{"id":29346,"date":"2022-10-28T19:32:59","date_gmt":"2022-10-28T19:32:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29346"},"modified":"2022-10-28T19:32:59","modified_gmt":"2022-10-28T19:32:59","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1852","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29346","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29347\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il Balletto del San Carlo in scena al Politeama<\/strong><\/p>\n<p><strong>con un omaggio a Hans van Manen e William Forsythe <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 2 al 5 novembre<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un omaggio a due grandi coreografi del secondo Novecento l\u2019appuntamento che vedr\u00e0 impegnato <strong>dal 2 al 5 novembre al Teatro Politeama<\/strong> <strong>il Corpo di Ballo del Massimo napoletano<\/strong> diretto da <strong>Clotilde Vayer<\/strong>.<\/p>\n<p>In programma un dittico che include <strong><em>5Tango\u2019s<\/em><\/strong>, di <strong>Hans van Manen<\/strong> su musiche di Astor Piazzolla e il balletto ideato da <strong>William Forsythe<\/strong> <strong><em>In the Middle, Somewhat Elevated<\/em><\/strong> su musiche di Thom Willems.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>5 Tango\u2019s<\/em><\/strong> \u00e8 la creazione pi\u00f9 eseguita dal coreografo olandese <strong>Hans van Manen<\/strong> qui ripresa da <strong>Jan Linkens e Rachel Beaujean<\/strong>.<\/p>\n<p>Con questo lavoro realizzato nel 1977 e da allora rappresentato con successo in tutto il mondo, van Manen ha introdotto nei Paesi Bassi la sensualit\u00e0 del tango di Astor Piazzolla. Attraverso cinque composizioni uniche il coreografo ha messo in relazione la passione tipica della danza popolare argentina con l\u2019astrazione leggera propria del balletto classico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>In the middle, Somewhat elevated<\/em><\/strong><strong><em>, <\/em><\/strong>balletto\u00a0creato da\u00a0<strong>William Forsythe<\/strong> nel 1987, su commissione di Rudolf Nureyev per\u00a0l&#8217;Op\u00e9ra di Parigi, fu considerato fin dalla sua prima rappresentazione un capolavoro assoluto ed \u00e8 diventato il pi\u00f9 conosciuto lavoro di Forsythe.<\/p>\n<p>Questa coreografia, qui ripresa da <strong>Kathryn Bennets<\/strong>, ha cambiato il corso della danza contemporanea e costituisce un\u2019introduzione ideale allo stile del coreografo statunitense.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>DUE COREOGRAFI DEL NOSTRO TEMPO: HANS VAN MANEN E WILLIAM FORSYTHE<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Interviste a Jan Linken e Kathryn Bennets, a cura di Dinko Fabris<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Proseguendo il progetto di ricerca artistica avviato dalla direttrice del Ballo Clotilde Vayer, la danza contemporanea torna al Teatro di San Carlo con due coreografi tra i pi\u00f9 importanti del nostro tempo, con un dittico per la prima volta presentato a Napoli. Hans van Manen, ormai novantenne, \u00e8 da decenni un protagonista del nuovo corso della danza in Olanda, dichiarato \u201cPatron\u201d dell\u2019Accademia nazionale olandese di ballo \u00e8, come vedremo, particolarmente interessato alla componente musicale del balletto: il suo 5 Tango\u2019s ha permesso di far scoprire alla sua nazione il genio musicale di Astor Piazzolla, prima di lui poco conosciuto. L\u2019altro coreografo \u00e8 Bill Forsythe, nato una generazione dopo negli Stati Uniti dove ha esordito a sua volta con coreografie basate sulla musica, ma si \u00e8 poi trasferito in Germania, divenendo una delle figure di riferimento della nuova danza europea ed estremamente influente a livello planetario. <\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo incontrato i due coreografi incaricati di riallestire per Napoli questo dittico tardo novecentesco, entrambi legati al creatore della coreografia prima come ballerini poi come assistenti privilegiati: Jean Larsik (per van Manen) e Kathryn Bennetts (per Forsythe<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Hans Van Manen, 5 Tango\u2019s<\/strong><\/p>\n<p>Jan Linkens \u00e8 alla sua prima collaborazione con il Teatro di San Carlo, citt\u00e0 che ha scoperto con crescente entusiasmo visti anche i suoi personali interessi musicali. Ha particolarmente apprezzato la qualit\u00e0 dei ballerini del San Carlo e l\u2019atmosfera collaborativa ed umana del Teatro. Gli abbiamo chiesto di parlarci del suo incontro con Hans van Manen e del balletto sulle musiche di Astor Piazzolla che co-riprende insieme a Rachel Beaujean.<\/p>\n<p>\u201cSono nato in un piccolo villaggio vicino Maastricht in Olanda e ho cominciato i miei studi nel Dipartimento di Danza del Royal Conservatoire di Den Haag (L\u2019Aja). Sono entrato nel 1977 nel Dutch National Ballet di Amsterdam, dove sono rimasto 17 anni come danzatore e pi\u00f9 tardi anche coreografo e Maitre de Ballet. Durante questo lungo periodo ho conosciuto e collaborato molte volte come ballerino con Hans Van Manen. Per me Manen \u00e8 uno dei coreografi pi\u00f9 \u201cmusicali\u201d che esistano non solo in Olanda ma in tutto il mondo, perch\u00e9 per lui musica e danza devono assolutamente andare insieme.\u00a0 Anche per me stesso, come danzatore e ora come coreografo, questo \u00e8 un elemento fondamentale, far andare insieme musica e danza. Quindi questa \u00e8 una forte connessione che avverto lavorando con Manen. Hans \u00e8 un tipico maestro in \u201cstile olandese\u201d, come diciamo noi, sobrio, senza alcun orpello e inutile sovrapposizione esteriore. Solo musica e movimento, e il loro andare assieme e per lui la danza deve essere danza, una definizione che mi piace molto. Quando ho smesso di danzare, e ho cominciato a fare il regista, il coreografo e l\u2019insegnante ospite in molti teatri e compagnie in giro per il mondo, mi \u00e8 stato chiesto pi\u00f9 volte di mettere in scena sue coreografie, cosa che ho fatto molte volte e una di queste coreografie che ho curato pi\u00f9 volte \u00e8 proprio 5 Tango\u2019s: ed ecco il motivo per cui sono qui a Napoli.\u201d<\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 dirci qualcosa di questa coreografia, 5 Tango\u2019s, presentata per la prima volta al Teatro di San Carlo?<\/em><\/p>\n<p>\u201cSi tratta di un lavoro meraviglioso, basato sulla musica dei 5 Tangos\u2019 di Astor Piazzolla e al tempo in cui Manen realizz\u00f2 questo progetto la musica di quel compositore era praticamente sconosciuta in Olanda. Tranne una sparuta minoranza di appassionati, nessuno aveva sentito neppure il nome di Piazzolla da noi. La premi\u00e9re ebbe luogo nel 1979. Io ero entrato appena da 2 o 3 anni nella compagnia e mi trovai a ballarlo: non alla prima , ma nelle repliche di poco successive, perch\u00e9 essendosi infortunato un ragazzo, ne presi inaspettatamente il posto e questa \u00e8 stata una vera fortuna per me, perch\u00e9 il primo cast \u00e8 quello che porta a lungo in giro le produzioni, come \u00e8 successo a me, andando letteralmente in tutto il mondo con questo spettacolo. Come dicevo, la componente musicale \u00e8 fondamentale per van Manen ed ha influenzato le generazioni successive che hanno seguito queste indicazioni, compreso me stesso come coreografo. Tanti coreografi dopo di lui hanno insistito sull\u2019elemento musicale, ma lo hanno fatto in modo totalmente differente, lui resta un unicum. Qualsiasi appassionato di musica potr\u00e0 riconoscere la straordinaria competenza di Hans van Manen, pur non essendo un professionista della musica, il suo modo straordinario di \u201csentire\u201d la musica.<\/p>\n<p>5 Tango\u2019s utilizza solo alcuni caratteri del ballo che conosciamo come tango, applicando questi caratteri alla danza contemporanea: tutti conoscevano e conoscono le movenze classiche del tango, ma lui ha voluto adattarle alla contemporaneit\u00e0 della societ\u00e0 del 1979, cui si ispira il suo balletto. Oggi abbiamo tanti esempi di balletti che usano lo stesso criterio di attualizzazione ma a quel tempo era una cosa unica. Quello che a me stupisce, oggi che l\u2019ho ripreso gi\u00e0 quattro o cinque volte, \u00e8 pensare che 5 Tango\u2019s sia una coreografia di quasi 45 anni fa, ma sembra sempre che sia stata creata appena un anno fa, tanto risulta moderno oggi come lo era al momento della sua premi\u00e8re. Questo accade solo per pochi coreografi che riescono a rendere le loro creazioni senza tempo \u2013 l\u2019esempio pi\u00f9 famoso \u00e8 quello di Balanchine \u2013 che usano un linguaggio che sembra sempre nuovo nonostante il passaggio degli anni.\u201d<\/p>\n<p><em>Il padre di Astor Piazzolla era nato a Trani in Puglia, e i legami con il sud Italia, dove il grande compositore argentino \u00e8 molto amato, sono dunque molto forti. A parte la componente musicale che spettacolo vedranno gli spettatori a Napoli?<\/em><\/p>\n<p>\u201cSar\u00e0 percepibile l\u2019atmosfera del tango, ma in una maniera rarefatta, astratta. Ci\u00f2 che Hans \u00e8 riuscito a raggiungere il suo scopo seguendo una strada di movimento che gli permette di creare sul palcoscenico l\u2019atmosfera perfetta per andare in sintonia con questa musica.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>William Forsythe, <\/strong><strong>In the middle, Somewhat elevated<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Kathryn Bennets \u00e8 nata e si \u00e8 formata come danzatrice in Australia, ma dal 1989 \u00e8 stata invitata da William Forsythe a collaborare col suo Frankfurt Ballet e da allora si \u00e8 trasferita in Germania dove tuttora risiede e lavora, portando in giro per il mondo le creazioni del coreografo americano. Anche a lei abbiamo chiesto di parlarci della sua esperienza di tanti anni con l\u2019autore della coreografia che lei stessa pu\u00f2 illustrare meglio di chiunque altro.<\/p>\n<p>\u201cSono cresciuta artisticamente come membro dell\u2019Australian Ballet con il quale, fin da molto giovane, ho effettuato meravigliose tourn\u00e9es in tutto il mondo tra cui l\u2019Europa. Sono passata quasi subito a far parte del Balletto di Stoccarda, dove ho avuto spesso come partner ballerino William Forsythe, interpretando poi anche le sue coreografie. Quindi ho imparato a conoscere il suo stile fin da giovanissima. Quando ho smesso di danzare sono passata a insegnare e lui mi ha chiesto presto di insegnare come Guest Teacher al Frankfurt Ballet, cosa che ho fatto finch\u00e9 non sono passata ufficialmente nel 1989 a far parte di quella compagnia, diventando sua assistente per i successivi sedici anni. Poi sono stata direttore artistico del Royal Ballet delle Fiandre in Belgio per sette anni: durante questo periodo pieno di soddisfazioni, abbiamo prodotto molte coreografie di Forsythe e lo stesso Bill \u00e8 venuto personalmente a lavorare con noi. Dal 1992 sono poi diventata una coreografa freelance e molto, molto spesso ero invitata a riprendere coreografie di Forsythe per cui l\u2019ho conosciuto sempre pi\u00f9 nel tempo in tutti gli aspetti artistici.<\/p>\n<p>Parlando del balletto riallestito a Napoli, In the Middle, Somewhat Elevated, fu una commissione dell\u2019Op\u00e8ra di Parigi, dove fu presentato per la prima volta nel 1987. Non avevo partecipato alla premi\u00e8re, ma di l\u00ec a poco Forsythe decise di riprenderlo per adattarlo a Francoforte. Per questo fui mandata a Parigi con il compito di studiare alcuni cambiamenti che dovevano essere operati per la ripresa tedesca. Il balletto era stato concepito per una compagine di interpreti presenti a Parigi che era davvero fenomenale, e di cui faceva parte allora la stessa Clotilde Vayer. Forsythe aveva in animo di portare lo sforzo tecnico dei danzatori ai limiti delle possibilit\u00e0, essendo tutti tanto talentuosi. Era un anno davvero speciale per me, il fatto di poter lavorare con tanti talenti straordinari su una coreografia cos\u00ec esigente: dobbiamo pensare che era ancora l\u2019epoca della direzione di\u00a0 Nureev a Parigi, era stato lui ad invitarlo e sicuramente Rudolf e Forsythe si conobbero bene e si scambiarono a lungo le loro impressioni. Si erano conosciuti in precedenza, la prima creazione di Forsythe a Parigi era stata nel 1985, e Nureev era molto interessato al livello intellettuale delle conversazioni private con Bill in tutti i campo.\u201d<\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 spiegarci il titolo di questo lavoro cos\u00ec enigmatico, soprattutto per il pubblico italiano? E qualcosa della musica dello spettacolo?<\/em><\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 chiaro neppure al pubblico internazionale di lingua inglese. In realt\u00e0 \u00e8 una sorta di puzzle da comporre. Quando era stato invitato a produrre questo balletto per Parigi, Forsythe progetto una scenografia collegata al luogo dove doveva essere rappresentato, il Palais Garnier dell\u2019Op\u00e8ra: e quindi tutto basato su decorazioni in oro che si rifanno a quell\u2019ambiente. Ma all\u2019ultimo momento la sala non fu pi\u00f9 diswponibile e lui decise allora di mantenere alcune parti dorate della decorazione, quelle con le ciliegie come nel palazzo originale, ma le ciliegie dorate sono poste su un file al centro del palcoscenico: letteralmente \u201cqualcosa che \u00e8 messo a met\u00e0, un po\u2019 verso l\u2019alto\u201d. E questa \u00e8 la visione che apre lo spettacolo.<\/p>\n<p>Per la musica, questa fu composta espressamente per il balletto da Thom Willems. Lui e Forsythe hanno collaborato per molti anni. In quell\u2019epoca andava di moda una certa musica elettronica e Thom era perfetto per queste sonorit\u00e0. Il risultato, proprio per rispondere alle richieste di Bill, \u00e8 quel che noi in inglese definiamo una \u201conesta\u201d, partitura, ossia molto semplice e funzionale. La musica naturalmente \u00e8 varia e si presenta su diversi livelli, anche ritmicamente, ed era ripeto perfetta per quei tempi e per questo lavoro.<\/p>\n<p><em>Che cosa vedr\u00e0 il pubblico napoletano in questa parte di William Forsythe? <\/em><\/p>\n<p>\u201cCi saranno le ciliegie dorate, ovviamente, ma la scena per il resto resta aperta, libera. Tutto \u00e8 basato sul movimento. Questo \u00e8 fondamentalmente un balletto \u201cclassico\u201d con tutte le sue regole, anche se viene considerato \u201ccontemporaneo\u201d.\u00a0 Non c\u2019\u00e8 la consueta narrazione di una storia. \u00c8 danza che parla di danza, solo questo, dall\u2019inizio alla fine.<\/p>\n<p>Credo che come al momento della sua creazione, a Parigi e a Francoforte, il pubblico di Napoli potr\u00e0 apprezzare molto questo spettacolo che vale come ideale introduzione allo stile di William Forsythe per coloro che non hanno mai visto le sue creazioni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEATRO POLITEAMA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 2 novembre 2022, ore 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 3 novembre, ore 17.00 | ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 4 novembre, ore 17.00 | ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 5 novembre, ore 17.00 | ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>HANS VAN MANEN \/ WILLIAM FORSYTHE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>5 TANGO\u2019S<\/strong><\/p>\n<p><strong>Musica ASTOR PIAZZOLLA <\/strong><\/p>\n<p><strong>Coreografia HANS VAN MANEN ripresa da JAN LINKENS E RACHEL BEAUJEAN<\/strong><\/p>\n<p><strong>Scene e Costumi JEAN-PAUL VROOM <\/strong><\/p>\n<p><strong>Responsabile Costumi Nationale Opera &amp; Ballet OLIVER HALLER<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luci JAN HOFSTRA riprese da WIJNAND VAN DER HORST<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CANDIDA SORRENTINO, STANISLAO CAPISSI, SHAILA D\u2019ONOFRIO, ERTUGREL GJONI, DANIELE DI DONATO, SARA SANCAMILLO, GRAZIA STRIANO, FERDINANDO DE RISO, FRANCESCO LORUSSO, VALERIA IACOMINO, RITA DE MARTINO, GIUSEPPE AQUILA, EMANUELE TORRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CORPO DI BALLO DEL TEATRO DI SAN CARLO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IN THE MIDDLE, SOMEWHAT ELEVATED<\/strong><\/p>\n<p><strong>Musica THOM WILLEMS | Coreografia WILLIAM FORSYTHE ripresa da KATHRYN BENNETTS<\/strong><\/p>\n<p><strong>Costumi e Luci WILLIAM FORSYTHE | Assistente ai Costumi Forsythe Productions DOROTHEE MERG<\/strong><\/p>\n<p><strong>Assistente Light Designer e Coordinatore Tecnico Forsythe Productions TANJA R\u00dcHL<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c9toiles LUISA IELUZZI, ALESSANDRO STAIANO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MARTINA AFFATICATO, CHIARA AMAZIO, ANNA CHIARA AMIRANTE, CLAUDIA D\u2019ANTONIO, SHAILA D\u2019ONOFRIO,<\/strong><\/p>\n<p><strong>SALVATORE MANZO, DANILO NOTARO,<\/strong><\/p>\n<p><strong>VITTORIA BRUNO, IRENE DE ROSA, MARTHA FABBRICATORE, KARINA SAMOYLENKO,<\/strong><\/p>\n<p><strong>STANISLAO CAPISSI, FERDINANDO DE RISO, PIETRO VALENTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c9TOILES, SOLISTI E BALLETTO DEL TEATRO DI SAN CARLO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Direttore del Balletto<\/strong><\/p>\n<p><strong>CLOTILDE VAYER<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma\u00eetre de Ballet SOIMITA LUPU<\/strong><\/p>\n<p><strong>Responsabile Costumi Teatro di San Carlo GIUSI GIUSTINO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>, Comunicazione e Stampa \u00a0<a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<figure id=\"attachment_29348\" aria-describedby=\"caption-attachment-29348\" style=\"width: 2732px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29348\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013.jpg\" alt=\"\" width=\"2732\" height=\"4096\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013.jpg 2732w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5013-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 2732px) 100vw, 2732px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-29348\" class=\"wp-caption-text\">Anna Netrebko_Teatro di San Carlo 08\/10\/2022<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_29349\" aria-describedby=\"caption-attachment-29349\" style=\"width: 2732px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-4860.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29349\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-4860.jpg\" alt=\"\" width=\"2732\" height=\"4096\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-4860.jpg 2732w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-4860-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-4860-768x1151.jpg 768w, 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id=\"caption-attachment-29354\" class=\"wp-caption-text\">Anna Netrebko_Teatro di San Carlo 08\/10\/2022<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_29355\" aria-describedby=\"caption-attachment-29355\" style=\"width: 4096px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5038.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29355\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5038.jpg\" alt=\"\" width=\"4096\" height=\"2732\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5038.jpg 4096w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5038-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Van-Manen_ph.Luciano-Romano_2022-5038-768x512.jpg 768w, 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