{"id":27423,"date":"2022-09-20T11:15:09","date_gmt":"2022-09-20T11:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=27423"},"modified":"2022-09-20T11:15:09","modified_gmt":"2022-09-20T11:15:09","slug":"edoardo-edward-corsi-custode-di-ellis-island-ricordiamo-il-grande-italiano-a-130-anni-dalla-istituzione-della-porta-dingresso-dellamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=27423","title":{"rendered":"EDOARDO (EDWARD) CORSI, CUSTODE DI ELLIS ISLAND &#8211; Ricordiamo il grande italiano a 130 anni dalla istituzione della \u201cporta d\u2019ingresso\u201d dell\u2019America"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-27423 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=27424'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/imbarco-emigranti-1907-libro-corsi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=27425'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/img157-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=27426'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/img185-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"font-size: x-large;\">EDOARDO (EDWARD) CORSI CUSTODE DI ELLIS ISLAND <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #4d5156;\">Ricordiamo il grande italiano a 130 anni dalla istituzione della \u201cporta d\u2019ingresso\u201d dell\u2019America<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #4d5156;\">Antonio Bini <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #4d5156;\">Nell\u2019autunno del 1931 si diffonde la notizia singolare e inattesa, ripresa dalla stampa nazionale, che riemp\u00ec \u201c<\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><i>di gioia milioni d\u2019italiani che vivono in America\u201d<\/i><\/span><span style=\"color: #4d5156;\"> \u2013 come scrisse Il Secolo Illustrato del 15 novembre 1931 \u2013 in un articolo dal titolo \u201c<\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><i>Un abruzzese, custode della porta dell\u2019America<\/i><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">\u201d &#8211; che alludeva alla scelta del presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover di nominare Edoardo Corsi commissario per l\u2019emigrazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #4d5156;\">Per la prima volta, un emigrato italiano fu chiamato ad essere custode di <\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><b>Ellis Island<\/b><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">, allora considerata la \u201c<\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><i>Porta d\u2019America<\/i><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">\u201d. Da questo articolo prendiamo spunto per ricordare la figura <\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><b>Edoardo Corsi<\/b><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">. Il prestigioso incarico venne affidato ad un italiano, che da bambino aveva personalmente conosciuto la durezza del passaggio per l\u2019isola di Ellis Island che defin\u00ec \u201c<\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><i>una bolgia infernale<\/i><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #4d5156;\">Nato a Capestrano il 20 dicembre 1896, aveva gi\u00e0 vissuto in tenerissima et\u00e0, sul finire dell\u2019800, una breve permanenza in Svizzera (esilio, come scrisse), al seguito del padre <\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><b>Filippo Corsi<\/b><\/span><span style=\"color: #4d5156;\">, repubblicano mazziniano, che per sfuggire alle persecuzioni governative di quel periodo scelse di emigrare a Lugano. Durante l\u2019esilio nascer\u00e0 una sorellina alla quale venne dato il nome di Helvetia, in omaggio alla terra svizzera. Filippo Corsi sin da giovanissimo era stato molto attivo sul territorio abruzzese, a sostegno delle riforme agrarie e della cooperazione, oltre ad essere impegnato per la sicurezza del lavoro nello stabilimento chimico di Bussi, tra le prime esperienze di industrializzazione del Val Pescara. Poco tempo dopo il rientro in Italia, Filippo Corsi venne eletto deputato nel collegio di Massa \u2013 Carrara. E proprio a Massa, dove era arrivato in treno per tenere un discorso in comune, fu colpito mortalmente da un infarto, lasciando nel dolore e nella miseria la moglie <\/span><span style=\"color: #4d5156;\"><b>Giulia Pantano<\/b><\/span><span style=\"color: #4d5156;\"> e i quattro figli. Edoardo, primogenito, non aveva nemmeno sette anni. Correva l\u2019anno 1903. Nei mesi successivi, come in uso al tempo, un parente da parte del marito spos\u00f2 la vedova per aiutarla a sostenere la famiglia. La difficilissima situazione economica indusse la famiglia \u2013 come tanti capestranesi &#8211; ad emigrare negli Stati Uniti nel 1907, dove erano gi\u00e0 presenti altri parenti. Quello si rivel\u00f2 un anno record per l\u2019emigrazione, con oltre un milione di sbarchi ad Ellis Island. Qualcosa che doveva rimanere per sempre nella memoria di Edoardo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #4d5156;\">La sua infanzia fu durissima. Insieme allo studio cerc\u00f2 di svolgere diversi piccoli lavori per concorrere nel sostegno della famiglia. Dopo non molto perse anche la madre. Con straordinaria tenacia e grande spirito di sacrificio consegu\u00ec nel 1922 la laurea in legge presso la Fordham University di New York. Nella stessa universit\u00e0 molti anni dopo, Dominick Salvatore, un altro abruzzese, diventer\u00e0 preside della Facolt\u00e0 di Economia. Inizi\u00f2 a pubblicare articoli su problematiche sociali su riviste come The Outlook e The World.<\/span><span style=\"color: #202122;\"> Nel 1926 fu nominato direttore della <\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>Haarlem House<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\"> che offriva servizi di educazione e ricreazione in favore della comunit\u00e0 italo-americana. L\u00ec conobbe <\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>Emma Gillies<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\">, assistente sociale, che spos\u00f2 nello stesso anno. Due anni dopo nacque il figlio <\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>Philip Donald<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #202122;\">Nel 1930 inizi\u00f2 la sua carriera nell&#8217;amministrazione governativa americana venendo nominato supervisore del Censimento Federale a Manhattan. La sua attivit\u00e0 fu particolarmente apprezzata a vari livelli, tanto che l\u2019anno successivo il presidente degli Stati Uniti<\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>, Herbert Hoover<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\">, volle conoscerlo personalmente rimanendo positivamente colpito, tanto da affidargli l\u2019incarico di commissario per l\u2019emigrazione ad Ellis Island. E proprio su quest\u2019incarico prestigioso cercheremo di soffermarci, tornando a quei giorni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #202122;\">Il citato Secolo Illustrato sottoline\u00f2 con gran rilievo l\u2019avvenimento che \u201cancora qualche anno prima sarebbe stato inconcepibile\u201d. Queste le sue prime dichiarazioni nell\u2019assumere l\u2019incarico \u201c<\/span><span style=\"color: #202122;\"><i>Io intendo umanizzare<\/i><\/span><span style=\"color: #202122;\">, <\/span><span style=\"color: #202122;\"><i>trasformare Ellis Island da un luogo di umiliazioni e di pene, come era nel passato, in una vera casa dove delle volte si deve restare per mesi. Per essere severi non occorre essere crudeli, per essere energici basta essere giusti<\/i><\/span><span style=\"color: #202122;\">\u201d. Evidentemente, nel rispetto delle leggi vigenti. Il periodo non era facile per le conseguenze del crollo di Wall Street, mentre solo quatto anni prima erano stati condannati a morte <\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>Sacco e Vanzetti<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\">. Il numero degli emigranti andava diminuendo rispetto agli anni precedenti, mentre c\u2019erano limitazioni quantitative che erano state poste per l\u2019ingresso degli italiani, discriminanti rispetto ad altri paesi. Una motivazione andava trovata nella convinzione, allora diffusa, che gli italiani fossero tra quelli che davano maggiore contributo alla criminalit\u00e0. Una circostanza che fu smentita dal rapporto di una commissione di giuristi voluta dal presidente Hoover dal quale emerse che \u201cgli italiani \u2013 tra gli emigrati \u2013 erano i migliori cittadini americani, sobri, laboriosi, e i pi\u00f9 alieni da quelle forme di delinquenza che ora spandono cos\u00ec cattiva luce sull\u2019America\u201d. In quel periodo, mentre si riducevano i flussi ordinari, rimanevano in ogni caso quelli costituiti da donne e bambini che continuavano ad approdare ad Ellis Island \u201cchiamati\u201d dai capi famiglia gi\u00e0 stabiliti in America. Al termine dell\u2019incarico Edward Corsi ritenne opportuno raccontare quella straordinaria esperienza pubblicando nel 1935 <\/span><span style=\"color: #202122;\"><b>\u201cIn the Shadow of Liberty: The chronicle of Ellis Island<\/b><\/span><span style=\"color: #202122;\">\u201d, edito da The Macmillan Company, New York, recante l\u2019introduzione di Fiorello La Guardia, allora sindaco di New York, attestante la bont\u00e0 dell\u2019opera svolta dal commissario. Il libro \u00e8 preceduto da un excursus della propria vita in cui non nasconde certo le origini abruzzesi, con richiamo alla figura del padre, al breve \u201cesilio\u201d in Svizzera e quindi alla partenza per gli Stati Uniti, all\u2019approdo ad Ellis Island e l\u2019adattamento alla nuova realt\u00e0. All\u2019Abruzzo \u00e8 dedicato il secondo capitolo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #202122;\">\u201c<\/span><span style=\"color: #ff0000;\">The Abruzzi was really all I knew of Italy\u201d <\/span><span style=\"color: #202122;\">(L\u2019Abruzzo era davvero tutto quello che sapevo dell\u2019Italia), ammise Corsi, sottolineando come <\/span><span style=\"color: #202122;\"><i>\u201cquella terra selvaggia avesse dato all\u2019Italia e al mondo personaggi come d\u2019Annunzio, Croce, i Rossetti, De Virgili e Ovidio\u201d.<\/i><\/span><span style=\"color: #202122;\"> Esalt\u00f2 gli scenari montagnosi della sua regione, dominati dal Gran Sasso e dalla Maiella, le origini medievali del suo paese, \u201cposto tra L\u2019Aquila e Sulmona\u201d, e la storia di San Giovanni da Capestrano che gli raccontava suo padre. Nella sua memoria anche i pastori e, tra questi, gli improvvisatori (cantori e poeti a braccio). Del padre richiam\u00f2 gli ideali politici sintetizzando l\u2019impegno umano e politico in favore di contadini e operai, portato avanti anche attraverso la rivista \u201cLa Democrazia\u201d da lui stesso fondata, seguendo i principi mazziniani e in contrasto con la monarchia. Si evince come egli stesso si sia ispirato sempre alla figura del padre Filippo, che una <\/span><span style=\"color: #4d5156;\">targa, posta dopo la Liberazione, ricorda tuttora, con queste parole, in piazza della Libert\u00e0 a Pratola Peligna: <\/span><span style=\"color: #383838;\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #383838;\"><i>Trasse dalle idealit\u00e0 repubblicane, dall&#8217;affetto per i lavoratori, la fede e la forza per combattere il dominio delle oligarchie locali, per ridestare alla coscienza dei nuovi destini il popolo di queste terre<\/i><\/span><span style=\"color: #383838;\">\u00ab. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #202122;\">La gran parte del libro \u00e8 in ogni caso dedicata all\u2019emigrazione e soprattutto alla situazione di Ellis Island, quella trovata e quella migliorata grazie alla sua azione umanitaria. Colpisce il confronto, documentato fotograficamente, tra una grande camerata con numerosi emigranti dormivano ammucchiati su letti a castello disposti in continuit\u00e0, a doppia piazza, e le nuove sale destinate all\u2019accoglienza di madri con bambini. In un\u2019altra immagine del 1933 si pu\u00f2 notare Edward Corsi donare piccoli regali, in occasione del Natale, a bambini provenienti da vari paesi del mondo. Nelle pagine conclusive, Corsi ammise &#8211; mentre era intento a liberare il suo grande ufficio al termine dell\u2019incarico \u2013 che \u201c<\/span>i suoi pensieri vagavano verso la lontana mattina di ottobre, di tempo fa, quando l&#8217;ombra della libert\u00e0 aveva accolto l&#8217;arrivo della famiglia Corsi in America, e tutto ci\u00f2 che era accaduto negli anni successivi\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il libro riesce ad essere al tempo stesso la storia travagliata di una prodigiosa carriera e quindi di uno straordinario riscatto sociale, insieme ad una testimonianza orgogliosa delle proprie origini italiane e, abruzzesi in particolare, con un omaggio riconoscente al padre e una prova del servizio reso agli Stati Uniti, suo paese di adozione, soprattutto nel processo di umanizzazione e riorganizzazione, anche logistica, dell\u2019accoglienza degli emigrati. La Guardia lo nomin\u00f2 direttore dell\u2019Home Relief Fund (Fondo per l\u2019assistenza domestica) di New Yorke. Nel 1950 si candid\u00f2 a sindaco di New York ma gli venne preferito un altro italo-americano, <b>Vincent Impellitteri<\/b>. Ma Corsi era soprattutto un grande manager del sociale. Seguirono altri incarichi nel corso del tempo, ai massimi livelli, sempre riguardanti l\u2019emigrazione e il welfare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Edward Corsi mor\u00ec il 13 dicembre 1965, a seguito di un incidente stradale. Il fondo contenente lettere e documentazioni varie a lui appartenute \u00e8 stato lasciato all\u2019Universit\u00e0 di Syracuse, nello stato di New York. Forse un ultimo pensiero all\u2019Italia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Viene da pensare a quanto scrisse <b>John Fante<\/b> in una lettera diretta al figlio Dan, quando annot\u00f2: \u201cMi dicono che gli abruzzesi sono gente molto per bene\u201d, alludendo alla reputazione degli abruzzesi che personaggi come Edward Corsi, come e pi\u00f9 di altri, hanno certamente contribuito ad alimentare negli anni passati. Corsi fa parte della grande storia dell\u2019emigrazione americana, italiana e quindi anche di quella abruzzese. Una storia, quest\u2019ultima, che resta ancora tutta da scrivere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #ff0000;\">BOX &#8211; I 130 anni di <\/span><span style=\"color: #ff0000;\">Ellis Island \u2013 <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #202122;\">Nel 1892 l\u2019isolotto posto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York viene trasformato in \u201cstazione\u201d porta di ingresso per gli immigrati diretti negli Stati Uniti. Era l\u2019isola delle speranze, ma anche delle lacrime, dove gli immigrati venivano identificati e sottoposti a umilianti controlli e visite mediche, prima di approdare al suolo americano. La loro permanenza poteva protrarsi per giorni e settimane in squallidi saloni. C\u2019era chi veniva costretto a rientrare nei paesi di provenienza. Una circostanza dolorosa che senza alcuna piet\u00e0 poteva separare anche i nuclei familiari. Nel 1954 Ellis Island venne chiusa. Venti milioni di emigranti, provenienti da una cinquantina di paesi del mondo, erano fino ad allora transitati per l\u2019isola verso il sogno americano.<\/span><span style=\"color: #202122;\"> Quei luoghi, a partire dal 1990, sono stati trasformati nell\u2019Ellis Island Museum of Immigration, che vanta 65milioni di nominativi di immigrati, il museo simbolo dell\u2019emigrazione nel mondo. A<\/span><span style=\"color: #202122;\"> poca distanza si trova Liberty Island, dove si erge ben visibile la Statua della Libert\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EDOARDO (EDWARD) CORSI CUSTODE DI ELLIS ISLAND Ricordiamo il grande italiano a 130 anni dalla istituzione della \u201cporta d\u2019ingresso\u201d dell\u2019America [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,15],"tags":[],"class_list":["post-27423","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-italiani-allestero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27423"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27423\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}