{"id":29753,"date":"2022-11-10T12:05:36","date_gmt":"2022-11-10T12:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29753"},"modified":"2022-11-10T12:05:45","modified_gmt":"2022-11-10T12:05:45","slug":"umberto-saba-verso-le-celebrazioni-del-prossimo-anno-un-mediterraneo-adriatico-nella-poesia-di-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=29753","title":{"rendered":"Umberto Saba verso le celebrazioni del prossimo anno. Un Mediterraneo Adriatico nella poesia di  Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29754\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221110_123202-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div class=\"aHl\"><\/div>\n<div id=\":kx\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":9w\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":4r\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">\n<p>Umberto Saba verso le celebrazioni del prossimo anno. Un Mediterraneo Adriatico nella poesia<\/p>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni\u00a0<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>ROMA &#8211; Un poeta dentro gli incontri delle onde e dei luoghi. Il Mediterraneo come luogo e come anima. Il Mediterraneo nella memoria. Resta un sentire che si avverte nel linguaggio, nel sentimento, nel gioco fantasioso delle attese che trovano un loro essere proprio nella parola. Ci sono poeti (e c\u2019\u00e8 una poesia) che hanno tramandato un pensare mediterraneo e ci sono poeti che sono rimasti dentro le maglie di una idea di consapevolezza e il luogo e la memoria sono un incontro fatale che non solo si percepisce per un rimando di tempo ma si vive come una interiorit\u00e0 che diventa esperienza storica ed espressione di una malinconia.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>In alcune poesie di Umberto Saba (Trieste,<a>1883 \u2013 Gorizia,1957<\/a>) si avverte un raccordo che ci conduce ad una matrice profondamente radicata nello spazio della nostalgia. I versi di Saba che risalgono alla raccolta Mediterranee, datata 1947 (scritte nel 1946: sono ventisette poesie), sono un penetrare la metafora e la realt\u00e0 del viaggio. Il viaggiare per un poeta di confine o di frontiera come Saba ha sempre rappresentato un penetrare l\u2019anima di un inquieto esistere tra gli urti della storia. E la storia \u00e8 dentro il vissuto ma si tratta di una storia la cui centralit\u00e0 \u00e8 sempre un dettato esistenziale, ovvero \u00e8 l\u2019esistere dell\u2019uomo in un confronto con le civilt\u00e0.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Queste \u201cMediterranee\u201d sono le terre non della solitudine ma del rappresentare. L\u2019ulissismo \u00e8 il tracciato del viandante che diventa naufrago anche al di l\u00e0 dello stesso naufragio. L\u2019ulissismo di Saba sta nel saper andare oltre le colonne d\u2019Ercole perch\u00e9 \u00e8 soltanto in quell\u2019oltre che si trova l\u2019interezza del viaggio e quindi di un\u2019esistenza che ha saputo assorbire il travaglio di una attesa. In fondo mi pare che il viaggiare o il vagare, la partenza o il ritorno, l\u2019indefinibile mosaico di un tempo irrefrenabile costituiscono la nostalgia del poeta. Una nostalgia che \u00e8 fatta non solo di atti lirici ma di un graffiare la memoria lasciando i segni indelebili dentro il cavo di una mano che mostra tutti i suoi solchi, le sue rughe.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Il viaggio \u00e8 come se non conoscesse n\u00e9 partenze n\u00e9 ritorni ma un costante navigare. Cos\u00ec: \u201cNella mia giovinezza ho navigato\/lungo le coste dalmate\u201d. Uomo di frontiera o uomo di confine. Ma il sentimento della terra smarrita (non perduta) \u00e8 la frequentazione di un dolore che non conosce soste. Quali soste o quale pausa lungo la rotta di un Ulisse che affronta l\u2019alta marea e la notte per continuare a non ritrovarsi tra le pieghe del viaggio? Infiniti sono i sogni ma infinito resta il naufragare del viandante.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Il Mediterraneo \u00e8 dunque una dimensione di un esistere che \u00e8 un resistere al gioco \u2013 forza della morte \u2013 tempo. Il mito e le figure del mito sono s\u00ec allegoria ma sono quasi sempre un andare nel di dentro di un mondo insondabile che, comunque, c\u2019\u00e8. Questo mare mai immenso intreccia popoli: \u201cPur vuole\/la Musa che da te nacque, ch\u2019io dica\/di te, col buio alle porte, parole\u201d. Grecia, Roma, Giudea. Sono un viaggio immenso nel cuore delle civilt\u00e0 in un mare che immenso non \u00e8. Ancora tra le parole della poesia \u201cUlisse\u201d: \u201cIsolotti\/a fior d\u2019onda emergevano, ove raro\/un uccello sostava intento a prede,\/coperti d\u2019alghe, scivolosi, al sole\/belli come smeraldi. Quando l\u2019alta\/marea e la notte li annullava, vele\/sottovento sbandavano pi\u00f9 al largo,\/per fuggirne l\u2019insidia. Oggi il mio regno\/\u00e8 quella terra di nessuno. Il porto\/accende ad altri i suoi lumi; me al largo\/sospinse ancora il non domato spirito,\/e della vita il doloroso amore\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>L\u2019omerico senso di ritornare e il dantesco peregrinare nel cercare (e cercarsi) l\u2019orizzonte di un oltre si lasciano ascoltare in un piano che sa di nenie. Quelle nenie antiche che hanno sapore di greco. Ma Saba \u00e8 un naufrago tra il vento dell\u2019Adriatico e le onde del Mediterraneo in un cielo di azzurri voli che trasportano nostalgie. L\u2019infanzia che stabilisce distacchi \u00e8 nostalgia: \u201cIn fondo all\u2019Adriatico selvaggio\/si apriva un porto alla tua infanzia\u201d.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Questo porto che \u00e8 radice, la sua Trieste rivive con l\u2019ansimare di un progetto nei tagli (non pi\u00f9 ritagli) del tempo. Nella chiusa di questa poesia (si tratta della n. 2 di \u201cTre poesie a Linuccia\u201d sempre da Mediterranee) si legge: \u201cEra un piccolo porto, era una porta\/aperta ai sogni\u201d. Il porto per Saba resta un luogo nelle atmosfere del tempo perduto. Quel tempo perduto che ha ritagli, a volte, di incantesimo. La magia del sogno non \u00e8 una alchimia. Il porto \u00e8 certamente un luogo ma non si decifra con una precisa geografia. L\u2019anima e il tempo come orizzonte universale possono mai avere una geografia? Si vive il porto perch\u00e9 \u00e8 dimensione dell\u2019esistere nel viaggio.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Esistere nel viaggio \u00e8 continuare ad esistere senza soste perch\u00e9 il viaggio, come si diceva, \u00e8 l\u2019attesa che ci permette di \u201csperimentare\u201d l\u2019oblio del tempo in un rapporto con la liturgia del sempre e del comunque. E\u2019, ancora una volta, vivere il viaggio come se fosse la ricchezza del niente. Ma Saba conosce molto bene il dolore e il sogno. Quella disarmonia che \u00e8 inquieto esistere tra le pareti di cristallo che resistono all\u2019urto dei venti nel nubifragio.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Ulisse resta su una zattera a raccontare o a raccontarsi perch\u00e9 il silenzio del Mediterraneo si raccoglie anche nello sbattere delle onde, nel frusciare delle acque, nel rischio della solitudine che si avverte nelle notti d\u2019altura. Ulisse \u2013 Saba ha spiegato le vele pur abitando e navigando una zattera. Una metafora che raccoglie una vita: \u201cMorire \u00e8 nulla; perderti \u00e8 difficile\u201d. Cos\u00ec in un navigare \u2013 naufragare viaggiando come i marinai che non smettono di ritrovarsi nel mare. Il mare e la citt\u00e0. I luoghi e i linguaggi. Il viaggio e i libri. Una geografia nel tempo della sua esistenza e della sua letteratura.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umberto Saba verso le celebrazioni del prossimo anno. 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