{"id":29538,"date":"2022-11-03T01:47:34","date_gmt":"2022-11-03T01:47:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29538"},"modified":"2022-11-03T17:34:49","modified_gmt":"2022-11-03T17:34:49","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-1861","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29538","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29347\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1.jpg 244w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/ghjk-1-150x73.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Jos\u00e9 Luis Basso dirige la Cantata per San Gennaro del 1775 di Pasquale Cafaro<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Al via uno speciale contest legato al Santo patrono:<\/strong><\/p>\n<p><strong>coloro che riusciranno a trovare i tanti segnalibri tematici nascosti in citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0avranno diritto ad una speciale promozione per il weekend <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 4 novembre alle ore 20<\/strong> in occasione dei 285 anni dalla fondazione del Teatro di San Carlo, il Lirico di Napoli omaggia il santo patrono della citt\u00e0 con la prima esecuzione in tempi moderni della Cantata per San Gennaro composta nel 1775 da Pasquale Cafaro che vedr\u00e0 Orchestra e Coro sotto la direzione di <strong>Jos\u00e9 Luis Basso<\/strong> eseguire anche altri due lavori riscoperti del \u2018700 musicale napoletano. Il concerto prosegue il progetto avviato nel 2021 con l\u2019esecuzione della analoga Cantata per San Gennaro di Gaetano Manna.<\/p>\n<p>In programma infatti il <em>Dixit Dominus<\/em>\u00a0(1771)\u00a0<em>per coro, organo e orchestra<\/em> di <strong>Pasquale Cafaro<\/strong>,<em> Quoniam tu solus sanctus<\/em>\u00a0<em>per soprano, oboe concertante, tromba concertante, fagotto concertante, archi e basso <\/em>di <strong>Giacomo<\/strong> <strong>Insanguine<\/strong> e infine la <em>Cantata per la Translazione del Corpo del Glorioso Martire San Gennaro\u00a0per soli, coro, organo e orchestra<\/em> di <strong>Pasquale Cafaro<\/strong> (1775).<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di soliste si esibiranno <strong>Laura Ulloa, Chiara Polese e Maria <u>Sardaryan<\/u><\/strong>, tutte allieve dell\u2019Accademia Teatro San Carlo. Ricerca e revisioni critiche a cura di <strong>Ivano Caiazza<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per il primo weekend del mese il Teatro di San Carlo lancia anche uno speciale contest riservato ai turisti. Coloro che troveranno i segnalibri diffusi in citt\u00e0, tra librerie e infopoint del centro, potranno, mostrando il segnalibro in biglietteria, acquistare un biglietto per il concerto a soli 10 euro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note del trascrittore Ivano Caiazza a proposito della <em>Cantata per la traslazione del sangue di San Gennaro<\/em> e altre musiche di Cafaro e Insanguine (dal programma di sala)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fronte a me sono alcune partiture di Giacomo Insanguine e di Pasquale Cafaro, partiture che ho letto, ho studiato, ho revisionato, e che quindi posso affermare di conoscere bene. Eppure sento che trovare le parole adatte per presentare questi lavori \u00e8 cosa ardua, poich\u00e9 questi lavori sono, cos\u00ec come molte altre composizioni dell\u2019epoca, solo una chiave per penetrare in un mondo che sembra lontano, se si pensa all\u2019evoluzione subita dal linguaggio musicale, ma che, invece, lontano non \u00e8 per l\u2019influenza che tale mondo ha esercitato sulla musica europea che ne \u00e8 in gran parte filiazione diretta, sia per l\u2019architettura della composizione che per il linguaggio armonico che la scuola napoletana codific\u00f2 influenzando i secoli successivi. Anche le rivolte contro un certo tipo di linguaggio costituiscono affermazione della vitalit\u00e0 di ci\u00f2 che si vuol contestare, ed infatti Arnold Sch\u00f6nberg, il padre della scuola seriale, a conferma di ci\u00f2, pretendeva dai suoi allievi la perfetta conoscenza di quella evoluzione dell\u2019armonia tonale che a Napoli era stata particolarmente sperimentata.<\/p>\n<p>Ma allora \u2013 si chieder\u00e0 il mio lettore \u2013 ci troviamo sempre di fronte a capolavori che abbiamo il torto di non conoscere?<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec: accanto ad astri quali Francesco Durante, Alessandro e Domenico Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Nicola Antonio Porpora, Niccol\u00f2 Piccinni, Giovanni Paisiello, Domenico Cimarosa &#8211; per citarne solo alcuni \u2013 compositori il cui nome ancora \u00e8 presente nel ricordo collettivo per l\u2019altezza del loro ingegno artistico, abbiamo poi un gran numero di raffinati \u201cartigiani\u201d della composizione, musicisti notevoli, spesso illuminati, che hanno costituito l\u2019humus sul quale hanno potuto germogliare i grandi che tutti ricordano.<\/p>\n<p>Ed ecco che, spiritualmente pacificato da questa doverosa premessa, mi posso accingere a presentare i compositori sopraindicati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Insanguine,<\/strong> come molti altri giovani musicisti dell\u2019epoca, non era nato a Napoli ma era \u201cRegnicolo\u201d. Veniva dalla Puglia, e precisamente da Monopoli, presso Bari, e venne a Napoli per studiare in uno dei quattro Conservatori storici della Citt\u00e0, e precisamente in quello detto de \u201cI Poveri di Ges\u00f9 Cristo\u201d.<\/p>\n<p>Studiare in Conservatorio all\u2019epoca era cosa ben diversa dalla nostra attualit\u00e0. Il Conservatorio era un vero e proprio collegio, ci si doveva vivere e le distrazioni per un giovane allievo erano veramente poche. L\u2019ambizione massima era quella di farsi notare e, crescendo oltre che nell\u2019et\u00e0 anche nella competenza musicale, ottenere di divenire \u201cmastriciello\u201d, occupando cos\u00ec una posizione eminente che gli poteva spianare la strada da percorrere. Dopo qualche anno trascorso sotto la guida di Francesco Feo e Girolamo Abos divenne alunno di Francesco Durante e questa fu certo occasione per il raggiungimento di una notevole maturit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p>Non staremo qui a ripercorrere le tappe della sua carriera che pure fu notevole, ma ci limiteremo a ricordare come, oltre all\u2019affermazione quale compositore teatrale, Insanguine tocc\u00f2 con successo la musica sacra. Ed \u00e8 appunto in quest\u2019ambito che emerge un lavoro caduto nell\u2019oblio e che oggi riproponiamo: il <strong>\u201cQuoniam Tu Solus Sanctus\u201d<\/strong> per soprano, oboe concertante, tromba concertante fagotto concertante, archi e basso continuo. Insanguine utilizza in modo particolarmente efficace l\u2019insolito accostamento timbrico creando cos\u00ec occasioni per porre in risalto il testo sacro, testo che molti, per antica consuetudine, leggono con superficialit\u00e0 perdendo l\u2019occasione per sentire e comprendere la forza in esso insita, forza che ad Insanguine non sfugge e che, probabilmente, gli ha ispirato il colore che ha sapientemente profuso in questo suo lavoro. La fonte si conserva alla Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pasquale Cafaro<\/strong> \u00e8 artista e personaggio di notevole importanza, stimato da Mozart e da uno stuolo di allievi illustri. Anch\u2019egli pugliese ma di una zona della Puglia diversa per costume e linguaggio quale \u00e8 il Salento \u2013 \u00e8 nato a Galatina in provincia di Lecce \u2013 agli inizi della sua permanenza a Napoli \u00e8 stato favorito da una nobile famiglia partenopea, quella del marchese di Odierna, famiglia che spese la sua influenza per farlo ammettere nel Conservatorio de \u201cLa Piet\u00e0 dei Turchini\u201d dove ebbe la fortuna di imbattersi in Leonardo Leo, celebre artista e grande didatta suo conterraneo, che lo rese padrone del linguaggio musicale. Ebbe in seguito anche altri maestri e riusc\u00ec a costruirsi un suo stile, un suo linguaggio personale, per cui \u00e8 veramente ingiusto l\u2019oblio nel quale, dopo una carriera di tutto rispetto, \u00e8 alla fine caduto. Va comunque osservato che il prestigio da lui goduto nel mondo musicale fu tale che, alla sua morte, avvenuta a Napoli nell\u2019ottobre del 1787, le sue spoglie furono collocate nella Cappella di Santa Cecilia della Chiesa di Montesanto, accanto a quelle di Alessandro Scarlatti.<\/p>\n<p>Compositore di musica per il teatro, oltre che insegnante e dotto contrappuntista, fu per\u00f2 anch\u2019egli attivo nella musica sacra ed in particolar modo va ricordata la sua attenzione al culto del santo patrono di Napoli, San Gennaro, attenzione della quale gi\u00e0 in altre circostanze ho fornito testimonianza e documentazione, ma che ora, con il lavoro che qu\u00ec viene presentato, risulta ancora pi\u00f9 evidente. Due sono le composizioni di Cafaro comprese in questo programma.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dixit Dominus per Coro e Orchestra (1771).<\/strong><\/p>\n<p>Cafaro costruisce in questo lavoro, composto nel 1771 in piena maturit\u00e0 artistica,\u00a0 il discorso musicale con una nuova semplicit\u00e0 polifonica che si distanzia dal contrappunto fitto di altri autori di scuola napoletana, allo scopo di rendersi plasmabile ai tanti descrittivismi musicali presenti nel testo salmodico. Il tutto \u00e8 ben concatenato predisponendo egli con sapienza le diverse tonalit\u00e0 al fine di rendere varia la linearit\u00e0 di fondo. Ci\u00f2 dimostra non solo la piena padronanza della tecnica compositiva da parte di Cafaro, ma anche il suo raffinato senso estetico al quale intende piegare la composizione. La fonte si conserva alla Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cantata per la traslazione del sangue di San Gennaro (1775)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una composizione di ampio respiro, nella quale primeggia la sua profonda conoscenza della vocalit\u00e0 che lo porta a scrivere suggestive pagine corali e solistiche destinate ad accompagnare la celebrazione della traslazione del Corpo del Santo nel primo sabato del Maggio 1775.<\/p>\n<p>Pasquale Cafaro reca in s\u00e8, nel suo linguaggio musicale, il compendio di una esperienza affinatasi nel tempo quale \u00e8 quella della scuola napoletana del \u2018700, esperienza destinata ad influenzare il futuro della musica e che oggi, rileggendo queste pagine, ci consente di meglio comprendere i grandi del periodo classico che tanto devono a questi nostri maestri per i quali crediamo sia giunta l\u2019ora di una nuova consapevole riscoperta. La fonte da me utilizzata si conserva alla Biblioteca Nazionale di Parigi (Biblioth\u00e9que Nationale de France).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro di San Carlo <\/strong><\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 04 novembre 2022, ore 20:00 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>PROGETTO SAN GENNARO<\/strong><br \/>\n4 novembre 2022<\/p>\n<p><strong>CANTATA PER SAN GENNARO 1775<\/strong><\/p>\n<p>per soli, coro, organo e orchestra<\/p>\n<p>Nel celebrarsi dall\u2019eccellentissimo sedile di Nilo, la festa della traslazione del corpo del glorioso martire S. Gennaro, principal protettore della citt\u00e0, e Regno di Napoli. Nel primo sabato di maggio dell\u2019anno corrente 1775<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Direttore |\u00a0<strong>Jos\u00e9 Luis Basso<br \/>\n<\/strong>Soliste |<strong>\u00a0Laura Ulloa\u00a0<\/strong>#<strong>, Chiara Polese\u00a0<\/strong>#<strong>, Maria\u00a0<u>Sardaryan<\/u> <\/strong>#<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p><strong>Pasquale Cafaro<\/strong>,\u00a0<em>Dixit Dominus<\/em>\u00a0(1771)\u00a0per coro, organo e orchestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacomo Insanguine<\/strong>,\u00a0<em>Quoniam tu solus sanctus<\/em>\u00a0per soprano, oboe concertante, tromba concertante, fagotto concertante, archi e basso continuo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pasquale Cafaro<\/strong>,\u00a0<em>Cantata per la Translazione del Corpo del Glorioso Martire San Gennaro \u0153 <\/em>(1775)\u00a0per soli, coro, organo e orchestra.<strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ricerca e Revisioni critiche a cura di Ivano Caiazza<\/em><\/p>\n<p>(prima esecuzione moderna)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p>#<em>Allievo Accademia Teatro San Carlo\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rossana Russo<\/strong>,<\/p>\n<p>Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa<\/p>\n<p><a href=\"mailto:r.russo@teatrosancarlo.it\">r.russo@teatrosancarlo.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Romito<\/strong>,<\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa <a href=\"mailto:g.romito@teatrosancarlo.it\">g.romito@teatrosancarlo.it<\/a> 0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/77b42acf162f47518d830a4c765d9e08s2gZ3z2A2yYtHRLF-0.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29539\" 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