{"id":25725,"date":"2022-07-31T09:42:45","date_gmt":"2022-07-31T09:42:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25725"},"modified":"2022-07-31T09:42:45","modified_gmt":"2022-07-31T09:42:45","slug":"a-sessantanni-dalla-morte-di-marylin-monroe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25725","title":{"rendered":"A Sessant&#8217;anni dalla morte di Marylin Monroe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download.jpeg.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25726\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download.jpeg.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download.jpeg.jpg 194w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/download.jpeg-112x150.jpg 112w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-25725 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=25727'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/images.jpeg-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=25728'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/297bed84285d17bd1b1d24346a0de415-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=25729'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/marilyn-monroe-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\">\n<div id=\":dk\" class=\"ajy\" tabindex=\"0\" role=\"button\" aria-haspopup=\"true\" data-tooltip=\"Mostrar detalles\" aria-label=\"Mostrar detalles\"><img decoding=\"async\" class=\"ajz\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/images\/cleardot.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div id=\":66\">\n<div class=\"qQVYZb\"><\/div>\n<div class=\"utdU2e\"><\/div>\n<div class=\"lQs8Hd\"><\/div>\n<div class=\"btm\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div class=\"aHl\"><\/div>\n<div id=\":dj\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":64\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":65\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">A Sessant&#8217;anni dalla morte di Marylin Monroe. Un profumo di giovinezza in una goccia di Chanel 5 nel vento di una estate<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Un mito. Cosa sono i miti? Lei \u00e8 un mito. DuventaDuventaDiventa vimevimecome gli Dei un archetipo lungo il viaggio degli anni nel tempo.\u00a0 Marilyn Monroe. A sessant&#8217;anni dalla sua morte. \u00c8 morta il <a>4 agosto del 1962<\/a>. Io avevo appena sette anni.<\/div>\n<p>Los Angeles. \u00c8 il mese di agosto. Una citt\u00e0 tra le pi\u00f9 importanti in una California immensa che ha connotati italo \u2013 spagnoli. Luoghi molto catalani. E la sua storia racconta simboli di una lingua che ha la Spagna nel cuore. La prima cosa che mi chiedono, prima di entrare nel mio albergo, \u00e8 se desidero visitare i luoghi del mito di Marilyn. Sono un po\u2019 distratto. Sapevo di entrare nella citt\u00e0 del mito ma non pensavo che la mia interprete avesse questa velocit\u00e0. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Giungo a Los Angeles quasi frastornato. Cambiamenti di orari, turbolenze lungo la rotta, confuso e con gli orecchi che sembrano aver subito un tuffo nell\u2019Oceano. Dico subito: \u201cCerto, sono qui proprio per lei ma ho bisogno di cambiarmi d\u2019abito. Marilyn non avrebbe gradito un ospite vestito senza eleganza. Datemi il tempo di indossare il mio vestito di lino bianco con la camicia verde e poi si parte e a domani pensiamo domani \u2026\u201d. Cos\u00ec siamo tutti contenti. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Qui \u00e8 nata e morta Marilyn Monroe. Era nata il <a dir=\"auto\">1 giugno del 1926<\/a>. Era un anno pi\u00f9 grande di mia madre. Un mito nell\u2019attraversamento delle notti immaginate alla ricerca di un sogno. E Marilyn \u00e8 stato un sogno. Nel velo della sua gonna bianca alzata dal vento in eros tutto tuffato in una seduzione capricciosa. Amava e moriva nel caldo torrido di una citt\u00e0 che ha finestre aperte sui mediterranei. Ma s\u00ec. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Los Angeles non poteva che essere la citt\u00e0 di Marilyn. La bionda mediterranea che si \u00e8 fatta seppellire con la parrucca bionda che portava nel film Gli spostati e vestita con un abitino verde. Il biondo e il verde. Il sole e il mare. Avevo sette anni quando mor\u00ec Marilyn Monroe. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Eppure ho un ricordo molto lieve. Me la ricordo nelle foto in bianco e nero dei settimanali che non mancavano mai in casa mia. Le prime pagine \u201csparate\u201d con le immagini che riportano scene dei suoi film. La bellezza che si faceva seduzione. S\u00ec, perch\u00e9 pu\u00f2 esserci anche una bellezza che ha la sua sobriet\u00e0 da statua. Ma Marilyn portava una bellezza sconvolgente. Marilyn era l\u2019attrazione. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Sono trascorse stagioni e gli anni hanno consumato persino le rughe ma il fascino dei ricordi dentro il mistero restano a solcare ancora una leggenda. Meglio cos\u00ec. Era una estate di tanti anni fa e c\u2019era un forte caldo. Allora come ora. La bella dai capelli biondi e dagli occhi penetranti. Il vento tra i suoi capelli e capelli come radici intrecciate nella terra. Chiedeva amore ma l\u2019amore era un incubo. Un sogno vissuto sotto la luna. Una luna sul mare e le vele lontane in un viaggio senza attese. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Forse Marilyn non ha mai atteso. L\u2019attesa non era dentro la sua vita. \u00c8 morta nel sonno degli Dei con la nudit\u00e0 dei silenzi. Gi\u00e0, \u00e8 stata trovata completamente nuda. Ma la fisicit\u00e0 era uno stile. La sua eleganza negli sguardi tremanti.<\/p>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>Diceva spesso: \u201cSapevo di appartenere al pubblico e al mondo non perch\u00e8 avessi bellezza o talento, ma perch\u00e9 non ero mai appartenuta a <a href=\"http:\/\/nessuno\u201d.La\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/nessuno%E2%80%9D.La&amp;source=gmail&amp;ust=1659346533856000&amp;usg=AOvVaw1Os7GEXRwKBzcVTe76uVDA\">nessuno\u201d.La<\/a> sua morte resta ancora un mistero? Forse s\u00ec o forse no. Ma Marilyn rincorre giovinezza sui prati verdi e tra le stanze della sua villa. Quanti amori e alla fine uno strazio senza pi\u00f9 amore. Si raccontano storie e le storie diventano finzioni o illusioni. Il passo \u00e8 breve. Tra la finzione e l\u2019illusione c\u2019\u00e8 il sogno: il solo che smette di essere vero. Ma Marilyn \u00e8 morta. Suicidio? Omicidio? Cosa ha deturpato la sua bellezza? <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>C\u2019\u00e8 chi dice che \u00e8 stato un assassinio con tutte le regole commesso da Cosa Nostra. Ad ucciderla pare che sia stata una supposta contenente un potente narcotico. Il sonno degli dei che corre tra le vene e il sangue \u00e8 un fiume che crede nell\u2019impossibile. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Marilyn dormiva nuda. E cos\u00ec che l\u2019hanno trovata. Con gli occhi nella morte e la morte nel cuore. In quell\u2019agosto torrido del 1962. Tra il quattro e il cinque di agosto. Pare che a scoprire il suo corpo inerte sia stata la sua governante. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>E poi il medico. La porta era chiusa a chiave. E la chiave? C\u2019\u00e8 sempre un problema di chiave. Il medico al suo arrivo non fece altro che constatare l\u2019avvenuta morte. Ci fu l\u2019autopsia. Anche questa un mistero. Come tutte le cose di questo mondo quando non si riesce a trovare la chiave, quella giusta, si parla di mistero. Ebbene si. Non guasta questo mistero nella morte di una donna che in vita \u00e8 stata sempre un mistero. Lasciamola nel suo mistero. Perch\u00e8 svelarlo? <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Era bella in quella allegria che si faceva inquietudine in cui la passione giocava con i giorni e il suo corpo un alito nel tempo che non invecchia. Marilyn non \u00e8 invecchiata. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Gli incontri, i viaggi, le vacanze dalla parola, i riposi vengono rivissuti con un pathos inarrestabile che \u00e8 humus del linguaggio. E restano i ricordi \u2013 sensazioni che guidono le nostre distrazioni, le nostre smemoratezze. E poi non ricordiamo pi\u00f9 perch\u00e9 tutto diventa una sensazione come la musica. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u00c8 possibile vedere la musica? Sentiamo e ascoltiamo la musica vivendola, rivivendola e cos\u00ec il tempo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 noi lo percepiamo nell\u2019alito di quelle alchimie che sono parte integranti della nostra memoria \u2013 sogno. Fuori dalla storia perch\u00e9, in fondo, il tempo non sa che farsene della storia. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La figura di Marilyn diventa la metafora di una giovinezza, di generazioni che hanno sognato con lei il tempo intramontabile e, appunto, gli amori impossibili. La metafora che coniuga l\u2019impareggiabile transito nelle stagioni del tempo con il desiderio di essere catturati e catturare quel destino di continuare ad amare il volto, gli occhi, il corpo di donne per le quali ci siamo sentiti leggeri nelle brughiere o nelle acque tagliate dalle gondole con gondolieri che non si abbandonano alle tristezze ma si lasciano rapire dalle ironie. Questi amori ci lasciano la quieta e la tempesta ed ecco perch\u00e9 continuano ad insistere nella nostra vita \u2013 letteratura. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u00c8 vero: chi muore giovane il tempo non lo raccoglie. E resta nella sua giovinezza a cantare l\u2019amore e l\u2019inquietudine, l\u2019angoscia e la tristezza, la disperazione e il bisogno di credere ai sogni infiniti e di viverli nella fantasia che chiede sogni e colori. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Il bianco e il rosso erano i suoi colori tanto che sulla sua tomba a Westwood Village Memorial Park Cementery si sono alternati per anni, e forse ancora oggi, fasci di rose rosse e poi rose bianche. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>E quel suo sorriso. Marilyn \u00e8 la giovinezza che resta nel tempo che invecchia e ci invecchia. Ma il suo sorriso sulla sua bocca aveva la carezza della luna. Chi troppo ama troppo perde e i suoi sconvolgimenti si intrecciavano in un tempo che non conosceva quotidiano. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>I suoi amori erano le inquietudini. I Kennedy. I fratelli. Tanto si \u00e8 parlato. Forse adesso fanno girotondo e Marilyn li ha presi per mano per un inarrestabile giro giro girotondo. E con loro c\u2019\u00e8 pure quel Miller, lo scrittore, il drammaturgo che sposo Marilyn nel 1956. E danzano sulla sabbia della luna. Finalmente stanno insieme. Si sono ritrovati per non perdersi pi\u00f9. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Quanti mariti. Almeno tre. Il primo nel 1942. Marilyn aveva soltanto sedici anni. E poi nel 1954 il secondo marito. Era un campione di baseball: Joe Di Maggio. E poi Arthur. Quel Miller gi\u00e0 famoso scrittore che tent\u00f2 di inserire Marilyn nel mondo della cultura ma non ci riusc\u00ec. Era fatta di un\u2019altra pasta. Si abbandonava ai sogni, alle fantasie e poi ai sonniferi. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La madre era pazza tanto che al primo matrimonio di Marilyn non le fu concesso di assistere alla cerimonia. Non si seppe mai il nome del padre. La sua paura era quella di fare la fine della signora Gladys Pearl Monroe, cio\u00e8 la madre di Marilyn.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>E poi i suoi desideri si trasformarono in angosce, in inquietudini, in tragedia. C\u2019era sempre una grande inquietudine che covava nel cuore di Marilyn. Una allegria fatta di inquietudine. Come in fondo erano i suoi films. Cos\u00ec anche il suo ultimo film :Gli spostati\u00bb risalente al 1961, che la vede insieme a Clarke Gable, a Montgomery Clift, a Thelma Ritter. Un film in bianco e nero. Come era stato quello del 1952 dal titolo \u00abLa tua bocca brucia\u00bb. Marilyn cominci\u00f2 la sua carriera posando per un calendario. Le sue foto pi\u00f9 belle. La sua giovinezza senza segni. Il segno di un destino. Un viaggio bruciato sull\u2019onda di una grande notoriet\u00e0. Ma per Marilyn la vita fu passione? O suoi amori furono vera vita? <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Mi sono chiesto, spesse volte, se Marilyn non fosse morta come \u00e8 morta, che cosa sarebbe stato di lei? Sarebbe invecchiata e sul suo viso le tracce del tempo e sulle mani le rughe abbrunate che contano gli anni. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato. E continua a vivere. Con la sua allegria, con la sua calda giovinezza e con gli occhi che guardano il mare. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Con gli occhi belli e disperati che chiedono amore e sono luci in una storia che \u00e8 divenuta un enigma. Ma senza il mistero, Marilyn sarebbe ancora un mito? Perch\u00e9 continuo a domandami ci\u00f2. Perch\u00e9 insisto? <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Io sono a Los Angeles per fare altro e non solo per visitare l\u2019America del sogno di Marilyn. Eppure ho negli occhi sempre il suo viso e tra le parole trovo costantemente quelle della mia interprete di origini madrilene: \u201cQui anche la letteratura porta il nome del mito di Marilyn. Come far\u00e0 a parlare di letteratura del Mediterraneo senza citare la famosa frase di Marilyn: \u2018Perch\u00e8 non porto biancheria intima? Mi danno cos\u00ec fastidio tutte quelle piegoline\u2019. Lei \u00e8 uno scrittore e conosce bene le parole ma lei ama la bellezza e i profumi e Marilyn, inconsapevolmente, \u00e8 anche il suo vocabolario. Le ricordo un altro episodio. Lei in un suo libro cita un profumo. Conoscer\u00e0 certamente il profumo di Marilyn perch\u00e9 un suo personaggio usa lo stesso profumo di Marilyn, ovvero Chanel n. 5. Marilyn sosteneva che per andare a letto indossa soltanto una goccia di Chanel n. 5. Coincidenze?\u201d <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Poi mi guard\u00f2 e riprese: \u201cMa so anche che lei non crede alle coincidenze. Non dir\u00f2 pi\u00f9 nulla\u201d. Mi affascina e mi intimidisce sapere che domani dovr\u00f2 parlare della bellezza nella letteratura nella citt\u00e0 di Marilyn. Ho recuperato alcune riflessioni che avevo annotato tra i miei appunti che parlano della bellezza e sapevo, comunque, che giungendo a Los Angeles non mi sarei potuto sottrarre all\u2019alchimia di Marilyn. Trovi foglietti piegati: \u201cHo sognato la bellezza per lo pi\u00f9 a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare\u201d. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>E ancora: \u201cNon voglio essere ricca, voglio essere bellissima\u201d. Ecco perch\u00e9 non smise mai di dire che alla sua morte non doveva mancare il trucco sul suo viso. Aveva timore di invecchiare e di invecchiare cedendo al tempo la sua bellezza. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u201cSolo gli amori impossibili sono per sempre\u201d scrisse a mo\u2019 di dedica Nantas Salvalaggio al suo libro su Marilyn. Proprio vero. Sottoscrivo, qui da Los Angeles, questa stupenda dedica di uno dei miei pochi amici scrittori al quale ho voluto molto bene. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Rester\u00f2 a Los Angeles qualche altro giorno per conferenze con gli italiani che vivono qui e per gli americani che hanno desiderio di capire la cultura italiana. Qui \u00e8 nato un mito avvolto tra la bellezza e la morte. Non riesco a ricordare in quale mio romanzo ho citato il profumo di Marilyn. Forse in \u201cQuando fioriscono i rovi\u201d. Gi\u00e0, in quel romanzo in cui la bellezza conosce solo il profumo della giovinezza. Il profumo delle rose rosse e delle rose bianche. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>C\u2019\u00e8 una frase del film :A qualcuno piace caldo\u00bb del 1959 con Marilyn, Tony Curtis e Jack Lemmon per la regia di Billy Wilder che mi scava nella mente con una impressionante audacia. In un dialogo Zucchero (Marilyn) chiede a Josephine (Tony Curtis): \u201cAspetta da molto?\u201d e Josephine risponde: \u201cNon importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Malinconie che ci rapiscono ma che ci fanno fare i conti con noi stessi. E gli amori vissuti e abbandonati, alla fine, ci impongono di fare i conti. Sempre con il tempo. Irraggiungibile come le meteore nelle quali viviamo da giovani. Per uno scrittore diventa sempre pi\u00f9 difficile ritrovarsi in questi conti, perch\u00e9 fare i conti, attraverso il racconto e le parole che spingono alla confessione, significa creare uno spazio in quel tempo di ieri e nel tempo della scrittura stessa. Ovvero tra il tempo nel quale si sono vissute le avventure di un esistere e il tempo nel quali ci si trova con le emozioni che dettano, in una indefinibile nostalgia, percorsi di esistenza vissuta. <br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Non finisce qui il mio viaggio tra le immensit\u00e0 di Los Angeles. Ma resta una citt\u00e0, una grande citt\u00e0. Andare nel tempo dei filamenti sfilacciati \u00e8, comunque, restare lungo il fiume della salvezza della memoria. E la letteratura, nella profezia dei solchi traccianti, ci salva perch\u00e9 restituisce brandelli di tempo nell\u2019archetipo delle memorie. Los Angeles. Marilyn non \u00e8 soltanto, comunque, un mito. Dopo questo mio lungo racconto posdoposdoposso affermarlo. \u00c8 emozione. \u00c8 una giovinezza perduta in un tempo che non torner\u00e0 pi\u00f9. Resta tra i miei capelli una goccia di Chanel rigorosamente n. 5. Gli anni sono lunghi e restano in un tempo corto, ma Marilyn \u00e8 nel profumo di un sogno che non si cancella.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A Sessant&#8217;anni dalla morte di Marylin Monroe. 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