{"id":26211,"date":"2022-08-21T09:20:53","date_gmt":"2022-08-21T09:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=26211"},"modified":"2022-08-21T09:20:53","modified_gmt":"2022-08-21T09:20:53","slug":"il-cinema-italiano-e-la-tragedia-di-luisa-ferida-nel-romanzo-di-pierfranco-bruni-in-un-raccontare-la-vita-e-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=26211","title":{"rendered":"Il cinema italiano e la tragedia di Luisa Ferida nel romanzo di Pierfranco Bruni in un raccontare la vita e la morte"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-26211 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=26212'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/WhatsApp-Image-2022-08-20-at-22.27.29-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=26213'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/WhatsApp-Image-2022-08-20-at-22.14.50-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=26214'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/WhatsApp-Image-2022-08-20-at-22.15.58-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il cinema italiano e la tragedia di Luisa Ferida nel romanzo di Pierfranco Bruni in un raccontare la vita e la morte<\/strong><\/p>\n<p>di <strong><em>Stefania Romito<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si erano incontrati sul set di \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d del 1939 per la regia di Alessandro Blasetti. Film nella storia del cinema degli anni che annunciano le innovazioni cinematografiche degli anni Quaranta. Far\u00e0 scuola nella scenografia e nei campi lunghi e corti. Una ribalta importante.\u00a0 Lui aveva una importante esperienza nella recitazione. Lei pronta ad apprendere e a diventare una diva. Lui era Osvaldo Valenti. Lei Luisa Ferida. Una carriera consolidata. Una carriera da formare e consolidare. Ma Luisa con questo film \u00e8 gi\u00e0 una diva.<\/p>\n<p>Il cinema e la vita. Gli estremi tra la finzione e la realt\u00e0. Una tragica realt\u00e0 che ha coinvolto anche la macchina da presa e alcuni protagonisti del grande schermo. Tra questi Luisa Ferida, alla quale Pierfranco Bruni dedica il suo ultimo romanzo. Un romanzo che si lega tra maglie storiche e letterarie al precedente. Ovvero a \u201cQuando mio padre leggeva Carolina Invernizio\u201d ( Tabula Fati).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019amore nella storia che recita la tragedia. I giochi sono nell\u2019infinito. Ben, quando i rimpianti arrivano con il sorgere dell\u2019alba si comincia ad invecchiare. Perch\u00e9? Perch\u00e9 i sogni si confinano nei crepuscoli degli orizzonti. Si muore. Ma si muore nella condanna della clessidra che fa scivolare i granelli di sabbia e allunga il tempo accorciando l\u2019et\u00e0\u201d (da \u201cLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u201d, Tabula Fati).<\/p>\n<p>Luisa Ferida come Claretta Petacci? Una storia problematica ci\u00f2 che racconta Pierfranco Bruni in questo suo recente \u201cLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u201d, edito da Tabula Fati. Una storia d\u2019amore negli anni terribili tra il 1943 e il 1945. Luisa venne uccisa insieme ad Osvaldo Valenti, il suo amore, nella notte del 30 aprile 1945. Erano due attori molto noti che avevano dato volto al cinema della fine degli anni Trenta sino al 1944.<\/p>\n<p>Protagonisti di film importanti e famosi che hanno cambiato anche la struttura del cinema degli anni precedenti, quello dei telefoni bianchi, e che hanno consolidato nella filmografia contemporanea il ruolo del personaggio come chiave per comprendere i vari campi usati nella cinematografia.<\/p>\n<p>Luisa Ferida, pseudonimo di Luisa Manfrini Farnet era nata a Castel San Pietro Terme il 18 marzo del 1914.<\/p>\n<p>Tra i suoi film pi\u00f9 famosi vanno ricordati\u00a0 \u201cFreccia d\u2019oro\u201d del 1935 con il quale inizia sostanzialmente il suo viaggio nel cinema, \u201cRe burlone\u201d sempre dello stesso anno, \u201cLo smemorato\u201d del 1936 (il 1936 sar\u00e0 un anno molto impegnativo dal punto di vista cinematografico, infatti usciranno diverse pellicole come\u00a0 \u201cL\u2019ambasciatore\u201d, \u201cAmazzoni bianche\u201d), \u201cI fratelli Castiglioni\u201d del 1937,\u201dI due barbieri\u201d sempre del 1937, \u201cTutta la vita in una notte\u201d del 1938. Altri film usciranno nel 1938. Al 1939 appartengono \u201cAnimali pazzi\u201d, \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d per la regia di Alessandro Blasetti. Del 1940 \u00e8 \u201cIl segreto di Villa Paradiso\u201d. Mentre al 1941 appartiene \u201cNozze di sangue\u201d e\u00a0 \u201cLa corona di ferro\u201d. Il 1942 \u00e8 impegnata, tra gli altri film,\u00a0 con \u201cLa cena delle beffe\u201d, \u201cFari nella nebbia\u201d, \u201cL\u2019ultimo addio\u201d, \u201cLa bella addormentata\u201d, \u201cFedora\u201d, \u201cGelosia\u201d. L\u2019anno successivo sar\u00e0 protagonista in \u201cIl figlio del corsaro rosso\u201d, in \u201cGrazia\u201d, \u201cHarlem\u201d e \u201cTristi amori\u201d.\u00a0 1944 \u00e8 l\u2019anno de \u201cLa locandiera\u201d, per la regia di Luigi Chiarini. Il 1945 lavora a \u201cFatto di cronaca\u201d. Film che la vedranno accanto ad Osvaldo Valenti.<\/p>\n<p>Un\u2019attrice all\u2019interno di un tempo tragico e tragico fu il suo amore con Valenti.\u00a0 Credo che vada riletta la temperie cinematografica di quegli anni partendo proprio da Luisa Ferida e Osvaldo Valenti insieme ad Amedeo Nazzari, Clara Calamai, Doris Durante, Gino Cervi e tanti altri attori che hanno lasciato un segno indelebile. Molti di questi attori parteciperanno al cinema neorealista guidato da registi che chioseranno quel tempo drammatico. La storia del cinema \u00e8 anche in questi incisi che Bruni mette in evidenza.<\/p>\n<p>Il libro di Pierfranco Bruni, entrando nella vita di Luisa Ferida, tocca tutti questi aspetti ma sempre nel tocco di un raccontare la cui trama sembra dettata da un altro io narrante che in questo caso precipuo \u00e8 il padre dello scrittore. Un romanzo? Certamente s\u00ec, basato per\u00f2 su fatti e dati che lo scrittore recupera dalla cronaca e dai quotidiani di quegli anni. Un libro emozionante scritto con la passione. Pierfranco Bruni ha scritto un romanzo di un decennio prima dedicato al drammatico rapporto tra Claretta Petacci e Benito Mussolini, che ha visto tre edizioni. Come \u201cClaretta e Ben\u201d questo libro su Luisa Ferida ha come punto centrale l\u2019amore.\u00a0 \u00c8 un romanzo che si lega ai suoi precedenti in un filo in cui le trame sono intrecci di biografie e autobiografie. Questo su Luisa nasce gi\u00e0 all\u2019interno di \u201cQuando mio padre leggeva Carolina Invernizio\u201d, edito sempre da Tabula Fati pubblicato nel 2021, e che si coordina nella temperie tra anni venti e quaranta del Novecento.<\/p>\n<p>Il letterato, lo studioso di letteratura, comunque, \u00e8 sempre presente tanto da non dimenticare Cesare Pavese. Eccolo. \u201cBisogna avere il coraggio di oltrepassare quei morti. Ci ha insegnato Cesare Pavese. Quei morti repubblicani. Ma la verit\u00e0 \u00e8 insondabile e i documenti ancora non bastano e gli archivi che si aprono non restituiscono una ragione\u2026\u201d.<\/p>\n<p>La storia e le passioni. Entrambe, Claretta e Luisa, morte nella tragedia, per il troppo amore. \u00c8 questo che Pierfranco Bruni fa emergere. In un tempo tragico tragiche storie d\u2019amore. Ci\u00f2 si evidenzia anche nel poemetto finale che Bruni sottolinea come conclusione e ogni poesia ha un\u2019immagine di Luisa a mo\u2019 di francobollo per i versi che lo scrittore scava per lasciarci una icona di fedelt\u00e0 all\u2019amore stesso. Un libro che sta facendo discutere e che si racconta oltre la storia stessa.<\/p>\n<p>Cosa resta alla fine?<\/p>\n<p>\u201cLuisa, amando Osvaldo, am\u00f2 l\u2019uomo e il cinema. Riusc\u00ec ad afferrare il tragico di una esistenza in anni armonici e felici. Dopo il 25 luglio, in anni tragici e agonizzanti, ebbe il coraggio di vivere dentro questa tragedia.<\/p>\n<p>I suoi occhi erano espressione vivente e morente della sofferenza di una donna che aveva vissuto il dolore della perdita del figlio Kim a pochi giorni dalla nascita. Che aveva vissuto il dolore di un aborto. Una donna i cui occhi riflettevano il desiderio, stroncato con la morte, di partorire quel figlio tanto atteso concepito con Osvaldo. Un figlio che entrambi desideravano fortemente\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Cosa resta alla fine del precedente romanzo?<\/p>\n<p>Ecco: \u201cC\u2019\u00e8 sempre un tempo per rincasare e ricominciare il viaggio con la pazienza del limite e il sorriso nel cuore. Camminare tra le strade del paese, di notte, e osservare le pieghe del vento, \u00e8 dimenticare ci\u00f2 che \u00e8 assenza affidandosi agli d\u00e8i, che hanno accompagnato Odisseo sino a ricondurlo ad una serena inquietudine. Nella vita bisogna sempre avere il coraggio delle scelte per essere veri. Per essere uomini! Riapro l\u2019ultimo capitolo del primo libro di Carolina Invernizio e ascolto le voci!\u201d.<\/p>\n<p>Storie che si intrecciano in cui il vero protagonista resta la figura del padre. Il padre dello scrittore sembra dettare. Si racconta. Luisa Ferida. Dal cinema alla tragedia. Da Roma a Venezia. Da Cinecitt\u00e0 al cinema sulla laguna. Poi Milano nella tragica notte del 30 aprile 1945 in via Poliziano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il cinema italiano e la tragedia di Luisa Ferida nel romanzo di Pierfranco Bruni in un raccontare la vita [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,10],"tags":[],"class_list":["post-26211","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-espectaculo","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26211\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}