piccolo paese della Calabria, Mammola. Il loro sguardo mai sentimentale n\u00e9 agiografico, ma anzi teso nell\u2019ironia e nell\u2019asciuttezza, ci suggerisce una grande tenerezza storica\u201d. Donna Gemma aveva belle e forti radici artistiche, ereditate dal padre <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Rocco Murizzi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, \u201cscultore di statue realizzate in legno per le chiese del sud\u201d. Con determinazione, intelligenza e fantasia aveva costruito il suo futuro. Sognava e realizzava. E ai figli Salvatore e Gaudio aveva trasmesso l\u2019eredit\u00e0 artistica e culturale. Passione, studio e straordinarie capacit\u00e0. Apprezzatissimi. Hanno ricevuto tanti e prestigiosi riconoscimenti. Con la mamma hanno dato lustro al Mezzogiorno, onorando le belle radici della Magna Grecia.<a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2540\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"822\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/2.jpg 532w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/2-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #1d2129;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>*gi\u00e0 Caporedattore TGR Rai<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Foto <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>1 &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Donna Gemma Incorpora Murizzi al lavoro nella sua casa di Gioiosa Jonica, dove \u00e8 morta il 17 novembre 1966<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><i>2 &#8211; <\/i><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Una foto giovanile di donna Gemma tratta dal suo Diario, pubblicato nel 2002 per iniziativa del Comune di Gioiosa Jonica e curato dal figlio Gaudio e dal nipote Giovanni Incorpora<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>3 &#8211; Scena di vita paesana. Opera in creta realizzata da donna Gemma e pubblicata sul suo Diario postumo<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>4 &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Foto dal Diario di Donna Gemma. Era una donna di grande fede.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>5 &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Foto dal Diario di Donna Gemma Incorpora Murizzi<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>6 &#8211; <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Scene paesane. Gioiosa Jonica, fontana borbonica, opera in creta di donna Gemma<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>7 \u2013 Particolare<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>8 \u2013 Altra opera<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>9 &#8211; Gioiosa Jonica, Carnevale 1929. Donna Gemma Incorpora Murizzi era stata anche una brava fotografa<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>10 &#8211; Il retro della foto scattata da Gemma Incorpora Murizzi nel 1929<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>11 &#8211; Gioiosa Jonica, inizio Anni Quaranta. La piccola Edera Saggiorato fotografata da donna Gemma <\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>12 &#8211; La piccola Edera Saggiorato fotografata nei primi Anni Quaranta con la mamma vestita da \u00abmaddamma\u00bb.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A 51 anni dalla morte, ricordo di Donna Gemma, maestra nell\u2019arte della terra e fotografa. 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