{"id":30451,"date":"2022-11-29T11:01:26","date_gmt":"2022-11-29T11:01:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30451"},"modified":"2022-11-29T11:01:26","modified_gmt":"2022-11-29T11:01:26","slug":"la-finzione-e-il-reale-il-cinema-come-dimensione-onirica-nelle-ambiguita-della-recita-da-pierfranco-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=30451","title":{"rendered":"La finzione e il reale: il cinema come dimensione onirica nelle ambiguit\u00e0 della recita  da Pierfranco Bruni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30452\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446.jpg\" alt=\"\" width=\"1236\" height=\"1450\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446.jpg 1236w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446-256x300.jpg 256w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446-768x901.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446-873x1024.jpg 873w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/20221129_113446-128x150.jpg 128w\" sizes=\"(max-width: 1236px) 100vw, 1236px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gE iv gt\">\n<table class=\"cf gJ\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr class=\"acZ xD\">\n<td colspan=\"3\">\n<table class=\"cf adz\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"ady\">\n<div id=\":cx\" class=\"ajy\" tabindex=\"0\" role=\"button\" aria-haspopup=\"true\" data-tooltip=\"Mostrar detalles\" aria-label=\"Mostrar detalles\"><img decoding=\"async\" class=\"ajz\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/images\/cleardot.gif\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div id=\":55\">\n<div class=\"btm\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div id=\":cw\" tabindex=\"-1\"><\/div>\n<div id=\":7e\" class=\"ii gt\">\n<div id=\":54\" class=\"a3s aiL \">\n<div dir=\"auto\">La finzione e il reale: il cinema come dimensione onirica nelle ambiguit\u00e0 della recita<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>da Pierfranco Bruni\u00a0<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>\u00a0<br dir=\"auto\" \/>Macchina dei sogni o i sogni che entrano in un circuito amplificato in cui l&#8217;immaginario, passando attraverso la finzione, ha la menzogna rappresentata. Il cinema, dunque. Racconta storie e avventure. Il raccontare \u00e8 un mito. Il mito si dipana proprio nella focalizzazione di un concetto chiave: mettere in scena la espressione. Ci sono state diverse stagioni in cui il cinema \u00e8 stato ribalta nella scena. Da Pirandello a D&#8217;Annunzio. Il punto innovativo \u00e8 da ritenersi, a mio avviso, negli anni trenta del Novecento. Una premessa.<br dir=\"auto\" \/>Il cinematografo negli anni del Ventennio non \u00e8 soltanto una forma di \u201cpropaganda\u201d. Si sgombri questa idea se si vuole entrare in quei parametri critici che misurano il linguaggio, le forme, gli attori nei personaggi e la scena. Il film \u00e8 una espressione di comunicazione in cui l\u2019estetica \u00e8 caratterizzante e formativa.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Dal cinema dei telefoni bianchi al cinema che lascia la completa interpretazione agli amori neri. Tra il cinema degli amori neri ci sono i percorsi del cinema sviluppatosi sulla Laguna, dove il cinema romano si era trasferito, tra il 1943 e il 1945. Luisa Ferida e Osvaldo Valenti sono stati due straordinari protagonisti.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Luisa Ferida e Osvaldo Valenti si erano incontrati sul set di \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d del 1939 per la regia di Alessandro Blasetti. Film nella storia del cinema degli anni che annunciano le innovazioni cinematografiche degli anni Quaranta. Far\u00e0 scuola nella scenografia e nei campi lunghi e corti. Una ribalta importante.\u00a0 Lui aveva una importante esperienza nella recitazione. Lei pronta ad apprendere e a diventare una diva. Lui era Osvaldo Valenti. Lei Luisa Ferida. Una carriera consolidata. Una carriera da formare e consolidare. Ma Luisa con questo film \u00e8 gi\u00e0 una diva. Il cinema e la vita. Gli estremi tra la finzione e la realt\u00e0. Una tragica realt\u00e0 che ha coinvolto anche la macchina da presa e alcuni protagonisti del grande schermo.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Una storia d\u2019amore negli anni terribili tra il 1943 e il 1945. Luisa venne uccisa insieme ad Osvaldo Valenti, il suo amore, nella notte del 30 aprile 1945. Erano due attori molto famosi che avevano dato volto al cinema della fine degli anni Trenta sino al 1944.\u00a0 Protagonisti di film importanti e famosi che hanno cambiato anche la struttura del cinema degli anni precedenti, quello dei telefoni bianchi, e che hanno consolidato nella filmografia contemporanea il ruolo del personaggio come chiave per comprendere i vari campi usati nella cinematografia. C\u2019\u00e8 da dire che quando il\u00a0copione non bastava pi\u00f9 era l\u2019attore, sotto la guida dei maestri della regia, che creava il personaggio. Un\u2019esperienza fondamentale e fondante senza la quale non avremmo avuto i cosiddetti campi e spazi cinematografici. Un passaggio dalla malinconia dai telefoni bianchi al tragico degli amori neri. Un tratto saliente per comprendere il cinema neorealista.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Luisa Ferida, pseudonimo di Luisa Manfrini Farnet era nata a Castel San Pietro Terme il 18 marzo del 1914.\u00a0 Tra i suoi film pi\u00f9 famosi vanno ricordati\u00a0 \u201cFreccia d\u2019oro\u201d del 1935 con il quale inizia sostanzialmente il suo viaggio nel cinema, \u201cRe burlone\u201d sempre dello stesso anno, \u201cLo smemorato\u201d del 1936 (il 1936 sar\u00e0 un anno molto impegnativo dal punto di vista cinematografico, infatti usciranno diverse pellicole come\u00a0 \u201cL\u2019ambasciatore\u201d, \u201cAmazzoni bianche\u201d), \u201cI fratelli Castiglioni\u201d del 1937,\u201dI due barbieri\u201d sempre del 1937, \u201cTutta la vita in una notte\u201d del 1938. Altri film usciranno nel 1938.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Sono appuntamenti significativi che lasceranno un segno indelebile sia nella chiave interpretava del cinema moderno, per quel tempo, sia nella critica che si svilupper\u00e0 sugli organi di informazione quotidiani che quelli specialistici. Le testate dei quotidiani svilupparono un intendo e articolato dibattito che port\u00f2 a coinvolgere la cultura nella sua complessit\u00e0. La letteratura, dopo Pirandello e D\u2019Annunzio, entrer\u00e0 nella scena imperante della macchina da presa.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>La presenza di Luisa Ferida sulla scena cinematografica sar\u00e0 costante.\u00a0 Al 1939 appartengono \u201cAnimali pazzi\u201d, \u201cUn\u2019avventura di Salvator Rosa\u201d per la regia di Alessandro Blasetti. Del 1940 \u00e8 \u201cIl segreto di Villa Paradiso\u201d. Mentre al 1941 appartiene \u201cNozze di sangue\u201d e\u00a0 \u201cLa corona di ferro\u201d. Il 1942 \u00e8 impegnata, tra gli altri film,\u00a0 con \u201cLa cena delle beffe\u201d, \u201cFari nella nebbia\u201d, \u201cL\u2019ultimo addio\u201d, \u201cLa bella addormentata\u201d, \u201cFedora\u201d, \u201cGelosia\u201d. L\u2019anno successivo sar\u00e0 protagonista in \u201cIl figlio del corsaro rosso\u201d, in \u201cGrazia\u201d, \u201cHarlem\u201d e \u201cTristi amori\u201d.\u00a0 1944 \u00e8 l\u2019anno de \u201cLa locandiera\u201d, per la regia di Luigi Chiarini. Il 1945 lavora a \u201cFatto di cronaca\u201d. Film che la vedranno accanto ad Osvaldo Valenti, come i precedenti, e costruiranno punti di riferimenti dal telefoni bianchi agli amori neri.\u00a0<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Film che, al di l\u00e0 del contesto storico, che restano nella bibliografia del cinema che rinnova e innova. Il tipo di recitazione \u00e8 da teatro. Il film fa teatto. Come sino a tutto il periodo della fine degli anni Quaranta. Luisa, clara, Doris, Osvaldo, Gino, Amedeo, per citarne soltanto pochissimi, vanno oltre il contesto in cui operarono. \u201cAvventura di Salvator Rosa\u201d o \u201cLa cena delle beffe\u201d o \u201cLa locandiera\u201d, prima versione, sono \u201cpezzi\u201d d\u2019arte realizzati con strumenti prima maniera che registi e attori hanno rappresentato con competenza e forza creatrice imponente. Si pensi ad uno dei film che ha dettato un modello di fare cinema: \u201cLuciano Serra pilota\u201d. Sono oltre ogni ideologia perch\u00e9 \u00e8 la fenomenologia artistica che ha il sopravvento.<\/p>\n<div dir=\"auto\"><br dir=\"auto\" \/>Luisa. Un\u2019attrice all\u2019interno di un tempo tragico e tragico fu il suo amore con Valenti.\u00a0 Credo che vada riletto la temperie cinematografica di quegli anni partendo proprio da Luisa Ferida e Osvaldo Valenti insieme ad Amedeo Nazzari, Clara Calamai, Doris Durante, Gino Cervi e tanti altri attori che hanno lasciato un segno indelebile. Molti di questi attori parteciperanno al cinema neorealista guidato da registi che chioseranno quel tempo drammatico.\u00a0Quando il cinema aveva l\u2019eleganza dei telefoni bianchi e le voci recitavano, raccontando l\u2019istante del tempo, le storie delle vite puntualizzavano i segni e il senso dei personaggi negli occhi profondi che erano voci nell\u2019intensit\u00e0 dello sguardo. Da qui \u00e8 nato il cinema degli anni cinquanta la maestria dei registi che hanno tracciato quello che sar\u00e0 la nuova pellicola e le immagini indelebili che hanno fatto sognare. Un cinema che passa attraverso gli amori neri.<br dir=\"auto\" \/><br dir=\"auto\" \/>Sulla tragedia di Luisa e di Osvaldo il regista Marco Tullio Giordana ha realizzato un commovente film dal titolo \u201cSanguepazzo\u201d. Su di loro il regista dir\u00e0: \u201cValenti\u00a0e la\u00a0Ferida\u00a0erano stati tra i protagonisti del \u201ccinema dei telefoni bianchi\u201d che il fascismo aveva tanto sostenuto. Ma in quelle pellicole rassicuranti e perbeniste avevano sempre recitato la parte dei cattivi, turbando l\u2019Italietta piccolo\u2010borghese con personaggi che avevano eco anche nella spregiudicatezza della loro vita privata\u201d. Il film usc\u00ec\u00a0nel 2008 con l\u2019interpretazione di Monica Bellucci, drammatica e splendida nella sua Luisa, Luca Zingaretti, identificazione magistrale nel suo Osvaldo. Insieme a loro Alessandro Boni,\u00a0 Maurizio Donadoni ed altri con la sceneggiatura di\u00a0Leone Colonna,\u00a0Marco Tullio Giordana,\u00a0Enzo Ungari. Ho raccontato tutto ci\u00f2 in \u201cLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u201d per i tipi di Tabula Fati. Un raccontare in cui il tragico si \u00e8 spettacolarizzato.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Le vite dentro l\u2019arte della vita stessa ma anche nella visione della finzione. Il film \u00e8 s\u00ec una recita,\u00a0 ma anche una vita dentro le immagini, anzi dentro la pellicola. Una memoria che raccoglie avventure e le storie restano destino. Il cinema inventa destini. E alla fine il legame tra il reale e la finzione \u00e8 completamente stretto. Uscire dal reale o dalla finzione? Bisognerebbe rispondere a questo interrogativo? Credo di no. Cosa resta alla fine?\u00a0La finzione e il reale: il cinema come dimensione onirica nelle ambiguit\u00e0 della recita.<\/p>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La finzione e il reale: il cinema come dimensione onirica nelle ambiguit\u00e0 della recitada Pierfranco Bruni\u00a0\u00a0Macchina dei sogni o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-30451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30451\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}