{"id":27981,"date":"2022-10-02T12:47:18","date_gmt":"2022-10-02T12:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=27981"},"modified":"2022-10-02T12:47:18","modified_gmt":"2022-10-02T12:47:18","slug":"ripensare-ai-beni-culturali-con-una-programmazione-articolata-ed-empatica-coinvolgendo-la-scuola-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=27981","title":{"rendered":"Ripensare ai beni culturali  con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola   Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-27982\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221002_130704-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\":5j\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">Ripensare ai beni culturali\u00a0 con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<p>\u00c8 tempo di ripensare la politica culturale dell&#8217;Italia soprattutto in un tempo di nuove stagioni organizzative. \u00c8 un primo inciso sulla riconsiderazione del patrimonio culturale sulla quale occorre impostare una visione politica delle culture. \u00c8 da anni che si discute di guardare con molta attenzione ad una economia delle culture non sono su riferimenti produttivi ma di apprendimento e di tutela valorizzante. L&#8217;antica distinzione tra tutela e fruizione, passando attraverso la valorizzazione e quindi la salvaguardia, andrebbe riletta in merito anche al Codice dei beni culturali del 2005 e le molte successive modifiche e aggiornamenti.<\/p>\n<div dir=\"auto\">C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 e di altro direi. Si dia una progettualit\u00e0 organica alla cultura attraverso una forza di competenze appropriate sia ai beni culturali che alla scuola. Si sburicratrizzi il Ministero della cultura con una proficua managerialit\u00e0 culturale e si superi l&#8217;amministrazione delle dirigenze scolastiche. L&#8217;ex preside o l&#8217;attuale dirigente scolastico abbia capacit\u00e0 amministrative e di indirizzo e si crei un manager culturale affinch\u00e9 le scuole siano reale laboratorio culturale con intese europee e internazionali sulle culture.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Occorrono personalit\u00e0 di cultura che vadano oltre l&#8217;amministrare la scuola sul piano didattico &#8211; metodologico. Il campo dei beni culturali \u00e8 abbastanzanza variegato a cominciare dalle soprintendenze regionali e territoriali. Occorre incidere su questi settori se si vuole creare realmente una rete di saperi competitivi. Ma occorrono esperti. Qui \u00e8 il punto. Si pone una questione ormai che riguarda quelle responsabilit\u00e0 culturali ad ampio raggio e non solo gestionali dell&#8217;amministrare la burocrazia culturale attuale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Se il bene culturale \u00e8 espressione anche di identit\u00e0 storica di un territorio non bisogna divergere da una scuola che sia conoscenza delle discipline applicate alla storia delle identit\u00e0. Su tre elementi antichi va puntato l&#8217;osservatorio: competenze, conoscenze, esperienze. Tre parametri fondamentali per dare un assetto nuovo, moderno e lungimirante a scuola e ai beni culturali e ambientale in una stretta simbiosi come era nello spirito nascente del Ministero dei beni culturali con la organizzazione voluta nel 1975 da Giovanni Spadoni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Bisognerebbe partire dalla attuale situazione. Dalla volont\u00e0 di aver reso la cultura dimensione dello spettacolo attraverso la valorizzazione del cinema e del cosiddetto spettacolo dal vivo. Ma occorre necessariamente riprendere la salvaguardia valorizzante di tre riferimenti chiave della identit\u00e0 culturale, ovvero dalla archeologia-arte-antropologia, dalle biblioteche e dalle aree di rete territoriali di queste strutture, dagli archivi come modelli di ricerca della documentazione. Tre coordinate con le quali anche la cultura scolastica deve fortificarsi. Sono modelli della classicit\u00e0 e delle innovazioni senza trascurare, chiaramente, la realt\u00e0 dello Spettacolo, nella complessit\u00e0 delle diverse diramazioni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Occorre ricontrstializzare il ruolo delle soprintendenze per il compito che hanno svolto e che dovrebbero sviluppare. Accanto a queste va riconsiderato il ruolo dei musei pur nella loro autonomia. Cos\u00ec va fortificato lo snodo delle biblioteche nelle suddivisioni dei comparti insieme agli archivi statali sia territoriale che centrale attraverso una progettualit\u00e0 che non pu\u00f2 essere suddivisa per aree. Ormai non ha pi\u00f9 senso che le strutture abbiano in molte occasioni ruoli competitivi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">L&#8217;articolazione \u00e8 necessaria ma la sintesi \u00e8 significativa per non creare divisioni tra i beni culturali. \u00c8 chiaro che tutto deve diventare un collante, comprese le aree archeologiche, all&#8217;interno delle geografie del territorio. Ma per avvisarci verso questo antico aspetto nella innovazione bisogna fare delle distinzioni. Un fatto \u00e8 la programmazione culturale. Un altro \u00e8 pensare ai beni culturali. \u00c8 chiaro che l&#8217;empatia \u00e8 fondamentale ma l&#8217;asse politico deve saper guardare alla cultura con tre presupposti: 1. L&#8217;identit\u00e0 territoriale e la salvaguardia, 2. L&#8217;immagine, la valorizzazione e la fruizione, 3. L&#8217;innovazione sul piano investimenti, risorse, economia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ma i beni culturali passano attraverso la conoscenza e l&#8217;apprendimento e proprio per questo il compito della scuola pu\u00f2 diventare un riferimento con compiti di educazione alla scientificit\u00e0, non solo didatticit\u00e0, del\u00a0 bene culturale. Alcune scuole gi\u00e0 svolgono questo ruolo. Bisogna rendere ci\u00f2 decratizzabile.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Per fare tutto questo per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una urgenza impellente che \u00e8 quella della assunzione del personale. Molte strutture dei beni culturali corrono il rischio, nel corso di un anno, di restare senza personale specializzato: dai bibliotecari agli antropologi, dagli archeologi agli storici dell&#8217;arte. Ma si tratta di compiere un&#8217;operazione urgente se non si vuol far chiudere strutture nazionali. Incentivare il cinema italiano e il teatro \u00e8 una chiave da non dimenticare mai, comunque. Si tratta di una cultura e tradizione culturale che diventano beni di un patrimonio identitario dei beni culturali.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel corso di questi anni avremmo dovuto assumere e non trasformare le strutture o inventare nuove soprintendenze senza personale specifico. \u00c8 un dato che pu\u00f2 essere recuperato e ricontestualizzare i modelli delle istituzioni periferiche partendo, appunto, dalla prima versione del Codice dei beni culturali o dal Testo Unico dei beni culturali. Insisto sul fatto che ormai il raccordo tra cultura, come attivit\u00e0 e programmazione, beni culturali e scuola devono raccondarsi su piano non gestionale ma pedagogico e scientifico.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Questo, come dicevo, \u00e8 soltanto un primo inciso di meditazione sul quale occorre riflettere per una nuova politica culturale. Insomma guardo con attenzione ai beni culturali, ripensandoli politicamente,\u00a0 con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola direttamente, partendo sempre da un antico presupposto che \u00e8 questo: il suicidio della politica passa attraverso l&#8217;omicidio della cultura. Allora. Si faccia attenzione al rapporto tra politica e cultura.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ripensare ai beni culturali\u00a0 con una programmazione articolata ed empatica coinvolgendo la scuola Pierfranco Bruni \u00c8 tempo di ripensare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-27981","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27981","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27981"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27981\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}