{"id":25754,"date":"2022-08-02T15:20:52","date_gmt":"2022-08-02T15:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25754"},"modified":"2022-08-02T15:20:52","modified_gmt":"2022-08-02T15:20:52","slug":"marylin-monroe-e-la-poesia-in-un-inquietante-tragico-oltre-il-mito-a-60-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=25754","title":{"rendered":"Marylin Monroe e la poesia in un inquietante tragico oltre il mito a 60 anni."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25755\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg-1.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg-1.jpg 201w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/images.jpeg-1-120x150.jpg 120w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Marylin Monroe e la poesia in un inquietante tragico oltre il mito a 60 anni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Scomparsa tra la notte del 4\/5 agosto del 1962<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>\u00abLa gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri pi\u00f9 reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l\u2019incarnazione\u201d (Marylin Monroe).<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Pierfranco Bruni<\/div>\n<div><span dir=\"auto\" style=\"font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"font-size: large;\">\u00abQuel che ho dentro nessuno lo vede\/ho pensieri bellissimi che pesano\/come una lapide\u00bb. I pensieri pesano. Anche se sono belli.\u00a0 Struggente la comparazione con la lapide. Un inquieto esiste sulla scena della ribalta con una platea in attesa di schioccare un applauso o di far tacere le mani. Ma lei \u00e8 l\u00ec. In quei versi che mascherano senza nulla nascondere e senza tramare nulla anche se le trame sono la ragnatela in sguardo di vento.\u00a0<\/span><\/p>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Sono versi di Marylin Monroe che esprimono il senso scavante di una profonda interiorit\u00e0. Tragicamente inquieta oltre la ribalta e nell&#8217;anima che diventa il guscio di una caverna: \u00ab&#8230; sento la vita avvicinarsi\/mentre tutto quello che voglio\/\u00e8 morire\u00bb.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Lo spettacolo si dipana nello spazio dello specchio che non riflette soltanto il viso di Marylin, ma specchia i volti di tutte le donne che ha rappresentato avendo davanti, dietro e in ogni angolo la macchina da presa. Il cinema \u00e8 la verit\u00e0 della illusione nella quale l&#8217;attore\/l&#8217;attrice scopre l&#8217;orrore: \u00ab&#8230;perch\u00e9 a mia anima\/vi fa orrore\/come gli occhi delle rane\/sull&#8217;orlo dei fossi?\u00bb.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 palmeabile l&#8217;ironico. \u00abSto cercando di provare a me stessa di essere una persona; poi forse mi convincer\u00f2 di essere un&#8217;attrice\u00bb.<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Neppure nel consumato senso tragico. Marylin nel suo sorriso e nel vestito bianco al tocco del vento \u00e8 soltanto uno sguardo tragico le cui labbra in rosso hanno la passione certamente ma anche il terribile che la condurr\u00e0 ad u\u00a0 \u00abgorgo muto\u00bb. Sembra un figura incorniciata dalle parole di Cesare Pavese al suono di verr\u00e0 la morte e avr\u00e0 i tuoi occhi.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;ironia non traspare dunque. Semplicemente perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8. Al suo posto insiste la malinconia: \u00ab&#8230; dipingere i desideri\/ con i pensieri\/che volano via\/prima che muoia\/e pensare\/con l&#8217;inchiostro\u00bb. Pensare con l&#8217;inchiostro. Una metafora che raccoglie in sintesi la sintesi di un disperante trucco. Senza trucco si muore perch\u00e9 ci si abbandona al desiderio della rupe\/destino.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">\u00abHo sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare\u00bb. La bellezza ha sempre quella nicchia tragica che sfida il tempo e sconfigge la storia. Questa \u00e8 stata \u00e8 Marylin.<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;attrice che resta un mito e una icona ha il pianto soffuso nel cerchio di in orizzonti che recita frammenti che diventano frantumazione di un esistere nell&#8217;esistenza. La poesia di Marylin Monroe \u00e8 come se avesse assorbito il canto di Antonia Pozzi o il recitativo di Silvia Plath. Perch\u00e9 uccidere gli uccelli che volano? Perch\u00e9, ci recita Marylin, \u00abun uccello non ha scampo\/quando vola.\/\u00c8 crudele uccidere\/chi non ha scampo\u00bb. Il volo di Marylin in questi versi \u00e8 l&#8217;onda breve e lunga della recita portata sul set della soggettivit\u00e0.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Non ha mai amato essere considerata un oggetto. La donna e l&#8217;attrice sono il doppio in in vetro di finestra in una America, allora come oggi, senza consolazione. Faccio delle rime di tanto in tanto, chiosa Marylin, ma \u00aball&#8217;inferno, do benissimo\/che non si vende\u00bb.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Il colpo finale dei suoi versi \u00e8 in un distico che rasenta l&#8217;assurdo di una Anais Nin: \u00abIl mio involucro invecchia\/ma io devo ancora nascere\u00bb. La dimensione del tempo ha la misura della giostra che gira gira e rigira e lei, Marylin, fissa il vuoto e lo spazio del rotondo perfetto e cerca una misura tra il tempo del giro e il rotondo piano poi meno piano poi veloce di quel bisogno di essere cullata nel sonno: \u00abNon piangere bambola mia\/ora ti prendo e ti cullo nel sonno \u00ab.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Essere cullati dal sonno. L&#8217;estremo saluto di un simbolo nata tra le braccia degli dei e stretta tra il tramonto e l&#8217;alba di un giorno d&#8217;estate. Il <a>4 agosto del 1962<\/a>. Anzi nella notte tra il 4 e il agosto. \u00abTrentacinque anni vissuti\/con un corpo estraneo\/trentacinque anni\/con i capelli tinti\/trentacinque anni\/con un fantoccio.\/Ma io non sono Marylin\/io sono Norms Jean Baker&#8230;\u00bb. Il resto \u00e8 altro. I testi sono stati pubblicati in volume della Feltrinelli nel 2010, dal titolo: \u00abFragmets\u00bb.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">Non si sconfigge un mito. E tanto meno si dimentica Marylin. Era nata il <a>1 giugno del 1926<\/a>. La bellezza \u00e8 un sogno irresistibile e irripetibile come gli occhi del giorno e lo sguardo della luna.\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">In fondo ha scritto: \u00abil\u00a0mio sogno? Stare di fianco al mio uomo, ascoltare musica, leggere poeti, imparare a scrivere, comporre versi, i primi che mi vengono alla mente, e avere accanto qualcuno a cui farli leggere. E poi recitare cose serie, cose importanti\u00bb.\u00a0Una donna al di l\u00e0 del bene e del male forse perch\u00e9 umana, anzi troppo umana.<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><i>\u00abLa gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri pi\u00f9 reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l\u2019incarnazione\u00bb (Marylin Monroe).<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Marylin Monroe e la poesia in un inquietante tragico oltre il mito a 60 anni. 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