{"id":25498,"date":"2022-07-23T11:51:02","date_gmt":"2022-07-23T11:51:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25498"},"modified":"2022-07-23T11:51:02","modified_gmt":"2022-07-23T11:51:02","slug":"beni-culturali-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25498","title":{"rendered":"Beni culturali e politica"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25499\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220723_123021-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div id=\":60\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":5z\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">Reinventiamo i beni culturali iniziando a rivedere gli incarichi affidati ai non italiani per riconsiderare le identit\u00e0 e la storia<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">I beni culturali non sono soltanto possibilit\u00e0 di turismo e di espressione economico e di sviluppo. Pi\u00f9 volte mi sono soffermato su ci\u00f2. Bisogna partire soprattutto da una idea di cultura e di identit\u00e0 culturale nazionale per poter dare un senso ad una progettualit\u00e0 che sia garante di quelle eredit\u00e0 che sono vive nei tessuti territoriali. Aspetti che in questi ultimi decenni sono stati completamente eliminati dalla storia drlladella ragione dei beni culturali stessi. Il fatto che siano stati affidati a studiosi non italiani strutture e aree archeologiche non \u00e8 assolutamente una bella immagine che si \u00e8 data alle culture italiane.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 come aver sottolineato che l&#8217;Italia non ha esperti validi. Una cattiva e sradicante immagine che deve essere necessariamente risolta. La cultura in Italia \u00e8 cultura dei saperi nazionali soprattutto. Su questo punto ci ritorner\u00f2.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Comunque oltre ci\u00f2 occorrerebbe inventarsi una nuova Magna Grecia. Certamente partendo da ci\u00f2 che la storia ha restituito al mito. Non pu\u00f2 essere storia e conoscenza senza la tradizione del mito e dei simboli. Magari attraversando la civilt\u00e0 di Leonida e di Archita sino a toccare le sponde di Ibico e di Pitagora. In questo viaggio si ascolta la Magna Grecia e parla con i territori, con i popoli, con le identit\u00e0 attraverso le eredit\u00e0 che non smettono di trasmettere silenzi ed urla.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Oggi ci\u00f2 che chiamiamo Magna Grecia \u00e8 geografia di un tempo perduto e mai ritrovato. Ma resta una \u00abaritmetica\u00bb della memoria con i suoi echi, i suoi segni, la sua archeologia immensa e molte volte dimenticata. Dimenticare \u00e8 smarrire. Ecco perch\u00e9 abbiamo bisogno dell&#8217;antropologia. Di quella antropologia che \u00e8 umanesimo ma anche culturale, popolare, etinica.<\/div>\n<div dir=\"auto\">I beni culturali nella identit\u00e0 di una Nazione dovrebbero rappresentare il logos dentro la lettura del nostos. Non possiamo riceverli con la sensazione della nostalgia. Dobbiamo viverli con l&#8217;identit\u00e0 eredit\u00e0 dal tempo in un passaggio tra storia e memoria. Resta fondamentale questo chiosare di legame tra eredit\u00e0, storia, memoria identit\u00e0. Un presupposto che apre la possibilit\u00e0-capacit\u00e0 di poter praticare un vero processo di valorizzazione e quindi di fruizione.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>Cercare di leggere i ritagli culturali, che sono i simboli del rapporto tra popoli e civilt\u00e0, dei territori \u00e8 penetrare i modelli etno-antropologici che sono parte vitale dei processi di conoscenza in una geografia tra eredit\u00e0 ed identit\u00e0. Bisogna storicizzare,\u00a0 ma per rendere la storia elemento di apprendimento \u00e8 necessario realizzare un percorso chiaramente antropologico. L&#8217;antropologia \u00e8 l&#8217;espressione materiale e ontologica dei popoli, delle civilt\u00e0, delle comunit\u00e0. Il passato \u00e8 un depositato nella storia.<\/p>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">Bisogna fare in modo, discutendo dialetticamente di beni culturali e di patrimonio identitario incastonato nella cultura, di leggere quel che chiamano passato, o esteticamente memoria, di non renderlo soltanto nostalgia. Ci\u00f2 che \u00e8 stato in un tempo non potr\u00e0 essere in un altro tempo. L&#8217;antico non pu\u00f2 essere il nuovo o nel nuovo. Lasciamolo tra le griglie dei simboli, dei miti, degli archetipi ma non scardiniamo quel tempo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 pensando di renderlo presente, attuale, futuro. Anche quando discutiamo di beni culturali non possiamo pi\u00f9 commentare un simile errore. Bisogna avviarsi verso una idea di progetto superando il concetto di programma.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La Magna Grecia \u00e8 stata. Non sar\u00e0 pi\u00f9,\u00a0 non sar\u00e0 mai pi\u00f9. Il Mediterraneo dei miti come lo abbiamo letto tra classicit\u00e0, umanesimo e grecit\u00e0 egiziana &#8211; araba non sar\u00e0 pi\u00f9. Si vive un altro Mediterraneo. Bisogna ben comprendere che ci sono diversi mediterranei che si portano dentro diversi destini e una storia articolata non assimilabile tra epoche.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Il Mediterraneo dei beni culturali ha anche ora una eterogeneit\u00e0 di letture. Marrakesh non \u00e8 Madrid. Algeri non \u00e8 Nizza. Il Cairo non \u00e8 Roma. Insomma testimonianze che hanno una valenza importante ma non assimilabile. Questo significa che ci sono diversi Mediterranei sul piano culturale che restano espressioni eterogenee nella cultura del bene geo-territoriale.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">L&#8217;antropologia \u00e8 una espressione che riesce ad interpretare i processi archeologici, urbanistici, architettonici, storici, linguistici, letterati, etnici. Ecco perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 convinto che il Ministero Italiano della Cultura deve imporsi con una progettualit\u00e0 imponente proprio in quella visione di sintesi che \u00e8 l&#8217;antropologia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Cio pu\u00f2 essere fatto pero con le dovute competenze, con una didattica delle culture, con una conoscenza che nasce dal rapporto tra apprendimento e valorizzazione. Su questo versante credo che ci\u00f2 che si indica come geografia della Magna Grecia non pu\u00f2 essere letta soltanto con gli strumenti e i processi archeologici bens\u00ec fortemente antropologici caratterizzati dalla cultura della tradizione\/popolare.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">L&#8217;antropologia della Magna Grecia \u00e8 una delle discipline che permette di abitare civilt\u00e0, popoli e tradizioni. D&#8217;altronde la Magna Grecia, oltre l&#8217;archeologia, \u00e8 in questi percorsi. La Magna Grecia\u00a0 va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. Perch\u00e9 tutto questo? Perch\u00e9 sostanzialmente l&#8217;approccio culturale muta costantemente. In realt\u00e0 la Magna Grecia \u00e8 soltanto nostalgia se non si crea un processo valorizzante tra nuove economie e politiche culturali identitarie.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una Magna Grecia.\u00a0 C&#8217;\u00e8 la eredit\u00e0 della Magna Grecia. Di ci\u00f2 dobbiamo essere consapevoli per cercare di ragionare con il pensiero che va oltre il modello archeologico soltanto. L&#8217;antropologia \u00e8 la \u00abscienza\u00bb, nell&#8217;umanesimo delle discipline, che diventa il collante ma anche il mosaico dentro il quale quei concetti prima citati, ovvero eredit\u00e0, storia, memoria, identit\u00e0, tradizione&#8230;, costituiscono il legame del patrimonio culturale. Trasformare i simboli in realt\u00e0.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Una utopia? Non credo. Cultura, Magna Grecia ed economia: una interpretazione importante che richiama una sistematicit\u00e0 di valori e di contenuti culturali. Ma cosa sono i contenuti culturali? Non si pu\u00f2 pi\u00f9 pensare al bene culturale come un singolo fatto, una singola struttura, un singolo contenitore. Occorre fare in modo di realizzare delle griglie che siano simboliche e reali, pertinenti e vive nelle articolazioni dei modelli valorizzanti e fruibili. Ovvero la politica dei beni culturali deve essere mosaicizzata ma anche praticata e\u00a0 vissuta come un monolito.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Esempio. L&#8217;archeologia \u00e8 gi\u00e0 nella antropologia e viceversa. Entrambe sono dentro la storicit\u00e0 dell&#8217;arte la quale \u00e8 anche ritmo, segno, colore, linguaggio. Linguaggio, appunto, che penetra un vocabolario che \u00e8 letteratura, musica, folclore. I rimandi sono nelle tradizioni e queste abitano il mito. Il bene culturale \u00e8 la letture dei miti che sono stati cronaca, oggetti, storia.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 necessaria la Ragione espressiva delle epoche. La Magna Grecia \u00e8 la complessit\u00e0 non solo di un tempo ma di un&#8217;epoca. Cos\u00ec dal Medioevo al Barocco, dal Rinascimento alle diverse avanguardie. Sono epoche che nascono dentro le civilt\u00e0. Considero tale il bene cultura.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ebbene, non posso capire la Magna Grecia soltanto dal suono di una ceramica o dal ritmo di una statua. Ma la Magna Grecia \u00e8 uno stato del pensare e del pensiero dentro la complessit\u00e0 di un tempo chiamato proprio civilt\u00e0 e quindi identit\u00e0. \u00c8 qui che la concezione del bene culturale deve trovare la sua rivoluzione e la sua intuizione nel saper confrontarsi con le culture.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Non \u00e8 assolutamente una sfida. \u00c8 un aporoccio forte in una mutata temperie delle societ\u00e0,\u00a0 delle comunit\u00e0 e delle umanit\u00e0. Credo che i beni culturali sono oggi la Ragione di una civilt\u00e0 in societ\u00e0 in transizioni e in civilt\u00e0 di epoche comparate. Tali dobbiamo considerarli.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">E qui ritorna il discorso in incipit. Non \u00e8 nella mia logica pensare che essendo nel territorio italiano i beni culturali devono gestirli gli italiani. Non \u00e8 questo il problema. Ma non si pu\u00f2 accettare neppure la logica della politica europea che \u00e8 come se si imponesse un criterio di condivisione nella gestione delle amministrazioni pubbliche. A questo punto nulla vieterebbe che anche un procuratore della repubblica a capo di una Procura venisse dalla Francia o dalla Germania o da Kiev.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel momento in cui vengono affidati a professionisti e specialisti non italiani si testimonia una completa ta sfiducia al mondo culturale nazionale. \u00c8 stato come sfiduciare la professionalit\u00e0 culturale italiana. Responsabilit\u00e0 politiche di estrema gravit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Reinventiamo i beni culturali iniziando a rivedere gli incarichi affidati ai non italiani per riconsiderare le identit\u00e0 e la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-25498","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25498"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25498\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}