{"id":29185,"date":"2022-10-25T10:52:23","date_gmt":"2022-10-25T10:52:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29185"},"modified":"2022-10-25T10:52:23","modified_gmt":"2022-10-25T10:52:23","slug":"noi-siamo-i-mediterranei-delle-culture-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29185","title":{"rendered":"Noi siamo i Mediterranei delle culture di  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29186\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437.jpg\" alt=\"\" width=\"1044\" height=\"968\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437.jpg 1044w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437-300x278.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437-768x712.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437-1024x949.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/20221024_103437-150x139.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1044px) 100vw, 1044px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\":5b\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">Noi siamo i Mediterranei delle culture\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">Pierfranco Bruni*<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<p><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">Occorrono vissuti profondi per raccontare i Mediterranei. Dalla Mesopotamia ad oggi. Dalla Grecia alla\u2019Armenia. Dalla Turchia a Tunisi. Istanbul \u00e8 l\u2019intreccio tra Bisanzio e Costantinopoli. La mia pietra d\u2019Oriente non \u00e8 soltanto un simbolo. Bisogna abitare l\u2019anima della pietra per cercare di capire. Bisogna aver visitato quei luoghi. Bisogna aver abitato quei contesti. Bisogna aver penetrato le coscienze di un Mediterraneo che \u00e8 Siria ma anche Omero, che \u00e8 la Striscia di Gaza ma anche la Cappadocia, che \u00e8 letteratura albanese (s\u00ec, perch\u00e9 l\u2019Albania \u00e8 un mondo Balcano nella storia dei processi ottomani mediterranei), che \u00e8 il Regno di Napoli con Corrado Alvaro che\u00a0\u00a0offre le straordinarie immagini di Istanbul e Ankara, ma anche il vento del Libano, le strade di Siviglia, la roccaforte di San Paolo a Malta.<\/p>\n<p>Nel\u00a0\u00a0rapporto tra etnie e religioni \u00e8 imprescindibile una struttura di pensiero che sia letteraria o antropologica. Ci vuole attenzione e conoscenza, professionalit\u00e0 e saperi.<\/p>\n<p>\u00c8 da trent\u2019anni che lavoriamo su questioni relative al rapporto tra etnie, letteratura e mediterraneo ed \u00e8 da decenni che pubblichiamo testi con relativi bilanci su una tale questione e non smettiamo mai di approfondire, restare estasiati, rimanere rattristati in quelle realt\u00e0 cangianti tra il gioco dei colori, la misura del tempo e la cifra dello spazio.\u00a0\u00a0<\/span><br dir=\"auto\" \/><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">Mi ritornano alcuni canti: \u201c<em>Sei rosa sei rosa bianca e garofano nella sera dell&#8217;estate con il vento sulle onde e le voci di Bisanzio che ascolto tra le vie delle spezie sono memorie antiche. Porti sul viso il verde e il rosso della trasparenza dei veli delle danzatrici che sfidano il tempo sconfitto dalle et\u00e0\u00a0e ti osservo specchiando i miei occhi nei tuoi. Questa sera al canto del muezzin mi avrai nell&#8217;anima e i nostri corpi saranno una stretta di isole per viverci come eterni nel finito delle lune sul mare.\u00a0<\/em><em>Ascoltami per una sera ancora. Domani sar\u00e0 un volo in pi\u00f9 nel deserto degli spazi e delle ricordanze<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Albert Camus, che ha inventata la linea meridiana, era un grande conoscitore del Mediterraneo nella coscienza dello straniero e nella caduta delle rivolte. Carl Schmitt in \u201cTerra e mare\u201d ha disegnato l\u2019inizio e la fine del Mediterraneo. Il Mediterraneo \u00e8 fatto di voci. Ma il Mediterraneo, si comprenda bene una volta per tutte, non \u00e8 il musulmano, il cristiano, il bizantino che proviene da una geografia ben definita.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 anche il Pascoli che legge e introduce la storia del Novecento moderno in un Mediterraneo\u00a0\u00a0della linea magrebina. \u00c8 anche Enrico Pea che dedica le sue pagine pi\u00f9 belle all\u2019Egitto. \u00c8 il Ludovico de Varthema che ci fa compiere quel \u201cmeraviglioso\u201d viaggio alla Mecca.<\/p>\n<p>Ma di quale Mediterraneo si vuole parlare? Istanbul \u00e8 Mediterraneo o Adriatico? \u00c8\u00a0\u00a0Oriente. Ho partecipato a centinai di incontri in tutto il mondo discutendo dei Mediterranei esclusi e dei Mediterranei includenti. Ma il concetto di condivisione esula da qualsiasi interpretazione che possa avere alla base la profondit\u00e0 della conoscenza. L\u2019etnia e la lingua sono un dato di fatto. Come \u00e8 un dato di fatto l\u2019intreccio tra la fuga, l\u2019esilio e la nostalgia. Ma il canto d\u2019amore \u00e8 sottile: \u201c<em>Gli azzurri hanno le sfumature del blu nel vento d&#8217;Oriente e le parole sono una fuga tra il pensiero e il canto che ha voci di danze sufi<\/em>\u00ab.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Non ho sguardi da custodire perch\u00e9 nel viaggio c&#8217;\u00e8 sempre una coincidenza tra la partenza e il ritorno e il sublime \u00e8 un rischio e un suono di orizzonti. Le mie labbra sfiorano il tuo seno e il tuo volto ha il velo delle trasparenze.\u00a0Ti racconter\u00f2 amore mio la storia di una gazzella che ha portato in volo i petali di una rosa bianca<\/em>\u201d.\u00a0Il Mediterraneo siamo noi e Istanbul \u00e8 l\u2019Oriente che vive nei nostri viaggi.<\/p>\n<p>Il mondo Mediterraneo \u00e8 un intreccio tra realt\u00e0 araba, musulmana, islamica, cristiana. Ma anche in termini culturali non basta puntare lo sguardo su questi semplici elementi. Siamo nostalgici dei dervisci, ma per capire i dervisci abbiamo bisogno di aver capito Rumi e Kajjam in un intreccio tra Oriente ed Occidente.<\/p>\n<p>Il punto nevralgico della visione di una mondo e di una identit\u00e0 nelle identit\u00e0 del Mediterraneo \u00e8 la consapevolezza di essere occidentali, non in una visione terzomondista, negli Orienti che non solo sono civilt\u00e0 frontaliera, ma sono ben strutturati in un processo culturale che trova la sua sintesi contemporanea in Italia, come ho avuto modo di sottolineare in una mostra su \u201cDonne mediterranee\u201d presentata su Rai Uno recentemente, attraverso tre processi storici: il Regno di Napoli e l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, che nasce sotto la spinta di conquista del Mediterraneo, la guerra giolittiana la cui fase, come preannunci\u00f2 Pascoli nel 1911, termina con la Grande Guerra, l\u2019occupazione dell\u2019Africa e dell\u2019Albania da parte del Fascismo e l\u2019importanza che ha avuto Italo Balbo nel mediteraneizzare l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto dopo nasce sotto la spinta di un Occidente americano ed europeo sino alla primavera di Tunisi e alla \u201crivoluzione\u201d in Libia, compresa la Guerra del Golfo, con la morte di Gheddafi.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 prescindere da ci\u00f2 anche in letteratura. Soprattutto per una letteratura che \u00e8 metafora della fuga, del viaggio, dell\u2019esilio, della estraneit\u00e0, della religiosit\u00e0 portata alla tragedia con il 2001.<\/p>\n<p>\u00c8 dentro questa constatazione che si fonde vita, storia, letteratura tra poesia e racconto. La letteratura diventa un innesto di un linguaggio esistenziale che \u00e8 linguaggio di lingue, di etnie, di tradizioni. Si tratta di un\u2019antropologia vissuta sulla conoscenza e non sulla lettura soltanto.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 oramai, dopo una vita spesa viaggiando e lavorando con le culture dei Mediterranei, diffido sentir parlare di Mediterraneo e di raccontare il Mediterraneo soltanto attraverso la lettura di pagine di libri o dalle singole voci di testimoni che sono nate sulle sponde del Mediterraneo soltanto.<\/p>\n<p>Per dare un senso ad un Mediterraneo, che non potr\u00e0 mai essere capito attraverso la versione della condivisione, bisogna averlo penetrato,\u00a0\u00a0bisogna aver penetrato i Mediterranei, bisogna aver frequentato i luoghi: dalle Medine ai deserti, dai Camini delle Fate alle Moschee. Essersi incontrati e scontrati con il mondo musulmano e islamico. Aver osservato le Gerusalemme e i mari che toccano i deserti di Tunisi, aver capito che la Macedonia e il Kosovo sono in un Oriente islamico e in una ambiguit\u00e0 cattolica sino a toccare l\u2019ortodossia di Cipro.<\/p>\n<p>I Mediterranei sono una letteratura inafferrabile e quando riusciremo a trovare il legame tra queste geografie o la definitiva discordanza tra gli Oceani e l\u2019Adriatico e il Tirreno, che sono nell\u2019abitazione dei Mediterranei, possiamo cominciare a muovere qualche tassello del vasto mosaico anche sul piano della consapevolezza.<\/p>\n<p>Ci vuole conoscenza e frequentazione, capacit\u00e0 interpretativa e molto coraggio. Non basta una lettura tra fogli di libri per discutere di Mediterraneo. Altrimenti \u00e8 pi\u00f9 semplice dialogare di peperoncini appesi alle finestre come cantavano Fabrizio De Andr\u00e9 e\u00a0\u00a0Mia Martini o di danze recitate da Franco Battiato, che ha abitato il Mediterraneo tunisino. Istanbul \u00e8 Oriente. I suoni e le voci sono un vento spinto dalle onde: \u201c<em>La notte \u00e8 una danza nel gioco dei veli che ti fasciano il cerchio del passo\u00a0negli Orienti di Istanbul.\u00a0Hai la bellezza della luna\u00a0nelle luci del mare\u00a0donna che porti\u00a0il vento negli occhi\u00a0e i sorrisi tra le dita. Ti dar\u00f2 il mio cercarti\u00a0<\/em><em>per una carezza che non dimenticher\u00f2<\/em>\u201d.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<div dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span dir=\"auto\" style=\"font-size: medium;\">*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi e vice presidente nazionale Sindacato Libero Scrittori\u00a0<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u00a0 Noi siamo i Mediterranei delle culture\u00a0 \u00a0 Pierfranco Bruni* \u00a0 Occorrono vissuti profondi per raccontare i Mediterranei. 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