{"id":25670,"date":"2022-07-28T22:13:06","date_gmt":"2022-07-28T22:13:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25670"},"modified":"2022-07-28T22:13:31","modified_gmt":"2022-07-28T22:13:31","slug":"la-scomparsa-di-pietro-citati-un-monumento-di-letteratura-pierfranco-bruni-il-mio-giogo-e-dolce-e-il-mio-peso-e-leggero-pietro-citati-non-possiamo-dire-cosa-e-cosa-sia-la-be","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25670","title":{"rendered":"La scomparsa di Pietro Citati. Un monumento di letteratura   Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25671\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20220728_222940-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\">\n<div id=\":eq\" class=\"ajy\" tabindex=\"0\" role=\"button\" aria-haspopup=\"true\" data-tooltip=\"Mostrar detalles\" aria-label=\"Mostrar detalles\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div id=\":ee\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":ed\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"adM\" dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">La scomparsa di Pietro Citati. Un monumento di letteratura<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>\u201cIl mio giogo \u00e8 dolce e il mio peso \u00e8 leggero\u201d (Pietro Citati). Non possiamo dire cosa \u00e8 cosa sia la bellezza. Esiste. Da Proust a Leopardi. Da Manzoni ad Omero attraversando la cristianit\u00e0 dei Vangeli, e costantemente affiancato da Paolo in un pellegrinaggio di contemplazione. Un viaggio in una letteratura che non pu\u00f2 essere solo linguaggio, ma deve essere soprattutto metafisica. <br dir=\"auto\" \/>Se lo scrittore non si confronta con la metafisica non ha il senso della vita, del tempo e del gioco impermeabile del sacro. <br dir=\"auto\" \/>Pietro Citati. <br dir=\"auto\" \/>Nell&#8217;anno delle celebrazioni proustiane e del Pasolini della sofferenza ci ha consegnato un \u00abmonumento\u00bb di letteratura, appunto Pietro Citati. Il suo sistematico e progettuale navigare tra i porti dell&#8217;immaginario delle colombe ferite alla Proust del tempo ritrovato nel perduto \u00e8 andato oltre. Verso le parole di Giovanni che ancora non smette di trovare, giorno dopo giorno, il Cristo crocefisso e del Cristo risorto. <br dir=\"auto\" \/>Pietro Citati ha sempre creato nella metafisica della letteratura un approdo. Con Gadda, al quale era molto legato, con Pasolini e la sua malinconica gentilezza, con Kafka avvolto tra le metamorfosi dell&#8217;enigma e il silenzio dell&#8217;assurdo. <br dir=\"auto\" \/>Il tempo travolgente e intramontabile. Pu\u00f2 avere un tramonto il tempo? Quel tramonto omerico tra le sponde degli Orienti e dell&#8217;Occidente tra Pitagora e Platone in un Mediterraneo di isole vissute. <br dir=\"auto\" \/>La mente \u00e8 sempre colorata, come ebbe a intitolare un suo libro, perch\u00e9 \u00ab&#8230;una lenta, immensa e soavissima onda di quel mare, dove Ulisse ha tanto viaggiato e che ha amato e odiato, supera la riva, il porto di Forco, l&#8217;ulivo dalle foglie sottili, la grotta delle Naiadi, e trascina via, per sempre, l&#8217;uomo pieno di colori e dolori\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Limmesso di Ulisse \u00e8 nella nostalgia di Leopardi o nel senso dell&#8217;esistenza: \u00abSe vogliamo conoscere il\u00a0senso\u00a0dell&#8217;esistenza, dobbiamo aprire un\u00a0libro: l\u00e0 in\u00a0fondo, nell&#8217;angolo pi\u00f9 oscuro del capitolo, c&#8217;\u00e8 una frase scritta apposta per noi\u201d. <br dir=\"auto\" \/>La dimensione del mistero accompagna il setaccio della parola. Di una parola simbolo che \u00e8 sempre dietro, dentro, in uno spicchio di bellezza. <br dir=\"auto\" \/>A Dostoevskij dedica una eredit\u00e0 di onirica tragedia. Con la letteratura russa intreccio un dialogo di specchio nello specchio ponendo nello spazio piccolo pi\u00f9 remoto lo sguardo della bellezza. Ma la bellezza \u00e8 nel Dio mai nascosto e sempre ontologico\u00a0 in Cristo conosciuto. <br dir=\"auto\" \/>\u00c8 lapidario: \u00abDietro le parole e gli esempi, continuer\u00e0 a muoversi senza fine l&#8217;innominabile, indescrivibile punto di fuga, al quale, nelle parole del linguaggio umano, diamo il nome di Dio\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>I suoi ultimi libri non smettono di essere un diario. Diario nella letteratura dell&#8217;uomo e nell&#8217;uomo che pu\u00f2 dimostrare l&#8217;archetipo del tempo in mito. <br dir=\"auto\" \/>Da \u00abSogni antichi e moderni\u00bb del 2016,\u00a0a \u00abIl silenzio e l&#8217;abisso\u00bb del 2018, e a \u00abDostoevskij: senza misura. Saggi russi\u00bb del 2021. <br dir=\"auto\" \/>In cammino verso la Terra Promessa preceduto, come gi\u00e0 dicevo, da Manzoni, Kafka, Proust, Leopardi a Cervantes fino a \u00abLa malattia dell&#8217;infinito. La letteratura del Novecento\u00bb che appartiene al 2008. <br dir=\"auto\" \/>Uno stare dentro la parola. La parola che diventa una armonia come in \u00abL&#8217;armonia del mondo. Miti d&#8217;oggi\u00bb del 1998. O alla luce nella luce della notte che segue quella colomba pugnalata della \u00abRecherche\u00bb di Proust. Un mosaico di intimit\u00e0 e di perlustrazioni di immagini e immaginari con il suo Goethe e nel suo Cosroe. <br dir=\"auto\" \/>Insomma un mondo di mondi nel quale e nei quali Pietro Citati non cerca soltanto il linguaggio delle scritture, ma il suo labirintico centro. Perch\u00e9 in fondo \u00abLa letteratura impegna tutta la vita, tutti i sentimenti: non pu\u00f2 esserci impegno pi\u00f9 totale. Ma non \u00e8 impegno solo sulla vita e tanto meno sulla politica. \u00c8 un impegno sulla sostanza, sulla totalit\u00e0 dell&#8217;Essere. E molte volte \u00e8 anche un impegno religioso\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>Impegno religioso. Certo. Il suo \u00abVangeli\u00bb risale al 2014. Un libro scritto non con i caratteri. Ma con l&#8217;anima.\u00a0 Con le parole dell&#8217;anima. <br dir=\"auto\" \/>\u201cDal senso di assoluta vicinanza, che si trasforma in assoluta distanza, nasce la religionecristiana: forse ogni religione\u201d. <br dir=\"auto\" \/>Pietro Citati era nato a Firenze il 20 febbraio del 1930. \u00c8\u00a0 morto a Castiglione della Pescaia il 28 luglio\u00a02022. Raccontiamo perch\u00e9 consapevole che \u00abNon solo il dubbio giova a scoprire il vero, ma il vero consiste essenzialmente nel dubbio\u00bb.<br dir=\"auto\" \/>Un paesaggio che mai si sfilaccia e incontri la vita come senso e il senso della verit\u00e0 nella vita. Un destino in desiderio di consapevolezza tra la vita nella letteratura e la letteratura nella vita. Sottolineare la vita che diventa tempo. Con Proust, con Tolstoj, con Leopardi. Scriver\u00e0: \u00abPochi esseri umani hanno desiderato la felicit\u00e0 con la veemenza, la dolcezza, l&#8217;ebbrezza febbrile di Marcel Proust adolescente. Forse solo il giovane Tolstoj, il quale gli era legato da singolari affinit\u00e0 e somiglianze, desider\u00f2 la felicit\u00e0 con la stessa ansia dolorosa e incontenibile: egli pretendeva che la vita restasse s\u00e9 stessa, nient&#8217;altro che un attimo di tempo, eppure balzasse oltre un limite, diventando un misterioso al di l\u00e0, un&#8217;epifania dell&#8217;invisibile e dell&#8217;oltretempo. Il giovane Proust fu felice, o almeno lo disse, lo raccont\u00f2 e lo immagin\u00f2 con s\u00e9 stesso. Era felice perch\u00e9 un raggio di sole splendeva, perch\u00e9 odorava il profumo di un fiore, perch\u00e9 amava un ragazzo o una ragazza, perch\u00e9 voleva bene a sua madre, perch\u00e9 leggeva un bel libro, perch\u00e9 scopriva le grandi leggi dell&#8217;esistenza, e sopratutto perch\u00e9 \u00able cose sono cos\u00ec belle nell&#8217;essere quello che sono e l&#8217;esistenza \u00e8 una bellezza cos\u00ec calma diffusa intorno a loro\u00bb. Ancora denti il racconto della vita. Dentro la letteratura che \u00e8 vita in una eleganza e stile che \u00e8 voce di una nobilt\u00e0 che Pietro Citati ha portato sempre nella sua scrittura.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scomparsa di Pietro Citati. 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