{"id":3002,"date":"2017-12-27T11:03:42","date_gmt":"2017-12-27T11:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3002"},"modified":"2017-12-27T11:03:42","modified_gmt":"2017-12-27T11:03:42","slug":"intervista-a-stefano-mazzonis-di-pralafera-direttore-opera-di-liegi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=3002","title":{"rendered":"Intervista a Stefano Mazzonis di Pralafera, direttore Opera di Liegi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3002 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3003'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/stefano-mazzonis-pralafera-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=3004'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/rigoletto-liegi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><span lang=\"it-IT\">LIEGI, STEFANO MAZZONIS DI PRALAFERA: L&#8217;OPERA DEVE TORNARE ALLE ORIGINI. L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Quando ero bambino passavo ore della mia infanzia siciliana incantato a guardare la lampada magica: una candela dietro dei vetri creava immagini di un mondo meraviglioso e fatato, pi\u00f9 vero e pi\u00f9 ricco, nella mia fantasia di bimbo, di qualsiasi realt\u00e0 effettiva; guardando con stupore i meravigliosi cartoni dell&#8217;antica scenografia di questo Rigoletto \u00abun plaisir d\u00e9licieux m&#8217;avait envahi, isol\u00e9, sans la notion de sa cause\u00bb, una sensazione di gioia, \u00abd&#8217;o\u00f9 avait pu me venir cette puissante joie?\u00bb. E d&#8217;improvviso torna il ricordo di quella lampada magica di tanti anni fa; le immagini della scenografia, dolci come una sorta di personale madeleine mi stavano facendo riprovare una gioia dimenticata, facendomi assaporare il piacere di un cullato abbandono a questa bella edizione di Rigoletto all&#8217;Opera di Liegi; ho capito cos\u00ec che i sapori della cucina classica della tradizione, ignorantemente liquidata come come antiquata, hanno ancora molta felicit\u00e0 da regalare a chi ha l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;intelligenza di apprezzarli. <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>Giovanni Chiaramonte<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Abbiamo intervistato Stefano Mazzonis Di Pralafera<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">, direttore dell&#8217;Op\u00e9ra Royal de Li\u00e8ge Wallonie, regista, scenografo e costumista di \u00abRigoletto\u00bb in scena fino al 2 gennaio 2018 (e il 6 gennaio a Charleroi). <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>La prima di \u00abRigoletto\u00bb ha riscosso un grandissimo successo. Qual \u00e8 la sua soddisfazione pi\u00f9 grande?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Che in sala pi\u00f9 del 40% del pubblico era composto da giovani, cio\u00e8 ragazzi con meno di 26 anni: questa \u00e8 la mia pi\u00f9 grande gioia, mi emoziona fino quasi a commuovermi.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Quindi, opera e giovani non sono cos\u00ec distanti?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">No. Tra l&#8217;altro in un periodo di esami in cui i ragazzi notoriamente erano impegnati e non potevano venire, invece&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>La rappresentazione di \u00abRigoletto\u00bb ha abbracciato e avvolto il pubblico: lei ne ha curato regia, scenografia e costumi. Come ha gestito le tre cose insieme?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Ho pensato di riprodurre come all&#8217;origine esattamente quando Verdi l&#8217;ha creata: quello che si vede sul palco di Liegi \u00e8 quello che il compositore ha visto al momento della sua prima e sono delle tele -in effetti riproduzioni novecentesche- quasi identiche a quelle della prima di Verdi. Ho ritrovato queste tele, un capolavoro artigianale nella costruzione perch\u00e9 sono tutte in due dimensioni, cio\u00e8 piatte e sembrano tridimensionali.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Il cambio delle scene visibile al pubblico suggeriva proprio l&#8217;idea dell&#8217;artigianalit\u00e0&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Era cos\u00ec tra l&#8217;altro spiegato nei libretti di Verdi da una scena all&#8217;altra, in posti diversi, durante lo stesso atto. Quindi, si sarebbe oggi obbligati a fare dei cambi di scena che durerebbero 10-15 minuti mentre lui li realizzava in due minuti. Ecco perch\u00e9 concepiva le sue opere e i suoi libretti cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Forse allora l&#8217;opera non dovrebbe ritornare alle sue origini?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Deve ritornare a questo. Adesso fare tutte le opere con le tele dipinte sarebbe troppo, per\u00f2 indubbiamente ritornare a una scenografia essenziale ma che riproduca nel vero quello che \u00e8 la scena immaginata dal compositore di questo io sono un fautore, un artefice, un sostenitore. Salvo rari casi di opere un po&#8217; strampalate in cui i libretti sono inesistenti, occorre tornare a una rappresentazione visiva in cui lo spettatore segua la storia non solo dal punto di vista dei cantanti che diventano anche degli attori, ma soprattutto nella parte visiva che deve essere quella cui il compositore e il librettista si sono ispirati.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>La sua creativit\u00e0, la maestria del Direttore Giampaolo Bisanti, i personaggi di Rigoletto, Gilda e del Duca eccezionali&#8230; come si crea una tale alchimia?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Quando i cantanti si trovano in uno spazio in cui la regia, la scena corrisponde al testo del libretto e al sentimento della musica danno di pi\u00f9 perch\u00e9 si ritrovano nei panni dei loro personaggi: un&#8217;alchimia che per\u00f2 sfugge con delle regie troppo strampalate. Non smetter\u00f2 mai di battermi contro questa deviazione scenica che rovina l&#8217;opera e non credo che i giovani amino quel genere. Amano invece questo genere in cui ritrovano la storia e la capiscono.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><b>Giriamo diversi teatri d&#8217;Europa: a Liegi constatiamo che non ci sono mai poltrone vuote. Qual \u00e8 il segreto?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Forse quello di avere sempre dei cast di alto livello, programmare ci\u00f2 che piace al pubblico e non quello che piace al direttore. Alla fine il pubblico ti d\u00e0 fiducia e viene anche a vedere qualcosa che magari avrebbe ignorato perch\u00e9 pensa di non ricevere mai una \u00abfregatura\u00bb. <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>Giovanni Zambito<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Foto di scena: Lorraine Wauters Opera Royal de Wallonie<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Scheda<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Direction musicale: Giampaolo BISANTI*<\/span><\/p>\n<p>Mise en sc\u00e8ne, d\u00e9cors et costumes: Stefano MAZZONIS DI PRALAFERA<\/p>\n<p>D\u00e9cors (r\u00e9alis\u00e9s par): Scenografie SORMANI CARDAROPOLI (Milan)<\/p>\n<p>Costumes (r\u00e9alis\u00e9s par): Fernand RUIZ<\/p>\n<p>Lumi\u00e8res: Michel STILMAN<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Chef des Ch\u0153urs: Pierre IODICE<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">RIGOLETTO: George PETEAN \u2022 \/ Devid CECCONI* \u2022<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">GILDA: Jessica NUCCIO*\u2022\/ Lavinia BINI \u2022<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">IL DUCA DI MANTOVA: Giuseppe GIPALI \u2022 \/ Davide GIUSTI \u2022<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">SPARAFUCILE: Luciano MONTANARO<\/span><\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span lang=\"it-IT\">MADDALENA: Sarah LAULAN*<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">IL CONTE DI MONTERONE: Roger JOAKIM<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">MARULLO: Patrick DELCOUR<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">LA CONTESSA DI CEPRANO: Alexise YERNA<\/span><\/p>\n<p>MATTEO BORSA: Zeno POPESCU<\/p>\n<p>Orchestre et Ch\u0153urs: Op\u00e9ra Royal de Wallonie-Li\u00e8ge<\/p>\n<p>Production: Op\u00e9ra Royal de Wallonie-Li\u00e8ge<\/p>\n<p>* Premi\u00e8re fois \u00e0 l&#8217;Op\u00e9ra Royal de Wallonie-Li\u00e8ge<\/p>\n<p>\u2022 <span lang=\"it-IT\">21, 23, 26, 28 et 30 d\u00e9c. 2017 et 2 janvier 2018<\/span><\/p>\n<p>\u2022 <span lang=\"it-IT\">22, 27, 29, 31 d\u00e9c. 2017 et 6 janvier 2018<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LIEGI, STEFANO MAZZONIS DI PRALAFERA: L&#8217;OPERA DEVE TORNARE ALLE ORIGINI. 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