{"id":29303,"date":"2022-10-26T19:37:48","date_gmt":"2022-10-26T19:37:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29303"},"modified":"2022-10-26T19:37:48","modified_gmt":"2022-10-26T19:37:48","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1845","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29303","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/image001-3.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29304\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/image001-3.png\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"46\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/image001-3.png 343w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/image001-3-300x40.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/image001-3-150x20.png 150w\" sizes=\"(max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><u>Festival d\u2019Autunno del Maggio<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sabato 29 e domenica 30 ottobre 2022, alle ore 20, due dei pi\u00f9 grandi pianisti della scena mondiale chiudono un ottobre ricco di eventi per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: la sera di sabato,\u00a0<\/strong><strong>nella Sala Grande,\u00a0insieme al direttore emerito Zubin Mehta e all\u2019Orchestra del Maggio, Maurizio Pollini. Domenica 30,\u00a0sempre nella Sala Grande,\u00a0l\u2019Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo diretta da Charles Dutoit nella serata che segna il ritorno\u00a0al Maggio\u00a0di Martha Argerich.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Il 27 ottobre alle ore 12, il maestro Pollini incontra gli studenti del Conservatorio Cherubini di Firenze, in sala del Buonumore.<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Firenze, 26 ottobre 2022<\/em>\u00a0\u2013 Un\u00a0fine settimana\u00a0all\u2019insegna di\u00a0<u>due dei pi\u00f9 grandi nomi della scena pianistica internazionale<\/u>\u00a0dell\u2019ultimo mezzo secolo e oltre chiude un ottobre ricco di eventi per il Teatro del Maggio. Nella Sala Grande,\u00a0<strong>sabato 29 ottobre<\/strong>\u00a0alle ore 20, i due grandi maestri\u00a0<strong>Zubin Mehta<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Maurizio Pollini<\/strong>, insieme all\u2019<strong>Orchestra del Maggio<\/strong>, per l\u2019atteso recupero del concerto previsto per il 19 gennaio scorso: sui leggii la Sinfonia n. 104,\u00a0<em>London\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Franz Joseph Haydn<\/strong>, la Sinfonia n. 1 di\u00a0<strong>Franz Schubert<\/strong>\u00a0e, in chiusura, il Concerto in si bemolle maggiore K. 595 per pianoforte e orchestra di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Domenica 30 ottobre<\/strong>, sempre alle ore 20 nella Sala Grande, il Teatro del Maggio apre le sue porte per ospitare il maestro\u00a0<strong>Charles Dutoit<\/strong>, alla testa\u00a0<strong>dell\u2019Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo<\/strong>, e\u00a0<strong>Martha Argerich<\/strong>, che torna finalmente sulle scene fiorentine a distanza di sei anni dalla sua ultima esibizione: in programma\u00a0<em>Valses nobles et sentimentales<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Maurice Ravel<\/strong>\u00a0e il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra di\u00a0<strong>Robert Schumann<\/strong>.\u00a0\u00a0Chiude la serata\u00a0<em>Le Sacre du printemps<\/em>, di\u00a0<strong>Igor Stravinskij<\/strong>.\u00a0Il concerto recupera la data originariamente prevista per il 10 gennaio 2022.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>In occasione del concerto del 29 ottobre, il maestro Maurizio Pollini incontrer\u00e0, gioved\u00ec 27 ottobre alle ore 12, gli studenti del Conservatorio Luigi Cherubini, nella Sala del Buonumore, per una conversazione con il responsabile della Promozione Culturale del Maggio Giovanni Vitali<\/u>.\u00a0L&#8217;ingresso \u00e8 riservato agli studenti del Conservatorio con una piccola disponibilit\u00e0 di altri posti fino ad esaurimento della sala.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si conclude\u00a0dunque con due\u00a0preziosissime\u00a0serate il\u00a0primo\u00a0mese\u00a0del\u00a0<strong>Festival d\u2019Autunno del Maggio<\/strong>,\u00a0che ha messo in cartellone due opere\u00a0<em>Il trovatore<\/em>\u00a0di Giuseppe Verdi e la prima rappresentazione fiorentina di\u00a0<em>Alcina\u00a0<\/em>di H\u00e4ndel\u00a0entrambe con un unamime e calorosissimo riscontro da parte del pubblico\u00a0e numerosi concerti sinfonici diretti da Zubin Mehta, Daniele Gatti e Andr\u00e9s Orozco-Estrada.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Il Festival autunnale prosegue poi fino ai primi giorni del nuovo anno<\/u>,\u00a0quando ceder\u00e0 il passo al Festival di Carnevale,\u00a0con altri numerosi appuntamenti: dalle altre due grandi opere a tema spagnolo di Giuseppe Verdi,\u00a0<em>Ernani<\/em><em>,\u00a0<\/em>dal 10 novembre con la direzione di James Conlon e la regia di Leo Muscato,<em>\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Don Carlo<\/em><em>,\u00a0<\/em>dal 27 dicembre,\u00a0con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Roberto And\u00f2\u00a0ai\u00a0numerosi\u00a0concerti sinfonici\u00a0diretti da James Conlon, Dame Jane Glover, Daniele Gatti, Christoph Eschenbach, Sir Mark Elder, Diego Fasolis.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">La serata di\u00a0<u>sabato 29 ottobre<\/u>\u00a0vede in cartellone il ritorno al Maggio del grande maestro\u00a0<strong>Maurizio Pollini<\/strong>, dopo il concerto del 18 settembre del 2020: a guidare l\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino il suo direttore emerito a vita\u00a0<strong>Zubin Mehta<\/strong>. In cartellone un programma del tutto \u2018viennese\u2019: apre il concerto la Sinfonia n. 104 in re maggiore,\u00a0<em>London\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Franz Joseph Haydn<\/strong>, eseguita per la prima volta a Londra il 4 maggio 1795 e ultima delle sinfonie \u201clondinesi\u201d,\u00a0\u00a0seguita dalla Sinfonia n. 1 in re maggiore D. 82 di\u00a0<strong>Franz Schubert<\/strong>\u00a0e composta nel 1813; in chiusura il Concerto in si bemolle maggiore K. 595 per pianoforte e orchestra di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>, che il genio di Salisburgo scrisse fra il 1788 e il 1791.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il maestro\u00a0<strong>Maurizio Pollini<\/strong>, che al Maggio ha debuttato nel marzo del 1959, \u00e8 senza dubbio uno dei pi\u00f9 importanti interpreti pianistici degli ultimi sessant\u2019anni di storia della musica: allievo di Carlo Lonati e Carlo Vidusso, si rivel\u00f2 giovanissimo vincendo nel 1957 il 2\u00ba premio al concorso internazionale di Ginevra e nel 1959 il 1\u00ba al concorso Pozzoli.\u00a0Vincitore assoluto del concorso Chopin di Varsavia nel 1960, ha intrapreso un&#8217;intensa carriera concertistica sia in Italia sia all&#8217;estero. Considerato uno dei pi\u00f9 significativi interpreti del Novecento, \u00e8 stato presente in tutti i pi\u00f9 importanti festival internazionali, in particolare in quello di Salisburgo, dove ha collaborato con direttori come Herbert von Karajan, Karl B\u00f6hm, Claudio Abbado e Zubin Mehta, e dove ha tenuto recitals caratterizzati da programmi d&#8217;intelligente organicit\u00e0 e ampiezza di repertorio, che va dai classici del pianoforte a Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen. Ha inoltre tenuto corsi di perfezionamento presso l&#8217;Accademia Chigiana di Siena; e nel 1974, in occasione del centenario della nascita di Arnold Sch\u00f6nberg, ne ha eseguito in molti centri la completa opera pianistica. Nel 1982, dopo alcune prove nelle quali si era presentato come direttore d&#8217;orchestra e solista, ha debuttato nella direzione di un&#8217;opera lirica, a Pesaro, con\u00a0<em>La donna del lago<\/em>\u00a0di Rossini, che \u00e8 stata anche registrata in disco. Le singolari qualit\u00e0 interpretative e la perfetta tecnica pianistica gli hanno consentito di affrontare con pari successo il repertorio romantico e quello contemporaneo. Impegnato nel diffondere il valore etico ed educativo della musica, recentemente Pollini ha organizzato numerosi cicli detti \u201cProgetto Pollini\u201d, in cui il pianista ha riunito vari musicisti per una serie di concerti legati da strettissime relazioni culturali, con cui ha toccato importanti capitali mondiali: New York, Tokyo, Vienna, Parigi e Roma nel 2003. Tra i numerosi premi assegnati al maestro nel corso della sua carriera, si ricordano il \u201cPrix mondial du disque\u201d (1978) ottenuto per l&#8217;incisione delle ultime Sonate per pianoforte di Beethoven; e il \u201cGrammy Award\u201d (2007) come migliore performance strumentale solistica ricevuto per l&#8217;esecuzione dei\u00a0<em>Notturni<\/em>\u00a0di Chopin. Nel 2012, nell&#8217;ambito delle iniziative per il suo settantesimo compleanno, il pianista ha presentato una nuova registrazione in studio dedicata a Chopin, dal titolo\u00a0<em>Chopin: 24 pr\u00e9ludes, nocturnes, mazurkas, scherzo<\/em>, mentre \u00e8 del 2017 il CD, anch&#8217;esso registrato in studio, \u201cChopin: Late works\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sera seguente,\u00a0<u>domenica 30 ottobre<\/u>, sempre alle ore 20, il Maggio ospita\u00a0<strong>l\u2019Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo<\/strong>, guidata dal maestro\u00a0<strong>Charles Dutoit<\/strong>: al pianoforte\u00a0<strong>Martha Argerich<\/strong>, che torna dunque sulle scene del Maggio dopo l\u2019ultimo concerto tenuto nel settembre del 2016. In cartellone\u00a0<em>Valses nobles et sentimentales<\/em>\u00a0per orchestra di\u00a0<strong>Maurice Ravel<\/strong>, composta all\u2019inizio del 1911 in un periodo di intensissima attivit\u00e0 per il compositore; il Concerto in la minore op.54 per pianoforte e orchestra di\u00a0<strong>Robert Schumann<\/strong>, che impegn\u00f2 per ben conque anni il compositore nella sua stesura e, infine,\u00a0<em>Le Sacre du printemps<\/em>, Tableaux de la Russie pa\u00efenne en deux parties di\u00a0<strong>Igor Stravinskij<\/strong>, elaborato dal musicista insieme al pittore e scenografo Nikolaj Roerich.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Martha Argerich<\/strong>\u00a0\u00e8 fra le pi\u00f9 importanti pianiste e interpreti degli ultimi cinquant\u2019anni: ha iniziato a studiare con la madre, insegnante di pianoforte. Dai cinque anni fino ai quindici, si \u00e8 formata con il pianista e compositore crotonese Vincenzo Scaramuzza. Ha debuttato in concerto all&#8217;et\u00e0 di otto anni, suonando un Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore Op. 15 di Ludwig van Beethoven. Con la famiglia si \u00e8 trasferita in Europa nel 1955, in Svizzera dove ha studiato con Friedrich Gulda. In seguito \u00e8 stata allieva del leggendario Arturo Benedetti Michelangeli, di Stefan Askenase e Nikita Magaloff. Nel 1957 ha vinto il Concorso Busoni di Bolzano e il concorso pianistico di Ginevra nel giro di poche settimane e la sua carriera come pianista professionista ne ha ricevuto una spinta importante. Le sue prime registrazioni discografiche di alcuni capolavori quali la Toccata Op. 11 di Prokofiev e la sesta Rapsodia ungherese di Liszt, effettuate dal vivo nel 1957 a Bolzano e a Ginevra, rimangono pietre miliari per queste opere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Argerich irrompe letteralmente nel mondo musicale nel 1965 a Varsavia, ottenendo il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin. Nello stesso anno registra opere di Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin, Johannes Brahms, Maurice Ravel, Prokofiev e Liszt. Pochi anni dopo incide la Sonata n. 3 Op. 58 di Chopin, la Polonaise Op. 53 e altre brevi composizioni. \u00c8 in possesso di una tecnica straordinaria e invita al confronto con Vladimir Horowitz, soprattutto per quanto riguarda le ottave, il controllo dell&#8217;attacco del tasto e l&#8217;elasticit\u00e0 e fluidit\u00e0 dell&#8217;articolazione e delle note ribattute.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fin dai primi anni della sua carriera ha anche accompagnato altri strumentisti, in sonate o musica da camera. \u00c8 particolarmente famosa per le incisioni dei capolavori del XX secolo di compositori quali Sergej Rachmaninov, Olivier Messiaen e Sergei Prokofiev; \u00e8 memorabile la sua registrazione del terzo concerto per pianoforte di Rachmaninov e del primo di \u010cajkovskij. Dotata di una vasta e articolata discografia, ha lavorato inoltre con alcuni dei pi\u00f9 importanti\u00a0\u00a0direttori d\u2019orchestra degli ultimi decenni come Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli e Riccardo Chailly.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Insieme a quello di Martha Argerich, il concerto di domenica segna altri due grandi ritorni al Maggio: il maestro Charles Dutoit, assente dalla programmazione del Maggio dal febbraio del 1987, e l\u2019 l\u2019Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, che torna sulle scene fiorentine dopo il concerto del maggio 2002, diretti in quell\u2019occasione dal maestro Marek Janowski.<br \/>\n<strong>Charles Dutoit<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Losanna, in Svizzera, e la sua ampia formazione musicale include gli studi di storia della musica, di composizione, di violino, viola, pianoforte e percussioni ai conservatori di Ginevra, Siena, Venezia e Boston. Recentemente designato Direttore d\u2019orchestra principale e Consulente musicale della Philadelphia Orchestra, nonch\u00e9 Direttore artistico e Direttore principale della Royal Philharmonic Orchestra, Charles Dutoit collabora regolarmente con i migliori solisti e le migliori orchestre del mondo. Rinomato per le sue raffinate interpretazioni di un ampio ed eclettico repertorio di stili musicali, Charles Dutoit, dal suo debutto con la Philadelphia Orchestra nel 1980, \u00e8 stato invitato ogni stagione a dirigere anche le altre principali orchestre degli Stati Uniti; quelle di Boston, New York, Los Angeles, Chicago, San Francisco e Pittsburgh. Si \u00e8 esibito regolarmente con le pi\u00f9 importanti orchestre d\u2019Europa, inclusi i Berliner Philharmoniker e la Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, oltre che con le orchestre londinesi e quelle principali di Giappone, Sud America e Australia. Molte sono le incisioni che ha effettuato con orchestre americane, europee e giapponesi per varie case discografiche (Decca, Deutsche Grammophon, EMI, Philips, CBS, Erato). Le sue oltre centosettanta registrazioni, met\u00e0 delle quali con la Montreal Symphony Orchestra, hanno ottenuto pi\u00f9 di quaranta premi e onorificenze in tutto il mondo. Per venticinque anni, dal 1977 al 2002, Charles Dutoit \u00e8 stato Direttore artistico della Montreal Symphony Orchestra, una vivace collaborazione musicale riconosciuta a livello mondiale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;<strong>Orchestra di Monte-Carlo\u00a0<\/strong>fu fondata nel 1856 ed era denominata \u00abOrchestre du Nouveau Cercle des Etrangers\u00bb, poi nel 1958 \u00abOrchestre National de l&#8217;Op\u00e9ra de Monte-Carlo\u00bb, e dal 1980 \u00abOrchestre Philharmonique de Monte-Carlo\u201d. Occupa un posto di rilievo nel mondo musicale internazionale. Grazie alla sua capacit\u00e0 di coniugare tradizione e modernit\u00e0, svolge da sempre un ruolo di primo piano nell&#8217;interpretazione di opere sinfoniche del grande repertorio, nel revival di opere rare e contemporanee e nella creazione lirica e coreografica. Dalla fine dell&#8217; ottocento il numero delle \u201cprime mondiali\u201d realizzate a Monte-Carlo \u00e8 stato enorme, passando attraverso grandi compositori come Massenet, Puccini, Ravel, Mascagni, Faur\u00e9, Franck, Honegger, Ibert, Lalo, Milhaud, Poulenc e Satie. La musica contemporanea \u00e8 inoltre sempre stata presente nelle stagioni della Filarmonica, con Henze, Dutilleux, P\u00e4rt, Lutoslawski, Penderecki, Holliger, Ligeti, Takemitsu, E\u00f6tv\u00f6s, Amy, Mainz e Hurel. Nel corso della sua storia \u00e8 stata diretta dai pi\u00f9 importanti maestri di sempre come Arturo Toscanini, Bruno Walter, Dimitri Mitropulos, Leopold Stokowski e Leonard Bernstein.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><u>I programmi<\/u><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>-29 ottobre 2022-<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>FRANZ JOSEPH HAYDN<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Sinfonia in re maggiore Hob. I:104<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Sinfonia n. 104 in re maggiore fu l\u2019ultima delle dodici sinfonie realizzate da Haydn durante i soggiorni londinesi, nonch\u00e9 l\u2019ultima della sua produzione. Il debutto al King\u2019s Theatre il 4 maggio del 1795 fu accolto da un successo senza eguali. I critici del tempo la definirono la migliore sinfonia mai scritta da Haydn, che era riuscito ancora una volta a superare se stesso. Il doppio appel-lativo \u2018London\u2019 o \u2018Salomon\u2019 che accompagna la Sinfonia n. 104 sottolinea il rapporto speciale che legava il compositore austriaco alla capitale britannica, dove aveva ottenuto cos\u00ec grandi successi, e all\u2019impresario Johann Peter Salo-mon, l\u2019artefice delle tourn\u00e9e di Haydn in terra anglosassone. Come altre sue sinfonie, anche la n. 104 si apre con un\u2019ampia e solenne introduzione, un Ada-gio che prepara l\u2019ingresso all\u2019Allegro in cui la maestria costruttiva del padre del sinfonismo viennese si accompagna a una variet\u00e0 di effetti timbrici sor-prendenti e sfarzosi, conseguenza della straordinaria compagine orchestrale che Haydn ebbe a disposizione a Londra per le sue ultime sinfonie. Segue un Andante nella forma del tema con variazioni e un Minuetto dal passo deciso, sottolineato dal rullo dei timpani. Il movimento finale si caratterizza, invece, per l\u2019esuberante tema di matrice slava accompagnato dal pedale di violoncelli e corni con effetto di bordone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>FRANZ SCHUBERT<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Sinfonia n. 1 in re maggiore D. 82<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se nell\u2019Ottocento la sinfonia rappresentava per molti compositori un banco di prova temutissimo e un cimento da affrontare solo dopo una consolidata esperienza, per Schubert era una forma musicale come un\u2019altra per esercitare il proprio talento. Il primo lavoro in campo sinfonico risale infatti al 1813, quando il\u00a0<em>teenager<\/em>Schubert &#8211; che di anni ne aveva solo sedici &#8211; firma la\u00a0<em>Sinfonia n. 1<\/em>\u00a0in re maggiore. Seguendo il modello di Haydn e Mozart, riferimenti imprescindibili per il giovane compositore, Schubert affronta la sinfonia senza tentennamenti mostrando una scrittura aggraziata e sicura. Dal vigoroso Allegro vivace del primo movimento, allo sfavillante Allegro del quarto, passando per un Andante cantabile e un baldanzoso Minuetto, Schubert effonde nella sua prima opera sinfonica uno spirito leggiadro che strizza l\u2019occhio alle galanterie settecentesche e alla gioiosa amabilit\u00e0 di tradizione viennese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>WOLFGANG AMADEUS MOZART<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Concerto in si bemolle maggiore K. 595 per pianoforte e orchestra<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mozart inaugur\u00f2 i primi giorni del 1791 portando a compimento un concerto per pianoforte e orchestra che diverr\u00e0 la sua ultima opera nel genere: il\u00a0<em>Concerto\u00a0<\/em>in si bemolle maggiore<em>\u00a0<\/em><em>KV 595.<\/em>\u00a0Il compositore lo esegu\u00ec poche settimane dopo, il 4 marzo di quel suo ultimo anno di vita, durante un\u2019accademia musicale tenutasi in un locale di Vienna. Per ragioni probabilmente legate all\u2019esecuzione in un luogo non molto capiente, Mozart adott\u00f2 nel\u00a0<em>Concerto KV 595\u00a0<\/em>un organico orchestrale ridotto a un semplice ensemble da camera senza trombe n\u00e9 timpani e con i soli legni e due corni ad accompagnare la sezione degli archi. Il risultato \u00e8 una pagina sobria e di elegante fattura cameristica che sopperisce alla mancanza del piglio brillante dei concerti precedenti con una trama musicale cristallina, priva di contrasti evidenti ma pi\u00f9 incline all\u2019introspezione. Fin dall\u2019Allegro iniziale risalta il lirismo dei temi impiegati da Mozart in un dialogo tra solista e orchestra sempre ben equilibrato. Il Larghetto in forma tripartita ha i toni dolci della romanza, mentre l\u2019ultimo movimento, in forma di rond\u00f2, \u00e8 costruito su un tema semplice e gioioso che Mozart utilizzer\u00e0 anche nel Lied\u00a0<em>Sehnsucht nach dem Fr\u00fchling\u00a0<\/em>composto pochi giorni dopo il suo ultimo concerto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>-30 ottobre 2022-<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>MAURICE RAVEL<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Valses nobles et sentimentales\u00a0<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel 1911 Maurice Ravel compose una serie di otto valzer per pianoforte intitolata\u00a0<em>Valses nobles et sentimentales.\u00a0<\/em>Come dichiar\u00f2 lui stesso, l\u2019ispirazione derivava da Schubert, nel cui catalogo figurano i trentaquattro\u00a0<em>Valses sentimentales op. 50\u00a0<\/em>e i dodici\u00a0<em>Valses nobles op. 77.\u00a0<\/em>Il pianista Louis Aubert tenne a battesimo l\u2019opera il 9 maggio del 1911 nella Salle Gaveau di Parigi, nel corso di una serata insolita e dall\u2019esito poco felice in cui il pubblico avrebbe dovuto indovinare la paternit\u00e0 dei brani eseguiti. Gi\u00e0 l\u2019anno dopo Ravel si affrett\u00f2 a orchestrare i\u00a0<em>Valses<\/em>\u00a0per un balletto &#8211;<em>\u00a0<\/em><em>Ad\u00e9la\u00efde<\/em>\u00a0<em>ou le language des fleurs &#8211;\u00a0<\/em>creando cos\u00ec una seconda versione, utilizzata anche come suite da concerto, che avrebbe avuto pi\u00f9 fortuna della versione pianistica originaria. L\u2019epigrafe posta a inizio partitura che citava i versi del poeta Henri de R\u00e9gnier\u00a0<em>\u201c\u2026il piacere delizioso e sempre nuovo di un\u2019occupazione inutile\u201d\u00a0<\/em>indusse qualcuno a credere<em>\u00a0<\/em>che Ravel avesse creato le\u00a0<em>Valses<\/em>\u00a0per puro svago creativo. In realt\u00e0, al di l\u00e0 della piacevole e disinvolta eleganza che incornicia l\u2019opera, emerge ne le\u00a0<em>Valses<\/em>\u00a0un mondo sonoro intriso di malinconia e amarezza. Il ritmo di valzer viennese d\u00e0 s\u00ec vita agli otto episodi, che si alternano in tempi lenti e pi\u00f9 mossi nel corso della partitura, ma \u00e8 un ritmo spesso solo accennato, mascherato o spezzato da sincopi e dissonanze che ne mettono in discussione la stessa natura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>ROBERT SCHUMANN<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Concerto in la minore op.54 per pianoforte e orchestra<\/u><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel pieno della maturit\u00e0 stilistica e dopo le numerose e belle pagine dedicate al pianoforte solo, nella mente di Schumann si fa largo l\u2019idea del concerto solistico. Come confida in una lettera alla moglie Clara del 1839, Schumann sa di non poter scrivere un concerto da virtuoso della tastiera e di dover mirare a qualcosa di diverso, ovvero a un\u2019opera \u201ca met\u00e0 strada tra sinfonia, concerto e grande sonata\u201d. Il progetto del concerto per pianoforte e orchestra lo impegna a pi\u00f9 riprese, dal 1841 al 1845, in uno dei periodi creativi pi\u00f9 felici della sua carriera. Nel 1841 realizza la\u00a0<em>Fantasia in la minore per pianoforte e orchestra,\u00a0<\/em>brano in un unico movimento eseguito in forma privata da Clara che, da buona consigliera e musicista sopraffina, invita il marito a proseguire sulla via intrapresa<em>.<\/em>\u00a0Nel 1845 Schumann aggiunge alla\u00a0<em>Fantasia\u00a0<\/em>due movimenti (Andantino e Rond\u00f2) che insieme a quanto gi\u00e0 composto costituiranno l\u2019assetto definito del\u00a0<em>Concerto in la minore op. 54<\/em>. In un\u2019epoca in cui il concerto solistico era contraddistinto da spettacolarit\u00e0 e abilit\u00e0 tecnica, Schumann sceglie di subordinare il virtuosismo all\u2019ispirazione poetica, ma non solo. Nel Concerto in la minore oltrepassa anche i canoni della forma rinunciando allo sviluppo tematico a favore di una unitariet\u00e0 motivica animata dagli slanci umorali e appassionati, tipici della sua scrittura pianistica, e creando un dialogo tra pianoforte e orchestra equilibrato e libero da ogni vincolo tradizionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>IGOR STRAVINSKIJ<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em><u>Le Sacre du Printemps<\/u><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em><u>Tableaux de la Russie pa\u00efenne en deux parties<\/u><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Le Sacre du printemps\u00a0<\/em>debutta a Parigi al\u00a0Th\u00e9\u00e2tre des Champs-\u00c9lys\u00e9es il 29 maggio 1913, un anno dopo\u00a0<em>Daphnis et Chlo\u00e9\u00a0<\/em>di Ravel. La storia del suo debutto la dice lunga sul potere profetico ed esplosivo di quest\u2019opera, considerata simbolo e pilastro della musica moderna. Terza fatica del giovane e talentuoso Igor Stravinkij per i Balletti Russi di Djagilev,\u00a0<em>Le Sacre du printemps\u00a0<\/em>scardin\u00f2 senza mezze misure i canoni di bellezza musicale descrivendo un barbaro rituale della Russia pagana con una violenza sonora inaudita.L\u2019impatto con il linguaggio aggressivo e brutale di quella pagina<em>\u00a0<\/em>fu cos\u00ec sconvolgente che la sera della\u00a0<em>premi\u00e8re\u00a0<\/em>degener\u00f2 in\u00a0<em>bagarre,\u00a0<\/em>tra fischi e urla di dissenso. Sullo sfondo inquietante e misterioso della Russia primitiva si compie un antico rituale propiziatorio: una fanciulla scelta come vittima sacrificale\u00a0dovr\u00e0 danzare fino alla morte per ottenere il favore delle divinit\u00e0\u00a0della Primavera. Nelle due parti in cui \u00e8 suddivisa la composizione &#8211;\u00a0<em>L\u2019adorazione della terra\u00a0<\/em>e il\u00a0<em>Sacrificio &#8211;\u00a0<\/em>l\u2019esplosione violenta e improvvisa della primavera russa e le immutabili leggi di Natura di morte e rinascita sono tradotte in una scrittura musicale dalla forza dirompente, fatta di effetti timbrici stridenti, accentazioni irregolari, pulsazioni ritmiche ossessive ed esasperate. Nonostante l\u2019insuccesso iniziale,\u00a0<em>Le Sacre du printemps\u00a0<\/em>sar\u00e0 destinata a far risuonare l\u2019eco della sua originalit\u00e0 e della sua complessit\u00e0 ritmica nella musica dell\u2019avvenire e Igor Stravinskij, \u201cil giovane selvaggio che alle volte mette le dita nel naso della musica\u201d, secondo una celebre definizione di Claude Debussy, si confermer\u00e0 geniale esponente di punta del modernismo musicale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><u>Le locandine<\/u><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>FRANZ JOSEPH HAYDN<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sinfonia in re maggiore Hob. I:104<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Adagio. Allegro \/ Andante \/ Menuetto:Allegro \/ Finale: Allegro spiritoso<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>FRANZ SCHUBERT<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sinfonia n. 1 in re maggiore D. 82<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Adagio. Allegro vivace \/ Andante \/ Menuetto: Allegro. Trio \/ Allegro vivace<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>WOLFGANG AMADEUS MOZART<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Concerto in si bemolle maggiore K. 595 per pianoforte e orchestra<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Allegro \/ Larghetto \/ Allegro<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Direttore<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Zubin Mehta<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Pianoforte<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Maurizio Pollini<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>MAURICE RAVEL<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Valses nobles et sentimentales<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">per orchestra<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mod\u00e9r\u00e9 \/ Assez lent \/ Mod\u00e9r\u00e9 \/ Assez anim\u00e9 \/ Presque lent \/ Assez vif \/ Moins vif \/ Epilogue: Lent<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>ROBERT SCHUMANN<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Concerto in la minore op.54 per pianoforte e orchestra<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Allegro affettuoso \/ Intermezzo: Andantino grazioso \/ Allegro vivace<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>IGOR STRAVINSKIJ<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Le Sacre du Printemps<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Tableaux de la Russie pa\u00efenne en deux parties<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Premier tableau:\u00a0<em>L\u2019adoration de la terre<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Introduction \/ Les augures printaniers (Danses des adolescentes) \/<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Jeu du rapt \/ Rondes printanieres \/ Jeu des cit\u00e9s rivales \/ Cortege du Sage \/ L\u2019adoration de la terre (Le Sage) \/ Danse de la terre<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Deuxieme tableau:\u00a0<em>Le sacrifice<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Introduction \/ Cercles mysterieux des adolescentes \/ Glorification de l\u2019\u00c9lue \/ \u00c9vocation des ancetres \/ Action rituelle des ancetres \/ Danse sacrale (l\u2019\u00c9lue)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Direttore<\/em>\u00a0<strong>Charles Dutoit<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Pianoforte<\/em>\u00a0<strong>Martha Argerich<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2014<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Prezzi<\/u>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Visibilit\u00e0 limitata e ascolto: 15\u20ac\u00a0&#8211;\u00a0Galleria: 25\u20ac\u00a0&#8211;\u00a0Palchi B: 45\u20ac\u00a0\u00a0\u00a0Palchi A: 80\u20ac<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Platea 4: 45\u20ac\u00a0\u00a0Platea 3: 60\u20ac\u00a0\u00a0Platea 2: 80\u20ac\u00a0\u00a0Platea 1: 100\u20ac<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festival d\u2019Autunno del Maggio \u00a0 Sabato 29 e domenica 30 ottobre 2022, alle ore 20, due dei pi\u00f9 grandi pianisti 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