{"id":29310,"date":"2022-10-27T17:16:23","date_gmt":"2022-10-27T17:16:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29310"},"modified":"2022-10-27T17:16:23","modified_gmt":"2022-10-27T17:16:23","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1846","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29310","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-28758\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>James Gaffigan debutta sul podio del San Carlo <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 29 ottobre ore 18<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>27.10.22<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>James Gaffigan<\/strong>, direttore statunitense considerato tra i migliori della sua generazione, debutta sul podio del <strong>Teatro San Carlo<\/strong> <strong>sabato 29 ottobre alle ore 18.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla guida dell\u2019Orchestra del Massimo napoletano Gaffigan eseguir\u00e0 <em>Pell\u00e9as et M\u00e9lisande, op.80<\/em> di Gabriel Faur\u00e9, <em>Trittico Botticelliano<\/em> di Ottorino Respighi, e la <em>Sinfonia n. 41 in do maggiore K 551<\/em> \u201cJupiter\u201d di Wolfgang Amadeus Mozart.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nominato direttore musicale della Komische Oper Berlin a partire dalla Stagione 2023\/2024, Gaffigan \u00e8 attualmente direttore musicale del Palau de les Arts Reina Sof\u00eda di Valencia. \u00a0Per dieci anni, fino al giugno del 2021 \u00e8 stato alla guida della Luzerner Sinfonieorchester.<\/p>\n<p>Nella scorsa Stagione ha diretto <em>Manon <\/em>all\u2019 Op\u00e9ra National de Paris,\u00a0<em>Eugene Onegin<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Le Nozze di Figaro<\/em>\u00a0al Metropolitan Opera,\u00a0<em>Wozzeck<\/em>\u00a0a Valencia <em>Tristan und Isolde<\/em>\u00a0alla Santa Fe Opera.<\/p>\n<p>In ambito sinfonico \u00e8 stato sul podio di orchestre come: Chicago Symphony Orchestra, Atlanta Symphony, Cincinnati Symphony, Deutsches Symphonie Orchester Berlin,<\/p>\n<p>Munich Philharmonic, Staatskapelle Dresden, London Symphony Orchestra, London Philharmonic Orchestra, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestre de Paris, solo per citarne alcune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Guida all\u2019ascolto<\/em><\/p>\n<p><em>a cura di Emilia Pantini<\/em><\/p>\n<p><strong>Dal Settecento al Novecento: capolavori per orchestra <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le musiche di scena firmate da Gabriel Faur\u00e9 nel 1898, ancorch\u00e9 oggi non la pi\u00f9 conosciuta, furono comunque la prima delle molte importanti vite musicali in cui si incarn\u00f2 il Pell\u00e9as et M\u00e9lisande di Maeterlinck, vetta teatrale del simbolismo e titolo di riferimento, all\u2019epoca, delle \u00e9lite letterarie. Il suo autore, lo scrittore belga Maurice Maeterlink insignito del Nobel per la letteratura nel 1911, lo pubblic\u00f2 nel 1892 e lo mise in scena a Parigi per la prima volta il 17 maggio 1893 al Th\u00e9\u00e2tre des Bouffes-Parisiens. L\u00ec, nella serata inaugurale, lo vide Debussy che subito comprese l\u2019affinit\u00e0 tra il tipo di poetica espressa nel dramma e la sua propria. Chiese dunque al pi\u00f9 presto al drammaturgo di poterne ricavare un\u2019opera, cosa cui Maeterlink acconsent\u00ec con gioia. La composizione e i passi necessari al debutto furono per\u00f2 travagliati, e nel loro dispiegarsi i rapporti tra Maeterlink e Debussy passarono rapidamente dall\u2019idillio alla tregenda: l\u2019opera non debutt\u00f2 che il 30 aprile 1902, al Teatro dell\u2019Op\u00e9ra-Comique.<\/p>\n<p>Nel decennio tra il 1892 e il 1902, mentre Debussy approntava la sua opera, la pi\u00e8ce teatrale aveva continuato ad essere rappresentata con successo. A Gabriel Faur\u00e9 nel 1898 furono pertanto commissionate le musiche di scena per il debutto del Pell\u00e9as in lingua inglese. La committente, Mrs Patrick Campbell (attrice acclamata: sarebbe stata la prima Eliza Doolittle nel Pygmalion di George Bernard Shaw) aveva gi\u00e0 tentato un approccio con Debussy che per\u00f2, impegnato nella composizione della sua opera omonima, aveva rifiutato la commissione. Durante un viaggio di Faur\u00e9 tra il marzo e l\u2019aprile del 1898 a Londra, il compositore e la Campbell ebbero modo di incontrarsi, e fu allora che la donna avanz\u00f2 a Faur\u00e9 l\u2019offerta. I tempi erano stretti a dir poco, perch\u00e9 la pi\u00e8ce doveva debuttare il 21 giugno di quello stesso anno: dunque c\u2019era appena un mese e mezzo per comporre la partitura e qualche giorno per le prove. Riutilizzando pagine scritte in precedenza e facendosi aiutare per l\u2019orchestrazione da un allievo, Charles Koechlin, i 19 brani delle musiche di scena furono pronti per tempo. Faur\u00e9 in persona ne diresse con successo la prima, al londinese Prince of Wales Theatre, guadagnandosi le lodi di Maeterlinck, della principessa de Polignac (che sarebbe poi diventata la dedicataria della suite), di John Singer Sargent \u2014 pittore di culto del bel mondo \u2014 e degli happy few londinesi pi\u00f9 altolocati. Non si tratt\u00f2 di un consenso estemporaneo, visto che successivamente le musiche furono riproposte in altre messe in scena del Pell\u00e9as, anche a Parigi.<\/p>\n<p>La suite op. 80 nacque nel 1901 dalla rielaborazione di quelle musiche di scena. Faur\u00e9 riprese la partitura, ne scelse dei brani e la riorchestr\u00f2 con maestria, passando da un piccolo ensemble orchestrale (quartetto d\u2019archi, timpani, arpa, legni e ottoni) a una vera e propria orchestra sinfonica. Alla prima esecuzione ai Concerts Lamoreux nel febbraio 1901 i brani che la costituivano erano tre, cio\u00e8 il Pr\u00e9lude, la Fileuse e La mort de M\u00e9lisande. L\u2019aggiunta della Sicilienne \u00e8 pi\u00f9 tarda, ma fu con essa che infine la suite fu pubblicata nel 1909. Da notare che questo brano, forse il pi\u00f9 famoso e riconoscibile grazie alle sue eleganti melodie modaleggianti, era mutuato da musiche di scena precedenti il Pell\u00e9as, quelle composte da Faur\u00e9 per Il borghese gentiluomo di Moli\u00e8re.<\/p>\n<p>\u00c8 un vero peccato che la fama del Pell\u00e9as et M\u00e9lisande di Debussy e, in subordine, dell\u2019omonimo poema sinfonico giovanile di Schoenberg (1903) abbiano appannato nella conoscenza del pubblico lo splendore della suite di Faur\u00e9, una pagina di costruzione magistrale, intima e al contempo smagliante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche il Trittico botticelliano di Ottorino Respighi \u00e8 un titolo che oggi non gode del posto nel repertorio sinfonico che meriterebbe: ma \u00e8 una sorte, questa, che tocca anche al suo autore e, pi\u00f9 in genere, a quel gruppo di compositori italiani noti come \u00abgenerazione dell\u2019Ottanta\u00bb (di cui fanno parte Alfredo Casella, Franco Alfano, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero), personalit\u00e0 di grande interesse schiacciate per\u00f2 tra il sinfonismo tardoromantico dei compositori d\u2019Oltralpe e tutte le sperimentazioni e le avanguardie del primo Novecento. Di essi, Ottorino Respighi \u00e8 oggi il pi\u00f9 noto grazie al favore di cui ancora godono i titoli della cosiddetta Trilogia romana \u2014 cio\u00e8 Le fontane di Roma (1916), I pini di Roma (1924), Feste romane (1928) \u2014 che si guadagnarono subito una vasta popolarit\u00e0 cui concorse l\u2019apprezzamento dimostrato verso di loro sia da Arturo Toscanini sia da Victor de Sabata. Essi resero quelle partiture, soprattutto I pini di Roma, un cavallo di battaglia obbligato, testimone della competenza professionale di un direttore d\u2019orchestra che voglia dirsi davvero degno del prestigio del podio.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che Ottorino Respighi fu un musicista magnifico prima ancora che un magnifico compositore, uno strumentista capace di padroneggiare al medesimo livello viola (il suo strumento di predilezione) e pianoforte. Uno, insomma, che il mestiere lo conosceva bene, dal di dentro, che aveva debuttato in orchestra al Comunale di Bologna \u2014 citt\u00e0 in cui era nato e aveva studiato, prima di decidere di stabilirsi a Roma \u2014, che era stato prima viola nell\u2019orchestra del Teatro Imperiale di San Pietroburgo, che aveva suonato in quartetto e aveva lavorato come pianista accompagnatore di cantanti: insomma, una formazione eclettica di base che, unita al respiro internazionale della sua attivit\u00e0 sin dagli anni giovanili e agli studi di composizione con Giuseppe Martucci a Bologna, con Nikolaj Rimskij-Korsakov a San Pietroburgo e con Max Bruch a Berlino, ne fecero una personalit\u00e0 di prim\u2019ordine nel mondo musicale italiano e non solo. Oggi nel sentire comune a Respighi si fa la grazia di un\u2019etichetta, quella di \u00abgrande orchestratore\u00bb: e lo \u00e8, dei pi\u00f9 splendenti, con una fantasia timbrica all\u2019altezza di quella del suo maestro Rimskij-Korsakov, ma \u00e8 anche un maestro della costruzione formale e, seppur lontano dagli sperimentalismi novecenteschi comunemente noti (no, non \u00e8 una colpa, soltanto una scelta), \u00e8 uno sperimentatore spregiudicato del riuso in termini suoi contemporanei della modalit\u00e0 e delle forme del passato.<\/p>\n<p>Ne sono testimonianza i tre brani del Trittico botticelliano, ispirati a tre conosciutissimi capolavori del Rinascimento firmati da Sandro Botticelli: La Primavera, L\u2019adorazione dei Magi, La nascita di Venere. Nel primo di essi, lo sbocciare della bella stagione \u00e8 descritto da un tessuto sonoro fatto di trilli, tremoli e melodie di danze antiche che si rincorrono con morbida e naturale eleganza; nell\u2019Adorazione dei Magi i tre re che vengono dall\u2019Oriente sono introdotti da un andamento cromatico orientaleggiante e incarnati da tre strumenti \u2014 fagotto, oboe e flauto \u2014 mentre sentiamo risuonare il canto gregoriano \u00abVeni, veni, Emmanuel\u00bb e il settecentesco \u00abQuanno nascette Ninno\u00bb, meglio noto come \u00abTu scendi dalle stelle\u00bb. Nella Nascita di Venere il sorgere della dea dalla spuma del mare \u00e8 reso dal movimento ondivago degli archi e dal colorito trasparente dell\u2019orchestra. Il tutto immerso in una tavolozza di cromie timbriche delicate e sempre cangianti, frutto della rara competenza idiomatica con cui sono trattati gli strumenti dell\u2019orchestra.<\/p>\n<p>Se Gabriel Faur\u00e9 e Ottorino Respighi furono ai loro tempi astri di prima grandezza, oggi passati in secondo piano rispetto ad altri loro contemporanei, a Wolfgang Amadeus Mozart tocc\u00f2 la sorte opposta. Ai nostri giorni sarebbe impensabile una stagione concertistica che facesse a meno della sua musica: i suoi contemporanei, per\u00f2, gli preferivano nomi che adesso dicono qualcosa soltanto agli addetti ai lavori \u2014 Niccol\u00f2 Piccinni, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello, tanto per farne qualcuno \u2014 poco o niente ai semplici appassionati. Dal nostro punto di vista la Sinfonia in do maggiore KV 551 \u00e8 un capolavoro assoluto del sinfonismo classico, una tappa obbligata di studio per strumentisti, direttori e compositori, qualcosa con cui qualunque professionista sogna di confrontarsi \u2014 prima o poi \u2014 e il pubblico non \u00e8 mai stanco di ascoltare. Eppure, anche se sappiamo che fu scritta nell\u2019estate del 1788 insieme ad altre due sinfonie \u2014 la KV 543 in mi bemolle maggiore e la celeberrima K 550 in sol minore \u2014 ignoriamo non soltanto perch\u00e9 essa e le sue sorelle furono composte, ma persino se chi le ide\u00f2 sia mai riuscito ad ascoltarle eseguite. Per giunta, fu un getto creativo che sgorg\u00f2 in uno dei momenti pi\u00f9 infelici della vita di Mozart: il Don Giovanni non aveva avuto a Vienna il successo sperato, era morta a soli sei mesi la sua ultima figlia, Theresia, i denari scarseggiavano. Sembra quasi che la sontuosa bellezza della musica messa su carta \u2014 forse sostenuta dalla speranza di una qualche \u201caccademia\u201d che potesse sopperire ai bisogni della famiglia \u2014 volesse capovolgere sul piano dell\u2019arte una situazione decisamente precaria se non penosa nella vita reale.<\/p>\n<p>Il rapporto del Salisburghese con la forma della sinfonia era iniziato col la KV 16 in mi bemolle maggiore, composta a Londra nel 1764 da un Mozart bambino di appena otto anni: il 10 agosto 1788, nella stessa tonalit\u00e0 e una cinquantina di sinfonie dopo, un Mozart trentaduenne scrive la doppia stanghetta della KV 551, senza sapere che sarebbe stata la sua ultima composizione di quel genere. In essa, noi posteri troviamo un distillato della maestria tecnica accumulata lungo tutta una vita: soprattutto, un trionfo della forma sonata, in cui sono concepiti \u2014 o sconfinano \u2014 tutti i quattro movimenti. Se per il primo di essi si tratta di una scelta scontata per le convenzioni dell\u2019epoca, tutt\u2019altro che scontata \u00e8 l\u2019elaborazione capillare cui i temi sono sottoposti ancor prima di arrivare allo sviluppo canonico. Eccezionalmente in forma sonata \u00e8 anche il secondo movimento, con tre temi che interagiscono in maniera inusitata, e persino la forma binaria del Minuetto presenta zone di sviluppo di stampo prettamente sonatistico. Alla KV 551 si affianca un soprannome, \u00abJupiter\u00bb, giunto fino a noi perpetuandosi di decennio in decennio. Le fu apposto da qualche editore per magnificarne le dimensioni generose e, probabilmente, il suo divino quarto movimento, con cinque temi (distribuiti tra zona della tonica e della dominante) che nascono in forma sonata e si rincorrono a lungo per incontrarsi infine tutti insieme in un tripudio contrappuntistico, nel cui splendore non ci stanchiamo mai di perderci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Emilia Pantini si \u00e8 laureata in Filosofia all\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma, ha conseguito il diploma di pianoforte al Conservatorio \u201cSanta Cecilia\u201d di Roma e di composizione al Conservatorio \u201cLicinio Refice\u201d di Frosinone. \u00c8 dottore di ricerca in Storia e Analisi delle culture musicali, titolo conseguito presso Sapienza Universit\u00e0 di Roma in cotutela con Paris 8 (\u00c9tudes Italiennes). Insegna Poesia per musica e Drammaturgia musicale al Conservatorio \u201cGirolamo Frescobaldi\u201d di Ferrara. \u00c8 in corso di pubblicazione presso la LIM la sua tesi di dottorato, dal titolo Carriera e storiografia dell\u2019operista del secondo Settecento. Piccinni, gli intermezzi e il repertorio comico romano (1758-1776). Ha pubblicato con Camillo Faverzani e Michela Marconi \u00abLo sposo burlato\u00bb da Piccinni a Dittersdorf. Un\u2019opera buffa in Europa sempre per i tipi della LIM. Studia e pubblica principalmente in merito al repertorio comico del XVIII secolo (sta editando una farsa e una commedia per musica nell\u2019Edizione Nazionale delle commedie per musica di Domenico Cimarosa), e occasionalmente sul repertorio madrigalistico del XVI secolo e la musica del \u2018900.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\/ Concerto Sinfonico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo <\/strong><\/p>\n<p>sabato 29 ottobre 2022, ore 18:00<\/p>\n<p><strong>JAMES GAFFIGAN<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Direttore |\u00a0<strong>James Gaffigan<\/strong>\u266d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Gabriel Faur\u00e9<\/strong>, Pell\u00e9as et M\u00e9lisande, op.80<\/p>\n<p><strong>Ottorino Respighi<\/strong>, Trittico Botticelliano<\/p>\n<p><strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>,\u00a0<em>Sinfonia<\/em>\u00a0n. 41 in do maggiore K 551 \u201cJupiter\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u266d<em>per la prima volta la Teatro di San Carlo<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Con gentile preghiera di pubblicazione e\/o diffusione <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>cell 3357431980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>, Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<figure id=\"attachment_29311\" aria-describedby=\"caption-attachment-29311\" style=\"width: 4581px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29311\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"4581\" height=\"3055\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1.jpg 4581w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan\u00a9-Miguel-Lorenzo-1-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 4581px) 100vw, 4581px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-29311\" class=\"wp-caption-text\">Les Arts \/ James Gaffigan<br \/>Primer concierto de James Gaffigan como director musical de Les Arts.<br \/>Fotograf\u00eda Miguel Lorenzo<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_29312\" aria-describedby=\"caption-attachment-29312\" style=\"width: 3854px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29312\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4.jpg\" alt=\"\" width=\"3854\" height=\"3632\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4.jpg 3854w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4-300x283.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4-768x724.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4-1024x965.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Gaffigan2\u00a9-Miguel-Lorenzo-4-150x141.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 3854px) 100vw, 3854px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-29312\" class=\"wp-caption-text\">Les Arts \/ James Gaffigan<br \/>Primer concierto de James Gaffigan como director musical de Les Arts.<br \/>Fotograf\u00eda Miguel Lorenzo<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29313\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy.jpg\" alt=\"\" width=\"4000\" height=\"2574\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy.jpg 4000w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy-768x494.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy-1024x659.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/James-Gaffigan-Trondheim-Symphony-Orchestra-Opera-4-\u00a9-Ole-Wuttudal-copy-150x97.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 4000px) 100vw, 4000px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa \u00a0 James Gaffigan debutta sul podio del San Carlo Sabato 29 ottobre ore 18 \u00a0 \u00a0 \u00a0 27.10.22 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-29310","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29310\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}