{"id":26303,"date":"2022-08-26T11:32:29","date_gmt":"2022-08-26T11:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=26303"},"modified":"2022-08-26T14:18:14","modified_gmt":"2022-08-26T14:18:14","slug":"nel-centenario-della-nascita-di-beppe-fenoglio-la-scrittura-nella-vita-da-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=26303","title":{"rendered":"Nel centenario della nascita di Beppe Fenoglio. La scrittura nella vita. Da  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26304\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20220826_132640-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel centenario della nascita di Beppe Fenoglio. La scrittura nella vita<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Pierfranco Bruni<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u201cNon poteva pi\u00fa vivere senza sapere e, soprattutto, non poteva morire senza sapere\u201d (Beppe Fenoglio).<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Beppe Fenoglio, la scrittura e la vita. Dentro la terra e nella trasposizione di un linguaggio che nasce in una eredit\u00e0 che \u00e8 quella delle radici. Tradizione e radici. La trasposizione nella civilt\u00e0 contadina \u00e8 significativa ed assume quell&#8217;alone metafisico che trasformer\u00e0 le eredit\u00e0 in identit\u00e0. Da questo punto di vista \u201cLa malora\u201d potrebbe essere considerato un romanzo chiave in una temperie contrassegnata da una diversificazione di ruoli e di testimonianze letterarie. Ma resta tale solo in una lettura in cui le interpretazioni mitico sacrali, quelle evidenziate, rispondono ad una chiara indicazione simbolica. D&#8217;altronde Fenoglio effettua un ripescaggio che \u00e8 quello del primo romanzo di Pavese, \u201cPaesi tuoi\u201d, nel quale la terra, la campagna, la morte assumono codici fortemente simbolici che hanno derivazioni non solo letterarie ma soprattutto antropologiche. Il mito e il sacro sono due punti di forza. La morte come valore e nel valore della morte la forte capacit\u00e0 mitica di trasformare un fatto non in storia ma in griglia simbolica. Nel romanzo di Fenoglio, in questo romanzo, c&#8217;\u00e8 una rottura storica e c&#8217;\u00e8 una ripresa di alcune fasi archetipali. Dopo di che Fenoglio passa o ritorna alla storia, al realismo, alla perdita di quei valori simbolici che hanno dettato la poetica di Pavese.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Gi\u00e0 in \u201cI ventitr\u00e9 giorni della citt\u00e0 di Alba\u201d (1952) il realismo in Fenoglio ha una sua logica ma tutto si consuma nella determinazione descrittiva. La chiusa del racconto che d\u00e0 il titolo al libro \u00e8 la dimostrazione del relativismo verista. \u00abI partigiani ripresero a salire, era spiovuto, i fascisti entrarono e andarono personalmente a suonarsi le campane\u00bb.<br dir=\"auto\" \/>Una tipicit\u00e0 storico &#8211; letteraria la si riscontra in \u201cIl partigiano Johnny\u201d (1968). Il senso di inquietudine \u00e8 in fondo uno scavo sradicante. In Pavese vi \u00e8 anche questa condizione ma si risolve in una tensione che rasenta il mistico. Per esempio in \u201cLa casa in collina\u201d. Il travaglio di Corrado \u00e8 travaglio mistico. Invece \u201cIl partigiano Johnny\u201d \u00e8 usura di una condizione esistenziale e affermazione di una condizione storica. La Resistenza e il Fascismo. Si trasformano in condizioni storiche e storicizzano la letteratura condizionando il ruolo e i destino stesso dei personaggi. Non \u00e8 un Fenoglio diverso quello che leggiamo in \u201cUna questione privata\u201d (1963).<br dir=\"auto\" \/>Un romanzo la cui tematica affronta ancora problemi di natura resistenziale. Il racconto \u00e8 una ripetizione realista. Soltanto nel finale il gioco letterario potrebbe prestarsi ad una ulteriore analisi. Il concetto finale \u00e8 forse l&#8217;inizio di una nuova avventura o di un nuovo capitolo. Ma \u00e8 troppo tardi. Fenoglio morir\u00e0 a Torni nel 1963 (era nato ad Alba nel 1922). \u201cUna questione privata\u201d si chiude con questa apertura: \u00abCorreva, con gli occhi sgranati, vedendo pochissimo della terra e nulla del cielo. Era perfettamente conscio della solitudine, del silenzio, della pace, ma ancora correva, facilmente, irresistibilmente. Poi gli si par\u00f2 davanti un bosco e Milton vi punt\u00f2 dritto Come entr\u00f2 sotto gli alberi questi parvero serrare e far muro e a un metro da quel muro croll\u00f2\u00bb. La solitudine \u00e8 dentro l&#8217;inquietudine. Letteratura pur non facendosi impegno si fa denuncia e corre il rischio, a volte, di sfiorare la retorica.<br dir=\"auto\" \/>La condizione partigiana viene assunta come condizione esistenziale e la Resistenza diventa mito. Qui c&#8217;\u00e8 la seconda separazione che divide il tracciato pavesiano da quello fenogliano. Il mito per Pavese sono gli archetipi e la memoria che racconta sono i simboli che si dichiarano e il destino nel quale si individuano metafore sono le metafore che diventano linguaggio. E poi \u00e8 la grecit\u00e0, il paesaggio, il paese, la campagna, le appartenenze. In Fenoglio alcune di queste cose sono appena accennate. Certo ci sono le Langhe, le campagne ma poi tutto il resto \u00e8 decifrazione del reale.<br dir=\"auto\" \/>Nella pagina finale de \u201cII partigiano Johnny\u201d si legge: \u00abOra fascisti non sparavano pi\u00f9 sulla collina, ma rispondevano quasi tutti al fuoco repentino e maligno che i due partigiani avevano aperto dietro il camion. Poi dalla casa l&#8217;ufficiale fascista barcollando si fece sulla porta, comprimendosi il petto con ambo le mani, ed ora le spostava vertiginosamente ovunque riceveva una nuova pallottola, gridando barcoll\u00f2 fino al termine dell&#8217;aia, in faccia ai partigiani, mentre da dentro gli uomini lo chiamavano angosciati. Poi cadde come un palo\u00bb. <br dir=\"auto\" \/>La Resistenza Fenoglio la interpreta mitizzandola, ma ci\u00f2 che resta alla fin fine \u00e8 la cronaca. Ecco perch\u00e9 ci\u00f2 che maggiormente convince \u00e8 il romanzo \u201cLa malora\u201d. Un romanzo, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, che ha una sua caratteristica e una sua fisionomia antropologica. La memoria \u00e8 un filo sottilissimo che lega il passato al racconto. La memoria sostanzialmente si fa racconto. In altri scritti il racconto si fa cronaca. Come nel breve romanzo \u201cLa paga del sabato\u201d, pubblicato nel 1969, ma scritto negli anni Cinquanta. Si parla del reinserimento di un partigiano nella vita civile di Alba.<br dir=\"auto\" \/>Sulla stessa linea tematica si svolge \u201cPrimavera di bellezza\u201d (1959). Johnny e la guerra partigiana come capisaldi. La realt\u00e0 come specchio e non come maschera. In un contesto particolare nasce \u201cUn giorno di fuoco\u201d (1963). E&#8217; indubbiamente un libro diverso. Soprattutto questo racconto segna, forse, la fase ultima degli scritti di Fenoglio. Una stagione intensa.<br dir=\"auto\" \/>Una maturazione linguistica che passa attraverso la conoscenza della letteratura angloamericana. Questa conoscenza lo aiut\u00f2 moltissimo: sia sul piano espressivo sia sul piano della stilizzazione dei personaggi sia nel modo di porgere il racconto. D&#8217;altronde lo stesso Pavese si serv\u00ec della letteratura americana per decodificare alcune espressioni che poi sono entrate nel gergo pavesiano.<br dir=\"auto\" \/>Indubbiamente Fenoglio \u00e8 uno scrittore moderno (e mi riferisco alla tensione espressiva, semantica, alla langue se cos\u00ec pu\u00f2 essere detto) e la sua modernit\u00e0 \u00e8 tutta giocata sulla duplicit\u00e0 tematica. Una duplicit\u00e0 (l&#8217;iniziale scavo nella cultura contadina e la sclerotizzazione di questa in cambio di un realismo anche politico) che culmina nella proposta di un documento letterario.<br dir=\"auto\" \/>Credo che Fenoglio sia importante proprio per una capacit\u00e0 di trasformare la letteratura in documento anche se gli esiti dal punto di vista stilistico estetico letterario sono &#8211; certamente discutibilissimi. Ma ci\u00f2 non toglie che il suo paesaggio linguistico \u00e8 significativo soprattutto quando inserisce nel parlato comune l&#8217;inglese. E in tal senso \u00e8 anche uno scrittore di rottura. La mitologia della terra e del sangue \u00e8 la presenza costante che si ascolta in Pavese. Questa mitologia \u00e8 una chiave di lettura per capire il senso del destino e il sentimento del viaggio che vivono appunto in Pavese.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u201cLa malora\u201d (1954) \u00e8 un romanzo in cui Fenoglio recupera il gusto della cultura contadina e \u0130 personaggi sono la riaffermazione di un valore di identit\u00e0. Il mondo contadino o meglio l&#8217;appartenenza alla terra \u00e8 in fondo l&#8217;appartenenza alle radici. Terra-morte sono due poli importanti. C&#8217;\u00e8 anche il viaggio. C&#8217;\u00e8 il ritorno alla casa madre o casa paterna. Forse \u00e8 il romanzo pi\u00f9 singolare di Fenoglio. Lo avvicina a Pavese.<br dir=\"auto\" \/>Alba \u00e8 il mito della citt\u00e0. Ma \u00e8 il paese che sgretola ricordi e fa emergere la nostalgia. Schemi e steccati linguistici in Fenoglio sono superati e la parola assume la rilevanza dei parlato come d&#8217;altronde si era gi\u00e0 notato in Pavese. In Fenoglio, comunque, la parola resta parola, resta comunicazione e forse messaggio. In Pavese non \u00e8 soltanto parola. La parola \u00e8 la chiarificazione di un codice simbolico. E la parola racconta non per duplicare ma per fissare una metafora o, come gi\u00e0 si diceva, per raccontare un mito.<\/p>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nel centenario della nascita di Beppe Fenoglio. 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